Essere innamorati e provare attrazione verso altri/e

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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
A parte gli scherzi. Io non cercherei un uomo che andasse in cerca del mio Io. Io cercherei un uomo che mi ama per quello che ha capito di me ma anche per quello che non ha capito. Per quello che vede e per quello che non vede. E altrettanto farei io.Se conoscessi tutto di lui dopo un po' non avrei niente da scoprire.. E per me scoprirsi piano piano e senza pretese è un elemento fondamentale del amarsi.
io non cerco un uomo che va in cerca del mio Io. Un uomo del genere istintivamente lo respingerei. Sarebbe pericoloso.
E poi pago già il mio psyco per aiutarmi :D

Per farlo non ho bisogno di nessuno. E sarebbe un'illusione credere che qualcuno lo possa fare al posto mio.

Io voglio un uomo che cerchi il suo. E lo esprima liberamente. Un uomo presente a se stesso e in ascolto e attenzione di sè.

E che sia in grado di sostenere serenamente il fatto che io faccio altrettanto con il mio.

E che sia in grado di scambiare in modo reciproco quello che scopre. Quando desidera, quando desidero, e per il puro e semplice piacere di farlo.

Senza raccontarsi storie e senza cercare appigli rassicuratori.
 
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Nicka

Capra Espiatrice
la paura del rifiuto è una brutta bestia. In effetti.

Ma io sono convinta che il rifiuto venga innanzitutto da se stesse verso se stesse. Quasi a confermare che non può che essere così. E allora ci si vela, più o meno trasparentemente per autorassicurarsi su di sè.

In tutto questo l'altro c'entra veramente pochissimo. SE non come specchio attivo.

SE mi mostro intera e l'altro mi "rifiuta", la questione non è il rifiuto di me, ma è il fatto che quella me attiva in lui questioni che lui non sa gestire dentro di sè. E allora lo gradisco anche "il rifiuto". Lo trovo corretto e onesto. Nei miei confronti.

E semplicemente non è un problema mio. Ma suo.

E fra l'altro meglio subito che poi. Secondo me.
Non credere che non sia d'accordo, perchè lo sono...
Ma come dici tu ognuno di noi compie scelte funzionali al proprio benessere.
Ho fatto per anni giri mentali assurdi per capirmi e per farmi capire, ci sono riuscita in parte, ma è stata una faticaccia...ma fatica proprio.
E sono arrivata a sorridere di fronte al rifiuto, il rifiuto più grosso della mia vita.
Ma è stato un sorriso che più amaro non poteva essere. Paradossalmente non poteva essere altrimenti e forse è stata una cosa che ha salvato me e quella persona nello specifico, ma è stata la chiave di volta di tutte le mie future decisioni. :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
no, ho letto male, non so come mai:D
se rileggi il mio post, ho corretto
Ti ho riletta..tranquil..ridacchiavo :D

Probabilmente perchè per te quella questione è molto importante.

Ed in effetti sei anche in un momento in cui definirti rispetto a questo è importante. Può essere?
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ma questi sono spazi esterni...scontati direi. Non mi sembra neanche necessario doverne ribadire la presenza.

E trovo strano ribadirla fra l'altro.

Io mi riferisco a quel territorio interiore dove ci si può incontrare senza paura. Senza paura di sè.

Quello che diceva nicka.

Io so chi sono. A grandi linee ma lo so. Conosco bene le mie parti "scure", meno bene quelle "luminose", e queste, proprio perchè sono faticose anche per me, io penso debbano essere conosciute senza inutile pudore. Specialmente da una persona con cui condivido intimità e confidenza.

La troverei un'intimità monca, per le mie esigenze, un'intimità in cui parti profonde di me vengono tenute nascoste. Per la paura di esporle, per il pudore, per la vergogna, per tabù.

Probabilmente somiglio ai miei gatti....che quando si trovano davanti una porta chiusa anzichè girarsi e andare vogliono entrare a vedere cosa c'è.
Ecco, io mi comporto al loro stesso modo con le MIE stanze chiuse.

E aprirle dentro, potendolo poi fare anche fuori, esponendomi per quella che sono per me è fondamentale.
Poterlo fare liberamente, senza pensare senza tirare indietro.

Troverei intollerabile la non coerenza e il non fluire DI ME da dentro di me a fuori di me e viceversa.
E sarebbe mentire, per la mia prospettiva tenere il segreto di me.

Forse viene dal fatto che per anni ho tenuto in controllo parti di me, per proteggere, per sostenere, per accompagnare. Per riservare all'altro la miglior me possibile. La più utile a lui.
In fondo mi sono resa conto tutto questo aveva poco a che fare con me e molto a che fare con la fiducia nel fatto che l'Altro sarebbe riuscito a sostenere l'impatto con tutta me.

Compresa la mia necessità di andar per il mondo anche da sola. E anche per tempo indefinito.
Non è strano ribadirla perché per molte molte coppie questa non è la realtà.
Sul resto come sempre ti seguo poco. Credo davvero, per come sono io, che tu cerchi di analizzarti e analizzare troppo tutto. Probabilmente io sono molto più superficiale ma non credo di dover trovare sempre la motivazione a tutto. Spesso la motivazione è quella che si vede e non c'è nulla da capire o da scoprire.
 

