Essere o non essere

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tullio

Utente di lunga data
Le mie sono considerazioni parziali e soprattutto limitate, però visto che siamo qui... mi sembra che in questo caso il desiderio (o il bisogno) di libertà parli attraverso vari codici e se non si chiariscono si rischia di fare confusione; un rischio grosso soprattutto perché l'ansia di libertà può favorire la tendenza a mescolare tutto insieme. Vero che alla fine tutti gli aspetti dell'esistenza sono collegati (e per parte mia sono un convinto assertore della dialettica e perciò che ogni elemento della vita sia connesso con gli altri) conviene però chiarirli distinguendoli perché altrimenti abbiamo una miscela indistinta di emozioni e null'altro.
Abbiamo un disagio che deriva dal lavoro attuale. Oro.blu (ob) si sente carica di responsabilità senza avere nessun potere effettivo e senza essere valorizzata adeguatamente. E non può chiedere questo riconocimento (almeno: non può chiederlo in tempi brevi-medi) perché la situazione è quella che è. Sul lavoro c'è inoltre una pressione di famigliari che non lasciano spazio ad autonomia alcuna. Non è nemmeno possibile, per ob, scegliersi i tempi di una vacanza. Abbiamo poi un disagio che deriva dal fatto che questo lavoro attuale non è stato, in qualche modo, scelto, ma nei termini attuali è "capitato". ob non si sente crescere con questo lavoro. Infine il lavoro in sè, l'azienda, sta attraversando un periodo difficile.
Abbiamo un disagio che deriva dalla situazione famigliare di ob: non si sente supportata dal marito e tutto questo le pesa. Sente la vita famigliare come un obbligo soffocante. Un cumulo di responsabilità che la schiacciano. La famiglia è diventata un peso.
Abbiamo, ancora, un ambiente sociale che vive come "piatto", senza amiche e senza amici, ingrigito dalle abitidini e dalle consuetudini. Tanto che persino un tatuaggio diventa motivo di trasgressione (peraltro male accolta: ma non ti aspettavi, ob, proprio che fosse accolto con sorpresa?).
Le scelte fatte, anziche esser motivo di vita, appaiono ora come un sacrificio. Non qualcos che arricchisce (in termini di esperienza, affetto, emozione, benessere economico...) ma qualcosa che blocca come una gabbia.
Sarebbe interessante conoscere quali sono i tempi esistenziali di ob, in che modo divide la sua giornata e quanto tempo e quale può dedicare a se stessa.
Ecco, se le cose stanno così il bisogno di libertà si configura come una fuga dalle responsabilità. Una fuga dal mondo, intendendo epr mondo quello della concretezza. La pressione esistenziale è tale che ob sogna di folleggiare, cioè di essere un'altra (la ragazza pazzarella, la metà irrazionale...), e magari di essere in un altro posto/mondo/dimensione. Posto, mondo e dimensione che, però, hanno i connotati del sogno, non sono determinati, sono solo una desiderio di fuga. Nulla di male a voler staccare e a sognare; nulla di male nemmeno a prendersi pause. La fuga dal mondo è però sempre (_sempre_) catastrofica. Le responsabilità hanno nomi e cognomi (i figli, la famiglia...) e a lasciarsi andare troppo si rischia di far macelli e provocare abissi di dolore. Proprio l'indeterminatezza di questi contenuti "pazzerelli" mi lasciano perplesso. Più che lasciarsi andare (o forse: oltre a lasciarsi andare un poco) quel che farei è cercare di capire bene la situazione nei termini reali e cercare soluzioni reali sul lavoro, in famiglia, con gli amici. Vedere le responsabilità solo come un peso sono indice di una situazione sbagliata cui non si può rimediare evadendo da qualche parte.
 

