Amavo un'altra e ho ucciso tutti

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Brunetta

Utente di lunga data

gas

Utente di lunga data
Di fronte a un delitto efferato viene naturale porre una distanza emotiva, intellettuale e morale tra noi e l'altro, il mostro, il matto ecc.
Io credo che anche le circostanze e le modalità di un evento deviante come un omicidio siano connotate culturalmente e dicano qualcosa anche degli altri.
Nel caso specifico dicono qualcosa anche di noi, traditori, traditi, in quanto membri di una coppia che si è dimostrata in qualche misura disfunzionale.
NON PARAGONO (devo scriverlo più grande?) nessuno degli utenti a un assassino.
Mi domando, leggendo l'analisi acuta di Andreoli, se, in quanto anche noi come parte della stessa società del "mostro, non abbiamo problemi simili di difficoltà di gestire i sentimenti e di indifferenza o relativismo morale, se non proprio di amoralità, che in quell'individuo ha superato ogni limite.
Il mio scritto mi sembra tutto meno che esasperato.
mi riferivo a questo
 

Brunetta

Utente di lunga data
mi riferivo a questo
E' ben quella la parte interessante, per me, perché invito alla riflessione.
Possiamo anche continuare a dire che l'assassino è un "mostro" o un alieno e star bene così.
 

gas

Utente di lunga data
E' ben quella la parte interessante, per me, perché invito alla riflessione.
Possiamo anche continuare a dire che l'assassino è un "mostro" o un alieno e star bene così.
Brunetta, altro che riflessione....
abbiamo di fronte un MOSTRO nel vero senso della parola
una "persona" che a mio avviso, non ha nemmeno il diritto di vivere, avendo tolto alla vita i sui 2 figli a causa di una sua insoddisfazione personale e oltretutto se n'è andato pure a vedere la partita di calcio......
ABBIAMO CAPITO DI CHI STIAMO PARLANDO?

 

Brunetta

Utente di lunga data
Brunetta, altro che riflessione....
abbiamo di fronte un MOSTRO nel vero senso della parola
una "persona" che a mio avviso, non ha nemmeno il diritto di vivere, avendo tolto alla vita i sui 2 figli a causa di una sua insoddisfazione personale e oltretutto se n'è andato pure a vedere la partita di calcio......
ABBIAMO CAPITO DI CHI STIAMO PARLANDO?

E' un mostro perché ha esasperato aspetti che sono parte della nostra cultura.
Ma quella cultura è nostra o no?
 

Brunetta

Utente di lunga data

Nicka

Capra Espiatrice
ma perchè parli di cultura? cosa c'entra la cultura in questo infanticidio?
C'entra nel momento in cui si sente autorizzato a commettere un atto simile nei confronti della propria famiglia.
Come se non gli fosse stato insegnato che ci sono altri modi per uscire da una situazione che non gli si confà...

Non è un mostro, è una persona lucidissima...ed è in questo il grosso problema...
 

gas

Utente di lunga data
C'entra nel momento in cui si sente autorizzato a commettere un atto simile nei confronti della propria famiglia.
Come se non gli fosse stato insegnato che ci sono altri modi per uscire da una situazione che non gli si confà...

Non è un mostro, è una persona lucidissima...ed è in questo il grosso problema...
ma che stiamo a dicendo..... perchè le persone con una certa cultura non colpiscono con omicidi efferati e spietati?

scusate tanto ma non mi ci trovo con le vostre analisi
 

Brunetta

Utente di lunga data
ma che stiamo a dicendo..... perchè le persone con una certa cultura non colpiscono con omicidi efferati e spietati?

scusate tanto ma non mi ci trovo con le vostre analisi
Cultura non nel senso di istruzione ma nel senso di modo di pensare.
Un modo di pensare egoistico e con difficoltà di gestire i sentimenti e con una tendenza al relativismo morale che è parente dell'amoralità.
 

Nicka

Capra Espiatrice
ma che stiamo a dicendo..... perchè le persone con una certa cultura non colpiscono con omicidi efferati e spietati?

scusate tanto ma non mi ci trovo con le vostre analisi
Lo ha spiegato Brunetta...
 

gas

Utente di lunga data
Cultura non nel senso di istruzione ma nel senso di modo di pensare.
Un modo di pensare egoistico e con difficoltà di gestire i sentimenti e con una tendenza al relativismo morale che è parente dell'amoralità.
questo è quello che dici tu, mentre Nicka afferma una cosa diversa

oppure oggi capisco ciò per bruche
tradotto = chiodo per chiodo

:D
 

giorgiocan

Utente prolisso
E' un mostro perché ha esasperato aspetti che sono parte della nostra cultura.
Ma quella cultura è nostra o no?
A questa rispondo con calma stasera, ma ammetto che mi sono fatto domande simili alle tue. Si vede che sto riflettendo sulla scala dei valori? ;)
 

Brunetta

Utente di lunga data
A questa rispondo con calma stasera, ma ammetto che mi sono fatto domande simili alle tue. Si vede che sto riflettendo sulla scala dei valori? ;)
Anch'io sto riflettendo.
 

