Chiamate anonime

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Prendi tuo figlio vai da tua mamma SENZA tuo marito che forse riposa un pò anche lui.
Ma non telefonargli eh ?
Certo che se suo marito fosse un po' più saldo, invece di lasciarle così tanto spazio...

E' una dinamica quella roba qui.

E anche lui attua comportamenti che nutrono il meccanismo.

Che sia chiaro, non è questione di colpa di lei, colpa di lui.
MA questa è una dinamica.

E si innesca e/o disinnesca in due.
E soltanto in due.

Guardandola però.

E qui si voltano dall'altra parte tutti e due.

E stanno male tutti e due.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao, sto meglio e non avrei mai pensato di scrivere su un forum e di ricevere delle analisi sui miei atteggiamenti così precise è così lapidarie😬..è vero non riesco a relegarla come una comparsa, perché seppure per qualche frazione di secondo prendo in considerazione altre ipotesi, rispetto alla mia, tutte diventano immediatamente surreali. La verità è che questa mia sfiducia, questa mia gelosia mi sta rendendo la vita un inferno..aldilà delle paturnie che faccio a lui..ormai sono sempre taciturna, triste e non riesco più ad aprirmi con lui, ne s dimostrargli l amore che provo..perché penso..è se ho ragione è non sono pazza 😬..perché dare amore a qualcuno che mi tradisce?!
Il forum non è il posto giusto per queste analisi...io penso che avere uno spazio reale, e non virtuale, in cui aprire le scatole che contengono questo tuo malessere ti potrebbe fare bene.

E mi allargo suggerendo di andarci insieme a tuo marito in quello spazio.
Perchè, come scrivevo sopra, è una dinamica fra voi questa.

E voi siete in due.
Non sei sola.

Per quanto a te sembri di essere sola, ti sembri di non poterti af-fidare (che è questo, non la fiducia...), non sei sola.

Lui goffamente sta provando ad aiutarti. Ti lascia completa libertà di indagine. Prova a spiegarti e coinvolgerti. Prova a starti vicino. E a farti sentire che lui per te, c'è. Anche rinunciando a spazi personali a cui non è scontato rinunciare.

MA...perdonami l'esempio, finisce come quando durante il temporale il proprio cane ha paura e il padrone inesperto gli fa le coccole per tranquillizzarlo. In realtà con quelle coccole gli sta confermando che la sua paura ha ragione di esistere. E' giustificata. Le coccole nutrono la paura a volte.

Un po' come coi bambini che quando cadono e si sbucciano il ginocchio, piangono a prescindere dal male che sentono. Si sono spaventati. SE la mamma arriva e serenamente sorride e fa in modo che la caduta sia una parte del camminare, anche il bambino smette di piangere e si tranquillizza. :)

Tu stai chiedendo cose...e lui non capisce - anche perchè gliele stai chiedendo incasinate e dense di ansia - e quindi risponde goffamente e scompostamente.

Il grassetto però è la cosa fondamentale. Per te.

Prova a rileggere....non ti sembra una conferma del fatto che tu, proprio tu, non puoi avere benessere in una relazione? Che non ne vale la pena.

Perchè se ne valesse la pena, di rischiare e abbandonarti, saresti pazza.

E, a parte che la pazzia non esiste più neanche nelle definizioni psichiatriche dei disturbi più gravi :p;), non sei pazza.

Ti stai cagando in mano, perdona il francese, di fronte ad una cosa bella come questa relazione. :)

Quanto al sottolineato...l'amore è TUO. Soltanto TUO.

E, per quel poco che so dell'amore, lo si da per il proprio piacere di darlo.
Gli accordi, gli scambi, il do ut des sono ad un altro livello.

In questo modo, l'unica compressa e che si comprime da sola nei suoi sentimenti sei tu.
E sei l'unica che sta perdendo il piacere di sentire scorrere le sue emozioni e, in soldoni, VIVERE.

Ti fa davvero così strano il prendere in considerazione un aiuto professionale?
Io opterei per un aiuto di coppia, fra l'altro. :)

Aggiungo: il forum è un buon posto per scaricare, per trovare sollievo, per rifiatare. A me è servito a questo negli anni passati. E anche come diario personale. Oltre che luogo in cui ho incontrato, alcune anche nel reale, persone importanti per il mio percorso.
 
