Essere innamorati e provare attrazione verso altri/e

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Butterflyinacage

Utente di lunga data
Tu gli hai permesso di umiliarti.

Se non gliel'avessi permesso avrebbe potuto solo provarci...e non ci sarebbe riuscito.

Credo che però sia un'occasione di apprendimento di te, comprendere su quali tasti ha battuto per farti sentire merda, mentitrice e deludente.

Che se ha attivato questo, non l'ha creato. Era già dentro di te. E' roba tua. Lui, per sbaglio, ha solo toccato i tasti giusti per far scattare quelle emozioni...

non penso esista l'uomo perfetto. Ma un uomo presente a se stesso, è anche molto attento e delicato nello sfiorare certi tasti.
E se è presente a se stesso non li sfiora per far male. E per affermare il suo potere.

Che se è presente il suo potere nel mondo, non ha bisogno di affermarlo usando una donna come scalino.

Fragilino anche questo eh:D
Si infatti ho imparato molto da questa esperienza.Anche se sonorimasta bloccata sentimentalmente parlando.Comunque non so se per lui fosse affermare il suo potere, quel che e' certo e' che piu ribattevo di non essere quello che pensava lui, piu mi autointrappolavo nel fare una serie di errori.Lui aveva gia deciso che non mi voleva piu'
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si infatti ho imparato molto da questa esperienza.Anche se sonorimasta bloccata sentimentalmente parlando.Comunque non so se per lui fosse affermare il suo potere, quel che e' certo e' che piu ribattevo di non essere quello che pensava lui, piu mi autointrappolavo nel fare una serie di errori.Lui aveva gia deciso che non mi voleva piu'
forse non hai ancora finito di imparare..di te intendo:)

edit: e tu volevi ancora un uomo che ti voleva definire alla sua luce? che forse la domanda è questa...non il fatto che lui non ti volesse più.
 
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Butterflyinacage

Utente di lunga data
forse non hai ancora finito di imparare..di te intendo:)

edit: e tu volevi ancora un uomo che ti voleva definire alla sua luce? che forse la domanda è questa...non il fatto che lui non ti volesse più.
Io volevo che lui tornasse come era prima e non si focalizzasse su situazioni del passato e errori stupidi, come fanno tutti.Non riuscivo ad accettare che finalmente avevo trovatouna persona con cui ero stata bene e che anche questa era una bugia
 

Nicka

Capra Espiatrice
Lo capisco molto bene Nicka quello che dici.

E, ribadisco, ognuno fa quello che gli è più funzionale per il benessere. Al netto del giusto e dello sbagliato. Che secondo me a questo livello hanno un peso molto relativo.
E' giusto quello che funziona. Ed è assolutamente soggettivo questo.

Per quanto riguarda me, il rifiuto che mi ha davvero condizionata è stato quello primario. Ed è quello che mi ha parlato dentro per anni.
E per anni ho ripetuto la profezia per cui io non posso che essere ostacolo, impedimento, portatrice di dolore, non abbastanza. Malattia e cura. Questo sono stata nella percezione di mia madre e questo mi ha insegnato che ero, fin dall'utero.

Rifiutare parti di me, non esponendole, è tradirmi, è ascoltare la sua voce dentro di me e non ascoltare invece quella che sono io.

Nascondendomi, anche nelle parti imbarazzanti o di cui ho paura, confermo che non posso che essere rifiutata.
E diventa vero, e non perchè mi rifiutino gli altri.

Ma perchè mi rifiuto io per prima.

In questa prospettiva quello che per me conta è non tradire me. Quella che sono. Nel bene e nel male.

Che poi un uomo non possa reggere ciò che sono, non è un problema mio. Ma suo.
E' lui che non regge.

E il fatto che lui non regga, essendo un problema suo e non mio, non mi mette nella condizione di nascondere per fargli maternage.

Se un uomo ha bisogno di maternage, non è lui che rifiuta me...sono io che "rifiuto".

Che poi non è neanche rifiuto. E' semplicemente accettare che non ci si può stare vicini.
E allora un caro saluto e in pace ognuno per la sua via.

