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Old giobbe

Guest
Forse per lui rappresentavi una sostituta della mamma, e le altre appunto i diversivi, le fidanzate occasionali, il suo passaporto da eterno fanciullo.
Non credo che non ti abbia voluto bene, ma appunto eri funzionale affettivamente.
Tu sei stata al gioco perchè percepivi il suo bisogno, e a questo hai risposto.
Non so dare una definizione di amore, ma in qualche modo anche questo forse lo è stato.
Ma la casa rappresenta l'impegno, l'essere adulti.
E forse il suo unico gesto rispettoso è stato quello di dirti la verità, anche se fuori tempo, completamente fuori tempo.. se tu avessi saputo prima con chi avevi a che fare almeno avresti potuto scegliere.

Hai vissuto una situazione anomala perchè solitamente il marito traditore rispetta determinate tempistiche: prima si sposa e si garantisce uno status, poi, rassicurato dal ruolo di moglie mamma che lo aspetta a casa, cerca i diversivi all'esterno.
Mi sembra che lui invece abbia un'indole già definita e defilata ancora prima, quasi fosse un mettere le mani avanti.

Non diventerà mai grande, e forse cercherà sempre una figura fissa /mamma e diverse altre esterne /le fidanzate con l'illusione di perpetuare all'infinito la sua giovinezza, risultando patetico anche a se' stesso.

In fondo ti è andata bene perchè, mutuo, casa, speranze e ricordi a parte (per non parlare della sofferenza di ora), sei scampata ad una serie di guai molto più grandi: immagina se ci fosse un figlio, oppure che, invece che all'inizio di una vita progettata, fossi già avanti magari con un lavoro o relazioni difficili da lasciare e nella difficoltà di un ritorno.

Coraggio, passato lo spavento troverai una vita autentica e reale, anzi ci sei già.


Quoto e riquoto.
Le tue parole mi hanno fatto ricordare un mio parente di 70 anni, sposato da quasi 50 anni, che ha sempre tradito la moglie e che continua a tradirla anche oggi. Lui è una persona molto allegra, ottimista e simpatica. È anche galante e adulatore: quando incontra una donna le fa subito un complimento. I due coniugi si vogliono bene, si curano a vicenda, si riempiono di attenzioni. La moglie sa che il marito la tradisce ma fa finta di niente, gli vuole bene lo stesso. Lui sembra un marito modello: fa tutto quello che vuole la moglie, le compra fiori e regali perché lei lo ha sempre aiutato e appoggiato nei momenti difficili della sua vita. Secondo me lui è così servizievole e gentile anche a causa dei sensi di colpa per le sue scappatelle: vuole compensare le cazzate che fa fuori casa. A modo suo ha un grande rispetto per la moglie. Ma lui continua a tradirla perché ha paura di invecchiare e facendo il “galletto” si sente più giovane, più vivo. In verità ha una paura fottuta della morte e cerca di dimenticarla andando con un sacco di donnette. Io gli voglio bene perché è una persona buona e anche lui mi vuole bene. Ho cercato di parlargli qualche volta ma non serve proprio a niente: lui ride e mi dice sempre “Tu non hai ancora capito che la cosa più deliziosa che esiste sulla faccia della Terra si chiama “donna”!”. Un'altra frase che ripete frequentemente è: “Io devo amare gli altri come me stesso. In primo luogo devo amare me stesso. E io mi amo molto. Se non mi amo io, chi vuoi che mi ami?”. C'è n'è di gente strana a questo mondo!


Circa 30 anni fa gli è morto un nipote di cancro a cui era molto affezionato, era come un figlio per lui. Ci è rimasto veramente male. Forse è nata in questa occasione tutta la sua paura della morte. Adesso fa di tutto per non andare ai funerali di parenti e amici. Se non può proprio sottrarsi se ne sta in disparte e va via il prima possibile.
 
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Old Vulvia

Guest
No, Persa, è quello che dice lei.

Voleva essere libero, e si è liberato a morsi. Ha lanciato sul tavolo la chiave della sua prigione, l'unica che quasi nessuna donna puo' accettare...

Bacio!
Lo penso anch'io.

Probabilmente il solo fatto di stipulare un mutuo gli ha dato un'idea tangibile di "impegno" e non ha retto.

So che può sembrare poco consolante o una frase fatta ma fra qualche tempo sentirai tu stessa che è stato meglio così.

Una mia conoscente è stata letteralmente mollata dal marito dopo che lei aveva perso il lavoro: lui non ha retto al fatto di doverla mantenere per qualche tempo finchè non avesse trovato una nuova occupazione. Si sentiva soffocare per il fatto di non potersi più permettere frequenti viaggi e l'atmosfera opprimente gli impediva di gustarsi in santa pace i propri hobby.......
 
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Old lele51

Guest
???

Quoto e riquoto.
Le tue parole mi hanno fatto ricordare un mio parente di 70 anni, sposato da quasi 50 anni, che ha sempre tradito la moglie e che continua a tradirla anche oggi. Lui è una persona molto allegra, ottimista e simpatica. È anche galante e adulatore: quando incontra una donna le fa subito un complimento. I due coniugi si vogliono bene, si curano a vicenda, si riempiono di attenzioni. La moglie sa che il marito la tradisce ma fa finta di niente, gli vuole bene lo stesso. Lui sembra un marito modello: fa tutto quello che vuole la moglie, le compra fiori e regali perché lei lo ha sempre aiutato e appoggiato nei momenti difficili della sua vita. Secondo me lui è così servizievole e gentile anche a causa dei sensi di colpa per le sue scappatelle: vuole compensare le cazzate che fa fuori casa. A modo suo ha un grande rispetto per la moglie. Ma lui continua a tradirla perché ha paura di invecchiare e facendo il “galletto” si sente più giovane, più vivo. In verità ha una paura fottuta della morte e cerca di dimenticarla andando con un sacco di donnette. Io gli voglio bene perché è una persona buona e anche lui mi vuole bene. Ho cercato di parlargli qualche volta ma non serve proprio a niente: lui ride e mi dice sempre “Tu non hai ancora capito che la cosa più deliziosa che esiste sulla faccia della Terra si chiama “donna”!”. Un'altra frase che ripete frequentemente è: “Io devo amare gli altri come me stesso. In primo luogo devo amare me stesso. E io mi amo molto. Se non mi amo io, chi vuoi che mi ami?”. C'è n'è di gente strana a questo mondo!