Eratò

Utente di lunga data
una situazione di m....
Ma lo sarà... però non è che devi subire le situazioni. O fai orecchie da mercante e te ne freghi delle critiche o fai capire che non sei disposta a subire. Tu non stai reprimendo la tua parte "pazzerella", tu reprimi tutta te stessa e la tua parte "pazzerella" (la parte pazzerella ce l'abbiamo tutti secondo me) si ribella... E chissa da quanti anni ti reprimi così.
 

oro.blu

Never enough
Abbiamo, ancora, un ambiente sociale che vive come "piatto", senza amiche e senza amici, ingrigito dalle abitidini e dalle consuetudini. Tanto che persino un tatuaggio diventa motivo di trasgressione (peraltro male accolta: ma non ti aspettavi, ob, proprio che fosse accolto con sorpresa?).
sinceramente non mi sono nemmeno posta il problema finché non si è presentato. Non ho ostentato il tatuaggio è semplicemente uscito in primavera (con le maniche corte) le reazioni mi hanno lasciato un po' perplessa.
Il mio non è un voler fuggire dalla realtà è un voler essere qualcosa di meno "costruito" a piacere degli altri...è una cosa che mi si è costruita addosso con gli anni finché non mi sono più riconosciuta.
non è il peso di per se della famiglia o del lavoro è il peso della famiglia e del lavoro assieme all'essere come mi vogliono.
Quando vieni criticata davanti a terzi perché non sei "adeguata" alla situazione le tue convinzioni vacillano e ti adegui ad essere "adeguata"...
Ma come ho detto questa cosa mi sta soffocando ed ora riprendere i miei spazzi è complicato.
Che non sono spazzi di tempo sono spazzi di modo.
quanto tempo materiale posso dedicare a me stessa, senza dover pensare anche ad altro... circa 3 ore a settimana
 

oro.blu

Never enough
Ma lo sarà... però non è che devi subire le situazioni. O fai orecchie da mercante e te ne freghi delle critiche o fai capire che non sei disposta a subire. Tu non stai reprimendo la tua parte "pazzerella", tu reprimi tutta te stessa e la tua parte "pazzerella" (la parte pazzerella ce l'abbiamo tutti secondo me) si ribella... E chissa da quanti anni ti reprimi così.
si probabilmente è proprio così...
 

Ryoga74

Utente sperduto
Ma lo sarà... però non è che devi subire le situazioni. O fai orecchie da mercante e te ne freghi delle critiche o fai capire che non sei disposta a subire. Tu non stai reprimendo la tua parte "pazzerella", tu reprimi tutta te stessa e la tua parte "pazzerella" (la parte pazzerella ce l'abbiamo tutti secondo me) si ribella... E chissa da quanti anni ti reprimi così.
Quoto.
L'errore è nel cercare di essere quello che vogliono gli altri da te, Oro. Forse è ora che pensi un po' a te stessa. Ritornare a gestire la propria vita ti porterà a capire i motivi che ti hanno spinta a finire tra le braccia del bimbominkia, se fare la tappabuchi nell'azienda familiare di tuo marito è ciò che vuoi continuare a fare, se è una idea così pazza aprire una attività tutta tua...
Reprimere significa solo mortificare te stessa, alla lunga diventa una lenta agonia che può portare alla depressione...
Reagisci [emoji6]
 
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oro.blu

Never enough
Quoto.
L'errore è nel cercare di essere quello che vogliono gli altri da te, Oro. Forse è ora che pensi un po' a te stessa. Ritornare a gestire la propria vita ti porterà a capire i motivi che ti hanno spinta a finire tra le braccia del bimbominkia, se fare la tappabuchi nell'azienda familiare di tuo marito è ciò che vuoi continuare a fare, se è una idea così pazza aprire una attività tutta tua...
Reprimere significa solo mortificare te stessa, alla lunga diventa una lenta agonia che può portare alla depressione...
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qualche anno fa (anzi ormai sono passati 7/8 anni) ho litigato con mio suocero per una delle sue fisime mentali che la gente è lì a lavorare per farlo fallire, un ora di disquisizioni finite in urla (io che oso urlare al PADRONE)....le altre impiegate terrorizzate con la testa piegata sotto la scrivania ed io imperterrita a dichiarare le mie ragioni. L'unica che ha osato dirmi qualcosa è stata mia suocera, che per una cosa in cui avevo assolutamente RAGIONE mi ha detto di stare buona, di piegare la testa che altrimenti mi sarei ritrovata io e la mia famiglia sulla strada....
dopo 10 minuti ho consegnato le mie dimissioni.
Mio marito non c'era. Quando è tornato per prima cosa mi ha detto che sono una che fa casini, che non mi devo permettere di rispondere e giù merda anche lì...
Quando è andato al lavoro, ha parlato con suo padre, il quale ha detto ma non ammesso che avevo praticamente ragione io, ma non aveva nessuna importanza io mi ero permessa di rispondere e di arrabbiarmi.
Mio marito è tornato a casa mi ha chiesto scusa e mi ha supplicato di riprendere il lavoro. Chi farà le cose che fai tu, solo di te mi posso fidare ecc, ecc ecc....
io ho accettato, ma non ho più avuto coraggio di rispondere a tono come allora per non fare torto a mio marito.
L'idea è pazza perché ora soldi ce ne sono pochi...
 

