Quindi un addetto alla ns. sicurezza, anche se è rivoltato come un calzino dagli pscologi(presumo) può fare quello che ha fatto il vigile urbano? Allora se non si individuano problematiche che ci possono essere tra i tutori dell'ordine "stamm' nguaiati"
Non conosco le procedure di vaglio psicologico a cui sono sottoposti i vigili urbani, non so nemmeno se siano uniformate a livello nazionale. Dubito assai che gli agenti di polizia municipale vengano "rivoltati come un calzino" dagli psicologi, più facilmente verranno sottoposti a qualche test standard, non inutile ma neanche approfondito.
So che sono serie, ripetute periodicamente, individualizzate le procedure di controllo psicologico per gli appartenenti alle forze speciali delle varie Armi, che vengono scartati, fin dall'addestramento, se psicologicamente inadatti .
Il controllo più importante lo esercitano, o dovrebbero esercitarlo, colleghi e superiori. In questo caso, evidentemente, qualcosa è andato storto. Forse il superiore avrebbe dovuto riferire il caso problematico, e la gerarchia indirizzarlo a uno psicologo, o anche soltanto trasferirlo.
Prevenire questi incidenti non è semplice, qualcuno ce ne sarà sempre, perchè quel che in una persona disarmata poteva ridursi a una scazzottata, quando si porta una pistola può finire così.
Faccio anche presente che "rivoltare come un calzino", cioè eseuire un esame psicologico approfondito rivolto a prevedere la probabilità di comportamenti devianti nel futuro è difficile, richiede parecchi incontri con uno psichiatra esperto, e non dà sicurezze al 100%.
L'uomo è un essere di pericolosità ineguagliata.