Vuol dire recitareMa sai.. dipende cosa si intende per fingere
Se mi dici che stasera ti manca un cameriere per la tua cena di compleanno, e mi chiedi se ti do una mano, e io ti dico di sì, non è che dovrei "fingere"
Vengo a casa tua e faccio il cameriere per la tua serata di compleanno
E magari scopro da quel ruolo e per quelle 3 ore alla cena, che, a differenza della amabile amica che sei sempre stata, ti riveli ai miei occhi improvvisamente una persona di merda che mi tratta in un modo che non mi aspettavo, anche davanti ai tuoi amici invitati alla festa
Che vuol dire "fingere"?
Non sono d'accordo che "fingere" e "recitare" siano la stessa cosaVuol dire recitare
Cosa che dovrei fare per accettare quella parte
E gli sguardi mi farebbero ridere perché penserei “avrei la vostra stessa espressione assistendo a una scena come questa”
Se vieni ad aiutarmi alla mia festa di compleanno ti aiuto non mi metto la divisa è servo ai tavoli e a tutti è chiaro chi sono
il gioco è fantasia, non finzione .c'è parecchia differenza
Stellina... giocare a quel livello è come sentirsi la coscienza a posto per aver dato €10 a Greenpeace quando ne guadagni 25.000 al mese. Prova a portare il tuo lui in un club di scambisti con le stesse regole :Rotfl:Si parlava altrove di ignoranza e di potere... e.. mi è venuto in mente un esperimento fatto con l'uomo che amo...
Ho sempre detestato profondamente quei rapporti di coppia in cui uno dei due invade, si sostituisce, mette zampacce per l'altro/a tanto nel privato quanto nel pubblico... e non ho mai capito come sia possibile sia mettere in atto che accettare dinamiche di questo tipo.
È un argomento tra noi spesso affrontato, quello del "mettere lo zampino", perché entrambi sensibili al tema...
E per uscire dell'ignoranza abbiamo fatto un gioco, che voleva anche essere esperimento sulle sensazioni derivanti dal trovarsi in tali situazioni.
Siamo andati a fare colazione in un bar.
Lui mi teneva afferrata saldamente, come una proprietà, ha scelto per me il tipo di colazione, ha ordinato per me, ha pagato. Io non ho detto nulla, non ho scelto, non ho nemmeno guardato i baristi: vedevo solo lui e accettavo tutto quello che veniva da lui restando in totale balìa.
Poi abbiamo ribaltato i ruoli al ristorante: ho ordinato io per lui, ho interagito solo io con la cameriera ogni volta che c'era da chiamarla, decidevo io se lui aveva bisogno di qualcosa o meno, ho pagato io. Lui non diceva nulla e guardava solo me.
Alla fine ci siamo scambiati le impressioni: entrambi siamo stati bene in entrambi i ruoli, sentendoci a nostro agio e protetti in un caso, padroni della situazione in un altro... ed è stato sorprendente: anche se il benessere derivava dall'essere in realtà ben consci delle nostre posizioni nella coppia, credevo che anche solo recitare quelle parti mi avrebbe messa a disagio, invece non è stato affatto così.
Quindi mi viene da domandare: vi è mai capitato per necessità, per ruolo, per gioco o altro di ricoprire una posizione che detestate e rifuggite e di trovarvici bene?
Alleluia.sapevate che era un esperimento.
Forse dovevate decidere solo che in un determinato momento uno dei due avrebbe assunto il ruolo predominante, senza accordarvi sul quando.
l'altro doveva esser colto di sorpresa.
Forse le reazioni sarebbero state diverse.
Prendo lo zenzero in frigo?Ragazze calme oh.. siamo in area per gente ammodo
Per i giochetti che avete in testa di proporre voi c'è maremma maiala :mexican:
Ribadisco. Ma quali livelli? Sei al massimo alla seconda di copertina dell'edizione da Autogrill di Cinquanta sfumature di sugo sulla canottiera. Sotto di te c'è un mondo, se hai le palle per scavare e se ne senti l'esigenza.Rispondo un po' per tutti senza quotare...
Un conto è lo scherzo, un altro è entrare in un ruolo per esplorare delle sensazioni.
Se fai uno scherzo l'intento è molto diverso e pure io son negata perché mi scappa da ridere subito.
Se entri seriamente in un personaggio percepisci la realtà in modo differente.
Esempio ne è che nel primo "esperimento", tanto per dire, spontaneamente mi veniva di tenere l'attenzione totalmente catalizzata su di "Lui", tanto da non accorgermi dell'ambiente circostante... infatti quando poi lui mi ha detto "hai visto che bel ragazzo era il barista?" io ho dovuto ammettere di non essermene proprio accorta. Mentre nel secondo caso ero ben consapevole di tutto, compresa la cameriera che secondo me un po' infastidita dalla situazione la era, tanto che quando ho ringraziato dopo che ha portato i caffè, ha rimarcato "Grazie a VOI".
E questo è solo uno dei tanti esempi che potrei estrapolare.
E poi non so, forse dipende dalla motivazione e dalla predisposizione individuale, perché a me è capitato, facendo teatro di strada totalmente basato sull'improvvisazione ed entrando in un particolare personaggio, di provare sensazioni e stati d'animo che a logica mai mi sarei sognata.