Circa 30 anni fa gli è morto un nipote di cancro a cui era molto affezionato, era come un figlio per lui. Ci è rimasto veramente male. Forse è nata in questa occasione tutta la sua paura della morte. Adesso fa di tutto per non andare ai funerali di parenti e amici. Se non può proprio sottrarsi se ne sta in disparte e va via il prima possibile.
Se lui ha paura di invecchiare, zzo io sono un bambino allora...
 
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Old giobbe

Guest
Se lui ha paura di invecchiare, zzo io sono un bambino allora...



Veramente lui si sente un giovane! È ben conservato e molto vanitoso. Quando qualcuno gli dice che sembra giovane rimane felicissimo per tutto il giorno! È una sagoma, difficilmente parla seriamente, scherza sempre. A volte quando incontra un coetaneo mente spudoratamente sull'età. Il coetaneo gli chiede: “Ma tu quanti anni hai?” Risponde: “58!”. L'altro: “Strano ti conosco ti conosco da tanto tempo, ti facevo un po' più vecchio...” Lui risponde: “Forse tu ti confondi con mio padre...” Non ho mai visto uno mentire così spudoratamente come lui!


Potrebbe sembrare patetico, ma per la sua simpatia gli si perdona tutto!
 

Verena67

Utente di lunga data
io, che sto vivendo bene o male la sua situazione (in forma che definisco più... "leggera "
se mi posso permettere, per te è peggio.

Perché sei su una strada di disimpegno che sta andando verso l'esito di Stella, solo ci metterà piu' tempo ( e nel mentre sei meno libera di ricominciare, a meno che non attui, come mi auguro per te, lo "scatto di reni" liberatorio")!

Bacio!
 
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Old angelodelmale

Guest
se mi posso permettere, per te è peggio.

Perché sei su una strada di disimpegno che sta andando verso l'esito di Stella, solo ci metterà piu' tempo ( e nel mentre sei meno libera di ricominciare, a meno che non attui, come mi auguro per te, lo "scatto di reni" liberatorio")!

Bacio!

Così mi demoralizzi

L'ho definita più leggera perché il mio anno e mezzo, in confronto ai suoi 10, credo sia più facile (sbaglio o mi illudo?) da accantonare. Io non ho comprato casa. Non ho stravolto la mia vita per seguirlo oltre confine. Non ho interrotto una relazione in corso, per tornare da lui... Dai, la sua è più pesante. Se è vero (come è vero) che vorrei evitare di essere nei miei panni, ancora meno vorrei essere nei suoi... e lo dico con tutto l'affetto possibile, senza malignità, ma con tanta comprensione.
Baci, a entrambe
 

Verena67

Utente di lunga data
Così mi demoralizzi

L'ho definita più leggera perché il mio anno e mezzo, in confronto ai suoi 10, credo sia più facile (sbaglio o mi illudo?) da accantonare. Io non ho comprato casa. Non ho stravolto la mia vita per seguirlo oltre confine. Non ho interrotto una relazione in corso, per tornare da lui... Dai, la sua è più pesante. Se è vero (come è vero) che vorrei evitare di essere nei miei panni, ancora meno vorrei essere nei suoi... e lo dico con tutto l'affetto possibile, senza malignità, ma con tanta comprensione.
Baci, a entrambe

chi ha tempo non perda tempo!



Bacio!
 
O

Old giobbe

Guest
stellafreedom

hai proprio ragione...
Non ho mai tutelato me stessa, ho sempre pensato prima a lui e alla coppia e poi a me..
L'ho fatto solo per amore e spero di riuscire in futuro a non fare lo stesso errore.
E' per questo motivo che mi sento perduta in questo momento..
Non so che fare, come riprendere la mia vita in mano perche e' totalmente diversa e stravolta..
Non c'e' niente che mi distoglie dai pensieri..La mia mente vaga e vaga e anche quando cerco di distrarmi e' solo un'illusione..
Non so quale puo essere la migliore medicina per curare questo dolore che ho dentro..
Vivo la situazione come la morte di qualcuno anche se non e' cosi.
Non penso piu a un futuro con lui, ma non riesco a non pensare a quanto il passato se pur "finto" mi rendesse felice.


Per prima cosa scusa il post lunghissimo!
Anch'io ho vissuto il dolore del tradimento e della separazione come se fosse un lutto. Mi sembrava un lutto dove non si seppellisce mai il morto: la ferita rimane aperta, non si riesce a mettere un punto finale. Dicono che i traumi nascono quando ti succede una cosa che non ti aspetti o quando non si verifica una situazione desiderata. Io non me l'aspettavo proprio di essere tradito e per questo è stata una bella botta!
Ci sono molte cose che mi hanno fatto male:

  1. La rabbia per essere stato ingannato;
  2. Il sentirmi rigettato, scartato, disprezzato;
  3. Lo schifo per immaginarla a letto con un altro;
  4. La vergogna per la situazione che devo passare;
  5. La sofferenza di parenti e amici;
Ma la cosa che più mi ha fatto soffrire è stato perdere le fondamenta, perdere la vita futura che avevo programmato nella mia mente. Senza il mio matrimonio non sapevo più chi ero, cosa volevo, perché avrei dovuto continuare a vivere e a lottare. Non sapevo perché avrei dovuto alzarmi presto al mattino, andare a lavorare. Non avevo un piano B, non avevo mai nemmeno preso in considerazione l'idea di una separazione, non sapevo proprio da dove cominciare a mettere ordine nella mia vita. Per me felicità significa avere una vita realizzata e in quel momento la mia vita era in frantumi, un disastro completo.

