La guerra e le carestie sono il più grande business del Vaticano. Sfruttando vergognosamente il sacrificio di tanti poveri sacerdoti e missionari laici, (e pilotandoli spesso verso comportamenti assurdi, vedi madre Teresa che invece di portare i malati negli ospedali li "accompagnava alla morte") , affidando loro missioni impossibili con finanziamenti irrisori, acquista denaro e potere in tutto il mondo. E' il massimo dell'ipocrisia, la Bestia vestita di santità. E' la stessa identica cosa del racket dei mutilati di guerra che vanno a chiedere l'elemosina e devono poi passare tutto al capetto. E sfruttamento della più vergognosa delle prostituzioni: quella della carità.
Il papa veste d'oro perchè glielo donano? Certo, come gli adepti di qualsiasi setta darebbero via pure il culo per una "benedizione", perchè il Concilio di Trento alla fine ben poco ha significato: il mercato delle assoluzioni esiste ancora, è anzi più fiorente che mai, perchè sempre più legato a benefici reali piuttosto che a paure superstiziose. Il papa veste di simboli perchè il simbolo è sempre stato il migliore dei ricatti psicologici, deviando gli attacchi dalla persona verso il suo presunto ruolo. Il vaticano, in compagnia di tutte le altre organizzazioni imbonitrici di quel tipo, sono la peggior forma di inferno che mente umana può aver immaginato.
Mi immagino il Papa che dice: “Ragazzi, mi raccomando, facciamo la cresta sulle donazioni della Caritas e vendiamo care tutte le assoluzioni. Speriamo che venga qualche bella guerra in Africa per impietosire quei tontoloni degli italiani che così ci portano tanti bei soldini.
Col ricavato mi voglio comprare l'autoradio e i sedili in pelle per la papamobile, una Jacuzzi e due mignotte tailandesi. Quest'anno voglio farmi tre mesi alle Bahamas, un mese a St. Moritz, mangiare aragosta tutti i giorni e fumare sigari cubani.”
Ho letto il testamento di Giovanni Paolo II: io sono ricco rispetto a quello che era lui. C'era scritto: “Non possiedo nessun bene di valore, gli oggetti di uso personale dateli a chi volete”. La bara e la tomba dei miei genitori erano di lusso rispetto a quelle di Papa Woytila.
Cosa vuoi che se ne faccia il Papa dei soldi? Ha 83 anni: mangerà minestrina e stracchino tutti i santi giorni. Birra e bratwurster la domenica giusto per dargli un contentino. Comunque io se fossi Papa mangerei spaghetti allo scoglio a pranzo e a cena: mi romperebbero le scatole con un milione di problemi 20 ore su 24, perlomeno voglio mangiare bene!
I beni, gli immobili, i soldi, le azioni in borsa appartengono alle congregazioni e alle parrocchie: prova tu ad andare a chiedere dei soldi a questa gente se sei capace. Ho visto personalmente un vescovo umiliarsi davanti a un prete per avere in donazione un pezzo di terreno per costruirci sopra il seminario.
Il clero italiano (non il Papa) ha a disposizione l'8 per mille, pensi che questo montante non abbia già una miriade di destinazioni? Son come i contributi delle regioni o della UE: i soldi sono sempre troppo pochi per tutti i progetti che ci sarebbero in cantiere.
L'altro giorno leggevo riguardo ai costi per la dichiarazione di nullità del matrimonio: le spese sostenute dai tribunali ecclesiastici sono superiori ai 1000 euro per caso ma agli interessati sono richiesti circa 500 euro, il resto viene coperto con i soldi del 8 per mille. Se uno è povero l'8 per mille copre tutto, comprese le spese dell'avvocato rotale.
In tutto il mondo l'85% delle cause di dichiarazione di nullità fa uso del patrocinio gratuito (e c'è gente che pensa che la Chiesa faccia i miliardi con gli annullamenti).
Di ordini religiosi femminili con il carisma di aiutare concretamente gli ammalati negli ospedali ce ne sono a centinaia. Non era questa la vocazione a cui si era sentita chiamata Madre Teresa: per lei era importante accogliere queste persone come esseri umani, dargli da mangiare, dargli un luogo in cui dormire e fornirgli il conforto spirituale. È quello che fanno ancora oggi le suore di Madre Teresa, anche in Italia dove nessuno muore di lebbra ma molti hanno bisogno di essere accolti.