Per cui sì, si parte da una base concordata che può sembrare anche una buffonata, ma i risvolti interiori sono poi imprevedibili.
Forse appunto non per tutti: per fortuna che ho incontrato un individuo alquanto singolare che permette e accetta di mettersi in gioco a questi livelli!
Gioco dei lupi sarebbe?Io ricordo un capodanno in una frazione gelida dell'appennino centrale, un borgo praticamente disabitato, occupato interamente dalla nostra comitiva, erano molti anni fa
Una sera.. in casa di un microgruppo di noi (abitavamo in case diverse, sembrava di essere nel medio evo) si fece il gioco dei lupi
Ci si sedette in cerchio col camino acceso e la penombra, venivamo da diverse zone dell'Italia, uniti da un intreccio molto strano che non starò a spiegare
una mia amica aveva pesantemente sul culo una femmina, la cui figlia aveva molto simpatica una ragazza che si accompagnava a questa amica
Durante il gioco, la mia amica iniziò a provare affinità e simpatia per la donna che aveva pesantemente antipatica
Allo stesso modo vi fu un durissimo faccia a faccia "nel gioco" tra la figlia di questa e la ragazza che accompagnava la mia amica (che si erano simpatiche)
Dopo quella sera, dopo quel "gioco" i rapporti interpersonali ne uscirono completamente stravolti
La mia amica e la signora "mamma" iniziarono a cercarsi e familiarizzare
Le altre due ragazze , che inizialmente si erano simpatiche, iniziarono a evitarsi, direi quasi a "odiarsi".
Fu un capodanno molto particolare, oltre a questo curioso ricordo, che mi pare ben si accosti al senso del "gioco" inteso non con un "famose du risate" ma inteso come "vediamo cosa si incontra a livello emotivo e percezionale"
Ma andrà bene lo zenzero?Prendo lo zenzero in frigo?
Io la mia l'ho detta. Quando leggo certi post vedo sempre altissime mura erette a protezione di nulla di prezioso.Ma andrà bene lo zenzero?
Perché io ero tutto speranzoso, mi ero detto :" oh finalmente ora si legge qualche gioco forte davero"
E invece sarà vero si sono cacate addosso.
Sarà meglio cercare un po' di carta igienica?![]()
Ma io truccata o non truccata sono ioNon sono d'accordo che "fingere" e "recitare" siano la stessa cosa
Allora prendi una donna che esce tutta truccata e tirata con uno, a una bella cena al ristorante (siamo in fase di cuccaggio)
Poi dopo 3 anni sposato, ormai il "pollo è in forno" e la stessa donna va in giro per casa tutta trasandata (ormai..)
Quando quella donna "finge" (o recita, secondo la tua percezione) e quando quella donna NON finge? (Non recita)
In quale dei due casi sta fingendo?
Era un gioco di società, dove c'erano personaggi nascosti che le carte stabilivanoGioco dei lupi sarebbe?
No.Ma io truccata o non truccata sono io
Mica cambio atteggiamento o modo di pensare. Gli altri vedono che sono truccata. Non posso baRare
Ok. Scavo e vedo che trovo. Pensavo fosse una variante locale di PerdiAmiciEra un gioco di società, dove c'erano personaggi nascosti che le carte stabilivano
E bisognava farsi domande per scoprire chi era chi
Però lo ricordo poco (il gioco tecnicamente, intendo)
Se la percezione di me si fermava a un ombretto messo o no mi sa che valevo proprio poco.No.
Smetti di curarti della percezione dell'altro.
Che si sente fregato.
Infatti fingevi prima.
Ma io potrei risponderti allo stesso modo che anche io cameriere o dirigente, sono sempre ioMa io truccata o non truccata sono io
Mica cambio atteggiamento o modo di pensare. Gli altri vedono che sono truccata. Non posso baRare
Non lo vedrai tuNo.
Smetti di curarti della percezione dell'altro.
Che si sente fregato.
Infatti fingevi prima.
Edit: e poi, se ti sai truccare bene, non si vede che sei truccata. Dai retta.
Se la percezione di me si fermava a un ombretto messo o no mi sa che valevo proprio poco.
Se mi frequenti hai mille occasioni per vedermi truccata o struccata, non ne hai mille per vedermi diversa caratterialmente
Va bene come vuoiNon lo vedrai tu
Un colore sugli occhi o sulla bocca non puoi non vederlo
Al massimo puoi non notare un fondotinta spalmato molto bene in maniera uniforme
Ma non stai recitando, stai gestendo un ruolo, semplicemente delle interazioni sociali. Se ho della gente che lavora per me, dovrò essere stronzo e cinico per farli produrre, se sto buttato per terra a giocare con mia figlia e i miei nipotini possono pure saltarmi sopra con gli scarpini chiodati, che mi faccio una risata.Ma io potrei risponderti allo stesso modo che anche io cameriere o dirigente, sono sempre io
Anche quando sei con il figlio a rimproverarlo sei sempre tu, così come sei sempre tu quando sei a letto con un uomo
Ma non puoi "esprimere" te alla stessa maniera
Non stai "fingendo" con l'uomo a letto e NON fingendo con tuo figlio
Sono ruoli diversi, e "reciti" un te diversa
Questo è inevitabile (quanto di totale e banale evidenza)