Ryoga74

Utente sperduto
qualche anno fa (anzi ormai sono passati 7/8 anni) ho litigato con mio suocero per una delle sue fisime mentali che la gente è lì a lavorare per farlo fallire, un ora di disquisizioni finite in urla (io che oso urlare al PADRONE)....le altre impiegate terrorizzate con la testa piegata sotto la scrivania ed io imperterrita a dichiarare le mie ragioni. L'unica che ha osato dirmi qualcosa è stata mia suocera, che per una cosa in cui avevo assolutamente RAGIONE mi ha detto di stare buona, di piegare la testa che altrimenti mi sarei ritrovata io e la mia famiglia sulla strada....
dopo 10 minuti ho consegnato le mie dimissioni.
Mio marito non c'era. Quando è tornato per prima cosa mi ha detto che sono una che fa casini, che non mi devo permettere di rispondere e giù merda anche lì...
Quando è andato al lavoro, ha parlato con suo padre, il quale ha detto ma non ammesso che avevo praticamente ragione io, ma non aveva nessuna importanza io mi ero permessa di rispondere e di arrabbiarmi.
Mio marito è tornato a casa mi ha chiesto scusa e mi ha supplicato di riprendere il lavoro. Chi farà le cose che fai tu, solo di te mi posso fidare ecc, ecc ecc....
io ho accettato, ma non ho più avuto coraggio di rispondere a tono come allora per non fare torto a mio marito.
L'idea è pazza perché ora soldi ce ne sono pochi...
...capisco, però non puoi nemmeno piegarti perché te lo chiede tuo marito che ha paura del padre (ma che cazzo di uomo ti sei sposata? La spina dorsale non era compresa nel pacchetto?), perché così umili te stessa.
Non possono fare a meno di te in quella ditta? Beh fai valere le tue qualità e esigi almeno il rispetto che meriti, altrimenti si fottano. Mi spiace per le 30 famiglie che dipendono da quella azienda, ma NON È UN TUO PROBLEMA. Dimostri sensibilità a prenderti carico della cosa, ma tu devi vivere felice. Abbiamo una sola vita, perché sacrificarla?
Se questa Oro.blu non ti piace è ora che ritorni a prendere in gestione la tua persona. Di te devi decidere te...
 

disincantata

Utente di lunga data
...capisco, però non puoi nemmeno piegarti perché te lo chiede tuo marito che ha paura del padre (ma che cazzo di uomo ti sei sposata? La spina dorsale non era compresa nel pacchetto?), perché così umili te stessa.
Non possono fare a meno di te in quella ditta? Beh fai valere le tue qualità e esigi almeno il rispetto che meriti, altrimenti si fottano. Mi spiace per le 30 famiglie che dipendono da quella azienda, ma NON È UN TUO PROBLEMA. Dimostri sensibilità a prenderti carico della cosa, ma tu devi vivere felice. Abbiamo una sola vita, perché sacrificarla?
Se questa Oro.blu non ti piace è ora che ritorni a prendere in gestione la tua persona. Di te devi decidere te...

Ce ne sono tantissime di situazioni simili. Ci entri piano piano, poi hai famiglia, non e' facile venirne fuori, se le redini le ha il vecchio, lo puoi fare da giovane di cambiare vita e rifiutarti, poi e' tardi, soprattutto oggi.

HO un amica che ha una ditta, vedova, halei le redini per ora, alti e bassi, liti tra i due figli,la nuora, ma nessuno molla.
 

Ryoga74

Utente sperduto
Ce ne sono tantissime di situazioni simili. Ci entri piano piano, poi hai famiglia, non e' facile venirne fuori, se le redini le ha il vecchio, lo puoi fare da giovane di cambiare e rifiutati, poi e' tardi, soprattutto oggi.

