Hai perfettamente ragione, ma non riuscirei mai a rinunciare al coccodrillo sulle mie Lacoste, al logo Ray-Ban sui miei occhiali, all’etichetta Levi’s sui miei jeans o al felino che corre sulle mie Puma.
Non è questione di lusso o di voler apparire: essendo relativamente povero, sono (anche) semplicemente costretto a scegliere prodotti di qualità, che durino nel tempo.
Si tratta di marchi iconici che mi riportano alla mente il ragazzo che ero, e che in fondo, in parte, sono ancora.

Mi fanno sganasciare invece quei brand dalla nobiltà recente, che sbattono il loro nome a caratteri cubitali su magliette, cappellini, ecc.
Li indosserei volentieri, ma solo se mi pagassero adeguatamente.