Avevano più classe

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
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Avevano più classe

Guardando foto di divi del passato ci si rende conto di come la società sia cambiata. Abbiamo perso smalto, attraverso certe immagini si nota come abbiamo perso classe, eleganza, e senso del rispetto.
 

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ologramma

Utente di lunga data
Guardando foto di divi del passato ci si rende conto di come la società sia cambiata. Abbiamo perso smalto, attraverso certe immagini si nota come abbiamo perso classe, eleganza, e senso del rispetto.
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signora ha ragione pensa mia madre quando ero piccolo , parlo di mezzo secolo fa e più:D, la domenica mi vestiva con giacca e cravatta per andare in chiesa ora ,aldilà del giorno di festa, sono tutti vestiti casual
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
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signora ha ragione pensa mia madre quando ero piccolo , parlo di mezzo secolo fa e più:D, la domenica mi vestiva con giacca e cravatta per andare in chiesa ora ,aldilà del giorno di festa, sono tutti vestiti casual
fossero vestiti solo casual!! Comunque a me piace ancora questo stile e spesso lo utilizzo.
 

Woland

Utente di lunga data
Mi piace il 3d che hai aperto :) perchè anche a me piacciono divi e dive del passato. Quoto tutto quello che hai scritto e se permetti posto una delle attrici che più mi piace di quell'epoca: Hedy Lamarr.

La Lamarr non fu solo bella e brava come attrice (anche se onestamente non è ricordata per capolavori particolarmente memorabili) ma aveva pure un "testone" come si dice, infatti si distinse pure come scienziata.

Hedy_Lamarr.jpg
 

Ginevra65

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Mi piace il 3d che hai aperto :) perchè anche a me piacciono divi e dive del passato. Quoto tutto quello che hai scritto e se permetti posto una delle attrici che più mi piace di quell'epoca: Hedy Lamarr.

La Lamarr non fu solo bella e brava come attrice (anche se onestamente non è ricordata per capolavori particolarmente memorabili) ma aveva pure un "testone" come si dice, infatti si distinse pure come scienziata.

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anche lei raffinata, non sapevo delle sue conoscenze ingegneristiche.
 

danny

Utente di lunga data
Avevamo tutti più classe.
Oggi ci si veste tutti da schifo.
Guardate anche solo le foto degli anni 50...
 

Woland

Utente di lunga data
Lei è Louise Brooks, diva del muto. La sua acconciatura è tornata di moda anzi non è mai passata di moda...guardate che bella...

louise_brooks.jpg
 

Brunetta

Utente di lunga data
Adesso si definisce di classe una famosa per aver mostrato la patonza
 

Woland

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Brunetta

Utente di lunga data

danny

Utente di lunga data
E' cambiato qualcosa nell'approccio all'abbigliamento negli ultimi decenni.
Non è solo questione di ineleganza dominante.
Con l'abito si vuole suggellare l'appartenenza, di genere, di classe, l'abito è un indicatore economico, qualifica l'orientamento sessuale, l'età, la professione, la notorietà...
Un Lapo vestito a mezzo tra checca tamarra e dandy vuol significare la sua capacità di elevarsi dal ridicolo semplicemente disponendo di soldi e fama.
Una Belen vende ispirazioni onanistiche.
In genere i giovani cercano un'identità maschile: sbeffeggiando quelli con i risvoltini, per esempio, ma vestendosi ugualmente in maniera indegna per valorizzare la loro bellezza. E questo da decenni.
E crescendo questi giovani tendono ad evitare l'abito che certifica l'avanzare dell'età: le felpe col cappuccio a 50 anni non sono affatto rare, anche perché nei negozi ormai trovi solo quelle.
La moda a basso costo insegue i giovani, e tutti gli altri che vorrebbero esserlo.
D'altronde basta un cappotto piuttosto che una giacca di plastica a regalare dieci anni di più, e questo non lo si desidera.
Il risultato sono le vie delle città piene d'inverno di informi giacche di plastica, pantaloni in jeans e sneakers più o meno colorate, più o meno appariscenti, ma quasi sempre brutte, cappellacci con visiera, felpe col cappuccio, magliette con le scritte, per non parlare del sesso femminile che ha rubato le icone maschili delle generazioni precedenti: chiodo, anfibi, per esempio.
In altre città europee questo fenomeno è meno evidente: a Parigi e a Londra percentualmente trovi più giovani con abiti discreti, cappotti d'inverno e vestiti classici d'estate, che valorizzano la figura.
Da noi è l'apoteosi non del casual, ma del trasandato.
 
