Affetti e modernità

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dottor manhattan

Utente di lunga data
Sì certo, si reagisce e si vive ogni forma di dolore in modo differente... a seconda del tipo di dolore e a seconda dell'individuo...
Penso che l'egoismo sia legato soprattutto ad un meccanismo di autoprotezione.

Capita spesso di sentir dire "non so dire di no", in molti casi quell'atteggiamento, all'opposto, è causa di frustrazioni ed è tutt'altro che altruistico, o almeno non solo. Sono i casi in cui il proprio egoismo è inibito e rimpiazzato da chissà quale altro schema mentale.

Quindi, in un certo senso, come dicevi tu, un individuo può essere considerato meno egoista di un altro per quanto è in grado di gestire le situazioni che gli si presentano. In sintesi, la capacità di gestire un problema relativamente alle proprie possibilità.

Tornando alla tua amica che decide di partire nonostante la perdita del caro, ci vedo incapacità di gestire la propria sofferenza ed è a tutti gli effetti, credo, fuga dal sacrificio imposto da quell'esperienza.

Che sia biasimabile diventa solo un problema legato alla morale.
 
In questo frangente a mio avviso si incrociano contesti diversi.

Per quel che riguarda la rinuncia ad un proprio momento di relax e vacanza a favore di un familiare che sta male: la trovo una cosa nobile in ogni epoca, a patto che sia fatta con il cuore e non perchè "chissà altrimenti cosa penserà la gente". E' una delle occasioni in cui manifestare quanto ci è prezioso l'altro. Va da sè che io sarei a prima a rifiutare che qualcuno rinunci alle vacanze per me.

Parlando invece delle manifestazioni tangibili dell'amore: spesso vengono confuse con l'esibizionismo. Mi sono accorta che molta gente compie gesta nobili a beneficio dell'encomio pubblico presente o futuro: checchè se ne dica, nella mia realtà quotidiana questo rimane uno dei motori principali di molte forme di volontariato.
Quindi ben venga la discrezione in questo campo.
hai ragione e condivido.
anche se a livello pratico, per dirla un po' alla catalano; è meglio chi lo fa per esibirsi rispetto a chi non fa nulla
 

Nausicaa

sfdcef
(Ehm, non so dove postarlo, proverò qui).

Ultimamente leggo spunti interessanti sul fatto che l'affetto, i sentimenti, non si misurano dal do ut des, da gesti e parole che in un rapporto d'amore e d'affetto "ci si aspetterebbe".

Perchè sicuramente negli anni il modo di vivere le relazioni e i sentimenti è cambiato tanto, e quello che una volta sembrava scontato "dare & ricevere", il minimo sindacale insomma, ora non lo è più.
Ora vedo che il modo di vivere le relazioni è più rarefatto, le manifestazioni d'affetto sono cambiate. E non solo nei rapporti di coppia....

Tanto per fare qualche esempio, mi ha colpito il caso di due mie conoscenti, una delle quali anche non giovanissima.

La donna non giovanissima, per la precisione, parte in vacanza all'estero con marito e amici il giorno dopo il funerale della madre, che stava male da tanto. Al funerale, piagnistei e lacrime a profusione, d'altronde sua mamma stravedeva per lei, unica figlia, e per lei aveva sacrificato tutto. Epperò "ormai il viaggio era prenotato e la caparra era stata data. A malincuore, sono partita".

Mentre all'altra mia conoscente durante un'estate succede così:

Vacanza 1. Sua madre ha una febbre da cavallo e non può contare su nessun altro per qualunque cosa. Alla fine, la mia conoscente fa le valigie e parte comunque.
Vacanza 2. Qui invece è il suo fidanzato che sta male, è influenzato e deve pure preparare un esame importantissimo, di abilitazione a una certa professione. Decisione: Il viaggio lo fa lo stesso,
dicendo che in fondo lei ha diritto a staccare, che lavora tutto l'anno e che gli altri se la possono cavare comunque in qualche modo.

E questi sono solo alcuni degli esempi che posso riportare...

Allora mi chiedo: ma che succede? E normale tutto questo?
Come lo devo interpretare?
Sicuramente i tempi stanno cambiando, e, come dicono bene molti utenti qui, non è che se tu dai "tanto" in un rapporto, poi devi aspettarti "uguale" in contropartita.

Forse nei Tempi Moderni i sentimenti si vivono "dentro" nell'anima e la "manifestazione tangibile" è ormai desueta?
O forse semplicemente siamo più soli ed egoisti di un tempo? Deve per forza vincere il "qui e ora", il carpe diem e tanti saluti a tutti?

