Cosa è stato per me, cosa è stato per te

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Diletta

Utente di lunga data
Ti ringrazio Tebe. Sì, è stata una caduta brutta.


Ho letto con attenzione i tuoi post che mi hanno toccato molto.
Anche se non sto facendo le tue stesse esperienze riesco abbastanza a capirti.
Anche per me è una brutta caduta che a momenti apre una voragine sotto i miei piedi e mi fa perdere il faro.
Mi sento anch'io, come ha detto qualcun'altro qui, piena di solitudine, mi manca tanto la mia coppia che mi infondeva sicurezza e serenità interiore.
Eppure lui è qui con me...ma tante volte è come fosse trasparente, e lui sembra non capire...

Anch'io avevo messo la mia vita nelle sue mani e la dedizione che avevo per lui era indiscutibile, non gli avrei mai mancato di rispetto, non avrei mai permesso a nessuno di umiliarlo, epppure lui ne è stato capace e sono ancora qui a chiedermi come ciò sia stato possibile per lui.

Le mie domande echeggiano nel vuoto: io so di essere sempre stata la donna della sua vita, allora come si può scientemente scegliere di fare cose che gli farebbero così male se io le facessi a lui?
E' davvero così fondamentale quella manciata di emozioni da mettere in pericolo una unione così buona?
O forse si pensa di essere tanto furbi da non farsi beccare mai?
Ma anche questo non fa del traditore una persona di basso livello, uno che si sente la coscienza a posto per il solo fatto che tanto rientrerà nei ranghi e sarà ancora più appagato da quella botta di adrenalina?
In sostanza: una brutta persona?
O sono io che mi vedo ancora troppo dall'alto del pulpito col potere di giudicare e sentenziare?
Che mi vedo troppo perfetta poiché riesco ad essere fedele senza alcuno sforzo?
E quindi incapace di perdonare chi è troppo diverso da me?

Chiedo scusa per la pesantezza delle mie domande...domande che non riesco ad impedire che si formino nella mia mente.
 
Ultima modifica:

Sole

Escluso
Ho letto con attenzione i tuoi post che mi hanno toccato molto.
Anche se non sto facendo le tue stesse esperienze riesco abbastanza a capirti.
Anche per me è una brutta caduta che a momenti apre una voragine sotto i miei piedi e mi fa perdere il faro.
Mi sento anch'io, come ha detto qualcun'altro qui, piena di solitudine, mi manca tanto la mia coppia che mi infondeva sicurezza e serenità interiore.
Eppure lui è qui con me...ma tante volte è come fosse trasparente, e lui sembra non capire...

Anch'io avevo messo la mia vita nelle sue mani e la dedizione che avevo per lui era indiscutibile, non gli avrei mai mancato di rispetto, non avrei mai permesso a nessuno di umiliarlo, epppure lui ne è stato capace e sono ancora qui a chiedermi come ciò sia stato possibile per lui.

Le mie domande echeggiano nel vuoto: io so di essere sempre stata la donna della sua vita, allora come si può scientemente scegliere di fare cose che gli farebbero così male se io le facessi a lui?
E' davvero così fondamentale quella manciata di emozioni da mettere in pericolo una unione così buona?
O forse si pensa di essere tanto furbi da non farsi beccare mai?
Ma anche questo non fa del traditore una persona di basso livello, uno che si sente la coscienza a posto per il solo fatto che tanto rientrerà nei ranghi e sarà ancora più appagato da quella botta di adrenalina?
In sostanza: una brutta persona?
O sono io che mi vedo ancora troppo dall'alto del pulpito col potere di giudicare e sentenziare?
Che mi vedo troppo perfetta poiché riesco ad essere fedele senza alcuno sforzo?
E quindi incapace di perdonare chi è troppo diverso da me?

Chiedo scusa per la pesantezza delle mie domande...domande che non riesco ad impedire che si formino nella mia mente.
Cara Diletta, per me le tue domande non sono affatto pesanti, anzi.
Sono le stesse domande che mi sono posta io due anni fa.

