danny
Utente di lunga data
Io credo che nella seconda metà di Aprile alcune parti d'Italia verranno riaperte. Non è gestibile una situazione in cui le persone sono costrette a stare a casa in assenza di reddito, e non vi sono soldi per garantire una quarantena lunga da parte dello stato.
Ciò ovviamente provocherà un aumento dei casi in una fase successiva, ma come abbiamo ormai capito tutti il virus, oltre a essere più contagioso e letale (il tosse di letalità da noi è 11,8%, basato tra l'altro su dati incompleti. Le tabelle dei morti di quest'anno confrontati con quelli dell'anno scorso nella zona di Bergamo evidenziano uno scenario peggiore di quello ufficiale per le morti) di quello che avevano detto i cinesi, terminerà la sua corsa solo quando avrà contagiato una buona parte della popolazione, qualcuno parla del 70% necessaria affinché si formi l'immunità di gregge. A meno di botte di culo, si intende.
La necessità, come è facile comprendere, nel frattempo è quella di riuscire a curare il maggior numero di persone per non fare una strage intergenerazionale.
E' probabile quindi che vivremo nei prossimi mesi fasi di apertura relativa alternate ad altri di chiusura, il tutto comunque adottando uno stile di vita che tenga conto di tutte le precauzioni necessarie per ridurre i contagi.
Ovviamente le aperture saranno a macchia: la situazione lombarda non è certo quella del Molise.
Nel mio comune siamo ancora in una fase di crescita, altro che curva piatta.
Ci saranno attività che risentiranno di questa situazione: è impensabile che l'economia non abbia conseguenze, anche a lungo termine.
Qualcuno parla di patrimoniale per poter dar modo allo stato di rientrare dalle spese.
Non so se ciò accadrà, di sicuro sarà il colpo di grazia per alcuni.

Ciò ovviamente provocherà un aumento dei casi in una fase successiva, ma come abbiamo ormai capito tutti il virus, oltre a essere più contagioso e letale (il tosse di letalità da noi è 11,8%, basato tra l'altro su dati incompleti. Le tabelle dei morti di quest'anno confrontati con quelli dell'anno scorso nella zona di Bergamo evidenziano uno scenario peggiore di quello ufficiale per le morti) di quello che avevano detto i cinesi, terminerà la sua corsa solo quando avrà contagiato una buona parte della popolazione, qualcuno parla del 70% necessaria affinché si formi l'immunità di gregge. A meno di botte di culo, si intende.
La necessità, come è facile comprendere, nel frattempo è quella di riuscire a curare il maggior numero di persone per non fare una strage intergenerazionale.
E' probabile quindi che vivremo nei prossimi mesi fasi di apertura relativa alternate ad altri di chiusura, il tutto comunque adottando uno stile di vita che tenga conto di tutte le precauzioni necessarie per ridurre i contagi.
Ovviamente le aperture saranno a macchia: la situazione lombarda non è certo quella del Molise.
Nel mio comune siamo ancora in una fase di crescita, altro che curva piatta.
Ci saranno attività che risentiranno di questa situazione: è impensabile che l'economia non abbia conseguenze, anche a lungo termine.
Qualcuno parla di patrimoniale per poter dar modo allo stato di rientrare dalle spese.
Non so se ciò accadrà, di sicuro sarà il colpo di grazia per alcuni.
