Al referendum sulla giustizia

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Lo ricordo.
Ma la domanda provocatoria è stata tua.
Mi pare valida. Si fa propaganda confondendo effetti di riforme costituzionali con leggi ordinarie, contando che mediamente pochi sanno cosa vuol dire. Sempre che questa differenza sia nota ai cosiddetti "legislatori", a volte ho anche questo dubbio
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi pare valida. Si fa propaganda confondendo effetti di riforme costituzionali con leggi ordinarie, contando che mediamente pochi sanno cosa vuol dire. Sempre che questa differenza sia nota ai cosiddetti "legislatori", a volte ho anche questo dubbio
Che i legislatori siano una massa di ignoranti, con pochi pseudo competenti, è evidente.
Ma io vedo ignoranti ovunque e su cose di base.
Ad esempio, parlando con la donna di 106 anni invitata al festival e poi ad altre trasmissioni o parlando di lei, ho capito che molte persone, di varie età, hanno una conoscenza della Storia derivata da C’è ancora domani.
Tutti sottolineavano con entusiasmo che il Referendum e della Costituente del 46 e poi le elezioni del 48 videro la prima partecipazione delle donne.
Qualcuno ha detto che chissà che emozione “dopo aver visto andare a votare solo gli uomini“. Ma che cavolo credono che sia una dittatura? Le ultime elezioni si erano tenute del 24!
E chi ho letto non erano analfabeti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Coraggio che tra poco si entra in guerra...😂 C'è il referendum per questo?
Ovviamente no.
Perché la Costituzione ripudia la guerra come soluzione delle controversie internazionali, ma se vieni attaccato, la difesa della patria è un dovere. Basta essere attaccati 🤷🏻‍♀️
 

danny

Utente di lunga data

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sai, una cosa che i politologi di internet si dimenticano costantemente quando citano la costituzione italiana a proposito, è che da sempre i trattati internazionali, tipo quello in cui siamo dentro la nato, sono sovraordinati rispetto alla costituzione.
Per cui il legislatore, che deve fare il referendum per modificare la costituzione, molto semplicemente poi fa come cazzo gli pare quando firma dentro una stanzetta con una delegazione di 8 persone al massimo, accordi che cambiano la vita in 20 minuti ad un'intera nazione.
 

danny

Utente di lunga data
Sai, una cosa che i politologi di internet si dimenticano costantemente quando citano la costituzione italiana a proposito, è che da sempre i trattati internazionali, tipo quello in cui siamo dentro la nato, sono sovraordinati rispetto alla costituzione.
Per cui il legislatore, che deve fare il referendum per modificare la costituzione, molto semplicemente poi fa come cazzo gli pare quando firma dentro una stanzetta con una delegazione di 8 persone al massimo, accordi che cambiano la vita in 20 minuti ad un'intera nazione.
Esattamente.
 

Alphonse02

Utente di lunga data
La scuola dell’obbligo è stata attuata da pochi decenni ed era ancora da estendere nei fatti. La maggior parte degli ultra sessantacinquenni non hanno frequentato la scuola dell’obbligo.
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Insomma ... Magari l' hanno fatto.
Certo, bisogna intendersi su cosa intendi per grado di istruzione della popolazione, che non dipende interamente dalla frequentazione scolastica.
Ho conosciuto persone autodidatte che hanno un grado di conoscenza impressionante acquisito al di fuori della scuola. Semplicemente leggono molto e con passione. Quindi, è anche questione di volontà individuale.

Poi, ci sono questioni tecniche che possono essere complicate e non fanno parte di un bagaglio cognitivo di base di tipo scolastico. Come quelle del referendum sul quale si voterà domani e lunedì.

La scuola dell' obbligo ricordavo che era stata istituita a cavallo della creazione del Regno d'Italia allorquando nel Sud Italia il tasso di alfabetizzazione era molto più basso del Nord e Centro Italia.

A voler essere precisi, gli ultra sessantacinquenni dovrebbero aver frequentato la scuola dell' obbligo pure loro, magari per un periodo di tempo inferiore a quello attualmente previsto.
Si imparava per lo più va a fare di conto, leggere e firmare, e si aveva una infarinatura culturale generica ed incompleta.
Ricordo di mia nonna, che si era specializzata con Maria Montessori, come insegnante, che raccontava di aver avuto studenti che conoscevano a memoria la Divina Commedia, facevano di conto a memoria con grande velocità sulle dita ed erano figli di contadini. Avevano un solo paio di scarpe che mettevano la domenica, il resto della settimana giravano scalzi.

Altra questione è la inosservanza dell' obbligo scolastico, che attualmente è intorno al 10% di media a livello nazionale.

In ogni caso, da Ai la scansione temporale dei provvedimenti che hanno regolamentato l' obbligo di frequenza scolastica è:
_____________

Ecco le tappe fondamentali dell'evoluzione:
  • 1859 (Legge Casati): Obbligo per i bambini dai 6 ai 9 anni.
  • 1877 (Legge Coppino): Innalzato dai 6 ai 12 anni.
  • 1962 (Scuola Media Unica): Obbligo esteso fino a 14 anni.
  • 1999/2000: Obbligo elevato a 15 anni.
  • 2007 (Legge 296/2006): Innalzato a 10 anni di istruzione, dai 6 ai 16 anni di età.
Ad oggi, l'obbligo di istruzione si assolve frequentando la scuola per almeno 10 anni (fino ai 16 anni compiuti), garantendo il conseguimento di un titolo di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale triennale.
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La scuola è indispensabile e dà tanto, nonostante tutte le difficoltà e ostacoli, ma soprattutto deve dare gli strumenti per continuare a imparare e informarsi.
Non è che quando si spiega una cosa particolare siano presenti tutti gli studenti e che quelli presenti siano tutti presenti e recettivi mentalmente. I più sono proprio altrove.
È sempre stato così, pochi studenti seguono realmente le lezioni, nel senso che si concentrano per capire le spiegazioni dei docenti.

