Essere o non essere

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Brunetta

Utente di lunga data
Sei troppo filosofica a mio avviso. Io mi sono sempre comportato per come sono, non ho mai fatto calcoli di prevaricazione né mi sono mai sentito manipolato. Poi uno può essere stronzo o meno, e vale anche per il partner. Manipolazione e prevaricazione non sempre sono studiate a tavolino e spesso il soggetto che appare debole alla lunga vince.
È quello che non dovrebbe accadere.

È assurdo avere il nemico in casa.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
È quello che non dovrebbe accadere.

È assurdo avere il nemico in casa.

Vabbè, dai, parlare di nemico è eccessivo :D. Si tratta comunque di qualcuno, che pure ami, col quale intercorrono dinamiche "umane" che comunque bisogna imparare a gestire, anche alla luce dei vari accadimenti della vita. Ad essere totalmente aperti e fiduciosi etc etc si è visto dove porta (tradinet) :rotfl:
 

Brunetta

Utente di lunga data
Vabbè, dai, parlare di nemico è eccessivo :D. Si tratta comunque di qualcuno, che pure ami, col quale intercorrono dinamiche "umane" che comunque bisogna imparare a gestire, anche alla luce dei vari accadimenti della vita. Ad essere totalmente aperti e fiduciosi etc etc si è visto dove porta (tradinet) :rotfl:

Con il senno di poi le riconosco come sintomi importanti e non affrontare le ragioni di cui sono sintomi un evitare i problemi.
Affrontare i problemi fa paura perché significa rischiare di soffrire e di scoprire che ci sono parti di noi sgradite.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Con il senno di poi le riconosco come sintomi importanti e non affrontare le ragioni di cui sono sintomi un evitare i problemi.
Affrontare i problemi fa paura perché significa rischiare di soffrire e di scoprire che ci sono parti di noi sgradite.
Mi devo allenare nel prestare attenzione ai "sintomi" e nel cercare di capirne le ragioni. Capita di supporre cose ma credo che ciò che ad un certo punto del processo mi stoppa è il riconoscimento di sue debolezze nei miei confronti: mi sembra impossibile. Sulla carta è lui quello "vincente" per ragioni oggettive (tipo l'età), io mi sono sempre vista come l'anello debole, e anche se in effetti per esempio capita che lui abbracci e faccia suoi, anche con altri, miei modi di pensare o considerazioni, penso sempre che sia una condivisione spontanea, non ci vedo un prendere da me. Forse, anche se un po' tardi, in fatto di autostima e riconoscimento del proprio valore ho ancora parecchia strada da fare.
 

Divì

Utente senza meta
Vabbè ma "al fin della licenza io tocco" funziona (se funziona) con i nemici, non con il partner.
Chi attacca lo fa per pareggiare o prevalere in un rapporto asimmetrico.
Bisogna capire cosa lo rende asimmetrico.
Oppure si può prendere atto dell'asimmetria e assumerla come caratteristica della coppia, epurandola della competitività che porta all'aggressione, ironica o meno.

Ovvio. Bisogna volerlo in due, avere chiaro cosa si sta facendo ed essere attrezzati a farlo.
 

oro.blu

Never enough
NON SIAMO TUTTI UGUALI

Ognuno di noi ha un temperamento diverso e un vissuto diverso che influenza molto le nostre scelte.
Io provengo da una NON famiglia. La prima prsona che "secondo me" mi ha voluto bene è mio marito. Quando abbiamo deciso di sposarci avevo finalmente la MIA famiglia. e ho giurato a me stessa che sarebbe stata una bella famiglia.
qundi all'inizio ho accettato tutti i compromessi che potevo accettare per far funzionare LA MIA FAMIGLIA. Con gli anni ho cominciato a mettere dei paletti, quasi sempre abilmete driblati da mio marito. Ma io voglio ancora LA MIA FAMIGLIA. E lo so che è mancanza di carattere, lo so che non serve a nulla piangermi addosso senza affrontare direttamente la cosa.
Sono qui a disutere con voi che mi dite un sacco di cose giuste e vere, ma io ho paura di perdermi. e si sono una vigliacca.
Cerco di dire le cose che mi piacerebbe che cambiassero, ma non insisto troppo e lascio spesso correre, perchè in fondo io so che da qualche parte nel suo cuore ci sono io... e ho paura paura che se mi impunto troppo non sarò più nemmeno lì
 
