Aiuto per favore

void

Utente di lunga data
Perché il trauma è tuo e finché non si prova personalmente non si capisce. Il rapporto ribaltato è il tuo con tutti i tuoi vissuti ed emozioni e tentativi di razionalizzazione. Se tu taci e archivi, gli altri sono sollevati perché non c’è pericolo che vengano coinvolti nella tua destabilizzazione.
Succede anche tra adulti quando un amico viene tradito.
Per questo si arriva qui, perché chi non l’ha provato ti consola, magari piange con te e ti abbraccia, ma non vorrai mica andare avanti a parlarne più di una settimana?!
C'è anche un'altra chiave di lettura.

Perché una madre, oltre a essere madre, è una persona e come persona vive nel bene e nel male le conseguenze delle proprie debolezze e delle proprie scelte.
Il rapporto fra lei e il marito è una cosa che riguarda loro e nessun altro, neanche i figli.

E' chiaro che per un figlio il trauma di scoprire il tradimento di un genitore può essere maggiore di quello che avrebbe il genitore tradito. Ma questo non significa che lui abbia il diritto di interferire nel loro rapporto personale, soprattutto senza conoscere quello che c'è dietro. Il rapporto fra due genitori è quello che si vede ogni sera a tavola, nei week end familiari.

Il reale rapporto fra coniugi, intesi come partner, spesso i figli lo scoprono solo da adulti e spesso non lo scopriranno mai. Ed è giusto così. Secondo me

Le "leggi di famiglia" non mettono al riparo da una depressione o da un innamoramento, si rimane esseri umani anche da genitori.

Quello che tanti gli hanno consigliato non era di ignorare quello che era successo, ma di parlare con la madre da figlio (come ha fatto il figlio di Mariben) e non da marito. Senza metterla nella condizione di dover confessare per forza qualcosa di cui non era ancora pronta a parlare o che forse non aveva senso confessare in quel momento.
 

danny

Utente di lunga data
Ma che ragionamento è?
Lui non è uno che passa, è il figlio.
I genitori rappresentano la legge, lui è quello che si deve allontanare e trasgredire alcune leggi della famiglia. Ma le leggi di famiglia nel corso degli anni sono chiare e solide. Lui ha visto Mosé rompere le tavole. È normale che sia destabilizzato.
A 26 anni i genitori non dovrebbero più rappresentare la legge da rispettare e osservare da almeno 15 anni.
E credo che a quell'età ormai adulta conti molto più l'esistenza di un rapporto affettivo solido e non giudicante con essi che la necessità di una visione che ambisca all'infallibilità dei genitori.
Ovvio che possa esserci un trauma, e Figlio secondo me lo ha dichiarato e mostrato più volt, trauma che però non spetta noi risolvere ma come ho detto più volte Enza ottenere risposta necessita di uno psicologo, che potrebbe essere utile anche a districare alcune indeterminatezze di ruoli che sono emerse nei vari post scritti nelle pagine addietro.
 

danny

Utente di lunga data
Adesso l’hai messa diversamente.

Comunque la cosa che è più difficile da sopportare è il dolore dei figli e ancor di più di esserne la causa.
Infatti è la tragedia del nostro tempo quella dei genitori che vogliono essere sempre amati e apprezzati dai figli e per questo non pongono loro limiti.
Figuriamoci se si riesce ad accettare di rischiare di essere disprezzati.

Però forse le due cose sono legate perché tutto deriva dalla difficoltà di accettare la frustrazione ed è per questo che si ricercano relazioni extra gratificanti, si vuole sentire come diritto ogni soddisfazione egoistica.
Temo che la situazione stia peggiorando.
Ma è anche quella di pretendere genitori perfetti.
Moglie e mariti perfetti.
Nulla di tutto questo esiste nella realtà.
Occorre da adulti saper accettare l'imperfezione delle persone, sopratutto quando essa è assolutamente bilanciata da altre innumerevoli qualità.
Per una madre che ha fatto una scelta sbagliata si deve arrivare a un percorso che preveda il perdono da parte del figlio, non appoggiare lo sputtanamento pubblico (che avverrebbe con la confessione davanti al padre) fatto in un momento di mancanza di lucidità.
Questo in virtù del fatto innegabile che una madre, come ha cercato di far intendere con una domanda senza avere risposta Ermik prima, è stata probabilmente prima di tutto questo una buona madre.
Con la giustificazione del trauma non si buttano via 26 anni di ruolo materno.
 

Brunetta

Utente di lunga data
C'è anche un'altra chiave di lettura.

Perché una madre, oltre a essere madre, è una persona e come persona vive nel bene e nel male le conseguenze delle proprie debolezze e delle proprie scelte.
Il rapporto fra lei e il marito è una cosa che riguarda loro e nessun altro, neanche i figli.