Forse perchè io vengo da una cultura e da un ambiente diciamo molto "conservatore", c'è qualcosa che mi sfugge e non mi torna. E per questo mi piacerebbe parlarne con voi. Come la vedete?

ari

La tua prima conoscente: la madre è morta, perchè dovrebbe stare chiusa in casa a piangere quando c'è il modo e la possibilità di andare via, fuori, cercare di riprendersi altrove? Evitando oltretutto di far rinunciare anche al marito, che probabilmente era meno affranto di lei.

Nel secondo caso, mi sembra abominevole.
 

Mari'

Utente di lunga data
Maronn come sono fatta male, sbagliata :no: mi son sentita in lutto perfino quando uno dei miei baby pelosi ha fatto il grande passo :piange:
 

Nausicaa

sfdcef
Credo che ognuno reagisca a modo suo.

I -pochi per fortuna- casi in cui mi sono trovata davanti alla notizia di una morte, la mia prima reazione è stata una risata.
Di incredulità e shock, ma una risata.

La morte di una persona a me molto cara, ma anziana, è stata vissuta da me e mia madre con risa e scherzi fino al funerale... dove abbiamo pianto tutte le nostre lacrime...
Ma anche tra noi, scherziamo molto sul tema della morte... non ci sembra irrispettoso, è invece un... non so esprimerlo... un affrontare già adesso... un accogliere il pensiero...

Un uomo che conosco, al funerale della amatissima, amatissima moglie.. . la donna della sua vita... per farsi forza scherzava... guardandola nella bara si pavoneggiava nell'abito nuovo e le diceva "ti sei pentita adesso di essere morta, eh? Guarda come sono figo amore!"
Può far venire i brividi a chi non lo/li conosce, ma in fondo, chi se ne frega se estranei non capiscono quanto fosse grande il loro amore.
 

Mari'

Utente di lunga data

aristocat

Utente iperlogica
La tua prima conoscente: la madre è morta, perchè dovrebbe stare chiusa in casa a piangere quando c'è il modo e la possibilità di andare via, fuori, cercare di riprendersi altrove? Evitando oltretutto di far rinunciare anche al marito, che probabilmente era meno affranto di lei.

Nel secondo caso, mi sembra abominevole.
Adesso dirò una cosa un filino impopolare. Ma è come la vedo io. E, uhm, mi piace pensare che non è retorica perbenista... :rolleyes:

Nel primo caso: Detta come la metti te il "viaggio a tutti i costi" potrebbe anche avere una sua logica. Ma non è così semplice, imho.

Chi l'ha detto che di fronte a un dolore, bisogna rimuovere subito... cercare di rinfrancarsi subito e ad ogni costo?

Io credo che di fronte a certe "bombe", certi stravolgimenti del vivere come il fatto di perdere la madre, sia utile un certo raccoglimento, fermarsi un attimo per... capire, metabolizzare quello che sta succedendo.

Perchè la morte è una cosa "enorme" e va elaborata. Va affrontata e non spazzata sotto il tappeto.

Non si può fare finta che è tutto come sempre, come prima.
Che lo spirito che si aveva ieri è lo spirito sconvolto e sofferente di oggi.

Voglio dire: quando hai organizzato quel viaggio, lo hai fatto con un'altra disposizione d'animo! Eri "leggera" e spensierata. Quando sei partita eri tutta entusiasta e carica. Poi la tremenda notizia, il ritorno improvviso.

E, la mattina dopo, cosa fai? Riparti di nuovo, e la prima cosa che ti viene da dire al riguardo è "ah ma il viaggio ormai era già pagato, avremmo perso il denaro già versato"? :confused::nuke:

Insomma, non so se rendo l'idea. Viene a mancare tua madre, non so se è giusto imporsi una rimozione il giorno dopo...

Non hai ancora una nuova consapevolezza di come sarà la tua vita senza di lei.
Non ti sei ancora davvero leccata le ferite.

Cambi repentinamente la dimensione "spazio-tempo" sapendo che - tornata a casa - il dolore riciccerà fuori lo stesso. E non sarà piacevole, specie dopo l'illusione di "contentezza" data dagli svaghi & sequela di attività ricreative/ridanciane di quel viaggio all'estero....