Eratò

Utente di lunga data
io non cerco un uomo che va in cerca del mio Io. Un uomo del genere istintivamente lo respingerei. Sarebbe pericoloso.
E poi pago già il mio psyco per aiutarmi :D

Per farlo non ho bisogno di nessuno. E sarebbe un'illusione credere che qualcuno lo possa fare al posto mio.

Io voglio un uomo che cerchi il suo. E lo esprima liberamente. Un uomo presente a se stesso e in ascolto e attenzione di sè.

E che sia in grado di sostenere serenamente il fatto che io faccio altrettanto con il mio.

E che sia in grado di scambiare in modo reciproco quello che scopre. Quando desidera, quando desidero, e per il puro e semplice piacere di farlo.

Senza raccontarsi storie e senza cercare appigli rassicuratori.
Guarda che leggendoti, l'uomo che sceglierà di stare con te sarà già ben consapevole del suo Io... Non scegliamo solo noi ma veniamo anche scelte;):)
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Le mie parti oscure le conosce anche lui, non in maniera profonda perchè evidentemente anche io stessa faccio fatica a espormi in quel modo.
Lui sa cosa ho passato, sa di cosa sono capace, sa che c'è il rischio e il pericolo che certi lati abbiano bisogno della fuga momentanea.
Ma non svisceriamo l'argomento fino al punto di farci male.
Ed è meglio per me e per lui così. Ma lo sa, sa chi sono. Sa che non sono perfetta. Che è l'idea di perfezione dell'altro che è una grandissimo guaio in molte coppie.
Quoto anche questo.
Non capisco il motivo di sviscerare tutto
 

Eratò

Utente di lunga data
Non è strano ribadirla perché per molte molte coppie questa non è la realtà.
Sul resto come sempre ti seguo poco. Credo davvero, per come sono io, che tu cerchi di analizzarti e analizzare troppo tutto. Probabilmente io sono molto più superficiale ma non credo di dover trovare sempre la motivazione a tutto. Spesso la motivazione è quella che si vede e non c'è nulla da capire o da scoprire.

Quoto soprattutto il neretto.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ma senti, una volta mi è capitato di uscire qualche volta con uno psicologo...
Appurato che era più pazzo di me sono scappata a gambe levate...
E mi sono buttata tra le braccia di un manovale...
:rotfl:
Ti adoro
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
:up::DA parte le categorie professionali, io non sopporto gli uomini che parlano troppo :rotfl:E se uno iniziasse con discorsi sul suo Io e sul mio Io direi Addio! :rotfl:


Son terra terra lo so:cool:
Idem
Mi scuso per i quote continui ma con il cell fatico a fare i multiquote
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Guarda che leggendoti, l'uomo che sceglierà di stare con te sarà già ben consapevole del suo Io... Non scegliamo solo noi ma veniamo anche scelte;):)
Sono pienamente d'accordo con te:)

...anche se non sono certa dell'esistenza di un uomo del genere, a dire il vero...mi sembrano piuttosto fragili e insicuri, gli uomini a dire il vero...e meno di quello che voglio, io non voglio. :)
 

Nicka

Capra Espiatrice
Quoto anche questo.
Non capisco il motivo di sviscerare tutto
A volte se ne sente il bisogno, a volte no, a volte è necessario...
Ognuno di noi è fatto in maniera diversa, ma come dice Ipazia non c'è niente di giusto e/o sbagliato.
Per me è stato necessario farlo, fin dai 16/17 anni, e ancora non ho finito...anzi!
 

free

Escluso
Ti ho riletta..tranquil..ridacchiavo :D

Probabilmente perchè per te quella questione è molto importante.

Ed in effetti sei anche in un momento in cui definirti rispetto a questo è importante. Può essere?
quando il mio compagno mi ha mollata, io pensavo che non mi amasse più (in sintesi, poi pensavo anche altro:D), e infatti poco prima avevo cominciato ad uscire con un altro, per svagarmi un po'
per fare questo ovviamente raccontavo balle, so cosa significa, non è stata una bella sensazione, e anche se è durata poco, mi sono sentita sollevata (pur se in mezzo alle macerie:D)
 

Butterflyinacage

Utente di lunga data
Sono pienamente d'accordo con te:)

...anche se non sono certa dell'esistenza di un uomo del genere, a dire il vero...mi sembrano piuttosto fragili e insicuri, gli uomini a dire il vero...e meno di quello che voglio, io non voglio. :)
Se si hanno le idee chiare, e'ancora piu'difficile trovare la persona che puo' stare al tuo fianco...ma se la si trova sono certa che sara' quella giusta ;)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non credere che non sia d'accordo, perchè lo sono...
Ma come dici tu ognuno di noi compie scelte funzionali al proprio benessere.
Ho fatto per anni giri mentali assurdi per capirmi e per farmi capire, ci sono riuscita in parte, ma è stata una faticaccia...ma fatica proprio.
E sono arrivata a sorridere di fronte al rifiuto, il rifiuto più grosso della mia vita.
Ma è stato un sorriso che più amaro non poteva essere. Paradossalmente non poteva essere altrimenti e forse è stata una cosa che ha salvato me e quella persona nello specifico, ma è stata la chiave di volta di tutte le mie future decisioni. :)
Lo capisco molto bene Nicka quello che dici.