Aggiungiamo che per effetto dei cellulari e dei social media gli studenti attuali si impegnano meno di prima. (soprattutto nel fissare le nozioni), scrivono poco e pure male (persino i laureati fanno errori di ortografia e/o sintassi ai concorsi pubblici, mi dicono da anni dei buoni amici), è una conseguenza della società moderna.

Al di là delle generalizzazioni, parlando con conoscenti che sono presidi di facoltà universitarie (anche umanistiche), c' è sempre uno scaglione di studenti bravi intorno al 10-15%, mentre sono diminuiti negli ultimi decenni gli scaglioni intermedi con tendenza al livellamento verso il basso.
 

Brunetta

Utente di lunga data
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Insomma ... Magari l' hanno fatto.
Certo, bisogna intendersi su cosa intendi per grado di istruzione della popolazione, che non dipende interamente dalla frequentazione scolastica.
Ho conosciuto persone autodidatte che hanno un grado di conoscenza impressionante acquisito al di fuori della scuola. Semplicemente leggono molto e con passione. Quindi, è anche questione di volontà individuale.

Poi, ci sono questioni tecniche che possono essere complicate e non fanno parte di un bagaglio cognitivo di base di tipo scolastico. Come quelle del referendum sul quale si voterà domani e lunedì.

La scuola dell' obbligo ricordavo che era stata istituita a cavallo della creazione del Regno d'Italia allorquando nel Sud Italia il tasso di alfabetizzazione era molto più basso del Nord e Centro Italia.

A voler essere precisi, gli ultra sessantacinquenni dovrebbero aver frequentato la scuola dell' obbligo pure loro, magari per un periodo di tempo inferiore a quello attualmente previsto.
Si imparava per lo più va a fare di conto, leggere e firmare, e si aveva una infarinatura culturale generica ed incompleta.
Ricordo di mia nonna, che si era specializzata con Maria Montessori, come insegnante, che raccontava di aver avuto studenti che conoscevano a memoria la Divina Commedia, facevano di conto a memoria con grande velocità sulle dita ed erano figli di contadini. Avevano un solo paio di scarpe che mettevano la domenica, il resto della settimana giravano scalzi.

Altra questione è la inosservanza dell' obbligo scolastico, che attualmente è intorno al 10% di media a livello nazionale.

In ogni caso, da Ai la scansione temporale dei provvedimenti che hanno regolamentato l' obbligo di frequenza scolastica è:
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Ecco le tappe fondamentali dell'evoluzione:
  • 1859 (Legge Casati): Obbligo per i bambini dai 6 ai 9 anni.
  • 1877 (Legge Coppino): Innalzato dai 6 ai 12 anni.
  • 1962 (Scuola Media Unica): Obbligo esteso fino a 14 anni.
  • 1999/2000: Obbligo elevato a 15 anni.
  • 2007 (Legge 296/2006): Innalzato a 10 anni di istruzione, dai 6 ai 16 anni di età.
Ad oggi, l'obbligo di istruzione si assolve frequentando la scuola per almeno 10 anni (fino ai 16 anni compiuti), garantendo il conseguimento di un titolo di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale triennale.
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È sempre stato così, pochi studenti seguono realmente le lezioni, nel senso che si concentrano per capire le spiegazioni dei docenti.

Aggiungiamo che per effetto dei cellulari e dei social media gli studenti attuali si impegnano meno di prima. (soprattutto nel fissare le nozioni), scrivono poco e pure male (persino i laureati fanno errori di ortografia e/o sintassi ai concorsi pubblici, mi dicono da anni dei buoni amici), è una conseguenza della società moderna.

Al di là delle generalizzazioni, parlando con conoscenti che sono presidi di facoltà universitarie (anche umanistiche), c' è sempre uno scaglione di studenti bravi intorno al 10-15%, mentre sono diminuiti negli ultimi decenni gli scaglioni intermedi con tendenza al livellamento verso il basso.
Hai riportato dati ufficiali e constatazioni.
Resta che se ora la dispersione è al 10%, non ho verificato ho preso il tuo dato, con differenze tra nord, centro e sud, figuriamoci negli anni dai cinquanta a settanta.
Certamente in quelle condizioni c’erano persone con notevole intelligenza che non avevano potuto studiare in modo istituzionale, ma avevano letto molto autonomamente e avevano anche una competenza di vita.
Ma io dicevo in contrasto con l’affermazione di una presunta ignoranza dei giovani attuali, dovuta alla decadenza, anch’essa presunta, che pure gli anziani hanno avuto in gran parte un percorso scolastico accidentato.
Ovviamente concordo.
 

Barebow

Utente di lunga data
A voler essere precisi, gli ultra sessantacinquenni dovrebbero aver frequentato la scuola dell' obbligo pure loro, magari per un periodo di tempo inferiore a quello attualmente previsto.
Si imparava per lo più va a fare di conto, leggere e firmare, e si aveva una infarinatura culturale generica ed incompleta.
Infatti, io ho fatto solo la terza media, però un po' di più di fare di conto, equazioni, latino, divina commedia, promessi sposi, odissea, Iliade, poeti, lingua straniera, ecc.
 
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