Commento interessante

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Premesso che la complicità di coppia, anche nell'intimità, così come il desiderio sessuale sono stimolabili, riattivabili e che a tale fine esistono i sessuologi e chiarito che la mia intenzione non sia quella di giudicare, vorrei invitare ad una riflessione.
Chi vuole tradire non è corretto, a mio avviso, che si arroghi la libertà di ingannare, non lasciando a sua volta libertà all'altro di scegliere consapevolmente se perdonare e restare nella relazione, od allontanarsi. Inutile dire che la scoperta dell'inganno potrebbe cagionare disperazione, porre dinanzi alla necessità di elaborare la perdita, cui seguirebbero il distacco e quindi lo spostamento altrove, verso altri investimenti. Ed ecco l'aspetto psicologico che emerge con prepotenza: chi inganna non vuole lasciare libero l'altro, vuole tenerlo ancora lì, legato all'idea di relazione.
Nessuno ha il diritto di trattenere l'altro nell'incoscienza volontaria, di tenere stretta la vita altrui nelle proprie mani con la menzogna. Gli occhi devono sempre sapere ciò che c'è da vedere e nessuno ha il diritto di chiuderli agli altri, togliendogli la libertà di scelta. Chi subisce l'inganno è annullato, reciso, spezzettato e ricomporsi è dolorosamente difficile. Non è questione di fiducia, è questione di essere presi in ostaggio dalla volontà altrui che tortura con la non consegna della verità. Per quanto sia terribile per chiunque scoprire un inganno, perché chi è ingannato è chiamato a ricostruirsi, il diritto alla conoscenza fa la differenza tra il riconoscimento di sé in quanto individuo a sé stante e libero e la svalutazione/annullamento annichilente. Di contro, chi inganna dimostra di non avere ben chiaro il concetto di libertà individuale, né quello di responsabilità riguardo le conseguenze delle proprie azioni e verso gli altri.
La molla psicologica dell'inganno è sempre e comunque:
1- l'egoismo: ingannare è un atto egoistico, in quanto si vuole tenere il vecchio e il nuovo a proprio appannaggio;
2- una sorta di testimonianza di "attaccamento patologico" che a volte ha a che fare con l'amore infantile e superficiale ed una sottesa tendenza alla dipendenza;
3- difesa da una ferita narcisistica: incapacità di fare i conti con la propria dimenticabilità e soppiantabilità;
4- è autoattribuzione di potere sull'esistenza altrui, tendenza al dominio, alla prevaricazione, ad annullare l'altrui possibilità di autodeterminazione sottacendo verità sostanziali per operare le proprie scelte di vita.
5- è assenza di coraggio attraverso la verità negata;
6- è evitamento del raffronto: non ingannare prevede sempre e comunque il confronto con l'altro, confronto che qualcuno evita per non essere messo e mettersi egli stesso in discussione.
Il problema è che in molti si professano campioni di sincerità, ma quella verità che potrebbe fare affrancare l'altro, viene in realtà negata.