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Paris839

Utente
Il forum non è il posto giusto per queste analisi...io penso che avere uno spazio reale, e non virtuale, in cui aprire le scatole che contengono questo tuo malessere ti potrebbe fare bene.

E mi allargo suggerendo di andarci insieme a tuo marito in quello spazio.
Perchè, come scrivevo sopra, è una dinamica fra voi questa.

E voi siete in due.
Non sei sola.

Per quanto a te sembri di essere sola, ti sembri di non poterti af-fidare (che è questo, non la fiducia...), non sei sola.

Lui goffamente sta provando ad aiutarti. Ti lascia completa libertà di indagine. Prova a spiegarti e coinvolgerti. Prova a starti vicino. E a farti sentire che lui per te, c'è. Anche rinunciando a spazi personali a cui non è scontato rinunciare.

MA...perdonami l'esempio, finisce come quando durante il temporale il proprio cane ha paura e il padrone inesperto gli fa le coccole per tranquillizzarlo. In realtà con quelle coccole gli sta confermando che la sua paura ha ragione di esistere. E' giustificata. Le coccole nutrono la paura a volte.

Un po' come coi bambini che quando cadono e si sbucciano il ginocchio, piangono a prescindere dal male che sentono. Si sono spaventati. SE la mamma arriva e serenamente sorride e fa in modo che la caduta sia una parte del camminare, anche il bambino smette di piangere e si tranquillizza. :)

Tu stai chiedendo cose...e lui non capisce - anche perchè gliele stai chiedendo incasinate e dense di ansia - e quindi risponde goffamente e scompostamente.

Il grassetto però è la cosa fondamentale. Per te.

Prova a rileggere....non ti sembra una conferma del fatto che tu, proprio tu, non puoi avere benessere in una relazione? Che non ne vale la pena.

Perchè se ne valesse la pena, di rischiare e abbandonarti, saresti pazza.

E, a parte che la pazzia non esiste più neanche nelle definizioni psichiatriche dei disturbi più gravi :p;), non sei pazza.

Ti stai cagando in mano, perdona il francese, di fronte ad una cosa bella come questa relazione. :)

Quanto al sottolineato...l'amore è TUO. Soltanto TUO.

E, per quel poco che so dell'amore, lo si da per il proprio piacere di darlo.
Gli accordi, gli scambi, il do ut des sono ad un altro livello.

In questo modo, l'unica compressa e che si comprime da sola nei suoi sentimenti sei tu.
E sei l'unica che sta perdendo il piacere di sentire scorrere le sue emozioni e, in soldoni, VIVERE.

Ti fa davvero così strano il prendere in considerazione un aiuto professionale?
Io opterei per un aiuto di coppia, fra l'altro. :)

Aggiungo: il forum è un buon posto per scaricare, per trovare sollievo, per rifiatare. A me è servito a questo negli anni passati. E anche come diario personale. Oltre che luogo in cui ho incontrato, alcune anche nel reale, persone importanti per il mio percorso.
Non mi fa strano..ho fatto terapia per anni per un grave disturbo alimentare, quindi non ho problemi a farla. Dopo tanto cercare, scavare e indagare..quella telefonata ha solo chiuso il cerchio nella mia testa..come a voler dire..ecco ho trovato quello che, non volontariamente, cercavo!E stata la conferma e anche la giustificazione ai miei sospetti! Ho pensato ecco..si vende come un martire e come il marito ideale e poi ecco che spunta fuori l amante! Questo ho pensato..non che dovessi risolvere il problema, semplicemente perché, non ho mai pensato nell arco di questo mese che ci fosse una spiegazione diversa da quella che vedo io!
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non mi fa strano..ho fatto terapia per anni per un grave disturbo alimentare, quindi non ho problemi a farla. Dopo tanto cercare, scavare e indagare..quella telefonata ha solo chiuso il cerchio nella mia testa..come a voler dire..ecco ho trovato quello che, non volontariamente, cercavo!E stata la conferma e anche la giustificazione ai miei sospetti! Ho pensato ecco..si vende come un martire e come il marito ideale e poi ecco che spunta fuori l amante! Questo ho pensato..non che dovessi risolvere il problema, semplicemente perché, non ho mai pensato nell arco di questo mese che ci fosse una spiegazione diversa da quella che vedo io!
Interessante il disturbo alimentare. Se sei stata in terapia, sai che non è legato al cibo in sè, ma al significato del far entrare/far uscire attraverso il corpo e il controllo correlato. All'affetto in buona sostanza.