HO un amica che ha una ditta, vedova, halei le redini per ora, alti e bassi, liti tra i due figli,la nuora, ma nessuno molla.
Ok.
Ma non ti sottometti.
Per esigenze economiche, di lavoro, familiari, non è raro fare un lavoro che non piace. Ma questo non deve impedire comunque di essere se stessi ed avere la stima che si merita. Perché al lavoro ci passi una buona parte della tua vita. Io non riuscirei a passare un terzo della mia giornata per 40 anni della mia vita in un posto dove devo piegare il mio "io", lo troverei inaccettabile. 11 anni fa mi ritrovai nella condizione di non andare più volentieri al lavoro. Beh, pur avendo un onesto stipendio e il posto fisso diedi le dimissioni, non avendo ancora tra le mani un'occupazione di ripiego. Rimasi tre mesi senza lavoro, ma fui felice della mia decisione perché adesso sono in un posto dove non mi fa "fatica" andare, anzi è un ambiente che mi piace e di conseguenza la mattina mi alzo volentieri...
 
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Eratò

Utente di lunga data
Ce ne sono tantissime di situazioni simili. Ci entri piano piano, poi hai famiglia, non e' facile venirne fuori, se le redini le ha il vecchio, lo puoi fare da giovane di cambiare vita e rifiutarti, poi e' tardi, soprattutto oggi.

HO un amica che ha una ditta, vedova, halei le redini per ora, alti e bassi, liti tra i due figli,la nuora, ma nessuno molla.
Nessuno ha detto che deve litigare con tutti e andarsene... Ma mettere dei limiti e imparare a dire di no bisogna pur farlo sennò prima o poi si arriva ad odiare se stessi e il resto del mondo.... Non è mai colpa solo degli altri.
 
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Anonimo1523

Utente di lunga data
Ok.
Ma non ti sottometti.
Per esigenze economiche, di lavoro, familiari, non è raro fare un lavoro che non piace. Ma questo non deve impedire comunque di essere se stessi ed avere la stima che si merita. Perché al lavoro ci passi una buona parte della tua vita. Io non riuscirei a passare un terzo della mia giornata per 40 anni della mia vita in un posto dove devo piegare il mio "io", lo troverei inaccettabile. 11 anni fa mi ritrovai nella condizione di non andare più volentieri al lavoro. Beh, pur avendo un onesto stipendio e il posto fisso diedi le dimissioni, non avendo ancora tra le mani un'occupazione di ripiego. Rimasi tre mesi senza lavoro, ma fui felice della mia decisione perché adesso sono in un posto dove non mi fa "fatica" andare, anzi è un ambiente che mi piace e di conseguenza la mattina mi alzo volentieri...
Ogni situazione è diversa e rassegnati ... neanche tu sei depositario della verità.
 

Ryoga74

Utente sperduto
Ogni situazione è diversa e rassegnati ... neanche tu sei depositario della verità.
Nessuno lo è, men che meno il sottoscritto, è solo la mia opinione e quindi come tale criticabile [emoji5]
Mi spieghi da dove deriva la tua acredine nei miei confronti?
 

sienne

lucida-confusa
qualche anno fa (anzi ormai sono passati 7/8 anni) ho litigato con mio suocero per una delle sue fisime mentali che la gente è lì a lavorare per farlo fallire, un ora di disquisizioni finite in urla (io che oso urlare al PADRONE)....le altre impiegate terrorizzate con la testa piegata sotto la scrivania ed io imperterrita a dichiarare le mie ragioni. L'unica che ha osato dirmi qualcosa è stata mia suocera, che per una cosa in cui avevo assolutamente RAGIONE mi ha detto di stare buona, di piegare la testa che altrimenti mi sarei ritrovata io e la mia famiglia sulla strada....
dopo 10 minuti ho consegnato le mie dimissioni.
Mio marito non c'era. Quando è tornato per prima cosa mi ha detto che sono una che fa casini, che non mi devo permettere di rispondere e giù merda anche lì...
Quando è andato al lavoro, ha parlato con suo padre, il quale ha detto ma non ammesso che avevo praticamente ragione io, ma non aveva nessuna importanza io mi ero permessa di rispondere e di arrabbiarmi.
Mio marito è tornato a casa mi ha chiesto scusa e mi ha supplicato di riprendere il lavoro. Chi farà le cose che fai tu, solo di te mi posso fidare ecc, ecc ecc....
io ho accettato, ma non ho più avuto coraggio di rispondere a tono come allora per non fare torto a mio marito.
L'idea è pazza perché ora soldi ce ne sono pochi...

