Sbriciolata
Escluso
Erano anni che lei era l'altra, l'amante, quella da tenere nascosta.
Anni che all'inizio erano stati di complicità, urgenza del cercarsi, piacere del proibito.
Anni di incontri in parcheggi di periferia al mattino, prima di andare in ufficio.
Anni di trepida attesa a casa sua, per le serate rubate al calcetto o alle cene con i colleghi.
Ma anni che passavano, e lei era sempre sola.
La coperta di raso del letto era un po' più consumata, la sua pelle aveva perso elasticità, i suoi occhi avevano perso brillantezza.
E lei cominciava a perdere il coraggio di chiedere, nel terrore che lui si spazientisse, come era successo quella volta.
Eppure all'inizio non erano mancate le promesse per una vera vita assieme: sì, effettivamente lui aveva i suoi casini,
prima i figli troppo piccoli, poi il figlio che aveva problemi a scuola, poi la madre che si era ammalata, poi i problemi con il lavoro...
Lei capiva. Lei lo amava e capiva come dovesse sentirsi schiacciato tra tutte quelle beghe, la moglie che non amava più e dall'altra parte il desiderio di una nuova vita con lei.
Perchè lui era un uomo buono, di sani principi: non sarebbe mai arrivato al tradimento se non fosse stato così forte il loro sentimento, così ineluttabile il destino che li univa.
Però lei non poteva fare a meno di sentirsi sola. A volte si sentiva così sola che si andava a rileggere tutte le mail che si erano scambiati in quegli anni, usando un'unica casella di posta con un account che aveva creato lui, mischiando le lettere dei loro nomi. Perchè lui era anche romantico, pieno di attenzioni.
Dopo aver riletto qualche mail, lei si era messa a navigare cercando qualcuno con cui parlare di come si sentisse, di quanto fosse dura aspettare un uomo così a lungo.
Trovò un sito, tradimento.net, e cominciò a leggere. Non era male, ma per leggere tutto doveva iscriversi: compilò il form ed inviò i dati. Bene, pensò, adesso posso vedere anche le sezioni private. Ma una scritta rossa comparve in alto: spiacenti, siamo costretti a rifiutare la sua richiesta.
Non capiva. Provò di nuovo l'iscrizione ma era tutto bloccato. Forse aveva sbagliato qualcosa, si lesse il regolamento: nulla. Pensò allora di contattare l'assistenza tecnica e fu solo allora che, sotto i suoi occhi, vide stampato il nome di lui.
Era proprio lui, quel bastardo dell'admin.
Anni che all'inizio erano stati di complicità, urgenza del cercarsi, piacere del proibito.
Anni di incontri in parcheggi di periferia al mattino, prima di andare in ufficio.
Anni di trepida attesa a casa sua, per le serate rubate al calcetto o alle cene con i colleghi.
Ma anni che passavano, e lei era sempre sola.
La coperta di raso del letto era un po' più consumata, la sua pelle aveva perso elasticità, i suoi occhi avevano perso brillantezza.
E lei cominciava a perdere il coraggio di chiedere, nel terrore che lui si spazientisse, come era successo quella volta.
Eppure all'inizio non erano mancate le promesse per una vera vita assieme: sì, effettivamente lui aveva i suoi casini,
prima i figli troppo piccoli, poi il figlio che aveva problemi a scuola, poi la madre che si era ammalata, poi i problemi con il lavoro...
Lei capiva. Lei lo amava e capiva come dovesse sentirsi schiacciato tra tutte quelle beghe, la moglie che non amava più e dall'altra parte il desiderio di una nuova vita con lei.
Perchè lui era un uomo buono, di sani principi: non sarebbe mai arrivato al tradimento se non fosse stato così forte il loro sentimento, così ineluttabile il destino che li univa.
Però lei non poteva fare a meno di sentirsi sola. A volte si sentiva così sola che si andava a rileggere tutte le mail che si erano scambiati in quegli anni, usando un'unica casella di posta con un account che aveva creato lui, mischiando le lettere dei loro nomi. Perchè lui era anche romantico, pieno di attenzioni.
Dopo aver riletto qualche mail, lei si era messa a navigare cercando qualcuno con cui parlare di come si sentisse, di quanto fosse dura aspettare un uomo così a lungo.
Trovò un sito, tradimento.net, e cominciò a leggere. Non era male, ma per leggere tutto doveva iscriversi: compilò il form ed inviò i dati. Bene, pensò, adesso posso vedere anche le sezioni private. Ma una scritta rossa comparve in alto: spiacenti, siamo costretti a rifiutare la sua richiesta.
Non capiva. Provò di nuovo l'iscrizione ma era tutto bloccato. Forse aveva sbagliato qualcosa, si lesse il regolamento: nulla. Pensò allora di contattare l'assistenza tecnica e fu solo allora che, sotto i suoi occhi, vide stampato il nome di lui.
Era proprio lui, quel bastardo dell'admin.