E' chiaro che per un figlio il trauma di scoprire il tradimento di un genitore può essere maggiore di quello che avrebbe il genitore tradito. Ma questo non significa che lui abbia il diritto di interferire nel loro rapporto personale, soprattutto senza conoscere quello che c'è dietro. Il rapporto fra due genitori è quello che si vede ogni sera a tavola, nei week end familiari.

Il reale rapporto fra coniugi, intesi come partner, spesso i figli lo scoprono solo da adulti e spesso non lo scopriranno mai. Ed è giusto così. Secondo me

Le "leggi di famiglia" non mettono al riparo da una depressione o da un innamoramento, si rimane esseri umani anche da genitori.

Quello che tanti gli hanno consigliato non era di ignorare quello che era successo, ma di parlare con la madre da figlio (come ha fatto il figlio di Mariben) e non da marito. Senza metterla nella condizione di dover confessare per forza qualcosa di cui non era ancora pronta a parlare o che forse non aveva senso confessare in quel momento.
Belle regole...ma chi ci è dentro ha reazioni emotive. Non so a cosa servano queste regole.
Comunque i genitori sono i genitori, non i vicini di casa. E sì è una responsabilità essere genitori.
 

danny

Utente di lunga data
C'è anche un'altra chiave di lettura.

Perché una madre, oltre a essere madre, è una persona e come persona vive nel bene e nel male le conseguenze delle proprie debolezze e delle proprie scelte.
Il rapporto fra lei e il marito è una cosa che riguarda loro e nessun altro, neanche i figli.

E' chiaro che per un figlio il trauma di scoprire il tradimento di un genitore può essere maggiore di quello che avrebbe il genitore tradito. Ma questo non significa che lui abbia il diritto di interferire nel loro rapporto personale, soprattutto senza conoscere quello che c'è dietro. Il rapporto fra due genitori è quello che si vede ogni sera a tavola, nei week end familiari.

Il reale rapporto fra coniugi, intesi come partner, spesso i figli lo scoprono solo da adulti e spesso non lo scopriranno mai. Ed è giusto così. Secondo me

Le "leggi di famiglia" non mettono al riparo da una depressione o da un innamoramento, si rimane esseri umani anche da genitori.

Quello che tanti gli hanno consigliato non era di ignorare quello che era successo, ma di parlare con la madre da figlio (come ha fatto il figlio di Mariben) e non da marito. Senza metterla nella condizione di dover confessare per forza qualcosa di cui non era ancora pronta a parlare o che forse non aveva senso confessare in quel momento.
Perfetto.
 

oriente70

Utente di lunga data
C'è anche un'altra chiave di lettura.

Perché una madre, oltre a essere madre, è una persona e come persona vive nel bene e nel male le conseguenze delle proprie debolezze e delle proprie scelte.
Il rapporto fra lei e il marito è una cosa che riguarda loro e nessun altro, neanche i figli.

E' chiaro che per un figlio il trauma di scoprire il tradimento di un genitore può essere maggiore di quello che avrebbe il genitore tradito. Ma questo non significa che lui abbia il diritto di interferire nel loro rapporto personale, soprattutto senza conoscere quello che c'è dietro. Il rapporto fra due genitori è quello che si vede ogni sera a tavola, nei week end familiari.

Il reale rapporto fra coniugi, intesi come partner, spesso i figli lo scoprono solo da adulti e spesso non lo scopriranno mai. Ed è giusto così. Secondo me

Le "leggi di famiglia" non mettono al riparo da una depressione o da un innamoramento, si rimane esseri umani anche da genitori.

Quello che tanti gli hanno consigliato non era di ignorare quello che era successo, ma di parlare con la madre da figlio (come ha fatto il figlio di Mariben) e non da marito. Senza metterla nella condizione di dover confessare per forza qualcosa di cui non era ancora pronta a parlare o che forse non aveva senso confessare in quel momento.
Il problema è che la madre frequenta un concorrente del marito ...squalo ...
e li non è solo il tradimento ha minare la fiducia del foglio verso la madre.
 

