Intanto eviterei di generalizzare: credo che sia sempre un discorso da fare caso per caso. Detto questo, in molti casi — e lo dico per esperienza, non per teoria — le diagnosi sono già state fatte: ci sono persone capricciose, che si stancano facilmente e che hanno una soglia di tolleranza bassissima verso tutto ciò che, inevitabilmente, una relazione comporta. Perché un rapporto non è fatto soltanto di entusiasmo, leggerezza e gratificazione continua: è anche, come si suol dire, sangue e merda. E se non si capisce questo, è facile scambiare le normali fasi di una relazione per il segnale che sia arrivato il momento di cercarsi qualcos'altro.
Poi, per carità, esistono sicuramente anche casi in cui una persona peggiora, si siede davvero, smette di curarsi, cambia profondamente e finisce oggettivamente per offrire il destro a quello che può succedere. Questo non lo escludo affatto.
Ma adottare questa come teoria assoluta non mi convince per niente, perché è una teoria estremamente comoda: alla fine, ogni difetto, ogni mancanza o ogni cambiamento del partner può diventare una giustificazione per farsi i cazzi propri. E questo passaggio non l'ho mai trovato particolarmente convincente.
Preferisco mille volte uno che dice 'ti ho messo le corna perché quella (o quello) mi faceva sangue'.