Ciao

in questa situazione da te riportata, il problema non è tuo suocero, lui è come è, bensì tuo marito.
Proprio lui che conosce te (almeno dovrebbe) e conosce il padre, ti ha messo in discussione da subito.
Ha avuto bisogno di sentire da fuori cosa è accaduto, per poi riconoscere che avevi avuto ragione.



sienne
 

spleen

utente ?
Si ma vengono da me perché credono nelle mie capacità, o vengono da me (e leggi bene la sequenza) sono la MOGLIE DEL FIGLIO DEL PADRONE...
Probabilmente il riconoscimento lo vorrei all'interno dell'ambito famiglia/azienda.
Prima di lavorare per mio marito (meglio per i suoi genitori stipendiata come una qualsiasi impiegata part-time) ho fatto altri lavori. Ero sempre molto apprezzata. Sono stata generalmente una gran lavoratrice, una che si da da fare.
Poi sono capitata nell'azienda di famiglia (uno sbaglio immenso). sono praticamente il Jolly tappa buchi. Ho ricoperto negli anni talmente tanti ruoli che mi gira la testa a ricordarli tutti... Ho imparato qualsiasi cosa. e puntualmente è arrivato "l'impiegato assunto apposta" per quel ruolo in cui mi ero tanto smaronata ad imparare.

Non è una fuga e potermi esprimere liberamente senza dover chiedere "permesso, posso? Non è troppo per voi se io decido di andarmene una settimana al mare quando voglio (senza che nessuno mi spappoli i BIT BIT BIT)"
ed è solo un esempio banale, ma avrebbero da ridire anche su questo...

Ma questo vale anche su come mi vesto, su come mi trucco, come educo i miei figli, come rispondo a mio marito...
:eek: :rolleyes:Ho capito. Ettecredo che hai voglia di evasione......

Bene, allora parliamo di ruoli, tipo queli degli attori a teatro. Ognuno nella vita se ne sceglie uno, per tanti motivi, perchè gli piace, perchè ci si trova, per scavarsi una "tana",o magari perchè era rimasto solo quello.
Bene tu ti sei scelta un ruolo per far piacere agli altri, ci sei scivolata dentro e rimasta per decenni, perchè non vedevi delle alternative, perchè pensavi di "fare bene", perchè così si fa'.
Ecco, ora stai scoprendo che non ti piace più, che non ti interessa più interpretarlo per far piacere a chi non se lo merita. Tardivamente.
Mi sa che non sei in una bella situazione.
In tutti questi anni non hai maturato nemmeno delle serie considerazioni su quello che effettivamente ti piacerebbe, ed è per questo che sei confusa, la tua "ribellione", se così possiamo chiamarla, non credo ti abbia portato da nessuna parte, inoltre non sarà certo un episodio isolato a sanare il tutto.

Devi rifondarti, e non lo dico tanto per dire. E non sarà facile nemmeno modificare i rapporti con i tuoi suoceri, nè con tuo marito, sono decenni che ti vedono allo stesso modo.
Ma credo che da qualche parte tu debba pur cominciare, non sei nè stupida nè imbelle, lo devi capire da sola, il come e il quando, non sarà nè facile nè rapido.
L'alternativa è riaffondare nel mare di "niente" da cui stai tentando di emergere, non penso peraltro che tu voglia morire di frustrazione.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sarà la stanchezza della settimana, perché sai ci si stanca tutti, ma trovo tutto molto irritante.
A me irritano la mancanza di coraggio e gli atteggiamenti di fuga o evasione.

Oltretutto mi sembrano sempre scelte che si finge di non aver fatto per poi giustificare piccole trasgressioni ininfluenti. Insomma cose gattopardesche per non assumersi la responsabilità di cambiare niente e tenersi quello che in fondo ci si vuole tenere.
Insomma una arriva a quarantacinque per farsi il tatuaggio e cercare carne fresca in chat e dice che è la ragazzina pazzerella.
Ma non fare ridere i polli!
 
