Brunetta
Utente di lunga data
Beh ci sono quelle che in tiro diventano irriconoscibiliMa io truccata o non truccata sono io
Mica cambio atteggiamento o modo di pensare. Gli altri vedono che sono truccata. Non posso baRare
Beh ci sono quelle che in tiro diventano irriconoscibiliMa io truccata o non truccata sono io
Mica cambio atteggiamento o modo di pensare. Gli altri vedono che sono truccata. Non posso baRare
Poi chi mai tratta di merda i camerieri?Non ti proporrei mai di fare il cameriere ma di darmi una mano e sarebbe chiaro s tutti che non sei un cameriere ma un amico che mi aiuta
Io credo che fare il cameriere alla mia festa di compleanno non ti faccia provare cosa prova un cameriere perché alla prima persona che ti tratta di merda sei liberissimo di mandarla a cagare cosa che non puoi fare se è il tuo lavoro
Se giochiamo a te che mi tratti di merda davanti a tutti nel momento in cui mi stufo ti dico che il gioco mi ha stancato
Se sei uno che lo fa non nel gioco anche se te lo dico tu non cambi atteggiamente
Esattamente come se facciamo un gioco di dominazione in qualunque momento con la parola d’ordine pattuita tu ti fermi, se invece mon è un gioco probabilmente non ti fermi con nulla
Il nesso è nel fatto che lei dice che ha iniziato "per gioco" un po' come dire: "prostituta per una notte" (tanto si fa x ridere e imbottare qualche centone)non ho capito il nesso
Te come la vedi la mia domanda a [MENTION=3188]Nocciola[/MENTION] di ieri?Beh ci sono quelle che in tiro diventano irriconoscibili![]()
Finge quando interpreta la supertruccata.Te come la vedi la mia domanda a @Nocciola di ieri?
Finge quella supertruccata alle cene galanti?
O finge quando è super sciatta a casa col pollo in forno?
Perché per me non fingono mai
Semplicemente "recitano se" in contesti diversi
Quoto, anche se non userei la parola recitano ma aderisco a se.Te come la vedi la mia domanda a @Nocciola di ieri?
Finge quella supertruccata alle cene galanti?
O finge quando è super sciatta a casa col pollo in forno?
Perché per me non fingono mai
Semplicemente "recitano se" in contesti diversi
Però questa situazione è diversa da quella in cui ti confrontavi con [MENTION=3188]Nocciola[/MENTION].Io sì.
Ricordo un film recente .. ma porca troia mi sfugge il titolo
Uno doveva "fingere" di essere gay a una cena tra amici e amiche, per coprire un altro
2 ore.. per due ore tutti pensarono fosse gay
Dopo 2 ore venne fuori che non era gay
Era incazzato nero con tutti quello che prima di quella serata erano suoi carissimi amici
Spero mi venga in mente il titolo e così posto anche la scena
È anche la parola "gioco" che ha diverse attribuzioni individuali di significatoPerò questa situazione è diversa da quella in cui ti confrontavi con [MENTION=3188]Nocciola[/MENTION].
Qui ci entrano in mezzo un gruppo di amici e gli affetti tra loro.
E il gioco non è deciso prima come gioco, è una situazione che si crea lì per lì.
Situazione riuscita nel suo esisto catastrofico proprio perchè non era pianificata prima. Non a caso l'amico omosessuale dice che sono gli altri ad aver fatto outing.
La domanda che pone [MENTION=13569]Martes[/MENTION] in apertura a me appare come un ruolo in una recita. Mi viene assegnato un ruolo, nel ruolo dovrei accettare cose che ipoteticamente io potrei trovare fastidiose o irritanti, ma se io so che tu fai una recita, ti risponderò recitando a mia volta.
Non posso recitare me stessa in una situazione di cui mi metti al corrente prima, e già mi dici che andremo a vivere una situazione che potenzialmente per me sarà irritante. (Se la accetto mi interessa sfidarmi da sola).
credo si faccia un uso improprio della parola gioco.È anche la parola "gioco" che ha diverse attribuzioni individuali di significato
C'è un bel libro di Carse, "giochi finiti e giochi infiniti"
Anche sposarsi o diventare "amanti" o genitori, è un "gioco" per me, proprio per la assunzione di ruoli
E se si tenesse a mente il "senso del gioco" che si è (volontariamente o involontariamente) attivato, e non si pensasse che si sta facendo una "cosa seria" probabilmente 4/5 delle relazioni che vanno alla deriva sarebbero ancora in piedi.
L'esempio del film è diverso, si, ma la sostanza del "gioco" che si determina a monte non cambia, secondo me
Volevo spiegare che anche lui che per due ore diventa frocio per finta (non gayfrocio) non vuol dire che si fa un sacco di risate perché tanto lui mica è frocio per davero.