A volte Victor Frankl (il padre della logoterapia) faceva la seguente domanda a bruciapelo ai pazienti depressi che gli raccontavano le sofferenze e le disgrazie della loro vita: “Se lei sta così male perché non tenta il suicidio?”. Loro rispondevano: per i figli, per motivi religiosi, per quello che dovevano ancora realizzare nella loro professione ecc., ognuno aveva un motivo diverso per continuare a vivere. Aggrappandosi a questi valori, usando questi valori come fondamenta, Frankl iniziava la terapia per guarire questi pazienti.
Per Frankl la ricerca di un senso nella vita è la forza principale che motiva l'essere umano.
La logoterapia confronta il paziente con il senso della sua vita e lo orienta allo stesso.

Nel mio caso io mi sono aggrappato a Dio. Ho capito che avevo costruito la mia casa, le mie fondamenta, sopra la sabbia e non sopra la roccia e che in fin dei conti era stato un bene spazzare via tutte quelle false e inutili sicurezze che avevo. Ho capito che nella vita solo Dio non delude mai e solo in Lui posso riporre una fiducia infinita. Le persone (io per primo) sono fragili, imperfette, soggette a cadere e non possono garantire niente. Ho provato la sofferenza straziante che significa perdere il mio matrimonio, la mia famiglia. Ho capito che quando morirò proverò una grandissima sofferenza per dover perdere assolutamente tutto: famiglia, parenti, amici, professione, casa, beni materiali, tutto. Questa storia è stata per me “un allenamento”, un incominciare ad imparare a perdere tutto.
Preciso che non voglio assolutamente invitare nessuno ad una ascesi religiosa, riporto la mia esperienza semplicemente come un esempio. Credo che la Fede sia un dono e che Dio chiama chi vuole e quando vuole: le parole degli altri, in questo caso, non servono a niente. Penso che ogni credente debba testimoniare il Vangelo con la propria vita, non con le parole (sarebbe troppo facile).

Cercare il senso della propria vita non ha necessariamente a che vedere con la religione. Per esempio Giancarlo Pajetta era una persona che sapeva benissimo qual'era il senso della sua vita, e non era certo una persona religiosa. Lo stesso dicasi per mia sorella che vive quasi esclusivamente per i suoi 2 figli. Lo stesso Frankl quando prigioniero nei campi di concentramento nazisti era una persona religiosa (religione giudaica) e aveva moglie (morta nei campi di sterminio) ma non si è aggrappato né a Dio né al desiderio di rivedere i suoi cari per sopravvivere a quelle atrocità. È stato il desiderio di completare e pubblicare un suo libro (che considerava l'opera della sua vita, il suo “figlio spirituale”) a dargli la forza per resistere all'idea di suicidarsi o di lasciarsi morire. In un campo di concentramento perdi proprio tutto, persino il nome, diventi un numero. Le idee di Frankl sono state sperimentate da lui stesso e nelle peggiori condizioni possibili, per questo secondo me hanno valore.

Cara stellafreedom, ognuno ha una propria vocazione o missione nella vita, solo tu puoi cercare e incontrare la tua. Quando hai capito qual'è usala come una base su cui costruire, progettare il tuo futuro.
Coraggio che questa fase buia non dura tanto, tra poco passa.
Un abbraccio.
 
O

Old lele51

Guest
Giobbe...

Per prima cosa scusa il post lunghissimo!
Anch'io ho vissuto il dolore del tradimento e della separazione come se fosse un lutto. Mi sembrava un lutto dove non si seppellisce mai il morto: la ferita rimane aperta, non si riesce a mettere un punto finale. Dicono che i traumi nascono quando ti succede una cosa che non ti aspetti o quando non si verifica una situazione desiderata. Io non me l'aspettavo proprio di essere tradito e per questo è stata una bella botta!
Ci sono molte cose che mi hanno fatto male:
  1. La rabbia per essere stato ingannato;
  2. Il sentirmi rigettato, scartato, disprezzato;
  3. Lo schifo per immaginarla a letto con un altro;
  4. La vergogna per la situazione che devo passare;
  5. La sofferenza di parenti e amici;
Ma la cosa che più mi ha fatto soffrire è stato perdere le fondamenta, perdere la vita futura che avevo programmato nella mia mente. Senza il mio matrimonio non sapevo più chi ero, cosa volevo, perché avrei dovuto continuare a vivere e a lottare. Non sapevo perché avrei dovuto alzarmi presto al mattino, andare a lavorare. Non avevo un piano B, non avevo mai nemmeno preso in considerazione l'idea di una separazione, non sapevo proprio da dove cominciare a mettere ordine nella mia vita. Per me felicità significa avere una vita realizzata e in quel momento la mia vita era in frantumi, un disastro completo.

A volte Victor Frankl (il padre della logoterapia) faceva la seguente domanda a bruciapelo ai pazienti depressi che gli raccontavano le sofferenze e le disgrazie della loro vita: “Se lei sta così male perché non tenta il suicidio?”. Loro rispondevano: per i figli, per motivi religiosi, per quello che dovevano ancora realizzare nella loro professione ecc., ognuno aveva un motivo diverso per continuare a vivere. Aggrappandosi a questi valori, usando questi valori come fondamenta, Frankl iniziava la terapia per guarire questi pazienti.
Per Frankl la ricerca di un senso nella vita è la forza principale che motiva l'essere umano.
La logoterapia confronta il paziente con il senso della sua vita e lo orienta allo stesso.