Io la mia, per quanto mi piace l'idea di condividerla con qualcuno di affine, la so percorrere anche da sola.
E non ho intenzione di rinunciarci facendo compromessi per non essere sola.

Specialmente adesso che ho imparato la differenza fra sola e isolata:)
Per mia fortuna non ho subito un rifiuto così grave e pesante.
Io ho semplicemente subito rifiuti in ambito relazionale-sessuale...cosa che penso di poter reggere molto meglio rispetto a un rifiuto genitoriale. :smile:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io volevo che lui tornasse come era prima e non si focalizzasse su situazioni del passato e errori stupidi, come fanno tutti.Non riuscivo ad accettare che finalmente avevo trovatouna persona con cui ero stata bene e che anche questa era una bugia
confondevi le aspettative su di lui con quello che lui era davvero...

non era una bugia...semplicemente sei stata bene. E anche quello è tuo. E' un tuo sentire. Lui l'ha semplicemente attivato.

A volte capita di confondere e proiettare sull'altro il proprio sentire. Bene, male, piacere, dolore...

Ma è roba propria.

Se non la si riesce a condividere, non è una bugia...semplicemente con quella persona non c'è lo spazio adeguato alla condivisione.

Poi, a volte vale la pena capire perchè quello spazio non ci sia e forse anche provare a mettere ordine.

Ma serve essere in due a farlo. E a Desiderarlo.

Io penso che quando ci si vede alla luce dell'altro, reciprocamente, quello spazio semplicemente non ci possa essere.

Ecco perchè dico che l'amore c'entra pochissimo...e spesso è anche un impiccio.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Per mia fortuna non ho subito un rifiuto così grave e pesante.
Io ho semplicemente subito rifiuti in ambito relazionale-sessuale...cosa che penso di poter reggere molto meglio rispetto a un rifiuto genitoriale. :smile:
non penso possano essere pesati i dolori.

Per ognuno il proprio dolore è dolore. E fa male.

Sono piuttosto convinta che ciò che conta è che non sia dolore inutile. E che possa liberamente sciogliersi nel piacere. Non per essere tolto...ma per essere vissuto pienamente.

E il dolore, per essere vissuto pienamente ha bisogno del piacere...come il piacere per essere vissuto pienamente ha bisogno del dolore.

La questione riguarda la tolleranza individuale, ad entrambi. :)

(ecco perchè penso che non esista il giusto, ma ciò che funziona per ognuno)
 

Butterflyinacage

Utente di lunga data
confondevi le aspettative su di lui con quello che lui era davvero...

non era una bugia...semplicemente sei stata bene. E anche quello è tuo. E' un tuo sentire. Lui l'ha semplicemente attivato.

A volte capita di confondere e proiettare sull'altro il proprio sentire. Bene, male, piacere, dolore...

Ma è roba propria.

Se non la si riesce a condividere, non è una bugia...semplicemente con quella persona non c'è lo spazio adeguato alla condivisione.

Poi, a volte vale la pena capire perchè quello spazio non ci sia e forse anche provare a mettere ordine.

Ma serve essere in due a farlo. E a Desiderarlo.

Io penso che quando ci si vede alla luce dell'altro, reciprocamente, quello spazio semplicemente non ci possa essere.

Ecco perchè dico che l'amore c'entra pochissimo...e spesso è anche un impiccio.
Ma fra i due chi aveva idealizzato di piu era sicuramente lui, altrimenti non si spiega
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma fra i due chi aveva idealizzato di piu era sicuramente lui, altrimenti non si spiega
Non mi sembra importantissimo, ai fini del conoscere, pesare chi più o chi meno.

Penso che ai fini del Conoscere conti rendersi conto di quello che riguarda se stessi, proprio per poterlo separare dall'altro, potersene assumere la responsabilità, migliorarlo, confermarlo o quello che è, e andare avanti senza blocchi, ma anzi, avendone sciolto qualcuno.
 