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Speranza

Utente disastroso
Bene, allora parliamo di ruoli, tipo queli degli attori a teatro. Ognuno nella vita se ne sceglie uno, per tanti motivi, perchè gli piace, perchè ci si trova, per scavarsi una "tana",o magari perchè era rimasto solo quello.
Bene tu ti sei scelta un ruolo per far piacere agli altri, ci sei scivolata dentro e rimasta per decenni, perchè non vedevi delle alternative, perchè pensavi di "fare bene", perchè così si fa'.
Ecco, ora stai scoprendo che non ti piace più, che non ti interessa più interpretarlo per far piacere a chi non se lo merita.
Concordo anche io con la teoria dei ruoli, e forse ti piacerebbe leggere (se già non lo conosci) un libro di E. Goffman, La vita quotidiana come rappresentazione.
Da bravi attori consumati, mettiamo in scena ogni giorno una rappresentazione nella quale assumiamo/giochiamo/recitiamo/viviamo più ruoli. Oro (posso abbreviare anche io? :rolleyes: ) vive il ruolo di mamma, ma anche di moglie, sposa, lavoratrice, amante, nuora, 40enne che si fa un tatoo per rivendicare la propria individualità etc. etc.
Dar voce a tanti ruoli ci permette di viverci appieno, senza reprimerci e trovando un compromesso e senso globale alla nostra esistenza riducendo o ampliando gli spazi d'azione ai diversi ruoli.
Quando un ruolo ci va stretto, perché si cambia ed adattarsi ai nostri cambiamenti non è facile, possiamo rivedere il nostro repertorio, aggiungere/togliere/ridimensionare/espandere uno o più ruoli.

Ecco, io lavorerei su questo tipo di modifiche, senza rinnegare o criticarsi per come abbiamo "recitato" fin'ora. Facciamo ciò che facciamo perché nel momento in cui lo facciamo pensiamo che abbia una qualche utilità per noi, anche se sappiamo o poi ci rendiamo razionalmente conto che era o è una caxxata :rolleyes:

Anche chi fuma legge sul pacchetto memento mori, però fuma lo stesso! Saranno mica tutti scemi i fumatori, eh ? :rolleyes:
 
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Ryoga74

Utente sperduto
Sarà la stanchezza della settimana, perché sai ci si stanca tutti, ma trovo tutto molto irritante.
A me irritano la mancanza di coraggio e gli atteggiamenti di fuga o evasione.

Oltretutto mi sembrano sempre scelte che si finge di non aver fatto per poi giustificare piccole trasgressioni ininfluenti. Insomma cose gattopardesche per non assumersi la responsabilità di cambiare niente e tenersi quello che in fondo ci si vuole tenere.
Insomma una arriva a quarantacinque per farsi il tatuaggio e cercare carne fresca in chat e dice che è la ragazzina pazzerella.
Ma non fare ridere i polli!
Dolce Brunetta [emoji8] giornata storta?
Ok lo sappiamo che Oro non è una santa, però tanto astio proprio non lo comprendo... Sai che per me, soprattutto in questo periodo, mi risulta difficile giustificare una traditrice. Però lei è qui perché vuole relazionarsi con noi e possibilmente riuscire a capire perché è finita in una situazione del genere. Altrimenti passava al prossimo bimbomibkia con cui sfogare la frustrazione di un marito senza spina dorsale e di un lavoro che non le aggrada...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Dolce Brunetta [emoji8] giornata storta?Ok lo sappiamo che Oro non è una santa, però tanto astio proprio non lo comprendo... Sai che per me, soprattutto in questo periodo, mi risulta difficile giustificare una traditrice. Però lei è qui perché vuole relazionarsi con noi e possibilmente riuscire a capire perché è finita in una situazione del genere. Altrimenti passava al prossimo bimbomibkia con cui sfogare la frustrazione di un marito senza spina dorsale e di un lavoro che non le aggrada...
Il tradimento, per me, è proprio secondario prima mi ha sconcertato la stupidità di quanto ha fatto, ma adesso mi fa cadere le braccia.Non hai idea di cosa avrei detto di un uomo che avesse detto di cercare carne fresca, perché si sente sommerso dalle responsabilità e si fatto un tatuaggio per evadere.Come minimo gli avrei consigliato di farsi un panino con la sua propria carne fresca :carneval:
 

oro.blu

Never enough
Nessuno ha detto che deve litigare con tutti e andarsene... Ma mettere dei limiti e imparare a dire di no bisogna pur farlo sennò prima o poi si arriva ad odiare se stessi e il resto del mondo.... Non è mai colpa solo degli altri.
non ho dato la colpa a nessuno. Ho solo detto che non so venirne fuori senza ferire la mia famiglia
 
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