Nel mio caso io mi sono aggrappato a Dio. Ho capito che avevo costruito la mia casa, le mie fondamenta, sopra la sabbia e non sopra la roccia e che in fin dei conti era stato un bene spazzare via tutte quelle false e inutili sicurezze che avevo. Ho capito che nella vita solo Dio non delude mai e solo in Lui posso riporre una fiducia infinita. Le persone (io per primo) sono fragili, imperfette, soggette a cadere e non possono garantire niente. Ho provato la sofferenza straziante che significa perdere il mio matrimonio, la mia famiglia. Ho capito che quando morirò proverò una grandissima sofferenza per dover perdere assolutamente tutto: famiglia, parenti, amici, professione, casa, beni materiali, tutto. Questa storia è stata per me “un allenamento”, un incominciare ad imparare a perdere tutto.
Preciso che non voglio assolutamente invitare nessuno ad una ascesi religiosa, riporto la mia esperienza semplicemente come un esempio. Credo che la Fede sia un dono e che Dio chiama chi vuole e quando vuole: le parole degli altri, in questo caso, non servono a niente. Penso che ogni credente debba testimoniare il Vangelo con la propria vita, non con le parole (sarebbe troppo facile).

Cercare il senso della propria vita non ha necessariamente a che vedere con la religione. Per esempio Giancarlo Pajetta era una persona che sapeva benissimo qual'era il senso della sua vita, e non era certo una persona religiosa. Lo stesso dicasi per mia sorella che vive quasi esclusivamente per i suoi 2 figli. Lo stesso Frankl quando prigioniero nei campi di concentramento nazisti era una persona religiosa (religione giudaica) e aveva moglie (morta nei campi di sterminio) ma non si è aggrappato né a Dio né al desiderio di rivedere i suoi cari per sopravvivere a quelle atrocità. È stato il desiderio di completare e pubblicare un suo libro (che considerava l'opera della sua vita, il suo “figlio spirituale&#8221
a dargli la forza per resistere all'idea di suicidarsi o di lasciarsi morire. In un campo di concentramento perdi proprio tutto, persino il nome, diventi un numero. Le idee di Frankl sono state sperimentate da lui stesso e nelle peggiori condizioni possibili, per questo secondo me hanno valore.


Cara stellafreedom, ognuno ha una propria vocazione o missione nella vita, solo tu puoi cercare e incontrare la tua. Quando hai capito qual'è usala come una base su cui costruire, progettare il tuo futuro.
Coraggio che questa fase buia non dura tanto, tra poco passa.
Un abbraccio.
Non potevi esprimere meglio quello che ho provato e provo anche io dopo il tradimento e lo sfascio della mia famiglia, ti porgo i miei sinceri complimenti...
Bravo....
 
O

Old stellafreedom

Guest
Grazie a tutti per i messaggi che avete lasciato..li leggo e li rileggo e mi stanno aiutando ad avere coraggio e a credere che ce la possa fare ad uscire da queste sabbie mobili.
Giobbe grazie mille, hai reso esattamente l'idea di quello che sto vivendo.
Non ho un piano B ed e' quella la mia paura..la paura di non riuscire a trovarlo, a costruirlo e a godermelo.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Per prima cosa scusa il post lunghissimo!
Anch'io ho vissuto il dolore del tradimento e della separazione come se fosse un lutto. Mi sembrava un lutto dove non si seppellisce mai il morto: la ferita rimane aperta, non si riesce a mettere un punto finale. Dicono che i traumi nascono quando ti succede una cosa che non ti aspetti o quando non si verifica una situazione desiderata. Io non me l'aspettavo proprio di essere tradito e per questo è stata una bella botta!
Ci sono molte cose che mi hanno fatto male:

  1. La rabbia per essere stato ingannato;
  2. Il sentirmi rigettato, scartato, disprezzato;
  3. Lo schifo per immaginarla a letto con un altro;
  4. La vergogna per la situazione che devo passare;
  5. La sofferenza di parenti e amici;
Ma la cosa che più mi ha fatto soffrire è stato perdere le fondamenta, perdere la vita futura che avevo programmato nella mia mente. Senza il mio matrimonio non sapevo più chi ero, cosa volevo, perché avrei dovuto continuare a vivere e a lottare. Non sapevo perché avrei dovuto alzarmi presto al mattino, andare a lavorare. Non avevo un piano B, non avevo mai nemmeno preso in considerazione l'idea di una separazione, non sapevo proprio da dove cominciare a mettere ordine nella mia vita. Per me felicità significa avere una vita realizzata e in quel momento la mia vita era in frantumi, un disastro completo.

A volte Victor Frankl (il padre della logoterapia) faceva la seguente domanda a bruciapelo ai pazienti depressi che gli raccontavano le sofferenze e le disgrazie della loro vita: “Se lei sta così male perché non tenta il suicidio?”. Loro rispondevano: per i figli, per motivi religiosi, per quello che dovevano ancora realizzare nella loro professione ecc., ognuno aveva un motivo diverso per continuare a vivere. Aggrappandosi a questi valori, usando questi valori come fondamenta, Frankl iniziava la terapia per guarire questi pazienti.
Per Frankl la ricerca di un senso nella vita è la forza principale che motiva l'essere umano.
La logoterapia confronta il paziente con il senso della sua vita e lo orienta allo stesso.

Nel mio caso io mi sono aggrappato a Dio. Ho capito che avevo costruito la mia casa, le mie fondamenta, sopra la sabbia e non sopra la roccia e che in fin dei conti era stato un bene spazzare via tutte quelle false e inutili sicurezze che avevo. Ho capito che nella vita solo Dio non delude mai e solo in Lui posso riporre una fiducia infinita. Le persone (io per primo) sono fragili, imperfette, soggette a cadere e non possono garantire niente. Ho provato la sofferenza straziante che significa perdere il mio matrimonio, la mia famiglia. Ho capito che quando morirò proverò una grandissima sofferenza per dover perdere assolutamente tutto: famiglia, parenti, amici, professione, casa, beni materiali, tutto. Questa storia è stata per me “un allenamento”, un incominciare ad imparare a perdere tutto.
Preciso che non voglio assolutamente invitare nessuno ad una ascesi religiosa, riporto la mia esperienza semplicemente come un esempio. Credo che la Fede sia un dono e che Dio chiama chi vuole e quando vuole: le parole degli altri, in questo caso, non servono a niente. Penso che ogni credente debba testimoniare il Vangelo con la propria vita, non con le parole (sarebbe troppo facile).