Che è una cosa molto simile al far entrare/far uscire l'altro (e penso alla penetrazione, di cui immagino tu abbia pochissimo desiderio in questo periodo, ma anche al livello emotivo della fluidità del movimento di far entrare/far uscire l'altro dalla propria "cerchia dell'affetto profondo" - a cui si lega indissolubilmente il tradimento, che è una buona leva per buttare fuori...)

Non pensi?

Non ho dubbi che in questo mese tu non abbia visto che la tua spiegazione. E' funzionale a te.
Perchè mai dovresti metterla in discussione?

In fondo conferma che hai ragione tu (poi si può discutere sul significato per te di quell'aver ragione ;)) e tu non puoi PER CERTO ORMAI avere una relazione in cui qualcuno è davvero interessato a te, al tuo benessere, allo stare con te.

Chi sei, in fondo, perchè quel qualcuno - che si vende, e quindi ti imbroglia, e come marito e martire addirittura, termine interessante martire, accanto a marito...è martire chi sta con te nelle tue diverse espressioni di te, comprese quelle paranoiche? - possa davvero desiderare starti accanto?
Non può che tradirti.

E di conseguenza tu non puoi permettere a stessa di affidarti a questa relazione.
Ma più che altro, al benessere che ti fa(ceva) sentire. :)

Io penso, perdonami se insisto, che davvero se non ti fa strano andare insieme a tuo marito da un professionista, vi potrebbe fare bene un mediatore. Ossia un qualcuno che guardi da fuori queste dinamiche. E vi sostenga mentre le rileggete e trovate nuovi comportamenti per includerle e dominarle nella relazione.

Quello che stai rischiando non è l'amore...fosse quello.
Quello che stai rischiando di perdere, confermandoti, è il tuo poter vivere amorevolmente.
E non è robetta.

Anche se è proprio quello che in questo momento ti sta facendo a pezzi.
Ma se sei stata in terapia, il meccanismo lo conosci già. :)
 
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stany

Utente di lunga data
Scusa eh ma ti pare che una persona che farnetica in questo modo sia in grado di prendere il controllo ?
L'unica comparsa in questa storia è quel malcapitato del marito.
Ho dato il consiglio che darebbe il buon padre di famiglia, oppure la nonna di twinpeaks; ma sarebbe meglio si rivolgesse direttamente al nipote....
 

stany

Utente di lunga data
Non lo stalkerizzi.

-anche se devo dirti che avere costantemente in testa il pensiero che se tu arriverai con cinque minuti di ritardo, per dire, per il traffico e troverai ad attenderti qualcuno che invece di dirti "ciao, giornata pesante?" ti dice "cosa hai fatto?" con negli occhi l'espressione tipica di chi ha coltivato paranoie è una sorta di stalker indotto, crea molta ansia. Molta. E disagio. Oltre alla consapevolezza di non avere dall'altra parte un alleato -

Ma il tuo meccanismo di controllo leva, imponendo te sull'altro, spazio di benessere. E costringe l'altro a comportamenti che magari non avrebbe.

Quindi è una forma di vessazione che usa come leva l'affetto che lui prova per te.

Io immagino che tu stia molto male.
Ma in questo modo fai male anche a lui.

E tu continui a stare male fra l'altro. Almeno ti desse benessere.
MA non ci sarà mai, ripeto, MAI una form di controllo che ti assicurerà che lui è tuo.

E' tuo se hai cura di lui. E se lui liberamente accetta e accoglie la tua forma della cura.

In questo modo, non hai cura di lui.
Quindi non è tuo.

Ed è uno dei motivi per cui non riesci a metterti tranquilla.
Bella!
 

