B.: Non lo disturbo

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Mari'

Utente di lunga data
Libia, razzi e armi urticanti sulla folla

Gheddafi fa una strage. Berlusconi tace


L’esercito spara sui manifestanti a Bengasi proiettili di mortaio. All'obitorio si contano già 258 morti. Ma l'Italia si preoccupa solo del possibile esodo di profughi. Maroni: "Rischiamo centomila sbarchi"


http://www.ilfattoquotidiano.it/


Intanto:


In primo piano

immigrazione Lampedusa, altri sbarchi un centinaio verso l'isola


© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati


In arrivo un barcone, il secondo in poche ore. Arrivati i primi funzionari di Frontex
 

Mari'

Utente di lunga data

Sterminator

Utente di lunga data
Sti mongoloidi stanno liberando dai cpt gente ancora da identificare per fare posto a quelli che stanno arrivando....ma e' roba da matti....

A Modena:

Botta e risposta tra il sottosegretario Carlo Giovanardi e il sindaco Giorgio Pighi, sull'invio al Cie di Modena di parte degli immigrati sbarcati a Lampedusa. E non mancano le prese di posizione dei sindacati di polizia per il super-lavoro al quale sono costretti a fronte di una ormai cronica mancanza di agenti. «E' davvero singolare che davanti ad una emergenza epocale il sindaco di Modena, Giorgio Pighi, critichi il modo con il quale lo Stato si trova a gestire l'improvviso flusso di migliaia di persone, mettendola in relazione con episodi di fuga o di autolesionismo». Afferma Giovanardi. «Per fortuna - prosegue - in Italia esistono i centri di identificazione e di espulsione, che la sinistra voleva far chiudere, che permettono alle Forze di Polizia di trattenere per poi espellere soprattutto i delinquenti usciti dalle carceri che si sono infiltrati nell'ondata migratoria». «Per fare spazio ai tunisini provenienti da Lampedusa, il ministero degli Interni ha rilasciato quasi tutte le persone ospitate nel Centro di identificazione ed espulsione di Modena - continua Pighi - Ancora una volta, il Governo si è trovato impreparato e tutti paghiamo le conseguenze di una colpevole inerzia», gli replica il sindaco Pighi. «Il Governo - aggiunge il sindaco - certamente sapeva ciò che stava avvenendo nei Paesi del nord dell'Africa, ma si è trovato incapace di gestire la situazione di emergenza perché aveva chiuso il centro di accoglienza di Lampedusa lasciando intendere che non ci sarebbe più stato nemmeno uno sbarco. Con quel centro aperto e funzionante si sarebbero potute valutare le domande di asilo evitando un uso improprio dei centri di identificazione ed espulsione. Giovanardi continua a confondere i profughi con i clandestini. Ricordo inoltre al sottosegretario che il Comune di Modena ha voluto il Cie e lo Stato si è impegnato a valorizzarne la presenza per le esigenze del territorio. Solo la voglia di propaganda e l'evidente incapacità di fare fronte alle crisi internazionali può far dire che era nostra intenzione chiudere il Centro di identificazione ed espulsione». Per fronteggiare l'emergenza del trattenimento dei 50 tunisini al Cie di Modena, la Questura oggi ha chiesto «un ulteriore sforzo organizzativo» agli agenti di Polizia, ma i sindacati non ci stanno. «La Questura di Modena è abbandonata a se stessa» scrivono in una nota. «Abbiamo richiesto ufficialmente al Questore di intervenire presso il Ministero dell'Interno e sollecitare l'aggregazione di personale specializzato nel settore espulsione dalle altre Questure limitrofe per garantire l'attuale emergenza». Infine chiedono che si provveda fin da ora «a risolvere la questione legata allo straordinario, la reperibilità e i veicoli utilizzati questo ufficio, visto che il prossimo mese scade il contratto di noleggio». 19 febbraio 2011
 

Mari'

Utente di lunga data
A macchia d'olio le proteste si moltiplicano ;)




Cina, protesta dei gelsomini in varie città
scatta la repressione in piazza e sul web -



Foto





Ispirati dalle ribellioni in Africa e Medio Oriente, a Pechino e Shanghai alcuni attivisti hanno lanciato fiori come a Tunisi. Rapido l'intervento della polizia, sul territorio e con blocco di cellulari e internet

e Shanghai alcuni attivisti hanno lanciato fiori come a Tunisi. Rapido l'intervento della polizia, sul territorio e con blocco di cellulari e internet
 

Mari'

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data
Libia, a Tripoli il Parlamento è in fiamme
L'Eni: rimpatriamo familiari e parte dipendenti


La diretta su Al Jazeera - I messaggi su Twitter

Ripercussioni in Borsa per le aziende italiane




LA DIRETTA Caos dopo il discorso del figlio del leader (video).
Non si sa se Gheddafi sia ancora nel Paese. Nella capitale saccheggi, spari, 61 morti nella notte. Pronto documento Ue di condanna, ma Frattini dice: "No ad imposizione di modelli europei". I Verdi: sembra l'ambasciatore del Rais