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Eratò

Utente di lunga data
Ognuno di noi ha un temperamento diverso e un vissuto diverso che influenza molto le nostre scelte.
Io provengo da una NON famiglia. La prima prsona che "secondo me" mi ha voluto bene è mio marito. Quando abbiamo deciso di sposarci avevo finalmente la MIA famiglia. e ho giurato a me stessa che sarebbe stata una bella famiglia.
qundi all'inizio ho accettato tutti i compromessi che potevo accettare per far funzionare LA MIA FAMIGLIA. Con gli anni ho cominciato a mettere dei paletti, quasi sempre abilmete driblati da mio marito. Ma io voglio ancora LA MIA FAMIGLIA. E lo so che è mancanza di carattere, lo so che non serve a nulla piangermi addosso senza affrontare direttamente la cosa.
Sono qui a disutere con voi che mi dite un sacco di cose giuste e vere, ma io ho paura di perdermi. e si sono una vigliacca.
Cerco di dire le cose che mi piacerebbe che cambiassero, ma non insisto troppo e lascio spesso correre, perchè in fondo io so che da qualche parte nel suo cuore ci sono io... e ho paura paura che se mi impunto troppo non sarò più nemmeno lì
Ti posso dire una cosa oroblu? Non ti sentire vigliacca e non pensare di essere una mosca bianca. Quello che racconti tu qui è al ordine del giorno in molti matrimoni, tanti. E le tue paure sono paure di tutti... Quella paura del tipo "se adesso divento pesante non è che si allontana?". Ma chi ti ama, e tuo marito ti ama secondo me solo che si lascia andare al abitudine, non si allontana per un semplice chiarimento, un appunto, una precisazione. Rimane e capisce che forse quello che lui considera uno scherzo, una battuta insignificante a te ti fa male. Diglielo dolcemente e con calma che vorresti non lo facesse più.Non sempre è ciò che diciamo ma il modo in cui lo diciamo quello che è importante... E non sei vigliacca.
 

Diletta

Utente di lunga data
Mi sono riletta, dall'inizio, come se non fossi stata io a scrivere. Sono conscia del fatto che sono un po' "pazzerella", ma sono rimasta esterrefatta.... Non avevo mai avuto la possibilità di "vedermi" quando sono l'altra io.
Non credevo che la mia parte irresponsabile fosse così divergente da quella responsabile, eppure ero IO. Nessuna menzogna nessun "gonfiare la cosa", ero IO...
Sinceramente se non fossi bloccate da legami e responsabilità, la mia parte irresponsabile mi piace di più di quella responsabile, è più allegra, più brillante, più simpatica.
Ma mi rendo conto che ho scelto una vita. Ho scelto di sposarmi e di avere figli, questo implica che io non possa essere quello che mi piacerebbe essere o che comunque trovo più divertente di quello che sono e cerco di essere tutti i giorni.

QUINDI mi chiedo come posso "reprimere" definitivamente questa mia voglia di fare quello che mi gira per la testa.

Quando le cose vanno bene, non è nemmeno tanto difficile. Ma in questo momento mi sento "schiacciata" da un sacco di problemi. La ditta non va bene, i debiti cominciano ad aumentare, ho 30 famiglie sulla coscienza se dovessimo fallire. I miei suoceri sono anziani, non mollano e continuano a combinare guai. Mio marito è assente ed arrogante come sempre (si riprende solo sabato e domenica)....io sto sclerando!! Vengono tutti da me, a chiedere a farsi consigliare, a espormi problemi...a me?! Non ho neppure potere decisionali, IO. e vengono da me... Da me che ho paura della mia ombra...
ecco allora ho voglia di tornare ad essere un po' sciocca ma felice. Chissenefrega del domani se oggi sto bene!!

Ditemi, ditemi come faccio a rimanere RAZIONALE E A NON FARMI TRASCINARE DALLA RAGAZZINA SCEMA CHE è DENTRO DI ME, e di queste cose non ne vuole sapere...