Non so, io la vedo così :blank:. Per il Caso 2: è terribile quello che ha detto la ragazza, ma almeno non c'è tutta la sceneggiata di circostanza sul dilemma: parto o non parto?
E' una schiettezza sulla quale puoi sempre contare.

ari
 

aristocat

Utente iperlogica
La tua prima conoscente: la madre è morta, perchè dovrebbe stare chiusa in casa a piangere quando c'è il modo e la possibilità di andare via, fuori, cercare di riprendersi altrove? Evitando oltretutto di far rinunciare anche al marito, che probabilmente era meno affranto di lei.

Nel secondo caso, mi sembra abominevole.
E mi viene in mente un altro paio di considerazioni. Cioè, io sto soffrendo come un cane e devo pensare anche a mio marito che si cruccerebbe se non avesse la vacanzina tanto agognata durante l'anno? Ma non dovrebbe essere il contrario, vale a dire quello messo meglio (il marito) viene incontro alla moglie che è uno straccetto pietoso?

Davvero, in un momento del genere dovrei pure preoccuparmi che non manchino gli svaghi al mio consorte? :confused:

E, considerazione 2. Io vedo in giro questa tendenza, sociale, per cui in un modo o nell'altro devi dimostrare che stai sempre bene, in forma, e che "te la passi bene". Che sei un vincente sempre, in grado di passare oltre a tutto. Pensiamo anche a certe esclamazioni tipo: "ah e chi l'ammazza quello/a"?
Non è ben visto chi si "raccoglie" nel dolore. Diciamolo. La fragilità è un lusso che ci si può concedere solo di nascosto, ormai. :condom:

ari
 

dottor manhattan

Utente di lunga data
Adesso dirò una cosa un filino impopolare. Ma è come la vedo io. E, uhm, mi piace pensare che non è retorica perbenista... :rolleyes:

Nel primo caso: Detta come la metti te il "viaggio a tutti i costi" potrebbe anche avere una sua logica. Ma non è così semplice, imho.

Chi l'ha detto che di fronte a un dolore, bisogna rimuovere subito... cercare di rinfrancarsi subito e ad ogni costo?

Io credo che di fronte a certe "bombe", certi stravolgimenti del vivere come il fatto di perdere la madre, sia utile un certo raccoglimento, fermarsi un attimo per... capire, metabolizzare quello che sta succedendo.

Perchè la morte è una cosa "enorme" e va elaborata. Va affrontata e non spazzata sotto il tappeto.

Non si può fare finta che è tutto come sempre, come prima.
Che lo spirito che si aveva ieri è lo spirito sconvolto e sofferente di oggi.

Voglio dire: quando hai organizzato quel viaggio, lo hai fatto con un'altra disposizione d'animo! Eri "leggera" e spensierata. Quando sei partita eri tutta entusiasta e carica. Poi la tremenda notizia, il ritorno improvviso.

E, la mattina dopo, cosa fai? Riparti di nuovo, e la prima cosa che ti viene da dire al riguardo è "ah ma il viaggio ormai era già pagato, avremmo perso il denaro già versato"? :confused::nuke:

Insomma, non so se rendo l'idea. Viene a mancare tua madre, non so se è giusto imporsi una rimozione il giorno dopo...

Non hai ancora una nuova consapevolezza di come sarà la tua vita senza di lei.
Non ti sei ancora davvero leccata le ferite.

Cambi repentinamente la dimensione "spazio-tempo" sapendo che - tornata a casa - il dolore riciccerà fuori lo stesso. E non sarà piacevole, specie dopo l'illusione di "contentezza" data dagli svaghi & sequela di attività ricreative/ridanciane di quel viaggio all'estero....

Non so, io la vedo così :blank:. Per il Caso 2: è terribile quello che ha detto la ragazza, ma almeno non c'è tutta la sceneggiata di circostanza sul dilemma: parto o non parto?
E' una schiettezza sulla quale puoi sempre contare.

ari
Nessuno l'ha detto.

Era per questo che ti parlavo di "capacità" soggettive. Le reazioni sono strettamente personali, partendo da coloro che evitano la sofferenza a priori, molto "egoisticamente" e non proprio attuando una rimozione forzata.

Il tuo punto di vista, quasi come un'eccezione che conferma la regola, è, quindi, tutt'altro che trascurabile, pur sempre soggettivo però.

Riguardo il Caso 2, mentre tu continui a giudicarlo, seppur positivamente nei "tuoi" confronti, la ragazza dimostra di fare la cosa giusta per se infischiandosene di quello che la gente possa pensare. Ancora uno scrupolo in meno rispetto al Caso 1, forse anche più "egoista" come posizione.
 

aristocat

Utente iperlogica
Nessuno l'ha detto.