Paris839

Utente
Interessante il disturbo alimentare. Se sei stata in terapia, sai che non è legato al cibo in sè, ma al significato del far entrare/far uscire attraverso il corpo e il controllo correlato. All'affetto in buona sostanza.

Che è una cosa molto simile al far entrare/far uscire l'altro (e penso alla penetrazione, di cui immagino tu abbia pochissimo desiderio in questo periodo, ma anche al livello emotivo della fluidità del movimento di far entrare/far uscire l'altro dalla propria "cerchia dell'affetto profondo" - a cui si lega indissolubilmente il tradimento, che è una buona leva per buttare fuori...)

Non pensi?

Non ho dubbi che in questo mese tu non abbia visto che la tua spiegazione. E' funzionale a te.
Perchè mai dovresti metterla in discussione?

In fondo conferma che hai ragione tu (poi si può discutere sul significato per te di quell'aver ragione ;)) e tu non puoi PER CERTO ORMAI avere una relazione in cui qualcuno è davvero interessato a te, al tuo benessere, allo stare con te.

Chi sei, in fondo, perchè quel qualcuno - che si vende, e quindi ti imbroglia, e come marito e martire addirittura, termine interessante martire, accanto a marito...è martire chi sta con te nelle tue diverse espressioni di te, comprese quelle paranoiche? - possa davvero desiderare starti accanto?
Non può che tradirti.

E di conseguenza tu non puoi permettere a stessa di affidarti a questa relazione.
Ma più che altro, al benessere che ti fa(ceva) sentire. :)

Io penso, perdonami se insisto, che davvero se non ti fa strano andare insieme a tuo marito da un professionista, vi potrebbe fare bene un mediatore. Ossia un qualcuno che guardi da fuori queste dinamiche. E vi sostenga mentre le rileggete e trovate nuovi comportamenti per includerle e dominarle nella relazione.

Quello che stai rischiando non è l'amore...fosse quello.
Quello che stai rischiando di perdere, confermandoti, è il tuo poter vivere amorevolmente.
E non è robetta.

Anche se è proprio quello che in questo momento ti sta facendo a pezzi.
Ma se sei stata in terapia, il meccanismo lo conosci già. :)
Non riesco ad abbandonarmi a questo rapporto fino in fondo, sono sempre sulla difensiva, abbandonarmi alle emozioni mi rende fragile, vulnerabile..il controllo su ogni aspetto della mia vita mi fa sentire più forte, senza rendermi conto, che ho perso il controllo di me stessa..controllare mio marito e di conseguenza dubitare di lui mi fa preparare ad un tradimento..sono come dire..pronta se dovesse succedere! Quando vado in crisi per qualcosa lui diventa il mio peggior nemico, non so spiegarvi ma prendo le distanze, diventa lui il colpevole di tutti i miei mali! La verità è che non so cosa fare con lui in questo momento, non so come gestire questo momento..perché mi sembra di non vedere via d uscita
 

stany

Utente di lunga data
ciao :)

come stai?

Non ce la fa. A relegarla a comparsa.
L'altra è solo una delle tante scuse che trova di volta in volta.

Stavolta è la telefonata.
Poi un ritardo. Poi uno spostamento non comunicato. Poi un'uscita non preventivata.
Poi...buh.

Va bene qualunque cosa.

Fra l'altro lei secondo me non vuole neppure il controllo.
E infatti non regge ad averlo. Che lui gliel'ha dato.

Sta chiedendo altro.

A mio parere, eh. :)
Ciao Ipa. Sto bene,grazie. Un poco la capisco .....io tuttora mi faccio dei film; ma non perdo il controllo, il che mi fa percepirea DA lei pure peggio: mi dice che sono "inquietante". In realtà me lo diceva pure la prima moglie..... Eppure non ho mai commesso atti di violenza,men che meno con una donna. Mi pare che parlino di un altro.....ma lo vedo uno schema difensivo stereotipato. Un interpretare il ruolo. Perciò, quando è una donna ad essere un poco pesante, (però in questo caso pare proprio troppo) non le si riconosce il comportamento....forse! Stante che sia molto diffuso, anche nel genere femminile,appunto.
 