disincantata

Utente di lunga data
Di fronte a un delitto efferato viene naturale porre una distanza emotiva, intellettuale e morale tra noi e l'altro, il mostro, il matto ecc.
Io credo che anche le circostanze e le modalità di un evento deviante come un omicidio siano connotate culturalmente e dicano qualcosa anche degli altri.
Nel caso specifico dicono qualcosa anche di noi, traditori, traditi, in quanto membri di una coppia che si è dimostrata in qualche misura disfunzionale.
NON PARAGONO (devo scriverlo più grande?) nessuno degli utenti a un assassino.
Mi domando, leggendo l'analisi acuta di Andreoli, se, in quanto anche noi come parte della stessa società del "mostro, non abbiamo problemi simili di difficoltà di gestire i sentimenti e di indifferenza o relativismo morale, se non proprio di amoralità, che in quell'individuo ha superato ogni limite.
Bisognerebbe quindi chiedersi quanti tra quelli che tradiscono vorrebbero potenzialmente veder svanire la famiglia 'miracolosamente' per ritrovarsi liberi?
 

Fantastica

Utente di lunga data
Sono sempre più frequenti i casi di persone che ammazzano i propri cari senza pensarci un attimo, perché vogliono la strada libera per sé.
Io credo che non ci sia da stupirsi, purtroppo, e sono convinta che moltissimi siano i segnali di anaffettività crescente attorno a noi.
Moltissimi.
Vi faccio degli esempi concreti: quelli che tirano sotto qualcuno in auto e tirano dritto, quelle che ammazzano i figli che hanno generato e allevato, quelli che sbraitano e ti minacciano se nel fare manovra gli sfiori senza danni il suv, quelli che chiacchierano sul marciapiede e non sis postano di un millimetro per farti passare costringendoti alla gincana sono i primi esempi che mi vengono in mente, ma ce ne sono centinaia e quotidiani.

Non venitemi a dire che un conto è non cedere il passo e un conto è ammazzare la famiglia, perché si comincia col non cedere il passo; o, meglio, se non viene spontaneo un atteggiamento generale di attenzione verso chi ci circonda, beh... siamo inclinati... siamo inclinati. Tempo fa facevo l'esempio della tipa al supermercato che occupava tutto il nastro della cassa con la sua roba indifferente al fatto che dietro di lei io ero carica come un mulo. Mi siete saltati addosso. Ma rientra nel grappolo di acini acidi ...
 
Ultima modifica:

Sbriciolata

Escluso
Di fronte a un delitto efferato viene naturale porre una distanza emotiva, intellettuale e morale tra noi e l'altro, il mostro, il matto ecc.
Io credo che anche le circostanze e le modalità di un evento deviante come un omicidio siano connotate culturalmente e dicano qualcosa anche degli altri.
Nel caso specifico dicono qualcosa anche di noi, traditori, traditi, in quanto membri di una coppia che si è dimostrata in qualche misura disfunzionale.
NON PARAGONO (devo scriverlo più grande?) nessuno degli utenti a un assassino.
Mi domando, leggendo l'analisi acuta di Andreoli, se, in quanto anche noi come parte della stessa società del "mostro, non abbiamo problemi simili di difficoltà di gestire i sentimenti e di indifferenza o relativismo morale, se non proprio di amoralità, che in quell'individuo ha superato ogni limite.
No, non credo.
Poteva andarsene, mollare la famiglia, sarebbe stato libero, relativista(uno che smolla la famiglia per una donna che l'ha rifiutato sta relativizzando assai, secondo me), indifferente al dolore che causava ma sostanzialmente libero.
Uccidere un figlio è tabù.
In ogni società c'è un numero di individui che infrange i tabù.
 

Sbriciolata

Escluso
Sono sempre più frequenti i casi di persone che ammazzano i propri cari senza pensarci un attimo, perché vogliono la strada libera per sé.
Io credo che non ci sia da stupirsi, purtroppo, e sono convinta che moltissimi siano i segnali di anaffettività crescente attorno a noi.
Moltissimi.
Vi faccio degli esempi concreti: quelli che tirano sotto qualcuno in auto e tirano dritto, quelle che ammazzano i figli che hanno generato e allevato, quelli che sbraitano e ti minacciano se nel fare manovra gli sfiori senza danni il suv, quelli che chiacchierano sul marciapiede e non sis postano di un millimetro per farti passare costringendoti alla gincana sono i primi esempi che mi vengono in mente, ma ce ne sono centinaia e quotidiani.

Non venitemi a dire che un conto è non cedere il passo e un conto è ammazzare la famiglia, perché si comincia col non cedere il passo; o, meglio, se non viene spontaneo un atteggiamento generale di attenzione verso chi ci circonda, beh... siamo inclinati... siamo inclinati. Tempo fa facevo l'esempio della tipa al supermercato che occupava tutto il nastro della cassa con la sua roba indifferente al fatto che dietro di lei io ero carica come un mulo. Mi siete saltati addosso. Ma rientra nel grappolo di acini acidi ...
sicura? Io non ne sono tanto sicura.
 

sienne

lucida-confusa
Senza (e meno male!) arrivare all'omicidio e alla strage, siamo certi che questo egoismo e questa amoralità e questa difficoltà a gestire le emozioni non ci riguardino?

Ciao

ho avuto lo stesso pensiero …
ma dovrei meditare un po' …
infatti …


sienne
 
Stato
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