Beman30

Utente di lunga data
Quanto andate veloci oggi?!:D
penso di poter dare qualche spunto riguardo il discorso "sviscerazione totale"
Il raccontarsi le proprie pulsioni anche le più nascoste non è un qualcosa che arriva dall'oggi al domani, ma un qualcosa che si forma pian piano, è una crescita di coppia, nn c'è un'atteggiamento di investigazione, ma un condividere. Ognuno mette sulla tavola quello che vuole e l'altro prende dalla tavola quello che vuole, nessuna costrizione. L'esercizio è tosto, bisogna in primis essere molto onesti con se stessi per poter poi condividere con l'altro, poi è necessario sapere di non ferire il/la compagna facendo certi discorsi.
nel mio caso quello che sembreberebbe profilarsi (la cosa è in itinere) è che la coppia (io e consorte) accetta e "ama" (ognuno ha la sua definizione) una terza persona, ognuno però mantiene la propria integrità, sono 3 persone senzienti che si conoscono e condividono esperienze, camminano per i sentieri esplorati o no di cui parlate, insieme... Senza pensare al futuro è un qui ed ora, potrebbe anche essere un rapporto platonico, non lo comparereri all'amicizia (è qualcosa di molto più profondo).
l'unica cosa che mi sento di promettere nel futuro è il "poterci essere sempre" ovvero non abbandonare l'altra al suo destino, ma essere una spalla alla quale appoggiarsi se necessario, sarà l'altra a decidere se e quando il mio appoggio non avrà più motivo di esistere...
in realtà ci sono almeno un milione di sentimenti che questa situazione scatena, ma non riesco ad esprimerli a dovere per lo meno per ora, è un pò come spiegare il rosso ad un cieco, cerco paragoni, ma non ne trovo...
Il sentimento che forse riesco a spiegare meglio è un senso di completezza simile a quello che si prova quando si fa meditazione, o ci si stupisce di fronte alla natura (un tramonto, ma anche più semplicemente ad un albero fiorito), quel senso di estremo benessere che dura pochi secondi,mma altamente soddisfacente...
 

Nicka

Capra Espiatrice
non penso possano essere pesati i dolori.

Per ognuno il proprio dolore è dolore. E fa male.

Sono piuttosto convinta che ciò che conta è che non sia dolore inutile. E che possa liberamente sciogliersi nel piacere. Non per essere tolto...ma per essere vissuto pienamente.

E il dolore, per essere vissuto pienamente ha bisogno del piacere...come il piacere per essere vissuto pienamente ha bisogno del dolore.

La questione riguarda la tolleranza individuale, ad entrambi. :smile:

(ecco perchè penso che non esista il giusto, ma ciò che funziona per ognuno)
Quando si dice: non tutto il male vien per nuocere...
Capisco quello che intendi.
Non ho mai pesato i dolori, semplicemente io conosco il mio e so che posso tollerarlo e plasmarlo a mio piacimento.
Altrimenti mica si campa bene...:D
Penso altrettanto semplicemente che dall'esterno si pensa sempre che non si potrebbero tollerare determinate cose, poi alla fine siamo sorprendentemente più forti di quello che crediamo...:)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Quando si dice: non tutto il male vien per nuocere...
Capisco quello che intendi.
Non ho mai pesato i dolori, semplicemente io conosco il mio e so che posso tollerarlo e plasmarlo a mio piacimento.
Altrimenti mica si campa bene...:D
Penso altrettanto semplicemente che dall'esterno si pensa sempre che non si potrebbero tollerare determinate cose, poi alla fine siamo sorprendentemente più forti di quello che crediamo...:)
A guardarci bene...ci si scopre spesso molto diversi da quello che si credeva essere, forza e debolezze comprese...:)

E si torna sempre al non rifiutare. Al non andare in sfida con se stessi e con il mondo.