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stany

Utente di lunga data
Ciao, sto meglio e non avrei mai pensato di scrivere su un forum e di ricevere delle analisi sui miei atteggiamenti così precise è così lapidarie😬..è vero non riesco a relegarla come una comparsa, perché seppure per qualche frazione di secondo prendo in considerazione altre ipotesi, rispetto alla mia, tutte diventano immediatamente surreali. La verità è che questa mia sfiducia, questa mia gelosia mi sta rendendo la vita un inferno..aldilà delle paturnie che faccio a lui..ormai sono sempre taciturna, triste e non riesco più ad aprirmi con lui, ne s dimostrargli l amore che provo..perché penso..è se ho ragione è non sono pazza 😬..perché dare amore a qualcuno che mi tradisce?!
Fatevi seguire. La spirale vi porterà a fondo, senza ritorno.
Nella migliore delle ipotesi arriverete ad una stantia vita di non belligeranza,per il figlio; scomparirà il sesso (perchè dare amore a qualcuno che mi tradisce? Dici) fino a quando uno dei due evaderà dalla prigione che state (stai) creando e, allora , niente sarà recuperabile.
 

JON

Utente di lunga data
Non riesco ad abbandonarmi a questo rapporto fino in fondo, sono sempre sulla difensiva, abbandonarmi alle emozioni mi rende fragile, vulnerabile..il controllo su ogni aspetto della mia vita mi fa sentire più forte, senza rendermi conto, che ho perso il controllo di me stessa..controllare mio marito e di conseguenza dubitare di lui mi fa preparare ad un tradimento..sono come dire..pronta se dovesse succedere! Quando vado in crisi per qualcosa lui diventa il mio peggior nemico, non so spiegarvi ma prendo le distanze, diventa lui il colpevole di tutti i miei mali! La verità è che non so cosa fare con lui in questo momento, non so come gestire questo momento..perché mi sembra di non vedere via d uscita
Ti viene mai il dubbio che questo tuo comportamento, così esteso, sia in realtà l'aspetto più pericoloso che rischia di avverare le tue paure? Voglio dire, manco un martire riesce a sottostare alle tue condizioni senza che sbarelli prima o poi. Magari conosce qualcuna che lo fa sentire meglio e la frittata è fatta, non ci vorrebbe nemmeno tanto.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non riesco ad abbandonarmi a questo rapporto fino in fondo, sono sempre sulla difensiva, abbandonarmi alle emozioni mi rende fragile, vulnerabile..il controllo su ogni aspetto della mia vita mi fa sentire più forte, senza rendermi conto, che ho perso il controllo di me stessa..controllare mio marito e di conseguenza dubitare di lui mi fa preparare ad un tradimento..sono come dire..pronta se dovesse succedere! Quando vado in crisi per qualcosa lui diventa il mio peggior nemico, non so spiegarvi ma prendo le distanze, diventa lui il colpevole di tutti i miei mali! La verità è che non so cosa fare con lui in questo momento, non so come gestire questo momento..perché mi sembra di non vedere via d uscita
Se tu fossi fragile e vulnerabile cosa succederebbe? :)

La via d'uscita c'è.
Certo che se continui a correre, a occhi serrati, facendo e rifacendo lo stesso giro nel labirinto, la vedo dura trovarla.
Pensi che una opzione considerabile potrebbe essere quella di sospendere la guerra per un momento, quella con l'immagine di tuo marito intendo, e prendere fiato?

Senza aria, neanche gli occhi vedono bene. Si annebbia la vista in mancanza di ossigeno. :)

Io sono piuttosto convinta che il tradimento sia un grimaldello che ti lavora dentro.
E crea mancanze e sofferenza.

Sei ancora con lui. Nonostante il sospetto. (quasi certezza).
Perchè stai ancora con lui?
Cosa c'è dentro di te che ti spinge a rimanere?
(lascia perdere lui. E' dentro di te che convivono in contemporanea la spinta ad andare e la spinta a rimanere. E' lì dentro la domanda).
 