Cercare il senso della propria vita non ha necessariamente a che vedere con la religione. Per esempio Giancarlo Pajetta era una persona che sapeva benissimo qual'era il senso della sua vita, e non era certo una persona religiosa. Lo stesso dicasi per mia sorella che vive quasi esclusivamente per i suoi 2 figli. Lo stesso Frankl quando prigioniero nei campi di concentramento nazisti era una persona religiosa (religione giudaica) e aveva moglie (morta nei campi di sterminio) ma non si è aggrappato né a Dio né al desiderio di rivedere i suoi cari per sopravvivere a quelle atrocità. È stato il desiderio di completare e pubblicare un suo libro (che considerava l'opera della sua vita, il suo “figlio spirituale”) a dargli la forza per resistere all'idea di suicidarsi o di lasciarsi morire. In un campo di concentramento perdi proprio tutto, persino il nome, diventi un numero. Le idee di Frankl sono state sperimentate da lui stesso e nelle peggiori condizioni possibili, per questo secondo me hanno valore.

Cara stellafreedom, ognuno ha una propria vocazione o missione nella vita, solo tu puoi cercare e incontrare la tua. Quando hai capito qual'è usala come una base su cui costruire, progettare il tuo futuro.
Coraggio che questa fase buia non dura tanto, tra poco passa.
Un abbraccio.
Grazie.
Hai detto cose di cui avevo bisogno nel modo giusto.
Grazie anche se non le hai dette per me.
Bacio
 
O

Old stellafreedom

Guest
ciao a tutti di nuovo leggo e rileggo i vostri messaggi ma sono ancora sotto un treno..
Perche e' cosi difficile accettare la realta, e continuare a fare le cose quotidione senza pensare al passato?? Perche'?
Fondamentalmente non riesco a trovare una buona distrazione.
Non riesco a sentirmi viva..faccio le cose automaticamente e sento il bisogno morboso di avere compagnia
Ma non sempre le persone sono disponibili..Mi manca la pace interiore e non riesco a recuperarla.
Quale potrebbere essere un buon modo per affrontare la realta'? Non sto cercando di fuggire ma forse dovrei farlo..Lasciare l'Irlanda e ricominciare da sotto zero..Solo il lavoro mi frena xche in questo momento e' l'unica certezza che ho.
Grazie per il vostro aiuto
 
O

Old angelodelmale

Guest
ciao a tutti di nuovo leggo e rileggo i vostri messaggi ma sono ancora sotto un treno..
Perche e' cosi difficile accettare la realta, e continuare a fare le cose quotidione senza pensare al passato?? Perche'?
Fondamentalmente non riesco a trovare una buona distrazione.
Non riesco a sentirmi viva..faccio le cose automaticamente e sento il bisogno morboso di avere compagnia
Ma non sempre le persone sono disponibili..Mi manca la pace interiore e non riesco a recuperarla.
Quale potrebbere essere un buon modo per affrontare la realta'? Non sto cercando di fuggire ma forse dovrei farlo..Lasciare l'Irlanda e ricominciare da sotto zero..Solo il lavoro mi frena xche in questo momento e' l'unica certezza che ho.
Grazie per il vostro aiuto

E provando a non metterti fretta? (stasera mi sento ripetitiva, l'ho già detto a un'altra persona di non mettersi fretta... ma penso che a volte sia la cosa migliore, provare a lasciarsi trasportare dalla corrente per poi riniziare ad avere voglia di nuotare).
 
O

Old Glicine

Guest
bene...ecco qui la licenza acquisita!
10 anni con un soggetto che pensavo meraviglioso, perfetto amorevole e innamorato.
Ho rinunciato tanto per amore e ho fatto delle scelte difficili xche lo amavo.
Compriamo casa, mutuo, progetti di matrimonio e dopo due notti all'interno della nuova casa mi dice :"e' da 3 anni che ti tradisco con chi capita"
Mio Dio che orrore..Ancora sono sotto shock
Questo post l'ho letto solo ora.
Sai l'unica cosa che mi viene di dirti di getto (magari sbagliando e scusandomi se puoi sentirti ferita dalle mie parole..) CHE SEI STATA PERFINO FORTUNATA! E TE LO DICO CON COGNIZIONE DI CAUSA! Lui te l'ha detto! Ha avuto le palle di dirtelo e tu ti sei liberata di una merda! E puoi odiarlo! E ti sei salvata la vita perchè ora eviti di stare con quest'uomo di merda ed magari troverai uno che ti ama ed il tuo amore lo darai ad uno che se lo merita!
Sai che la merda con cui ho avuto a che fare io in questo periodo sta con la sua tipa da 9anni e mi ha detto che non le dirà mai niente dei suoi tradimenti e che se la sposerà pure???!!! Sai che sta sempre con lei dandole aiuto in tutto e lei è convinta che ha al suo fianco un uomo meraviglioso che in realtà invece dopo che la lascia a casa viene da me e mi dice delle porcate assurde ed è un malato di mente pervertito che pochi ce n'è???? E lo sai che un altro che ho frequentato mentre organizzava il matrimonio con la sua ragazza decennale mi diceva che era libero, che voleva solo me a tutti i costi e che la sua vita voleva viverla con me????
Con la tipa ci si è sposato. La tipa non sa NIENTE!!!!!!
Credo che sia il non sapere l'uomo che si ha al proprio fianco ad essere atroce! Non il sapere di aver avuto una merda per anni!
Sei stata fortunata cara stella!
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
ciao a tutti di nuovo leggo e rileggo i vostri messaggi ma sono ancora sotto un treno..
Perche e' cosi difficile accettare la realta, e continuare a fare le cose quotidione senza pensare al passato?? Perche'?
Fondamentalmente non riesco a trovare una buona distrazione.
Non riesco a sentirmi viva..faccio le cose automaticamente e sento il bisogno morboso di avere compagnia
Ma non sempre le persone sono disponibili..Mi manca la pace interiore e non riesco a recuperarla.
Quale potrebbere essere un buon modo per affrontare la realta'? Non sto cercando di fuggire ma forse dovrei farlo..Lasciare l'Irlanda e ricominciare da sotto zero..Solo il lavoro mi frena xche in questo momento e' l'unica certezza che ho.
Grazie per il vostro aiuto
Sì credo che tornare in Italia potrebbe aiutarti ...
Comunque noi siamo qui ....anche a distanza puoi trovare ascolto
 