Era per questo che ti parlavo di "capacità" soggettive. Le reazioni sono strettamente personali, partendo da coloro che evitano la sofferenza a priori, molto "egoisticamente" e non proprio attuando una rimozione forzata.

Il tuo punto di vista, quasi come un'eccezione che conferma la regola, è, quindi, tutt'altro che trascurabile, pur sempre soggettivo però.

Riguardo il Caso 2, mentre tu continui a giudicarlo, seppur positivamente nei "tuoi" confronti, la ragazza dimostra di fare la cosa giusta per se infischiandosene di quello che la gente possa pensare. Ancora uno scrupolo in meno rispetto al Caso 1, forse anche più "egoista" come posizione.
DM, in che senso il mio pdv è un'eccezione che conferma la regola? :confused: Non sono brava a capire tutto il tuo discorso stasera :eek:

E in che senso il caso 2 è "positivo nei miei confronti"?
Comunque credo che il livello di egoismo sia il medesimo, cambia solo il livello di... ipocrisia, fra i due.

Il resto penso di capirlo e sono d'accordo... sì ognuno reagisce a modo suo, sicuramente ogni forma di dolore merita rispetto; anche se nel mio caso "rispetto ma non condivido" questo modo di porsi verso i propri cari.

Quello che invece condivido volentieri, qui nel forum, è la riflessione sull'egoismo tout court e anche sul modo di reagire delle persone, oggigiorno, alle disgrazie e alle sofferenze dei propri cari. Fare un po' di confronti tra il prima e il dopo e sentire quello che ne pensate...

Bon, devo andare.... a presto
ari
 

dottor manhattan

Utente di lunga data
DM, in che senso il mio pdv è un'eccezione che conferma la regola? :confused: Non sono brava a capire tutto il tuo discorso stasera :eek:

E in che senso il caso 2 è "positivo nei miei confronti"?
Comunque credo che il livello di egoismo sia il medesimo, cambia solo il livello di... ipocrisia, fra i due.

Il resto penso di capirlo e sono d'accordo... sì ognuno reagisce a modo suo, sicuramente ogni forma di dolore merita rispetto; anche se nel mio caso "rispetto ma non condivido" questo modo di porsi verso i propri cari.

Quello che invece condivido volentieri, qui nel forum, è la riflessione sull'egoismo tout court e anche sul modo di reagire delle persone, oggigiorno, alle disgrazie e alle sofferenze dei propri cari. Fare un po' di confronti tra il prima e il dopo e sentire quello che ne pensate...

Bon, devo andare.... a presto
ari
Ho scritto da cani, me ne scuso.

Intendevo semplicemente dire che il tuo punto di vista fosse pienamente rispettabile e allo stesso tempo soggettivo.

Riguardo il caso 2, nei tuoi confronti perché ritenevi la ragazza più schietta, meno ipocrita.

Permane, come vedi, il filo conduttore della morale e del giudizio nel valutare le persone nei "nostri confronti". Per quello che, di materiale o intellettuale, riteniamo possa relazionarci, più o meno consciamente, ad esse: "schiettezza sulla quale puoi sempre contare".
 

elena

Utente di lunga data
DM, in che senso il mio pdv è un'eccezione che conferma la regola? :confused: Non sono brava a capire tutto il tuo discorso stasera :eek:

E in che senso il caso 2 è "positivo nei miei confronti"?
Comunque credo che il livello di egoismo sia il medesimo, cambia solo il livello di... ipocrisia, fra i due.

Il resto penso di capirlo e sono d'accordo... sì ognuno reagisce a modo suo, sicuramente ogni forma di dolore merita rispetto; anche se nel mio caso "rispetto ma non condivido" questo modo di porsi verso i propri cari.

Quello che invece condivido volentieri, qui nel forum, è la riflessione sull'egoismo tout court e anche sul modo di reagire delle persone, oggigiorno, alle disgrazie e alle sofferenze dei propri cari. Fare un po' di confronti tra il prima e il dopo e sentire quello che ne pensate...

Bon, devo andare.... a presto
ari
OT.
Ari, è solo per dirti che il tuo album di avatar è bellissimo! :)
 
OT.
Ari, è solo per dirti che il tuo album di avatar è bellissimo! :)
AHAHAHAHAHAHAHAHAHA...sono andato a vederlo...AHAHAHAHAH...vero ma la cosa che mi ha fatto ridere...è...ehi questi avatar sono vietati agli altri...AHAHAHAHAHAAH...Aristocat...come si potrebbe vivere senza di lei?:D:D:D
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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