Il "cioè'" era riferito al controllo medico?
Ho perplessità nel senso che affidarsi al "controllo medico" per dire che le sostanze le si sta assumendo in controllo, nella mia esperienza, è fuorviante.
Il medico, non di base si spera ma spesso avviene esattamente così purtroppo, prescrive sostanza e quantitativo.
Che poi viene dato in gestione a chi la sostanza la utilizza.
Ed è in questo passaggio che la questione di "controllo" mi cade.
Nel senso che l'utilizzatore la sostanza se la gestisce e il controllo si basa sulla fiducia nella sua gestione.
Spesso e volentieri l'utilizzatore fa i suoi pasticci.
Quindi parlare di controllo medico secondo me significa parlare di controllo della prescrizione. E poi fermarsi lì.
Perchè raccontarsi che si possa andare oltre e che questo significhi sicurezza, la vedo ben difficile.
Un utilizzatore di sostanza è controllabile nella prescrizione, quello che combina poi durante l'utilizzo è pura fede nel buon senso e nella presenza dell'utilizzatore stesso.
E anche nelle strutture, per esperienza diretta, mi sento di poter affermare che chi vuole pastroccare lo può tranquillamente fare. Senza troppi problemi di controllo.