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Mariben

Utente di lunga data
Non mi fa strano..ho fatto terapia per anni per un grave disturbo alimentare, quindi non ho problemi a farla. Dopo tanto cercare, scavare e indagare..quella telefonata ha solo chiuso il cerchio nella mia testa..come a voler dire..ecco ho trovato quello che, non volontariamente, cercavo!E stata la conferma e anche la giustificazione ai miei sospetti! Ho pensato ecco..si vende come un martire e come il marito ideale e poi ecco che spunta fuori l amante! Questo ho pensato..non che dovessi risolvere il problema, semplicemente perché, non ho mai pensato nell arco di questo mese che ci fosse una spiegazione diversa da quella che vedo io!

Non so .. io ho sofferto di depressione e uno degli aspetti devastanti della malattia è la ruminazione, ma in confronto questo tuo arrancare, queste tue elucubrazioni fanno sembrare una passeggiata tutto quel che ho passato ( io e altri che ci sono passati ). Quanta rabbia ( roba tua) proietti su di lui e quanta sofferenza in un rapporto ( il vostro ) che non è portatore di serenità, fiducia e stima reciproca.
Ha ragione Ipazia le vostre dinamiche sono malate e , se volete rimanere insieme, tocca a entrambi districare la matassa . La codipendenza non è amore, non è sana ed entrambi sembrate molto sofferenti ma . e questo sembri averlo compreso non è LUI il problema , si ripresenterebbe altrettanto devastante in un'altra storia.
Se riesci a volerti bene, a non controllare ogni aspetto della tua vita puoi stare bene con l'altro, se lo consideri una stampella cadi ogni qualvolta si sposta di un centimetro. Auguri
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Ti viene mai il dubbio che questo tuo comportamento, così esteso, sia in realtà l'aspetto più pericoloso che rischia di avverare le tue paure? Voglio dire, manco un martire riesce a sottostare alle tue condizioni senza che sbarelli prima o poi. Magari conosce qualcuna che lo fa sentire meglio e la frittata è fatta, non ci vorrebbe nemmeno tanto.
glielo hanno gia detto tutti, ma non comprende
 

danny

Utente di lunga data
stalker, con probabile epilogo uxoricida
Non esistono infatti solo gli uomini stalker.
Esiste da noi la convinzione che solo gli uomini possano esserlo.
Però in Tv c'è una serie americana sulle donne stalker e assassine. È la passione di mia moglie.
Io in questa storia noto una forma di ossessione paranoica con mania di controllo.
Io credo che gli psicofarmaci aiutino a questi livelli e un giretto dallo psichiatra che sappia stabilire una terapia lo ritengo una buona soluzione.
Aiuta quando si è in crisi.
Da soli e senza ausilii farmacologici non se ne esce.
Lo psichiatra saprà in seguito definire anche un percorso di psicoterapia.
Noi non possiamo far nulla, temo.
 
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stany

Utente di lunga data
Non esistono infatti solo gli uomini stalker.
Esiste da noi la convinzione che solo gli uomini possano esserlo.
Però in Tv c'è una serie americana sulle donne stalker e assassine. È la passione di mia moglie.
Io in questa storia noto una forma di ossessione paranoica con mania di controllo.
Io credo che gli psicofarmaci aiutino a questi livelli e un giretto dallo psichiatra che sappia stabilire una terapia lo ritengo una buona soluzione.
Aiuta quando si è in crisi.
Da soli e senza ausilii farmacologici non se ne esce.
Lo psichiatra saprà in seguito definire anche un percorso di psicoterapia.
Noi non possiamo far nulla, temo.
Sulla rete 9.....Pure mia moglie la vede.

Io non sarei così drastico nel rivolgersi alla psichiatria; penso che un buon terapeuta ,che entri in empatia possa risolvere ,senza creare possibili dipendenze farmacologiche. Il metadone all'eroinomane creava a sua volta dipendenza....Le risorse sono dentro a noi; bisogna solo attivarle. Non è facile ma si deve provare,prima di rivolgersi alla chimica . Anche questo forum ,serve; può stimolare alla ricerca della soluzione,o dell'accettazione, ma la psichiatria,salvo casi veramente "gravi" (e direi dove sia presente una violenza latente) direi di vederla come l'ultima spiaggia. Con la volontà si smuovono le montagne; bisogna solo capire come attivarla e gestirla.
 

danny

Utente di lunga data
Sulla rete 9.....Pure mia moglie la vede.

