danny
Utente di lunga data
Credo tutti.Le differenze le vede chi le vede.
Un Troisi aveva una comicità diversa da un Pozzetto, un Totò da un Govi etc.
Non avrebbero neppure fatto film come un "Grosso grasso matrimonio greco" (ma anche "Il padrino"...) se non vi fossero caratteri identitari forti legati al luogo di nascita che definiscono l'individuo e il suo rapportarsi con gli altri.
La ragione per cui a un greco non puoi dire che esiste la Macedonia slava perché per lui la Macedonia è solo greca, e per la quale Istanbul in Grecia si chiama ancora Costantinopoli, il kebab pitta me giro mentre il caffè espresso è solo per i turisti incapaci di bere quello greco, la ragione per cui Napoli è diversissima da Milano e Torino da Venezia e Firenze da Palermo.
Questa è la ricchezza.
Le nostre identità, che vanno conservate, preservate, perché cultura ma anche forza, per l'individuo.
E' cultura il ramadan come tutta l'alimentazione di tutto il mondo, lo stato vaticano come i pope della chiesa ortodossa, sono cultura i riti, le feste, le differenze, le peculiarità, la concezione della famiglia, della vita, della morte. (basti pensare all'origine dei culti animisti, della santeria in sudamerica)
Ma addirittura la pornografia, per gli stati come la Danimarca dove è stata per prima resa legale e che infatti vanta a Copenaghen un museo in centro dove puoi vedere i primi film porno di 50 anni fa, e tanti altri reperti sull'erotismo.
Non è cultura Mac Donald o Starbucks, l'omologazione globale, la finta mescolanza globale che cancella la ricchezza di secoli di storia inseguendo un reddito da qualche parte nel mondo per comprarsi le maglietta da Zara o il cuscus vegano al Carrefour o al Lidl.
Se si va a Londra, zona 1, non si troveranno nessuno dei caratteri che noi consideriamo "tipici" degli inglesi e che Sordi descrisse in "Fumo di Londra".
La fila ordinata nell'area centrale di Londra non esiste più.
Perché non ci sono più inglesi (tutti stranieri, italiani compresi). Non esiste più un'identità forte, percepibile, comprensibile.
La perdita di identità (unità nella molteplicità secondo Aristotele) per tutti, immigrati compresi, produce alienazione. Questo accade quando vi è una privazione e non vi è riconoscimento di quanto invece si è acquistato (è il caso dell'incontro tra due culture profondamente diverse, come nel colonialismo).
L'incontro tra due identità differenti deve produrre uno scambio che sia pari, tra quanto si perde e quanto si acquista e non generare conflitti di identità (straniero che assume l'identità del paese ospitante, identità che però è anche razzista nei suoi confronti).
Se non vi è, subentra la nascita di risposte identitarie.
E' il motivo per cui i terroristi degli ultimi attentati sono immigrati di seconda generazione, nati e cresciuti negli stati in cui hanno effettuato attentati e che hanno cercato una soluzione al loro credito di identità cercando l'estremismo.
E' il motivo della diffusione del brigantaggio e della successiva mafia (anzi, delle mafie, perché ogni territorio ha creato la sua).
E non è un caso che Jannacci, che poteva benissimo cantare solo in italiano o dedicarsi alla canzone pugliese, fece canzoni meravigliose in milanese.
O che Piero Mazzarella fu uno degli interpreti più npti della commedia in dialetto (anche lui, però senza avere alle spalle una milanesità generazionale pura...).
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