Accettare che non è necessario affermare per essere.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Quanto andate veloci oggi?!:D
penso di poter dare qualche spunto riguardo il discorso "sviscerazione totale"
Il raccontarsi le proprie pulsioni anche le più nascoste non è un qualcosa che arriva dall'oggi al domani, ma un qualcosa che si forma pian piano, è una crescita di coppia, nn c'è un'atteggiamento di investigazione, ma un condividere. Ognuno mette sulla tavola quello che vuole e l'altro prende dalla tavola quello che vuole, nessuna costrizione. L'esercizio è tosto, bisogna in primis essere molto onesti con se stessi per poter poi condividere con l'altro, poi è necessario sapere di non ferire il/la compagna facendo certi discorsi.
nel mio caso quello che sembreberebbe profilarsi (la cosa è in itinere) è che la coppia (io e consorte) accetta e "ama" (ognuno ha la sua definizione) una terza persona, ognuno però mantiene la propria integrità, sono 3 persone senzienti che si conoscono e condividono esperienze, camminano per i sentieri esplorati o no di cui parlate, insieme... Senza pensare al futuro è un qui ed ora, potrebbe anche essere un rapporto platonico, non lo comparereri all'amicizia (è qualcosa di molto più profondo).
l'unica cosa che mi sento di promettere nel futuro è il "poterci essere sempre" ovvero non abbandonare l'altra al suo destino, ma essere una spalla alla quale appoggiarsi se necessario, sarà l'altra a decidere se e quando il mio appoggio non avrà più motivo di esistere...
in realtà ci sono almeno un milione di sentimenti che questa situazione scatena, ma non riesco ad esprimerli a dovere per lo meno per ora, è un pò come spiegare il rosso ad un cieco, cerco paragoni, ma non ne trovo...
Il sentimento che forse riesco a spiegare meglio è un senso di completezza simile a quello che si prova quando si fa meditazione, o ci si stupisce di fronte alla natura (un tramonto, ma anche più semplicemente ad un albero fiorito), quel senso di estremo benessere che dura pochi secondi,mma altamente soddisfacente...
E' il compiacimente di sè, ad essere un trappolone rispetto alla fedeltà a se stessi... e rispetto al dirsi la verità, per poterla condividere con...

E il confine fra il raccontarsela e il dirsela è stretto e scosceso....
 

Nicka

Capra Espiatrice
A guardarci bene...ci si scopre spesso molto diversi da quello che si credeva essere, forza e debolezze comprese...:)

E si torna sempre al non rifiutare. Al non andare in sfida con se stessi e con il mondo.

Accettare che non è necessario affermare per essere.
E' verissimo...
 

Beman30

Utente di lunga data
E' il compiacimente di sè, ad essere un trappolone rispetto alla fedeltà a se stessi... e rispetto al dirsi la verità, per poterla condividere con...

E il confine fra il raccontarsela e il dirsela è stretto e scosceso....
Vero! Io cerco di essere onesto con me stesso, ma non so fino a che punto lo sono!
credo anche che per saperlo si debba sperimentare, nel senso che provando a vivere certe esperienze si capisce se effettivamente quella è la strada che si vuole percorrere.
credo che la propria strada la si comprenda in un processo di negazione, so per certo quello che NON voglio...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Vero! Io cerco di essere onesto con me stesso, ma non so fino a che punto lo sono!
credo anche che per saperlo si debba sperimentare, nel senso che provando a vivere certe esperienze si capisce se effettivamente quella è la strada che si vuole percorrere.
credo che la propria strada la si comprenda in un processo di negazione, so per certo quello che NON voglio...
sapere quello che non si vuole, non equivale a sapere quello che si vuole.

E il Volere appartiene all'essere.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Vero che non equivale, ma è necessario per capire ciò che si vuole, come fai a sapere a prescindere quello che vuoi?
Ma di più: concentrarsi sul Volere ci preclude l'apertura al mutamento di prospettiva e di rotta. E' un modo per non ascoltare né le famose pulsioni, né il mondo cosa ha da dire. A meno che non si tratti di obiettivi stringenti, come avere una promozione sul lavoro e fare i passi "necessari" per ottenerla, non vedo a cosa serva il Volere nelle relazioni umane, se non a perderle di vista per ciò che sono, avendo deciso a priori come devono essere perché lo vogliamo.
 
Stato
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