O

Old blondie

Guest
Sai l'unica cosa che mi viene di dirti di getto (magari sbagliando e scusandomi se puoi sentirti ferita dalle mie parole..) CHE SEI STATA PERFINO FORTUNATA! E TE LO DICO CON COGNIZIONE DI CAUSA! Lui te l'ha detto! Ha avuto le palle di dirtelo e tu ti sei liberata di una merda! E puoi odiarlo! E ti sei salvata la vita perchè ora eviti di stare con quest'uomo di merda ed magari troverai uno che ti ama ed il tuo amore lo darai ad uno che se lo merita!
Sai che la merda con cui ho avuto a che fare io in questo periodo sta con la sua tipa da 9anni e mi ha detto che non le dirà mai niente dei suoi tradimenti e che se la sposerà pure???!!! Sai che sta sempre con lei dandole aiuto in tutto e lei è convinta che ha al suo fianco un uomo meraviglioso che in realtà invece dopo che la lascia a casa viene da me e mi dice delle porcate assurde ed è un malato di mente pervertito che pochi ce n'è???? E lo sai che un altro che ho frequentato mentre organizzava il matrimonio con la sua ragazza decennale mi diceva che era libero, che voleva solo me a tutti i costi e che la sua vita voleva viverla con me????
Con la tipa ci si è sposato. La tipa non sa NIENTE!!!!!!
Credo che sia il non sapere l'uomo che si ha al proprio fianco ad essere atroce! Non il sapere di aver avuto una merda per anni!
Sei stata fortunata cara stella!
Verissimo!!! In questo sei stata fortunata!
Poteva farlo prima!!
....però, cara Stellafreedom, sei giovane...lo so che adesso stenti a crederci...ma dopo questa fase di "lutto", ti rialzerai...e potrai trovare quello che meriti.

Potrà andare solo meglio:

1- perchè sarai più accorta nella scelta, e certi elementi che prima ignoravi, ti suoneranno come campanelli d'allarme e certe merde le scarterai a priori

2- perchè merde come quello che hai trovato, sono piuttosto rare....io una persona così disgustosa, raramente l'ho sentita.

Coraggio Stella,
dai tempo al tempo....il fondo l'hai toccato...ora c'è solo la risalita.
Cancellalo prima possibile, non permettere mai più a un escremento simile di contattarti, se non per le questioni burocratiche per il mutuo, e non permettergli un falso pentimento, vai dritta per la tua....
per fortuna il mondo è pieno di uomini...e anche di bravi uomini.
Quando avrai ripreso in mano la tua vita...arriveranno anche quelli.
un forte abbraccio
 
O

Old giobbe

Guest
un racconto

ciao a tutti di nuovo leggo e rileggo i vostri messaggi ma sono ancora sotto un treno..
Perche e' cosi difficile accettare la realta, e continuare a fare le cose quotidione senza pensare al passato?? Perche'?
Fondamentalmente non riesco a trovare una buona distrazione.
Non riesco a sentirmi viva..faccio le cose automaticamente e sento il bisogno morboso di avere compagnia
Ma non sempre le persone sono disponibili..Mi manca la pace interiore e non riesco a recuperarla.
Quale potrebbere essere un buon modo per affrontare la realta'? Non sto cercando di fuggire ma forse dovrei farlo..Lasciare l'Irlanda e ricominciare da sotto zero..Solo il lavoro mi frena xche in questo momento e' l'unica certezza che ho.
Grazie per il vostro aiuto


Capisco bene la tua situazione: è straziante.
Ti trascrivo qui sotto un racconto che ho letto poco dopo aver scoperto di essere tradito.
Mi ha aiutato a capire dove stavo sbagliando e come venirne fuori da questa situazione.