Io non sarei così drastico nel rivolgersi alla psichiatria; penso che un buon terapeuta ,che entri in empatia possa risolvere ,senza creare possibili dipendenze farmacologiche. Il metadone all'eroinomane creava a sua volta dipendenza....Le risorse sono dentro a noi; bisogna solo attivarle. Non è facile ma si deve provare,prima di rivolgersi alla chimica . Anche questo forum ,serve; può stimolare alla ricerca della soluzione,o dell'accettazione, ma la psichiatria,salvo casi veramente "gravi" (e direi dove sia presente una violenza latente) direi di vederla come l'ultima spiaggia. Con la volontà si smuovono le montagne; bisogna solo capire come attivarla e gestirla.
Per esperienza personale recente, lo psichiatra è il professionista deputato a curare disturbi di questo tipo.
Non il neurologo, non lo psicologo da solo, non l'autodiagnosi o l'autocura.
Ci sono case di cura per disturbi della personalità che effettuano diagnosi e stabiliscono il percorso di cura, che oggi, secondo i più recenti studi, è anche farmacologico e mediato in maniera da non creare dipendenza e collegato, nei casi ove venga ritenuto necessario, a uno psicoterapia sostenuta da uno psicologo.
Non bisogna avere alcuna paura dei farmaci e neppure pensare che essi siano inutili e che bastia la volontà della persona. Non si sostiene una psicoterapia in condizioni psicologiche non adeguate, o, perlomeno, non risulta assolutamente efficace.
Questo è quello che ho ascoltato personalmente da uno psichiatra in tempi recenti.
La paura dello psichiatra o l'assimilazione di esso come "medico dei matti" è assolutamente infondata e superata.
Attualmente è il professionista più adeguato a cui rivolgersi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non so .. io ho sofferto di depressione e uno degli aspetti devastanti della malattia è la ruminazione, ma in confronto questo tuo arrancare, queste tue elucubrazioni fanno sembrare una passeggiata tutto quel che ho passato ( io e altri che ci sono passati ). Quanta rabbia ( roba tua) proietti su di lui e quanta sofferenza in un rapporto ( il vostro ) che non è portatore di serenità, fiducia e stima reciproca.
Ha ragione Ipazia le vostre dinamiche sono malate e , se volete rimanere insieme, tocca a entrambi districare la matassa . La codipendenza non è amore, non è sana ed entrambi sembrate molto sofferenti ma . e questo sembri averlo compreso non è LUI il problema , si ripresenterebbe altrettanto devastante in un'altra storia.
Se riesci a volerti bene, a non controllare ogni aspetto della tua vita puoi stare bene con l'altro, se lo consideri una stampella cadi ogni qualvolta si sposta di un centimetro. Auguri
Ciao :)

Io non ho scritto che la loro è una dinamica malata.
Nè ho parlato di codipendenza.

Sai che io non penso che lei consideri lui una stampella?
Ma questo lo può dire sicuramente meglio [MENTION=7539]Paris839[/MENTION]

A me sembra che lei abbia paura delle sue emozioni. Più che altro.

Tutti, ad un qualche livello, abbiamo timore di parti di noi che magari non sono ben integrate e penso che nessuno sia assolutamente integrato...c'è sempre da lavorare per migliorarsi :)

Certo è che più le parti non sono integrate, più vengono tenute lontane da sè, più ci si crea sofferenza.
D'altro canto, anche il processo di integrazione crea un certo grado di sofferenza.

Penso si tratti di decidere in che direzione collocare una sofferenza inevitabile che appartiene al vivere, se renderla fruttuosa o rimanerne schiavi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao Ipa. Sto bene,grazie. Un poco la capisco .....io tuttora mi faccio dei film; ma non perdo il controllo, il che mi fa percepirea DA lei pure peggio: mi dice che sono "inquietante". In realtà me lo diceva pure la prima moglie..... Eppure non ho mai commesso atti di violenza,men che meno con una donna. Mi pare che parlino di un altro.....ma lo vedo uno schema difensivo stereotipato. Un interpretare il ruolo. Perciò, quando è una donna ad essere un poco pesante, (però in questo caso pare proprio troppo) non le si riconosce il comportamento....forse! Stante che sia molto diffuso, anche nel genere femminile,appunto.
Sono contenta! :)

Io penso che il controllo sia una cosa diversa dalla gestione.