E, ribadisco, ognuno fa quello che gli è più funzionale per il benessere. Al netto del giusto e dello sbagliato. Che secondo me a questo livello hanno un peso molto relativo.
E' giusto quello che funziona. Ed è assolutamente soggettivo questo.

Per quanto riguarda me, il rifiuto che mi ha davvero condizionata è stato quello primario. Ed è quello che mi ha parlato dentro per anni.
E per anni ho ripetuto la profezia per cui io non posso che essere ostacolo, impedimento, portatrice di dolore, non abbastanza. Malattia e cura. Questo sono stata nella percezione di mia madre e questo mi ha insegnato che ero, fin dall'utero.

Rifiutare parti di me, non esponendole, è tradirmi, è ascoltare la sua voce dentro di me e non ascoltare invece quella che sono io.

Nascondendomi, anche nelle parti imbarazzanti o di cui ho paura, confermo che non posso che essere rifiutata.
E diventa vero, e non perchè mi rifiutino gli altri.

Ma perchè mi rifiuto io per prima.

In questa prospettiva quello che per me conta è non tradire me. Quella che sono. Nel bene e nel male.

Che poi un uomo non possa reggere ciò che sono, non è un problema mio. Ma suo.
E' lui che non regge.

E il fatto che lui non regga, essendo un problema suo e non mio, non mi mette nella condizione di nascondere per fargli maternage.

Se un uomo ha bisogno di maternage, non è lui che rifiuta me...sono io che "rifiuto".

Che poi non è neanche rifiuto. E' semplicemente accettare che non ci si può stare vicini.
E allora un caro saluto e in pace ognuno per la sua via.

Io la mia, per quanto mi piace l'idea di condividerla con qualcuno di affine, la so percorrere anche da sola.
E non ho intenzione di rinunciarci facendo compromessi per non essere sola.

Specialmente adesso che ho imparato la differenza fra sola e isolata:)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non è strano ribadirla perché per molte molte coppie questa non è la realtà.
Sul resto come sempre ti seguo poco. Credo davvero, per come sono io, che tu cerchi di analizzarti e analizzare troppo tutto. Probabilmente io sono molto più superficiale ma non credo di dover trovare sempre la motivazione a tutto. Spesso la motivazione è quella che si vede e non c'è nulla da capire o da scoprire.
La dico male....e allora hanno dei seri problemi, che poco hanno a che vedere con la coppia e molto hanno a che vedere con la stabilità personale e la presenza a sè..

Insomma..se esistono coppie in cui ci si deve chiedere il permesso per uscire a mangiare la pizza una sera...vabbè, esistono...l'importante siano contenti loro.

Per quanto mi riguardo è semplicemente delirante anche solo il pensiero.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Certo che gliel' ho permesso.Ma era lui che mi umiliava perche'asuo dire gli avevo mentito e l' avevo deluso.E non c'erano stati nemmeno tradimenti, sebbene penso lui lo pensasse. Sembrava l' uomo perfetto( per me), per molte in questo forum non sarebbero nemmeno andate oltre la prima uscita.Ma quando ha rivelato veramente tutto il suo moralismo e le frustrazioni represse, si e' trasformata in una relazione da incubo
Tu gli hai permesso di umiliarti.

Se non gliel'avessi permesso avrebbe potuto solo provarci...e non ci sarebbe riuscito.

Credo che però sia un'occasione di apprendimento di te, comprendere su quali tasti ha battuto per farti sentire merda, mentitrice e deludente.

Che se ha attivato questo, non l'ha creato. Era già dentro di te. E' roba tua. Lui, per sbaglio, ha solo toccato i tasti giusti per far scattare quelle emozioni...

non penso esista l'uomo perfetto. Ma un uomo presente a se stesso, è anche molto attento e delicato nello sfiorare certi tasti.
E se è presente a se stesso non li sfiora per far male. E per affermare il suo potere.

Che se è presente il suo potere nel mondo, non ha bisogno di affermarlo usando una donna come scalino.

Fragilino anche questo eh:D
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
A volte se ne sente il bisogno, a volte no, a volte è necessario...
Ognuno di noi è fatto in maniera diversa, ma come dice Ipazia non c'è niente di giusto e/o sbagliato.
Per me è stato necessario farlo, fin dai 16/17 anni, e ancora non ho finito...anzi!
Anche per me...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
quando il mio compagno mi ha mollata, io pensavo che non mi amasse più (in sintesi, poi pensavo anche altro:D), e infatti poco prima avevo cominciato ad uscire con un altro, per svagarmi un po'
per fare questo ovviamente raccontavo balle, so cosa significa, non è stata una bella sensazione, e anche se è durata poco, mi sono sentita sollevata (pur se in mezzo alle macerie:D)
ti sei sentita sollevata quando non hai più dovuto nasconderti?
 
Stato
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