È la storia di Giuseppe, detto Bepi.
Bepi era un uomo onesto e buon lavoratore che abitava in un piccolo paese di provincia. Aveva una vita semplice e buona. A tutti piaceva la sua maniera semplice di vivere. Sposato con la donna che amava fin dall'adolescenza, aveva una casa ben curata. I suoi problemi erano semplici, del tipoche tutti hanno: qualche debito, qualche incomprensione, piccole riparazioni di cui la casa aveva bisogno, qualche piccolo litigio con la moglie. Per il resto, tutto bene.
Qualche amico commentava che Bepi era anche troppo calmo, che sembrava cieco per non accorgersi di quello che stava succedendo ben davanti ai suoi occhi. Qualcuno cercava anche di metterlo sulla pista giusta, ma nessuno aveva il coraggio di parlare apertamente di quel problema terribile che quel poveretto di Bepi stava vivendo senza sapere.
Quando Bepi entrava nel bar vicino alla fabbrichetta dove lavorava, qualche volta si era accorto di alcune risatine strane tra colleghi di lavoro. Ma siccome chi non deve niente a nessuno non teme nulla, visto che lui non doveva niente a loro, Bepi non temeva e neppure sospettava assolutamente niente. Fino al giorno in cui la bomba è esplosa. La moglie lo stava tradendo e la cosa peggiore era che l'amante era il datore di lavoro di Bepi!
Bepi era buono ma non era fesso. È andato subito a chiedere spiegazioni al padrone, voleva chiarire tutta la situazione: per peggiore che sia la verità è sempre la miglior medicina. E il padrone confermò tutto. Era tutto assolutamente vero. E siccome adesso Bepi stava sapendo tutto, era bene che sapesse anche che questo era l'unico motivo per il quale continuava a lavorare il quella fabbrica. Visto che la cosa era stata scoperta non c'era più nessun motivo per mantenerlo nell'organico dei dipendenti. Bepi fu licenziato e umiliato. Il suo ex padrone non fece nessuna questione di lasciare la cosa nascosta: era appassionatissimo per la moglie di Bepi e voleva vederlo lontano per poter avere lei vicino. Spudoratamente ha ammesso tutto, ha licenziato Bepi e in più si è impegnato per far si che la notizia si diffondesse il più possibile. Il disoccupato e triste Bepi è andato allora a chiedere spiegazioni alla moglie. Peggio ancora! La moglie ha ammesso che era appassionata per il padrone e che adesso, visto che aveva scoperto tutto non c'era proprio più nessun motivo per sopportare Bepi per il resto della vita. Nello stesso giorno Bepi ha perso il lavoro, la moglie, un sacco di amici, l'onore, la dignità, il buon nome e il coraggio di vivere.
Uscì di casa e cominciò a perambulare per le strade. La sua vita era distrutta, ogni giorno che passava il dolore nel suo cuore era maggiore. Lui era uscito di casa ed era stato licenziato ma sembrava che mai così tanto la sua ex moglie e il suo ex padrone fossero stati così presenti nella sua vita: i due stavano abitando in affitto dentro il suo cuore. In qualsiasi posto dove arrivava sembrava che tutti stessero già sapendo dell'accaduto. Tutto quello che faceva gli ricordava quei due terribili nemici che per molto tempo gli sono stati così vicini. La ex moglie e soprattutto il figlio di una zoccola dell'ex padrone adesso lo accompagnavano sempre. Anzi, Bepi mai parlò così tanto con la disgraziata dell'ex moglie come in questo momento: giorno e notte lui stava dialogando con lei. O per meglio dire non era proprio un dialogo, adesso ci stava litigando, dicendo tutto quello che sempre avrebbe voluto dire. Adesso era giunta l'ora di parlare di tutte quelle cose che gli stavano intrappolate da molto tempo in gola. E lui parlava senza fine. L'unico problema era che né lei e tanto meno l'ex padrone erano presenti per ascoltare quelle parole. Bepi stava parlando da solo, dialogando con se stesso, mormorando, ruminando, macinando e rimacinando...
Quando trovava una ombra invitante per riposare Bepi si stendeva, chiudeva gli occhi e incominciava ad assistere al film che caricava sempre nel cuore. Lui aveva fatto un film. Cera il giorno che aveva saputo del tradimento. Vedeva se stesso entrando nell'ufficio dell'ex padrone. Vedeva quella faccia di bastardo di quel porco, maledetto e farabutto. Nel film si vedeva bene lui che ritornava in casa. Lui imbarazzato di dover parlare con la moglie: “Stanno... stanno dicendo una cosa...”. E lei gridando “È vero! Perché non ti sopporto più ....” Ogni momento di riposo era l'ora di assistere sempre lo stesso film. Lui stesso aveva prodotto e diretto quel film. Adesso lo stava divulgando questo lungometraggio sulla sua storia di sofferenza, adulterio, infedeltà, tradimento e rivolta! Alcune scene guadagnavano un distacco speciale. Nel DVD della sua memoria vedeva e rivedeva le scene più dolorose. Fermava l'immagine in certe scene e contemplava lungamente ogni gesto, ogni occhiata dell'ex moglie e dell'ex padrone. In questo film lui ha rifatto tutta la sua storia, dal giorno in cui a conosciuto quella ragazzina bellissima, il primo sguardo, il primo bacio. Il giorno del matrimonio... Quanto lui è stato felice, per lo meno per la parte che riguardava lui. L'ex moglie non aveva niente da reclamare a suo rispetto: sempre è stato un marito corretto, onesto, non l'aveva mai tradita! Lei non si è comportata correttamente. Ma perché? Perché ha fatto questo male a lui? Perché pagare con odio il tanto amore che lui gli aveva donato?
E l'ex padrone? Bepi aveva la certezza assoluta, e il film lo mostrava con ricchezza di dettagli, che lui aveva aiutato l'ex padrone a diventare ricco. Quante volte aveva lavorato fino a tarde ore alla notte? Chi può dire che non è stato in queste occasioni che il figlio di mignotta dell'ex padrone approfittava per andare a sedurre la sue ex moglie innocente e onesta. Com'è che quell'uomo che gli doveva tanta riconoscenza è stato capace di rubargli la moglie e con questo di rubargli l'allegria di vivere, la dignità, l'onore e il buon nome? Quell'uomo ha vissuto tanto tempo solo con l'obiettivo di pregiudicare quel poveretto del Bepi. La videocassetta del film con la sua storia era già consumata di tanto essere usata. Ma lui non si stancava mai di assisterla. Anche perambulando per le strade della zona in cui viveva continuava mentalmente ad assistere al suo film. Facendo ogni tanto delle piccole variazioni, dei ritocchi, aggiungendo dettagli importanti che solo dopo qualche tempo si riesce a ricordare. Bisognava che il film ritrattasse nel modo più fedele possibile quella storia di infedeltà! Il giurì era già stato composto nel cuore di Bepi e quel lungometraggio prevedeva varie continuazioni (Il ritorno, Il ritorno 2, parte 4, parte 8, parte 18... parte 25!). Bisognava raccontare la storia nei suoi minimi dettagli perché in caso contrario ci sarebbe stato il rischio che i giurati non potessero giudicare l'opera con la necessaria attenzione. Nonostante stesse lavorando con immensa dedicazione alla sua opera prima, Bepi non aveva molto criterio nello scegliere i giurati. Qualsiasi persona che incontrasse nel suo cammino era sufficiente matura per giudicare il suo film. Perfino un cagnolino che incominciò ad accompagnare Bepi è stato promosso al posto di assistente di direzione. Con lui Bepi condivideva tutto: “Hai visto cosa mi ha fatto lei? Felice sei tu cagnolino! Sei felice e non lo sai...” Piangeva e ogni tanto si beveva qualche bicchierino di grappa. Reclamava dell'ex moglie, dell'ex padrone. Assistevano assieme al film. Il cagnolino si era già abituato. Quando non stava assistendo al film, Bepi parlava dell'accaduto. Quando non aveva con chi parlare, pensava e parlava da solo. Dormiva, sognava e si svegliava con il film in testa e nel cuore. E ogni giorno di più rimaneva impressionato e irritato con la crudeltà dell'ex padrone che gli rubò moglie. Nel suo peregrinare per la vita Bepi incontrò in un boschetto un un oggetto strano, che sembrava una teiera antica. Come aveva l'abitudine di raccogliere tutto quello che incontrava nel cammino, raccolse anche quello strano oggetto. Prima di iniziare la tanto sperata sezione notturna di esibizione del film, Bepi tirò fuori dallo zaino tutti gli oggetti incontrarti in quel giorno. E lì che si è accorto che quella teiera, assomigliava ad una lampada, era una lampada di quelle che nascondono geni durante migliaia di anni. Bepi era tanto assorto nei pensieri di sempre che non si è nemmeno accorto che stava sfregando la lampada. E dentro questa lampada c'era proprio un genio! Il genio era felicissimo per essere stato liberato e come è comune nelle storie di geni e di lampade a detto a Bepi che lui aveva diritto ad esprimere un desiderio
“Un desiderio???” esclamò Bepi. “Ho sempre sentito parlare che i desideri erano tre! Che cos'è questa riduzione drastica del numero dei desideri?”
“Questo non lo so!” Rispose il genio con noncuranza. “È prendere o lasciare!”
“Posso chiedere qualsiasi cosa?” chiese Bepi.
Rispose il genio “Qualsiasi cosa. È solo un desiderio ma può essere complesso, grande, esagerato. Puoi chiedere quello che vuoi: salute, pace, soldi, allegria, fortuna. Tutto quello che vuoi.È solo chiedere e sarai esaudito.”
“Tutto quello che voglio, in qualsiasi quantità? Non c'è nessuna condizione?” Chiese Bepi.
“Beh... in verità esiste una legge irrevocabile che tutti noi geni siamo obbligati a rispettare...”
“Io sapevo che non sarebbe stato così facile. Che legge è questa?”
“È irrevocabile, nessuno può cambiare questa legge! La legge è molto semplice: tutto quello che chiederai per te, io sono obbligato ad elargirlo in doppio al tuo peggior nemico!”
“Ah... mi sembrava troppo facile... Vuoi dire che tutto quello che chiederò per me, tu lo darai in doppio al mio ex padrone?”
“Se lui il tuo peggior nemico, con certezza assoluta accadrà questo”
“Aspetta un attimo genio, lui saprà che sta guadagnando tutta questa fortuna sulle mie spalle?”
“Con certezza, noi non possiamo fare niente di nascosto” disse il genio. “Così tutto quello che tu Bepi chiederai per te, sarò obbligato a dare in doppio al tuo ex padrone con i tuoi cari saluti”
“Porca miseria! Che legge assurda! Lui mi ha pregiudicato tanto, mi ha umiliato, ha rubato mia moglie, mi ha buttato in mezzo alla strada e adesso si beneficerà alle mie spalle? Questo non è giusto”
“Se è giusto o ingiusto non lo so. Non sono io quello che ha inventato la legge. Io so solo che devo obbedire.”
Bepi diventò pensoso, quella cosa era tanto nuova, tanto difficile. Lui aveva la possibilità di sistemare la sua vita. Avrebbe potuto chiedere un sacco di soldi al genio e cominciare una vita nuova in un altro posto, dall'altra parte del mondo dove nessuno lo conoscesse. Ma il fatto di sapere che l'ex padrone lucrerebbe con tutto questo non gli dava pace. Quell'uomo lo avrebbe preso ulteriormente per il sedere. Cosa domandare al genio? Bepi chiese un po' di tempo fino al giorno seguente per pensare con calma.
Nel giorno seguente quando il genio gli è apparso per realizzare il suo desiderio, Bepi aveva già preso la decisione più importante della sua vita.
Non ebbe nessun dubbio nel guardare dritto dentro gli occhi del genio e dire “Voglio che tu mi cavi un occhio”.