Mercenario catturato dalla folla Guolo: il dopo Gheddafi

Assalto ai palazzi del governo I VIDEO / MAPPA Speciale Limes/ Algeria, scontri

Il web rilancia il baciamano di Berlusconi a Gheddafi

http://www.repubblica.it/index.html?refresh_ce

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

Mari'

Utente di lunga data

Amoremio

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data
bella prova di acutezza e tempestiva valutazione degli scenari strategici, il nostro ministro degli esteri :mad:
Poverino :D lui segue solo la scaletta che gli e' stata ordinata :mrgreen: :mrgreen:
 

Mari'

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data
“Siete stati zitti sulle stragi di Gheddafi, ora chiuderemo forniture gas per l’Italia”

Frattini nega che ci siano problemi, ma l'Unione europea accerta: "C'è stata una diminuzione". Al Arabiya: "Fermi i terminali petroliferi sul Mediterraneo"

La rivolta libica potrebbe avere conseguenze sul nostro Paese: le forniture di gas dalla Libia all’Italia si starebbero avviando verso una progressiva interruzione. I manifestanti della città libica di Nalut hanno infatti minacciato di fermare l’afflusso di gas verso l’Italia chiudendo il gasdotto che passa proprio per la loro provincia.

I cittadini di Nalut, nella zona dei monti occidentali della Libia, a pochi chilometri dalla Tunisia, in un messaggio pubblicato sul sito Internet del gruppo di opposizione “17 febbraio”, si rivolgono “all’Unione Europea, e in particolare all’Italia”. “La gente di Nalut ribadisce di far parte di un popolo libico libero e, dopo il vostro silenzio riguardo le stragi compiute da Gheddafi, ha deciso che interromperà dalla fonte l’afflusso di gas libico verso i vostri Paesi, chiudendo il giacimento di al-Wafa che attraverso la nostra zona porta il gas verso l’Italia e il nord Europa, passando per il Mediterraneo”. I manifestanti di Nalut sostengono di aver preso questa decisione “perché voi non avete fermato lo spargimento di sangue della nostra gente e del nostro caro paese avvenuto in tutte le città libiche. Per noi il sangue libico è più prezioso del petrolio o del gas”. Il messaggio è firmato “la gente delle zone occidentali dalla regione di Nalut”.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini, però, nega che ci siano problemi: “Allo stato – dice il ministro dal Cairo – non ci risultano sospensioni di forniture di gas”. Gli fa eco la Commissione europea, che pur negando i problemi ammette una diminuzione delle forniture. Una portavoce riferisce che Bruxelles è in stretto contatto con l’Italia e aggiunge che non ci sono problemi, anche se è stata registrata la diminuzione dei livelli di forniture di gas dalla Libia.

Intanto la tv panaraba Al Arabiya riferisce che “è stato interrotto oggi il funzionamento dei terminali petroliferi libici sul Mediterraneo in seguito ai disordini in corso nel Paese nordafricano”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...lia-verso-una-progressiva-interruzione/93377/


Ci dobbiamo preoccupare? :confused:
 

Mari'

Utente di lunga data

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Non so di cosa vi preoccupate. Va tutto benissimo! I ricchi hanno investito in Libia, grazie alle promesse da Alice nel Paese delle Meraviglie. Promesse che ora si mettono molto bene, si vedrà. I danneggiati risponderanno in coro: Licenziamenti a raffica. Niente paura! Ci va di mezzo soltanto un sistema che doveva crollare da tempo.

E perché mai dovremmo preoccuparci del gas libico, Italia ha abbastanza, ma preferisce a venderlo a chi sa quale paese estero. Uh, che paura!

Un problema c'è però, il soltito: chi di noi vuole fare qualcosa perché il destino cambi da così a così? Chi di noi può cedere ciò che non è suo a vantaggio dell'altro che neanche conosce?

E' un po' come l'articolo che ho letto oggi nel giornale: un tizio ha spiegato come stanare i possessori di macchine non assicurate, ma non ha fatto sapere quanto era disposto a sostenere e dare per realizzare il sistema. Infatti credo che non vorrebbe dare nulla, perché l'idea era stata già abbastanza di sacrificio, e il resto sarebbe poi stato compito degli altri. Chiunque altro escluso lui. Chiaro, ovvio.
 

Sterminator

Utente di lunga data
sia per gli idrocarburi che per l'eventualità che la libia finisca in mano a fondamentalisti fanatici
Dalla Russia arriva un sacco di roba, poi abbiamo almeno e probabilmente (perche' nessuno deve mai sapere un cazzen in Italy) molto piu' di 1 miliardo di barili di petrolio sotto la Basilicata ....quindi aumentiamo pure la produzione anziche' estrarlo al ritmo di soli 104.000 barili al giorno che ci mettiamo 30 anni...

Lo stesso col metano da Supercortemaggiore e si supera tranquillamente l'emergenza....

alla mala parata si convogliano nel greenstream un po' de forzaitalioti ed annamo avanti pe' 50 anni...

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

Mari'

Utente di lunga data

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Bel grafico. Perché ci dovrebbe far paura un grafico?
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top