Dal Principe (1513 - ?), Niccolò Macchiavelli (1469 – 1527).
CAPITOLO XII
Quot sint genera militiae et de mercennariis militibus. [Quanti siano i tipi di esercito e le milizie mercenarie].
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Dico, adunque, che l’arme con le quali uno principe defende il suo stato, o le sono proprie o le sono mercenarie, o ausiliarie, o miste. Le mercenarie e ausiliarie sono inutile e periculose: e se uno tiene lo stato suo fondato in sulle arme mercenarie, non starà mai fermo né sicuro; perché le sono disunite, ambiziose, sanza disciplina, infedele; gagliarde fra gli amici; fra e’ nimici, vile; non timore di Dio, non fede con gli uomini
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Io voglio dimostrare meglio la infelicità di queste arme. È capitani mercenarii, o e’ sono uomini nelle armi eccellenti, o no: se sono, non te ne puoi fidare, perché sempre aspireranno alla grandezza propria, o con lo opprimere te che li se’ patrone, o con lo opprimere altri fuora della tua intenzione; ma, se non è il capitano virtuoso e’ ti rovina per l’ordinario. E se si responde che qualunque arà le arme in mano farà questo, o mercenario o no, replicherei come le arme hanno ad essere operate o da uno principe o da una republica: el principe debbe andare in persona, e fare lui l’offizio del capitano; la republica ha a mandare sua cittadini; e quando ne manda uno che non riesca valente uomo, debbe cambiarlo; e quando sia, tenerlo con le leggi, che non passi el segno. E per esperienzia si vede a’ principi soli e republiche armate fare progressi grandissimi, e alle arme mercenarie non fare mai se non danno; e con più difficultà viene alla obedienzia di uno suo cittadino una republica armata di arme proprie, che una armata di armi esterne."
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Esperienze già vissute, nella storia ...