Brunetta

Utente di lunga data
A 26 anni i genitori non dovrebbero più rappresentare la legge da rispettare e osservare da almeno 15 anni.
E credo che a quell'età ormai adulta conti molto più l'esistenza di un rapporto affettivo solido e non giudicante con essi che la necessità di una visione che ambisca all'infallibilità dei genitori.
Ovvio che possa esserci un trauma, e Figlio secondo me lo ha dichiarato e mostrato più volt, trauma che però non spetta noi risolvere ma come ho detto più volte Enza ottenere risposta necessita di uno psicologo, che potrebbe essere utile anche a districare alcune indeterminatezze di ruoli che sono emerse nei vari post scritti nelle pagine addietro.
La legge interna si forma grazie ai genitori. Fortunatamente esiste anche la letteratura e la scuola, ma la legge che dice che si può tradire e sono fatti propri non esiste, se non nella fantasia di chi tradisce.
Infatti racconta mariben che lei ha tradito, poi quando è stato tradito il figlio lei, bontà sua, non si è accanita sulla nuora. Ma questo è non darsi la zappa sui piedi, non è elasticità e rispetto delle relazioni dei figli.
I figli decidono loro se, quando e come giudicare i genitori in base soprattutto a ciò che i genitori stessi hanno insegnato. Nessun “dovrebbe” può cambiare questo fatto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma è anche quella di pretendere genitori perfetti.
Moglie e mariti perfetti.
Nulla di tutto questo esiste nella realtà.
Occorre da adulti saper accettare l'imperfezione delle persone, sopratutto quando essa è assolutamente bilanciata da altre innumerevoli qualità.
Per una madre che ha fatto una scelta sbagliata si deve arrivare a un percorso che preveda il perdono da parte del figlio, non appoggiare lo sputtanamento pubblico (che avverrebbe con la confessione davanti al padre) fatto in un momento di mancanza di lucidità.
Questo in virtù del fatto innegabile che una madre, come ha cercato di far intendere con una domanda senza avere risposta Ermik prima, è stata probabilmente prima di tutto questo una buona madre.
Con la giustificazione del trauma non si buttano via 26 anni di ruolo materno.
Mi mancano 30 pagine. Ma credo che nessuno abbia proposto sceneggiate da melodramma.
 

danny

Utente di lunga data
Belle regole...ma chi ci è dentro ha reazioni emotive. Non so a cosa servano queste regole.
Comunque i genitori sono i genitori, non i vicini di casa. E sì è una responsabilità essere genitori.
A me questo thread sembra la ripetizione di quell'altro in cui si è discusso se un genitore che tradisce è un pessimo genitore.
Io penso che sia assolutamente impossibile dare una risposta.
Conosco ottimi genitori che hanno tradito e pessimi genitori che sono fedeli.
E il contrario.
Questo mi fa pensare che la vita sessuale e affettiva privata dei genitori non debba necessariamente determinare la relazione parentale e affettiva che essi vivono con i figli.
Altrimenti, tutti i figli di coppie divorziate dovrebbero vivere anche loro la contraddizione di un rapporto di coppia parentale fallito e sentirsi falliti a loro volta nel progetto comune.
Fortunatamente restiamo sempre individui anche nel gruppo.
 
Ultima modifica:

void

Utente di lunga data
Il problema è che la madre frequenta un concorrente del marito ...squalo ...
e li non è solo il tradimento ha minare la fiducia del foglio verso la madre.
tutto può essere nella vita.
Anche che una madre si svegli un giorno e decida di farsi un amante e mandare a puttane la ditta che da sostentamento a lei, suo marito e soprattutto a suo figlio.
mah.
 

danny

Utente di lunga data
tutto può essere nella vita.
Anche che una madre si svegli un giorno e decida di farsi un amante e mandare a puttane la ditta che da sostentamento a lei, suo marito e soprattutto a suo figlio.
mah.
... e che sia tanto allocca da andare in giro mano nella mano dando dei bacetti all'amante facendosi vedere da tutti e anche dal figlio.
Tutto può essere, per carità.
 

HP72

Utente di lunga data
C'è anche un'altra chiave di lettura.

Perché una madre, oltre a essere madre, è una persona e come persona vive nel bene e nel male le conseguenze delle proprie debolezze e delle proprie scelte.
Il rapporto fra lei e il marito è una cosa che riguarda loro e nessun altro, neanche i figli.

....
Non capisco personalmente questo continuo tentativo di separare i ruoli che una persona ha nella vita, certo che un genitore è anche persona, ma come persona continua ad essere genitore, non è che si scinde come dottor Jekyll e il signor Hyde, è sia uno che l'altro allo stesso tempo.
Trovo questo tentativo di scindere i piani tipico di chi tradisce (non parlo di te Void, non conosco la tua storia)
Da una parta l'amante con il quale non si parla della famiglia, dall'altra la famiglia a cui, ovviamente, non si dice dell'amante
Per esempio, se io sono distratto o incapace al lavoro questo non dovrebbe influire sulle mie capacità come genitore ...
Se però, grazie alla mia incapacità sul lavoro, mi licenziano, questo influisce anche sulla mia famiglia e sul mio essere genitore
Pensare di contenere gli effetti di una bomba come il tradimento entro i confini della coppia, spesso, è pura utopia
 

