scusa
puoi, naturalmente, non rispondere a me
ma rispondi a te
il grassettato lo hai già scritto altre volte, magari non identico nelle parole ma con lo stesso significato
questo per me significa che, nella tua testa, non hai chiuso con lei perchè hai scelto tua moglie o la tua famiglia
ma solo perchè non vuoi essere un amico
vorresti essere altro
cosa vorresti (o volevi) essere?
il tuo modo di esprimersi, secondo me, non è quello di chi dice "la sua scelta non la condivido e questo mi fa capire di aver preso una cantonata, e non trovo opportuno frequentarci come amici dopo quel che c'è stato"
ma quello che dice "se mi voleva (come amante o compagno) non doveva volere un figlio col marito"
ora
dici che non intendevi lasciare tua moglie, ma, perdonami, come amante non potevi certo monopolizzare le sue scelte di vita
bhe in realtà posso provare a rispondere a te nello stesso modo in cui potrei provare a rispondere a me stesso.
E' vero che la mia intenzione di non restarle amico è legata soprattutto alla voglia di non stare male.
Non riesco ad elaborare la vicenda con eleganza e noncuranza perché ne sono troppo coinvolto emotivamente (e non praticamente). Ma proprio perché questo coinvolgimento è solo ed esclusivamente cerebrale, è di quella specie che dà solo tormento.
Riguardo alla voglia o alla intenzione di prendere altre strade, di voler essere (o aver voluto essere) qualcosa di diverso per lei e con lei, che sono cose che si decidono in due. La cosa fra noi non è stata mai presa in considerazione neanche come esercizio dialettico, quindi è del tutto folle per me pensare di voler essere qualcosa di diverso.
Qualche mese fa mi mandò un sms strando del tipo "ti devo parlare", poi io non riuscii a sentirla per più di un'ora.. ebbene in quell'ora mi sono immaginato che fosse successo qualcosa di irreparabile, che il marito avesse scoperto qualcosa, che qualcuno ci avesse visto... bhé in quell'ora di verità ho avuto solo paura e sentivo di non volere che accadesse l'irreparabile... istinto di conservazione, gretto egoismo, paura di affrontare il disastro, non lo so.
La tua frase finale è giusta e infatti io non le ho mai detto che non era giusto che lei non facesse un figlio o che io non volessi che lei lo facesse... semplicemente non voglio far parte di qualcosa di cui non faccio assolutamente parte. Non mi pare in fondo così folle.