angelo del male e giobbe
Così come al traditore non si punta la pistola alla tempia per farlo tradire, anche lui non punta la pistola alla tempia dell'amante, per farlo/a farla diventare tale. Quindi, la domanda nasce spontanea: perché dovrebbe provare sensi di colpa nei confronti dell'amante???? A parer mio l'unico che dovrebbe provare sensi di colpa è sì, il traditore, ma nei confronti del tradito, non nei confronti dell'amante. Del resto, se li provasse, non credo che tradirebbe (io con i sensi di colpa non ci so convivere...)
Sempre leggo con piacere le tue parole ma in questo caso non sono d'accordo con te.
Io penso che l'amante abbia sempre colpa e abbia le stesse colpe del traditore. È chiaro che esistono 1000 tipi di amanti, traditori e traditi: nel caso di Paolo e Francesca tutti e tre erano colpevoli ma la persona più vile e meschina in quel caso è senz'altro il tradito. Non conosco la tua storia, ma se tu eri un'amante innamorata sicuramente la tua colpa era minore di quella di Airforever che fa l'amante solamente per attrazione fisica: tu hai un'attenuante, lui non ne ha nessuna (in fondo in fondo attenuanti ne ha anche lui, ma non è questo il post per discuterne...).
Ma il fatto che tu fossi innamorata e single non ti assolve assolutamente.
Io concordo con Verena quando dice che il tradimento assume proporzioni differenti quando coinvolge fidanzati, conviventi, sposati e una famiglia. In questo post parlo del tradimento che coinvolge una famiglia (esistono matrimoni e convivenze che non arrivano a costituire una vera e propria famiglia).
Se l'amante pensa che l'altro è single, è chiaro che non ha nessuna colpa. Ma se il traditore dice che il matrimonio è in crisi, praticamente finito, per me l'amante è ancora colpevole (dovrebbe aspettare la separazione prima di iniziare una nuova storia).
Non conosco la tua storia ma facciamo finta che il traditore fosse sposato e con figli. La tua colpa è stata quella di non aver provato empatia per la moglie del traditore, per i suoi figli e parenti. Hai pensato solo a vivere la tua passione egoista senza metterti nei panni di chi subiva questo tradimento. Anche se nessuno venisse a conoscenza della vostra tresca tu il male lo hai fatto lo stesso, hai in ogni caso rubato qualcosa a quella famiglia.
E non puoi dire che non sapevi di fare del male. Perché facevate tutto di nascosto? Perché tante menzogne e inganni? Perché non andavi con lui a prendere un gelato nella gelateria della piazza principale? Perché avevate tutti e due la certezza di fare qualcosa di sbagliato.
Se uno ha un colpo di fulmine e va a letto una volta con l'amante, lo capisco anche, è sempre tradimento ma è molto meno grave. Ma in genere gli amanti di fare del male lo scelgono e lo decidono coscientemente migliaia di volte: tutte le volte che decidono di baciare l'altro, di accarezzarlo, di farci l'amore, tutte le volte che gli telefonano, che gli mandano un SMS ecc. In ognuna di queste occasioni tu hai preso la decisione consapevole di fare del male a una famiglia che forse non se lo meritava.
Facciamo l'ipotesi che io sia un single di 40 anni e che una ragazzina di 14 anni s'innamori di me e mi faccia una corte serrata. Anch'io posso essere innamorato della ragazzina ma questo non mi dà il diritto di iniziare una relazione con lei: lo so, lo sento che non devo iniziarla questa storia. Anche se innamorato devo avere la lucidità per dire no a questa storia sbagliata: in caso contrario sono sicuramente colpevole.
Quando ho scoperto il tradimento ho avuto una voglia irresistibile di fare una visita all'amante di mia moglie con una mazza da baseball, ma me la son fatta passare questa voglia perché era una cosa ingiusta, sbagliata. La violenza di un marito tradito può essere più giustificabile di una violenza gratuita ma è pur sempre sbagliata.
Io ho il diritto di chiedere spiegazioni a mia moglie, non al suo amante che non conosco e non mi ha promesso niente, ma questo non toglie assolutamente la colpa dell'amante. E se l'amante era un mio amico, col cavolo che non gli chiedevo spiegazioni!
L'amante innamorato soffre molto? Anche uno che decide di usare eroina e ne diventa poi dipendente soffre molto. Posso umanamente capirlo ma la scelta sbagliata l'ha fatta anche lui.
Io giustifico più mia moglie che l'amante? Chiaro! Perché mia moglie la conosco e l'amante no. Conosco l'infanzia di mia moglie, il suo carattere a volte superficiale, il fatto che ha un padre traditore seriale, so che era infelice nel matrimonio, conosco la sua immaturità e i suoi dubbi esistenziali, conosco i consigli che gli hanno dato quelle teste di caxxo delle sue amiche (una delle quali è anche psicologa: bella roba!) ecc. In poche parole conosco le miserie di mia moglie ma non quelle del suo amante: se le conoscessi giustificherei di più anche lui. Ma in ogni caso non assolverei nessuno dei due: non ho nessun dubbio che tutti e due sono colpevoli.
Gli errori di traditori e amanti sono umanamente comprensibili e perdonabili ma non posso far finta che non esistono.
Scusa il tono un po' agitato di questo post ma è che veder descrivere l'amante come un innocente proprio non mi va giù.
Un caro abbraccio.
Rispondo ad entrambi..
Parlare di colpa non so se sia il termine giusto e il sentimento giusto.. mi pare che se ci si concentra su questo non se ne esce.
Per quanto mi riguarda, comunque, l'unica grave
colpa (responsabilità) che mi addebito è di essere stata una scema romantica.. malgrado l'età non avevo avuto fino ad allora esperienze adulterine e pensavo ahimè, come pensano in molti, che se uno cerca al di fuori della propria relazione in essere è perchè non è più innamorato del compagno e si è innamorato di un'altra persona.
Il mio errore è stato quello di pensare che l'altro ragionasse come me e certamente di aver affrontato con grave leggerezza l'argomento adulterio.
Ho saputo
dopo che durante l'anno in cui mi ha corteggiato in modo coinvolgente, il "mio" traditore stava cercando di mettere in cantiere un figlio con la sua compagna, la quale nel frattempo aveva già avuto un aborto spontaneo. Dopo circa sei mesi dall'inizio della nostra "relazione", è stato lui stesso a dirmi che la compagna era in dolce attesa di un figlio cercato, con le notizie di cui sopra. Ovviamente, se l'avessi anche solo sospettato prima, avrei maturato una concezione ben diversa di quell'uomo. A quel punto
io ho capito,
io ho dato un taglio a questa storia,
io ho dimostrato con i fatti di avere più rispetto per quella donna e non lui che ha continuato a cercarmi in questi anni.
Per rispondere alla domanda di
angeloDM, chiunque consideri un altro essere umano come mezzo e non come fine, dovrebbe non dico sentirsi in colpa ma perlomeno interrogarsi sulla "contrazione" della propria umanità fatta scontare ad un altro individuo "ridotto" a qualche cosa di despiritualizzato.
Io sono profondamente contraria alla considerazione tuttora molto in voga secondo la quale "è sottinteso che questo sia il ruolo dell'amante" (non avere richieste, non avere aspirazioni e desideri, non avere sentimenti di cui sentirsi in dovere di curarsi, ecc), come se lo squallore sia meno squallido qualora sia implicitamente dichiarato prima.
(Per amore di correttezza, per queste ultime considerazioni mi sono liberamente ispirata ad alcuni interventi di Chen -che non trovo purtroppo- il quale aveva spiegato mirabilmente questi concetti).