A queste domande ho dato più o meno un'unica risposta che sicuramente non andrà bene per tutti, ma io l'ho trovata abbastanza convincente da soddisfarmi. E cioè che la coppia è formata da due individui diversi. Che cambiano, crescono, fanno esperienze e, soprattutto, investono una diversa quantità di energie all'interno della coppia. C'è chi ci mette tutto se stesso, come abbiamo fatto tu ed io. C'è chi si risparmia sempre un po', chi resta sempre con un piede fuori, come ha sempre fatto mio marito per anni, non solo nel periodo in cui mi ha tradita fisicamente.

Perchè per tradire, di questo ne sono convinta, bisogna sempre conservare uno spazio per sè che non preveda l'altro.

Tu hai amato tuo marito mettendo nel tuo rapporto anima e corpo e questo è il motivo per cui soffri tanto e non riesci a fartene una ragione. Tuo marito, evidentemente, ti ama come può, come riesce, come ha imparato a fare. Riservandosi sempre uno spazio in cui tu non sei presente. Il fatto che lui soffrirebbe se tu lo tradissi non è in contraddizione con tutto questo: il suo orgoglio sarebbe ferito, saprebbe che il tuo modo di amarlo è cambiato e il suo ego ne uscirebbe acciaccato.

Anche mio marito, nonostante mi abbia tradito in modo feroce, indossando una maschera senza tradire la minima emozione, oggi non è disposto a perdere quella fetta di spazio che io dedico ad altri e che una volta era per lui.

Queste sono le conclusioni a cui io sono giunta. E la differenza tra me e te, forse, è che il fatto di aver tradito a mia volta mi ha dato la possibilità di avere un punto di vista diverso e di capire cose che, se fossi rimasta dall'altra parte della barricata, avrei solo lontanamente intuito.
 
Daniele però lei può fare così eh?
Lei è sincera e in pratica dice, caro amico mio, questa è la minestra altrimenti salta la finestra.
Il vantaggio di lei sta nel fatto che sa che lui pur di averla al suo fianco, preferisce tacere e soffrire, mandar giù certi rospi, che magari un altro uomo non manderebbe giù no?

Se la mia compagna mi dicesse che ha deciso di fare certe cose e vivere in un certo modo, pur sapendo che io ne soffro, non esiterei un istante, a separarmi da lei...

Perchè io non voglio soffrire no?

E ripenso a tutti i miei sbagli affettivi, in cui pur di non perdere una persona mi sono fatto andar bene anche delle cose, che nessuno avrebbe tollerato.

Mi sono messo alla prova.
Come na pentola a pressione...vediamo quanto resiste prima di esplodere...poi è esplosa eh?

Ma almeno ho imparato ad avere un minimo di dignità.
Un minimo.

Sole spero solo che il tuo tradire, non sia un tentativo, di risarcirti per la delusione che hai patito.

Ma sicuramente se io fossi stato al posto di tuo marito, ehm, me ne sarei andato, perchè non sarei mai stato più capace di sostenere il tuo sguardo, per la vergogna. E ti sarei stato grato di mettere una pietra tombale sopra al nostro rapporto, e poi ognun per sè.

Ma del resto ha ragione anche lei...amare dando tutto noi stessi...è stupido...
Non sai che cosa l'altro ne farà eh?

Infatti il mio essere premuroso e disponibile è stato scambiato per dipendenza affettiva...

Ora io vivo con questa consapevolezza...
Senza un cuore non vivo
Senza un cervello non vivo
Senza una gamba non cammino

E penso che la vita sia magari più ricca con certe persone...
Ma non che senza una data persona io non viva o non sia felice...

Infine trovo che nei tradimenti di Sole ci sia...come dire...

Un'adolescenza non conclusa no?
Non ho potuto fare la pazza perchè avevo sempre sto moroso...
Adesso mi faccio le mie esperienze e amen eh?

Tradire?
Almeno so di cosa si parla no?
 

