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Insomma ... Magari l' hanno fatto.
Certo, bisogna intendersi su cosa intendi per grado di istruzione della popolazione, che non dipende interamente dalla frequentazione scolastica.
Ho conosciuto persone autodidatte che hanno un grado di conoscenza impressionante acquisito al di fuori della scuola. Semplicemente leggono molto e con passione. Quindi, è anche questione di volontà individuale.
Poi, ci sono questioni tecniche che possono essere complicate e non fanno parte di un bagaglio cognitivo di base di tipo scolastico. Come quelle del referendum sul quale si voterà domani e lunedì.
La scuola dell' obbligo ricordavo che era stata istituita a cavallo della creazione del Regno d'Italia allorquando nel Sud Italia il tasso di alfabetizzazione era molto più basso del Nord e Centro Italia.
A voler essere precisi, gli ultra sessantacinquenni dovrebbero aver frequentato la scuola dell' obbligo pure loro, magari per un periodo di tempo inferiore a quello attualmente previsto.
Si imparava per lo più va a fare di conto, leggere e firmare, e si aveva una infarinatura culturale generica ed incompleta.
Ricordo di mia nonna, che si era specializzata con Maria Montessori, come insegnante, che raccontava di aver avuto studenti che conoscevano a memoria la Divina Commedia, facevano di conto a memoria con grande velocità sulle dita ed erano figli di contadini. Avevano un solo paio di scarpe che mettevano la domenica, il resto della settimana giravano scalzi.
Altra questione è la inosservanza dell' obbligo scolastico, che attualmente è intorno al 10% di media a livello nazionale.
In ogni caso, da Ai la scansione temporale dei provvedimenti che hanno regolamentato l' obbligo di frequenza scolastica è:
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Ecco le tappe fondamentali dell'evoluzione:
- 1859 (Legge Casati): Obbligo per i bambini dai 6 ai 9 anni.
- 1877 (Legge Coppino): Innalzato dai 6 ai 12 anni.
- 1962 (Scuola Media Unica): Obbligo esteso fino a 14 anni.
- 1999/2000: Obbligo elevato a 15 anni.
- 2007 (Legge 296/2006): Innalzato a 10 anni di istruzione, dai 6 ai 16 anni di età.
Ad oggi, l'obbligo di istruzione si assolve frequentando la scuola per almeno 10 anni (fino ai 16 anni compiuti), garantendo il conseguimento di un titolo di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale triennale.
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È sempre stato così, pochi studenti seguono realmente le lezioni, nel senso che si concentrano per capire le spiegazioni dei docenti.
Aggiungiamo che per effetto dei cellulari e dei social media gli studenti attuali si impegnano meno di prima. (soprattutto nel fissare le nozioni), scrivono poco e pure male (persino i laureati fanno errori di ortografia e/o sintassi ai concorsi pubblici, mi dicono da anni dei buoni amici), è una conseguenza della società moderna.
Al di là delle generalizzazioni, parlando con conoscenti che sono presidi di facoltà universitarie (anche umanistiche), c' è sempre uno scaglione di studenti bravi intorno al 10-15%, mentre sono diminuiti negli ultimi decenni gli scaglioni intermedi con tendenza al livellamento verso il basso.