Credo che i presupposti da cui parti siano "ingenuamente" errati e cerco di spiegartene le ragioni:
Credo che nella vita, la felicità derivi dall'intima convinzione di “star facendo la cosa giusta”, di star facendo la volontà di Dio.
Se fai un'affermazione come quella evidenziata, non puoi condannare chi sente attrazione per una persona, chiunque essa sia, maschio o femmina che sia, e non puoi dire che non stia facendo la volontà di Dio, perchè se no non si spiegherebbe perchè Dio fa si che si amino persone del proprio sesso o perchè faccia ad esempio nascere persone handicappate (e non entrerei nell'ennesima discussione filosifica su questi perchè, perchè non porterebbe a molto...)
Qualcuno può anche desiderare di avere relazioni omosessuali. Anche in questo caso, secondo me, deve accettare la sua condizione e cercare di “fare la cosa giusta”, perché l'infelicità è frutto del “fare la cosa sbagliata”
Non è che sia una volontà o una scelta (e probabilmente è questo, come dirò e dimostrerò dopo, che fai fatica ad intendere) ed accettare la propria natura è proprio quello di assecondarla, mentre la cosa sbagliata è castrarsi o vergognarsi di far ciò che si sente perchè gli altri, la società (o la stragrande maggioranza di essa) ritiene
giusto, corretto solo un rapporto eterosessuale...
La maggior parte delle persone ritiene che le preferenze sessuali siano un fatto privato e non esprime un giudizio morale sull'eventuale opzione omosessuale di una persona.
Io non la penso come la maggioranza. Credo che quello dell'omosessualità sia un cammino sbagliato che genera infelicità per la persona che lo intraprende.
Se un traditore scrive che ha il desiderio di tradire la moglie, io gli consiglio di non farlo. Lo stesso discorso vale per uno che scrive di avere pulsioni omosessuali.
L'omosessualità non è un'opzione, un cammino che uno "sceglie" di fare mentre ne potrebbe fare tranquillamente un altro...se mai il cammino corretto da fare è quello di capire esattamente la nostra natura, chi si è e quale sia il nostro reale orientamento sessuale, scevro dai mille condizionamenti che si son ricevuti fin dalla più tenera età...
Vedi, è un pò come quei mancini che in altre epoche da piccoli son stati forzati a scrivere con la destra...oggi non esiste scuola di pensiero pedagogico che non condanni tali pratiche...ma anche allora, nonostante le forzature, se tiravi una pallina ad un mancino, quello l'avrebbe presa istintivamente con la sinistra, così come le sue attività cerebrali, misurate con strumenti idonei, avrebbero comunque visto un'attività del lobo temporale destro e non di quello sinistro come avviene per la maggioranza solo perchè non è mancina...ma ciò non significa che abbia "deficit" cognitivi...
Per dirla con una famosa pubblicità...qui parliamo di scienza, non di fantascienza...
Continuare a voler considerare come "correggibile" un omosessuale nonostante le attuali conoscenze è appunto fantascienza, o, nel minimo, faciloneria, come quella degli uomini primitivi davanti al fuoco o al fulmine, interpretato come manifestazioni del divino...