Il controllo implica l'arrivare a "comprimere" parti e sensazioni per un qualche fine. E mi parla di perdita di ricchezza. Emotiva intendo.

La gestione implica il mettere in gioco le parti in modo fluido. E mi parla di partecipazione al rischio del vivere.
Dolore e piacere in connessione.

[FONT=&quot]“Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre (…) non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta. ([/FONT]Otello, Atto III, scena III[FONT=&quot]; Shakespeare).

[/FONT]
Non penso in ogni caso che siano evitabili le emozioni, sia che provochino piacere sia che provochino sofferenza. Penso sia più che altro una questione di equilibrio dinamico.

Io sono una possessiva.
Ho impiegato anni a collocare la mia possessività, e non sono ancora del tutto pratica nel farlo.
Ma se la connetto alla Cura...ecco, diventa un gioco in condivisione.

I film se li fanno tutti.

C'è chi se li fa per raccontarsi la grande storia dell'ammore eterno che niente lo scalfirà e chi se li fa sulla tragedia dell'ammore...ognuno ha le sue visioni :)
 

Foglia

utente viva e vegeta
Sulla rete 9.....Pure mia moglie la vede.

Io non sarei così drastico nel rivolgersi alla psichiatria; penso che un buon terapeuta ,che entri in empatia possa risolvere ,senza creare possibili dipendenze farmacologiche. Il metadone all'eroinomane creava a sua volta dipendenza....Le risorse sono dentro a noi; bisogna solo attivarle. Non è facile ma si deve provare,prima di rivolgersi alla chimica . Anche questo forum ,serve; può stimolare alla ricerca della soluzione,o dell'accettazione, ma la psichiatria,salvo casi veramente "gravi" (e direi dove sia presente una violenza latente) direi di vederla come l'ultima spiaggia. Con la volontà si smuovono le montagne; bisogna solo capire come attivarla e gestirla.
Con la volontà in tanti casi si smuove solo l'impulso di farsi aiutare. Prendere qualche medicinale non è l'ultima spiaggia ma è frutto della valutazione di un professionista. E non è certo una cosa disdicevole. Come per qualsiasi altra malattia. Il problema di fondo è che si vede (o intravede) sempre un certo grado di colpa, nelle malattie mentali.
 

stany

Utente di lunga data
Sono contenta! :)

Io penso che il controllo sia una cosa diversa dalla gestione.

Il controllo implica l'arrivare a "comprimere" parti e sensazioni per un qualche fine. E mi parla di perdita di ricchezza. Emotiva intendo.

La gestione implica il mettere in gioco le parti in modo fluido. E mi parla di partecipazione al rischio del vivere.
Dolore e piacere in connessione.

[FONT=&quot]“Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre (…) non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta. ([/FONT]Otello, Atto III, scena III[FONT=&quot]; Shakespeare).

[/FONT]
Non penso in ogni caso che siano evitabili le emozioni, sia che provochino piacere sia che provochino sofferenza. Penso sia più che altro una questione di equilibrio dinamico.

Io sono una possessiva.
Ho impiegato anni a collocare la mia possessività, e non sono ancora del tutto pratica nel farlo.
Ma se la connetto alla Cura...ecco, diventa un gioco in condivisione.

I film se li fanno tutti.

C'è chi se li fa per raccontarsi la grande storia dell'ammore eterno che niente lo scalfirà e chi se li fa sulla tragedia dell'ammore...ognuno ha le sue visioni :)
Ciao Ipa, come al solito nonostante tu non sia una vecchia signora con grande esperianza (non serve essere vecchi però ,per averla), dispensi sempre perle di saggezza concreta che fanno riflettere; che neanche la nonna di twinpeaks.....
 
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