Conosco anche un'altra versione di questa storia dove Bepi chiede un infarto bello tosto, ma non tanto forte da farlo morire.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Mai rovinarsi la vita vivendo di rancori e odio ...chi ha fatto del male non merita tanto impegno!
 
O

Old stellafreedom

Guest
Grazie ancora a tutti per il vostro aiuto..
Non voglio assolutamente dargli la possibilita di contattarmi e per questo che per le questioni burocratiche ho incaricato un legale..ma lui neanche ha mai cercato di farlo anche con un semplice e stupido sms per dire mi dispiace per quello che ti ho fatto e ti sto facendo passare...
Lo so che non sarebbe cambiato nulla ma non riesco ad immaginarmi fino a quanto possano arrivare la sua crudelta e il suo egoismo.
Dieci anni non un giorno..Ho dedicato a lui gli anni piu significativi della mia vita e non riesco a spiegarmi come con un colpo di spugna mi abbia cancellato dalla sua vita (ammesso che abbia mai occupato un angolo)dandomi un calcio nel sedere.
E' vero devo proprio avere pazienza xche forse il tempo mi aiutera a capire tante cose..e a sanare questa ferita nel cuore che non mi fa vedere un po' di luce.
Tutti mi dicono sei stata fortunata perche ti ha svelato la verita, quella che io non avrei mai potuto scoprire da sola.. Ma per me continua ad essere uno shock xche e' come se scoprissi che mio padre fa le corna a mia madre o che e' un assassino..
E' assurdo.e' una delusione immensa..forse perche io non farei mai una cosa cosi meschina?????
X me se ami una persona e' quella e basta..E' proprio orrendo.. appartengo ad un altro mondo
 
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