Non condivido questa idea di colpevolizzare il tradito.
Mi ricorda i giovani drogati che danno la colpa della loro dipendenza ai genitori.
In qualsiasi situazione uno si trovi è sempre libero di decidere cosa scegliere.
La responsabilità è sempre del traditore e dell'amante: loro hanno liberamente scelto di intraprendere questo cammino.
Esistono casi in cui un marito e una moglie possono stare assieme senza litigare, senza ferirsi mutuamente: quando sono sepolti entrambi nella stessa tomba di famiglia!
Sempre ci saranno incomprensioni, discussioni e ferite in un matrimonio, è impossibile che non sia così. Non possono essere evitate, ma si può perdonarsi reciprocamente e ricominciare ogni volta.
Non si può prendere delle situazioni che sono normalissime in un matrimonio per giustificare il tradimento altrimenti tutte le persone del mondo dovrebbero tradire il/la consorte almeno una volta alla settimana.
I problemi son fatti per essere affrontati e risolti. È da codardi fuggire ai problemi e rifugiarsi nel tradimento.
Nemmeno le situazioni matrimoniali più gravi, più drammatiche, giustificano il tradimento, al massimo potrebbero giustificare la separazione.
In ogni situazione matrimoniale complicata la colpa è sempre condivisa tra i due, ma nulla giustifica che uno dei due tradisca l'altro.
Chi subisce il tradimento è ingiustamente umiliato e soffre moltissimo a causa del comportamento subdolo e vile della persona che più gli è prossima.
Caro Giobbe, condivido fino all'ultima riga quello che hai scritto.
Mesi fa avrei aggiunto ancora a sostegno di questa posizione, ma oggi, in questo periodo, non avendo piu' energie per farlo, mi limito a plaudire.
ma voglio aggiugere solo una osservazione. Non riservata personalmente a qualcuno che mi ha preceduto, ma in generale.
Ho sempre cercato di non tradire
le aspettative di Amore nella relazione che andavo vivendo, e non ho mai connotato una relazione col termine divertimento, quasi volessi sminuire il rispetto e per la mia scelta e per quella di chi mi aveva scelto.
Mi diverto giocando a monopoli, o frequentando gardaland, posso condividere un divertimento, ma non una persona, non una relazione, in un divertimento non c'è assunzione di responsabilità, in relazione, di qualsiasi tipo essa sia C'è. Perchè è
con una persona che tratto. Di persona agente, pensante, soggetta come me a vivere emozioni .E a una persona il rispetto è dovuto.
Scusate se mi sono permessa di stigmatizzare l'uso e abuso di questa parola che trovo offensiva quando contestualizzata in relazioni anche di carattere sessuale , perchè anche in quel gesto di attenzione al piacere proprio e dell'altro, non c'è divertimento, ma il piacere di darsi e di dare.
Ed io un significato lo voglio ancora dare. A Tutto.