Le sensazioni arrivano comunque
Poi possono pure rimbalzare addosso (risata) come entrare dentro da una qualche porta di accesso emotiva
Se una notte "per finta" vado a battere sulla Laurentina, non è che mi faccio delle risate tutta la notte (perché mica sono un prostituto io) quando una macchina accosta e il cliente chiede e guarda, e fa battute
Si è questione di approccio individualecredo si faccia un uso improprio della parola gioco.
Questo fa si che non si riconosca il valore del concetto di cui si parla.
Per me gioco è divertimento e qualcosa tutto sommato di superficiale.
Io non la uso così facilmente
Infatti. Quello che, sto notando, spesso non viene preso in considerazione è che, volenti o nolenti, le sensazioni arrivano e lavorano dentro, che sia gioco, recita o esperienza "reale".È anche la parola "gioco" che ha diverse attribuzioni individuali di significato
C'è un bel libro di Carse, "giochi finiti e giochi infiniti"
Anche sposarsi o diventare "amanti" o genitori, è un "gioco" per me, proprio per la assunzione di ruoli
E se si tenesse a mente il "senso del gioco" che si è (volontariamente o involontariamente) attivato, e non si pensasse che si sta facendo una "cosa seria" probabilmente 4/5 delle relazioni che vanno alla deriva sarebbero ancora in piedi.
L'esempio del film è diverso, si, ma la sostanza del "gioco" che si determina a monte non cambia, secondo me
Volevo spiegare che anche lui che per due ore diventa frocio per finta (non gayfrocio) non vuol dire che si fa un sacco di risate perché tanto lui mica è frocio per davero.
Le sensazioni arrivano comunque
Poi possono pure rimbalzare addosso (risata) come entrare dentro da una qualche porta di accesso emotiva
Se una notte "per finta" vado a battere sulla Laurentina, non è che mi faccio delle risate tutta la notte (perché mica sono un prostituto io) quando una macchina accosta e il cliente chiede e guarda, e fa battute
Così però manca l'interazione delle parti, che a mio avviso è quella arricchente e bella poi anche da riguardare insieme, sempre per il discorso di cui sopraLa domanda che pone [MENTION=13569]Martes[/MENTION] in apertura a me appare come un ruolo in una recita. Mi viene assegnato un ruolo, nel ruolo dovrei accettare cose che ipoteticamente io potrei trovare fastidiose o irritanti, ma se io so che tu fai una recita, ti risponderò recitando a mia volta.
Non posso recitare me stessa in una situazione di cui mi metti al corrente prima, e già mi dici che andremo a vivere una situazione che potenzialmente per me sarà irritante. (Se la accetto mi interessa sfidarmi da sola).
Gioco di ruolo é una definizione precisissima invece.credo si faccia un uso improprio della parola gioco.
Questo fa si che non si riconosca il valore del concetto di cui si parla.
Per me gioco è divertimento e qualcosa tutto sommato di superficiale.
Io non la uso così facilmente
Bello spunto ma no. Gioco e progetto sono nemici naturali. Se accendi uno spegni l'altro. C'è gente che su questi bias cognitivi ci si gioca la vita.Anche sposarsi o diventare "amanti" o genitori, è un "gioco" per me, proprio per la assunzione di ruoli
Sono ottiche..Bello spunto ma no. Gioco e progetto sono nemici naturali. Se accendi uno spegni l'altro. C'è gente che su questi bias cognitivi ci si gioca la vita.
Non c'è nessun azzardo nel progetto. Anzi secondo me uno dei motivi per cui i banchi saltano sta proprio nel fatto che la gente non vuole accettare che il progetto non possa convivere col gioco se non per un limitatissimo periodo di tempo. Non è che perché adesso sono single ho cambiato idea. Il progetto si mette in piedi con la consapevolezza che per raggiungere un certo scopo è necessario spegnere per un periodo di tempo Più o meno lungo alcune parti di noi. Per come me la sono vissuta io buona parte di quelle parti di noi sono contenute proprio nella dicitura "gioco"Sono ottiche..
Il "progetto" è (secondo me) a tutti gli effetti un "gioco" .. peraltro con peculiari connotazioni del "gioco di azzardo" ..
E tu peraltro, data la tua esperienza professionale, sei un affidabile testimone di quanti "banchi" saltano, in questo inconsapevole gioco di azzardo
Dillo a Di Maio :carneval:Non c'è nessun azzardo nel progetto. "
La prova vivente che conta il gioco più dei giocatori.Dillo a Di Maio :carneval:
Bella questaDillo a Di Maio :carneval:
si vero, ma anche quel modo di dire non lo uso.Si è questione di approccio individuale
Ma anche nelle cose più "serie" si usa a volte dire
"mi sono messo/a in gioco"
Questo è molto indicativo , se ben ci pensi