Brunetta

Utente di lunga data
A me questo thread sembra la ripetizione di quell'altro in cui si è discusso se un genitore che tradisce è un pessimo genitore.
Io penso che sia assolutamente impossibile dare una risposta.
Conosco ottimi genitori che hanno tradito e pessimi genitori che sono fedeli.
E il contrario.
Questo mi fa pensare che la vita sessuale e affettiva privata dei genitori non debba necessariamente determinare la relazione parentale e affettiva che essi vivono con i figli.
Altrimenti, tutti i figli di coppie divorziate dovrebbero vivere anche loro la contraddizione di un rapporto di coppia parentale fallito e sentirsi falliti a loro volta nel progetto comune.
Fortunatamente siamo sempre individui anche nel gruppo.
Non è una ripetizione, ma mette in gioco problemi complessi simili.
Vai a rileggere il vecchio thread sui genitori così vedrai cinquantenni che non solo giudicano i genitori, ma sono ancora emotivamente coinvolti da vicende datate.
Il dover essere non fa essere.
La responsabilità della genitorialità è enorme e non consiste nello stare attenti che non si sbuccino le ginocchia o che abbiano il necessario per vivere e studiare.
Si attribuisce il calo delle nascite a mille cose, ma credo che invece sia diretta derivazione dalla insicurezza/fluidità valoriale, non si sa quali certezze e valori dare ai figli perché non si hanno. Questo spiega sia la svolta culturale a destra, che dà punti rigidi, sia la critica per chi ha certezze e figli ne fa. Questi ultimi vengono giudicati o superficiali o ignoranti o retrivi perché la loro naturalezza della giustezza del riprodursi, tanto simile a quella dei nostri nonni, ci suscita invidia a noi barchette sull’oceano in tempesta.
E allora... noi che i figli li abbiamo vorremmo che i figli ci accettassero così come siamo, povere barchette in balìa del vento, e magari ci rassicurassero che andiamo loro bene così come siamo con le nostre fragilità. Ma questo è un ribaltamento del ruolo genitori-figli.
Quest dimostrano queste discussioni.


Vi immaginate un Einaudi, un De Gasperi, un Togliatti, un Moro che chiedono qualcosa del genere ai figli? :eek::cool:
 

Brunetta

Utente di lunga data

oriente70

Utente di lunga data
tutto può essere nella vita.
Anche che una madre si svegli un giorno e decida di farsi un amante e mandare a puttane la ditta che da sostentamento a lei, suo marito e soprattutto a suo figlio.
mah.
Succede più spesso di quello che pensi..
Poi noi uomini siamo piu fessi ... Quando ci sposiamo a 60 anni una Brasiliana , Russa, Ucraina , di 25.. per esempio...
 

danny

Utente di lunga data
Quindi se io, che magari vivo in castità da anni, o chiunque altro in questa situazione, domani inizio una relazione con una donna divento automaticamente un pessimo genitore che mette a rischio la famiglia?
Intendiamoci, eh.
Se guardo i porno va bene lo stesso?
 

oriente70

Utente di lunga data
Quindi se io, che magari vivo in castità da anni, o chiunque altro in questa situazione, domani inizio una relazione con una donna divento automaticamente un pessimo genitore che mette a rischio la famiglia?
Intendiamoci, eh.
Se guardo i porno va bene lo stesso?
Dipende che porno...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quindi se io, che magari vivo in castità da anni, o chiunque altro in questa situazione, domani inizio una relazione con una donna divento automaticamente un pessimo genitore che mette a rischio la famiglia?
Intendiamoci, eh.
Se guardo i porno va bene lo stesso?
Lo devi decidere tu.
La responsabilità è tua.
 

Mariben

Utente di lunga data
Ma che ragionamento è?
Lui non è uno che passa, è il figlio.
I genitori rappresentano la legge, lui è quello che si deve allontanare e trasgredire alcune leggi della famiglia. Ma le leggi di famiglia nel corso degli anni sono chiare e solide. Lui ha visto Mosé rompere le tavole. È normale che sia destabilizzato.
Adesso la faccio fuori dal vaso
.. Un uomo che reagisce così duramente e con rabbia di fronte all infrangersi del mito dei genitori perfetti e asessuati.. ( diciamocelo tutti abbiamo evitato di pensare ai nostri in quel termine ) sarebbe stato traumatizzato anche se avesse beccato mamma e papà durante un rapporto, magari anale.
È normale .....ma nessuno si sarebbe sognato di consigliarlo di varcare i confini e magari far loro la morale.
Rabbia dolore frustrazione delusione sono tutti sentimenti legittimi ma appartengono a chi li prova e non ti danno il passaporto per varcare quei confini.
Oppure tutto è giustificabile persino quelli che ammazzano perche traditi o abbandonati.
 
Top