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Woland

Utente di lunga data
E' cambiato qualcosa nell'approccio all'abbigliamento negli ultimi decenni.
Non è solo questione di ineleganza dominante.
Con l'abito si vuole suggellare l'appartenenza, di genere, di classe, l'abito è un indicatore economico, qualifica l'orientamento sessuale, l'età, la professione, la notorietà...
Un Lapo vestito a mezzo tra checca tamarra e dandy vuol significare la sua capacità di elevarsi dal ridicolo semplicemente disponendo di soldi e fama.
Una Belen vende ispirazioni onanistiche.
In genere i giovani cercano un'identità maschile: sbeffeggiando quelli con i risvoltini, per esempio, ma vestendosi ugualmente in maniera indegna per valorizzare la loro bellezza. E questo da decenni.
E crescendo questi giovani tendono ad evitare l'abito che certifica l'avanzare dell'età: le felpe col cappuccio a 50 anni non sono affatto rare, anche perché nei negozi ormai trovi solo quelle.
La moda a basso costo insegue i giovani, e tutti gli altri che vorrebbero esserlo.
D'altronde basta un cappotto piuttosto che una giacca di plastica a regalare dieci anni di più, e questo non lo si desidera.
Il risultato sono le vie delle città piene d'inverno di informi giacche di plastica, pantaloni in jeans e sneakers più o meno colorate, più o meno appariscenti, ma quasi sempre brutte, cappellacci con visiera, felpe col cappuccio, magliette con le scritte, per non parlare del sesso femminile che ha rubato le icone maschili delle generazioni precedenti: chiodo, anfibi, per esempio.
In altre città europee questo fenomeno è meno evidente: a Parigi e a Londra percentualmente trovi più giovani con abiti discreti, cappotti d'inverno e vestiti classici d'estate, che valorizzano la figura.
Da noi è l'apoteosi non del casual, ma del trasandato.

Oddio...io le uso le felpe col cappuccio... :facepalm:però a mia discolpa posso dire che non ho cinquant'anni...


* Ora che ci penso uso spesso pure jeans e sneakers; ok vado a nascondermi in un cantuccio... :rotfl:
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
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E' cambiato qualcosa nell'approccio all'abbigliamento negli ultimi decenni.
Non è solo questione di ineleganza dominante.
Con l'abito si vuole suggellare l'appartenenza, di genere, di classe, l'abito è un indicatore economico, qualifica l'orientamento sessuale, l'età, la professione, la notorietà...
Un Lapo vestito a mezzo tra checca tamarra e dandy vuol significare la sua capacità di elevarsi dal ridicolo semplicemente disponendo di soldi e fama.
Una Belen vende ispirazioni onanistiche.
In genere i giovani cercano un'identità maschile: sbeffeggiando quelli con i risvoltini, per esempio, ma vestendosi ugualmente in maniera indegna per valorizzare la loro bellezza. E questo da decenni.
E crescendo questi giovani tendono ad evitare l'abito che certifica l'avanzare dell'età: le felpe col cappuccio a 50 anni non sono affatto rare, anche perché nei negozi ormai trovi solo quelle.
La moda a basso costo insegue i giovani, e tutti gli altri che vorrebbero esserlo.
D'altronde basta un cappotto piuttosto che una giacca di plastica a regalare dieci anni di più, e questo non lo si desidera.
Il risultato sono le vie delle città piene d'inverno di informi giacche di plastica, pantaloni in jeans e sneakers più o meno colorate, più o meno appariscenti, ma quasi sempre brutte, cappellacci con visiera, felpe col cappuccio, magliette con le scritte, per non parlare del sesso femminile che ha rubato le icone maschili delle generazioni precedenti: chiodo, anfibi, per esempio.
In altre città europee questo fenomeno è meno evidente: a Parigi e a Londra percentualmente trovi più giovani con abiti discreti, cappotti d'inverno e vestiti classici d'estate, che valorizzano la figura.
Da noi è l'apoteosi non del casual, ma del trasandato.
mi hai appena promosso.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Per me invece si tratta di un fenomeno complesso di spazi di espressione di sé (Essere o Avere? Alienazione) per cui il corpo è il corpo sessuato in modo evidente e la sua esibizione provocante e i tatuaggi e piercing hanno sostituito l'ambizione di voler apparire almeno simili a una classe sociale superiore attraverso appunto una classe che esprimeva educazione e formazione.
Questo è rimasto invece per quanto riguarda la casa che è l'apoteosi di vorrei ma non posso, ma se mi impegno posso sembrare. Non solo come appartenente a una classe superiore, o a un modello americano, con la villetta nell'hinterland arredata in modo da assomigliare in miniatura al cafonissimo appartamento Trump, risultando talvolta aspiranti boss di Gomorra, ma anche con un ambiente lindo e ordinato come una rivista.
 
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