Ultimo

Escluso
Cosa accade ad un tradito oppure ad un traditore dopo che si scopre il tutto è quasi impossibile da capire.
Come è impossibile capire la propria storia.
Ognuno di noi dovrebbe riuscire a leggersi dentro e tramite questa lettura scegliere ed andare avanti.
Peccato che quello che sto scrivendo è totalmente razionale e probabilmente poco fattibile, perchè dietro la razionalità c'è altro c'è rabbia, frustrazione, sentimento, emozione, amore, educazione, morale e tante di quelle cose che abbiamo dentro che probabilmente nemmeno sappiamo, esserci. Ma che in fondo sappiamo ci sono, ma fondamentalmente conosciamo e non conosciamo, perchè anche credendo di conoscerci è quasi impossibile dire che, ci conosciamo. E della nostra vita rimane soltanto un presente che è quello che è.
E forse è questo e molto altro ancora che ci rende belli, sensibili, brutti odiosi. E tutto questo ai nostri occhi.
Scusate le virgole, scusate le stronzate impossibili da capire. Non per causa vostra, ma soltanto mia.
 

Annuccia

Utente di lunga data
La discronia che vedo è solo quella che tu ricordi cose che non sono tue, ma sue, creandoti un immagine che è assolutamente enfatizzata e ti assicuro quasi mai fedele alla realtà.
Come dici tu. Non l'hai vissuto. E questo ti fa spaziare.

Ma scusa...perchè pensi a stè cose?
Sono percorsi inutili. E dannosi. E dolorosi. E rompono solo le scatole.
E' una domanda senza risposta.

Quanto tempo è passato?
Se non sbaglio utente direi pochi mesi...


APPROVO....anche io so quanto sono dannosi...dolorosi e quant'altro ancora...ma purtroppo ogni tanto ritornano in mente...e purtropposi è vero che enfatizziamo la cosa...li immaginiamo davanti ai nostri occhi...sono momenti che poi passano...ma quando arrivano cosi all'improvviso..accipicchia che male...
ci vuole forza e pazienza...
 

Annuccia

Utente di lunga data
Però quello che ti resta addosso è quello che tu vuoi ti rimanga addosso.
E' dura, lo so.
Bisogna inventarsi nuovi percorsi e non è facile.
Hai vicino una persona che non è proprio uguale a quella che ti eri immaginato, ma alla fine è sempre lei.
fallibile. Come tutti.

fai che ti rimanga addosso solo quello che lei fa ora.
per te.
Per voi.

Certo che si può vivere insieme avendo vissuto e pensato allo stesso "fatto" in due modi diversi.
perchè ripeto.
Non puoi sapere se lei sente il ricordo nel modo in cui tu pensi.
Il nocciolo è quello.
Ripeto.
Sono certa che non lo fa.

Era ironico il fatto che sono delicata?
bellissime parole...prorpio quelle che ci si vuole sentire....
purtroppo nessuno di noi vorrebbe "addosso"tutto questo...ma rimane..piano piano riusciamo a scrollarcelo....
anche se come ho gia detto....qualcosa rimane sempre...ed è rpoprio quel qualcosa che ci ricorda come dici tu che siamo "fallibili"...perchè in fondo lo siamo tutti...
 

Diletta

Utente di lunga data
...grazie Tebe, mi ci vuole ogni tanto, un bel secchio di acqua fresca in faccia.. e ti assicuro che tu sei estremamente delicata nel farlo.
mi chiedevo solo se si può vivere insieme avendo vissuto e pensando allo stesso "fatto" in due modi completamenti diversi.
.. e non è questione di pentimento, ma solo di quello che ti resta addosso.

Io parto dal presupposto fermo che, a cose avvenute, si possa solo sperare di ritrovare una nuova armonia basata su altri equilibri.
Da ora in avanti mettiamoci bene in testa che nulla tornerà più come prima e se quel prima era così appagante e perfetto per noi da farci provare una struggente nostalgia per quello che fu, forse varrebbe la pena di rivedere tutto il sistema.
Io mi chiedo invece se si possa vivere insieme dopo che una simile delusione ti è stata inferta dalla persona a te più cara.
E non intendo dire "sopravvivere", quello è ovvio che si possa fare, ma vivere nel modo più degno della parola.