Quello di cui parli è il sunto di quello che ho cercato di affermare qui dentro, con tantissime difficoltà e accanimenti su di me, nonché giudizi implacabili!
Ho sempre sostenuto, in linea con la nuova utente Speranza, che ogni tanto si possa "derogare" alla serietà cui siamo tenuti a seguito della scelta di vita che abbiamo fatto.
Possiamo regalarci un momento di svago, di leggerezza, se questo non minaccia la coppia.
E parlo di una soddisfazione di un capriccio, di uno sfizio che ci si vuole togliere, in ogni ambito, certamente all'interno della legalità e se non reca danno ad altri.
 

oro.blu

Never enough
Quello di cui parli è il sunto di quello che ho cercato di affermare qui dentro, con tantissime difficoltà e accanimenti su di me, nonché giudizi implacabili!
Ho sempre sostenuto, in linea con la nuova utente Speranza, che ogni tanto si possa "derogare" alla serietà cui siamo tenuti a seguito della scelta di vita che abbiamo fatto.
Possiamo regalarci un momento di svago, di leggerezza, se questo non minaccia la coppia.
E parlo di una soddisfazione di un capriccio, di uno sfizio che ci si vuole togliere, in ogni ambito, certamente all'interno della legalità e se non reca danno ad altri.
Guarda che sono stata giudicata più volte anch'io. Mi sono resa conto che effettivamente c'è una notevole differenza tra quello che "sono" e faccio tutti i giorni e quello che mi ha portato all'estremo gesto...
Non credo, o forse non ricordo, di essermi spinta così oltre i comuni limiti del conformismo.
Non rinnego e non mi colpevolizzo per quanto accaduto. Come dici tu non ha minacciato la coppia, è stata una fase, l'ho superata, per fortuna, indenne.
Solo con il senno di poi, mi domando come posso frenare o limitare i miei comportamenti di evasione, non solo per non mettere in discussione il mio rapporto di coppia e la mia famiglia, ma amche la mia salute sia fisica (vedi MST o malintenzionati) e mentale.
La consapevolezza di avere dei limiti non mi ha mai turbato. Può solo fare di me una persona umile agli occhi di chi è o si sente migliore. Cerco di vivere come meglio posso e mi rallegro di quanto la vita mi ha regalato.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Oppure si può prendere atto dell'asimmetria e assumerla come caratteristica della coppia, epurandola della competitività che porta all'aggressione, ironica o meno.

Ovvio. Bisogna volerlo in due, avere chiaro cosa si sta facendo ed essere attrezzati a farlo.

Vero. Bello.
Però non mi convince.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Guarda che sono stata giudicata più volte anch'io. Mi sono resa conto che effettivamente c'è una notevole differenza tra quello che "sono" e faccio tutti i giorni e quello che mi ha portato all'estremo gesto...
Non credo, o forse non ricordo, di essermi spinta così oltre i comuni limiti del conformismo.
Non rinnego e non mi colpevolizzo per quanto accaduto. Come dici tu non ha minacciato la coppia, è stata una fase, l'ho superata, per fortuna, indenne.
Solo con il senno di poi, mi domando come posso frenare o limitare i miei comportamenti di evasione, non solo per non mettere in discussione il mio rapporto di coppia e la mia famiglia, ma amche la mia salute sia fisica (vedi MST o malintenzionati) e mentale.
La consapevolezza di avere dei limiti non mi ha mai turbato. Può solo fare di me una persona umile agli occhi di chi è o si sente migliore. Cerco di vivere come meglio posso e mi rallegro di quanto la vita mi ha regalato.
Ho apprezzato molto il post precedente e non l'ho quotato solo per non appesantire.
Per non perdere la famiglia che è giustamente troppo importante per te in quella forma in cui si è delineata, tu sei disposta a rinunciare a te stessa. Le tue mattane sono sintomi delle tue frustrazioni rimosse.
 

oro.blu

Never enough
Ho apprezzato molto il post precedente e non l'ho quotato solo per non appesantire.
Per non perdere la famiglia che è giustamente troppo importante per te in quella forma in cui si è delineata, tu sei disposta a rinunciare a te stessa. Le tue mattane sono sintomi delle tue frustrazioni rimosse.
Non era un osservazione diretta a te se è questo che pensi. è in generale. Mi trovo spesso a confontarmi con persone alle quali non aggrada la mia "sottomissione", che in realtà tale non è. O almeno per me è solo un adeguamento.
 