Riguardo alla tua domanda, caro Mario, non trovo una facile risposta da dare.
Io sono convinta che se hanno fatto una scelta e l'hanno portata avanti è perché gli è piaciuta quella scelta, e molto anche.
Nessuno obbliga nessuno, poi si può parlare di tutte le motivazioni possibili e immaginabili che ci sono sempre, ma parti dall'idea che a loro ha dato soddisfazione l'azione fatta.

Poi, dopo che le acque si sono fatte cattive è logico che anche la loro percezione del fatto sia variata portando una nota sgradevole al ricordo, ricordo che se non fossero stati beccati sarebbe rimasto inalterato (e bello).
Di questo sono più che convinta, ma è comunque una visione differente dalla tua per il contesto diverso: nel mio caso il "peccatore" è l'uomo, un uomo che ha considerato un'avventura una distrazione sessuale, una botta di allegria in un momento di noia, niente di più, insomma una Tebe al maschile, tanto per intenderci.
Non conoscendo il tuo caso, non mi posso pronunciare.
 

Spider

Escluso
Io parto dal presupposto fermo che, a cose avvenute, si possa solo sperare di ritrovare una nuova armonia basata su altri equilibri.
Da ora in avanti mettiamoci bene in testa che nulla tornerà più come prima e se quel prima era così appagante e perfetto per noi da farci provare una struggente nostalgia per quello che fu, forse varrebbe la pena di rivedere tutto il sistema.
Io mi chiedo invece se si possa vivere insieme dopo che una simile delusione ti è stata inferta dalla persona a te più cara.
E non intendo dire "sopravvivere", quello è ovvio che si possa fare, ma vivere nel modo più degno della parola.

Riguardo alla tua domanda, caro Mario, non trovo una facile risposta da dare.
Io sono convinta che se hanno fatto una scelta e l'hanno portata avanti è perché gli è piaciuta quella scelta, e molto anche.
Nessuno obbliga nessuno, poi si può parlare di tutte le motivazioni possibili e immaginabili che ci sono sempre, ma parti dall'idea che a loro ha dato soddisfazione l'azione fatta.

Poi, dopo che le acque si sono fatte cattive è logico che anche la loro percezione del fatto sia variata portando una nota sgradevole al ricordo, ricordo che se non fossero stati beccati sarebbe rimasto inalterato (e bello).
Di questo sono più che convinta, ma è comunque una visione differente dalla tua per il contesto diverso: nel mio caso il "peccatore" è l'uomo, un uomo che ha considerato un'avventura una distrazione sessuale, una botta di allegria in un momento di noia, niente di più, insomma una Tebe al maschile, tanto per intenderci.
Non conoscendo il tuo caso, non mi posso pronunciare.
...il mio "caso", è quello che ha fatto indignare gran parte del forum. Mancanza d'orgoglio sentenziarono. Sono quello della" lettera all'amante...". Eppure quella lettera, la riscriverei oggi stesso in questo istante e ne sono fiero. Non è stato un atto di umiltà o zerbinaggio e debolezza come i frettolosi che l'hanno letta, hanno voluto intendere. Non era necessario offendere e minacciare nessuno. Non volevo abbandonarmi a offese e frasi immotivate dettate, quelle si dalla rabbia e dal rancore. Non ho mai pensato che prenderlo a pugni mi avrebbe disfatto il dolore. Era per me solo necessario, vitale far capire che dietro un gesto, una sensazione vi era dell'altro.

Qualcosa che distruggi e muore solo per il tuo personale piacere... come puoi pensare che quello che ne nasce avrà un futuro.
E voleva che nascesse.

L'altro era innamorato di lei e non può aver chiuso la lettera ignorando quello che dicevo, perchè sa che non solo io ma anche lei ha perso qualcosa. E se ami veramente puoi soffrire per questo.
Il mio gesto voleva renderlo consapevole di ciò.

I ricordi, si trasformano, si attutisco, si modificano... lo stesso avvenimento si ricorda diversamente nel tempo e in base al percorso che abbiamo fatto fino a lì. Per me sarà una cosa per lei un altra.

Thornside
 
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