JON

Utente di lunga data
Ognuno di noi ha un temperamento diverso e un vissuto diverso che influenza molto le nostre scelte.
Io provengo da una NON famiglia. La prima prsona che "secondo me" mi ha voluto bene è mio marito. Quando abbiamo deciso di sposarci avevo finalmente la MIA famiglia. e ho giurato a me stessa che sarebbe stata una bella famiglia.
qundi all'inizio ho accettato tutti i compromessi che potevo accettare per far funzionare LA MIA FAMIGLIA. Con gli anni ho cominciato a mettere dei paletti, quasi sempre abilmete driblati da mio marito. Ma io voglio ancora LA MIA FAMIGLIA. E lo so che è mancanza di carattere, lo so che non serve a nulla piangermi addosso senza affrontare direttamente la cosa.
Sono qui a disutere con voi che mi dite un sacco di cose giuste e vere, ma io ho paura di perdermi. e si sono una vigliacca.
Cerco di dire le cose che mi piacerebbe che cambiassero, ma non insisto troppo e lascio spesso correre, perchè in fondo io so che da qualche parte nel suo cuore ci sono io... e ho paura paura che se mi impunto troppo non sarò più nemmeno lì
Non siamo uguali, poco ma sicuro. Quindi non c'è da aspettarsi che le nostre aspettative vengano soddisfatte o quantomeno comprese. L'unico modo per avvicinarsi ai risultati attesi e quello di comunicare i propri bisogni. Per quanto difficile e soggetto ad orgoglio personale secondo me è l'unico modo per risolvere i problemi. Altra componente necessaria è quella di avere affianco un partner degno e capace.

Non sei vigliacca. Però se non ti esponi dall'altra parte otterrai incomprensione e atteggiamenti recidivi. Non credo ci siano tante possibilità che le tue necessità vengano soddisfatte se non vengono nemmeno espresse. Osa.
 

Falcor

Escluso
Non credo ci siano tante possibilità che le tue necessità vengano soddisfatte se non vengono nemmeno espresse. Osa.
Completamente daccordo. A volte ciò che ci spaventa dire è tranquillamente accolto dall'altra persona e ci si domanda col senno del poi perché avevamo tanto timore ad aprirci.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non era un osservazione diretta a te se è questo che pensi. è in generale. Mi trovo spesso a confontarmi con persone alle quali non aggrada la mia "sottomissione", che in realtà tale non è. O almeno per me è solo un adeguamento.
Lascia perdere i termini.
Sottomissione è un termine molto forte.
Tutti si adeguano all'ambiente che frequentano, figuriamoci se non ci si adegua in famiglia.
Il problema è cosa ci sentiamo di non poter esprimere in questo adeguamento.
Io sono un carattere forte e appaio anche dominante, ma pure mi ero adeguata troppo.
Tu nel contempo ti carichi di responsabilità e te ne scarichi parlando di mattane, ma quello che si fa ha sempre un senso.
 

oro.blu

Never enough
Lascia perdere i termini.
Sottomissione è un termine molto forte.
Tutti si adeguano all'ambiente che frequentano, figuriamoci se non ci si adegua in famiglia.
Il problema è cosa ci sentiamo di non poter esprimere in questo adeguamento.
Io sono un carattere forte e appaio anche dominante, ma pure mi ero adeguata troppo.
Tu nel contempo ti carichi di responsabilità e te ne scarichi parlando di mattane, ma quello che si fa ha sempre un senso.
Io invece anche se ho idee ben chiare non riesco ne ad esprimerle ne tanto meno a farmi rispettare. Depongono sempre troppo spesso le armi e lascio correre
 

Sbriciolata

Escluso
Io invece anche se ho idee ben chiare non riesco ne ad esprimerle ne tanto meno a farmi rispettare. Depongono sempre troppo spesso le armi e lascio correre
è la tua parte ferrosa. Fossi stata Oro giallo saresti stata una lega più comune. Bisogna esercitarsi a dire : NO.
NO
è facile
magari con un sorriso
Eh, no, non mi sta bene.
Eh, no, non sono d'accordo.
Eh: ti avevo detto no, adesso ti attacchi.
Incredibilmente non muore nessuno.
Anzi, inspiegabilmente fanno altrimenti.
 

oro.blu

Never enough
è la tua parte ferrosa. Fossi stata Oro giallo saresti stata una lega più comune. Bisogna esercitarsi a dire : NO.
NO
è facile
magari con un sorriso
Eh, no, non mi sta bene.
Eh, no, non sono d'accordo.
Eh: ti avevo detto no, adesso ti attacchi.
Incredibilmente non muore nessuno.
Anzi, inspiegabilmente fanno altrimenti.
sai cos'è che sono talmente abituati che quando faccio così, perché lo faccio, pensano che in quel momento ho le scatole girate e mi dicono si,si va be, ti passerà...

è un circolo vizioso dal quale non riesco più ad uscire
 
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