La Gioconda è inutile?

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Buscopann

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ma perché porca miseria si devono contrapporre classica, moderna, contemporanea??
Perché lo si fa per qualsiasi cosa. Ma nessuno è in grado di dire se era meglio Pelé o Maradona
. Però il sospetto che entrambi fossero meglio di Vidal è fondato

Buscopann
 
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Fantastica

Utente di lunga data
Dominique Vivant-Denon, un'illuminista che poi accompagnò Napoleone in Egitto e là gli organizzò furti succosi, fu colui che per la prima volta nella storia nel 1794 aprì una galleria d'arte al pubblico. Era il nucleo del Louvre. Nobile intento suo fu rendere l'arte fruibile a tutti. Molto illuminista, egli credeva nella possibilità che l'arte parlasse a tutti, perché tutti sono dotati di ragione nonché di senso estetico (che le si accompagna).

I musei non sono sempre esistiti, sono una formazione storica. E personalmente sognerei il loro tramonto, non come lo sognarono i Futuristi, ma pressappoco, perché avevano ragione.

Oggi ti piace la Gioconda perché l'opinione pubblica e i riusi dell'arte hanno deciso che è ammirevole e soprattutto perché sta in un museo che resta il più prestigioso del mondo (e quello col maggior numero di visitatori all'anno nonché il più alto fatturato). Come dire che sicuramente dio è morto, ma non ancora del tutto nel mondo della fruizione di massa dell'arte, dove conta l'autorevolezza dell'istituzione (o del critico, più raramente).
Ora, questa fruizione di massa è cosa orribile proprio perché si esercita nei musei rinomati oppure nelle code per accedere a qualche mostra volante di artisti stranoti che appunto la tradizione ha voluto etichettare come artisti.
Si maschera il mercato con l'insufflare ossigeno in un corpo morto, quello dell'Arte, appunto.

Per questo è piuttosto onesto chi predilige quelle che qui ha chiamato "arti applicate", perché almeno quelle sono funzionali e oggi tutto è funzionale. Essere in sintonia con il proprio tempo è la prima imprescindibile funzione dell'arte. L'arte ha da essere necessaria o non è. A me pare che necessaria non sia più da un paio di secoli almeno.
Se la si vuole trovare, magari è meglio cercarla nell'artigianato paziente di qualche fabbricatore amorevole (e patetico) di oggetti in proprio. Di sicuro non nelle mostre e nei musei.

Quanto a me, tra il salvare la Gioconda o una vita umana, lì per lì credo salverei la vita umana, ma se devo rispondere non ho dubbi che salverei la Gioconda. Ma perché io amo ciò che è morto assai più di ciò che è vivo e non mi sento contemporanea.
Non mi avete cagato perché l'avete già detto? Scusate, non ho tempo.
 

Sbriciolata

Escluso
Non mi avete cagato perché l'avete già detto? Scusate, non ho tempo.
no, io sinceramente sono rimasta interdetta. Per me la roba è roba, ciò che è morto non è più e quello che è importante deve ancora venire, sicchè...
 

AnnaBlume

capziosina random
Non mi avete cagato perché l'avete già detto? Scusate, non ho tempo.
Io personalmente perché "Essere in sintonia con il proprio tempo è la prima imprescindibile funzione dell'arte. L'arte ha da essere necessaria o non è." sono due frasi lapidarie delle quali non ravviso senso (visto che molta arte è contro il proprio tempo, ci confligge o precorre quello futuro e la necessità è un valore soggettivo la ui percezione è ben sfumata) né condivido. E non condivido nemmeno gli strali contro la fruizione di massa tout court (sono ben più contraria al collezionismo privato e la distruzione delle opere d'arte è fuori da ogni mia fibra); non credo l'arte sia morta e in più, chi scrive "[...] un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia; La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo; Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, [etc. etc.]" non ha ragione mai, nemmeno per caso.

*il genere di automobile in tempi fascisti era ancora in assestamento e i futuristi avrebbero preferito morire che conferire alla parola il genere femminile.
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
no, io sinceramente sono rimasta interdetta. Per me la roba è roba, ciò che è morto non è più e quello che è importante deve ancora venire, sicchè...
:canna::canna:

Buscopann
 

Buscopann

Utente non raggiungibile

Buscopann

Utente non raggiungibile
io non ho parlato di scientificità. Io ho parlato di approfondimento, competenza, e soprattutto conoscenza. Che è richiesta (anche per il 'volgo') nelle materie scientifiche, ma in quelle artistiche ognuno si sente in diritto di dire qualasiasi cosa, perché tanto la competenza e la conoscenza non sono necessarie. Io risnudo i canini.
Le competenze sono fondamentali per approfondire e per valutare l'opera anche sotto altri aspetti
Ma se un'opera è bella e/o suscita emozioni lo fa in genere immediatamente, senza bisogno di particolari approfondimenti.
E' un po' quello che ho scritto quando ho fatto l'esempio del Duomo di Orvieto. Ma ci potevo mettere il Cristo Velato della Cappella San Severo di Napoli, la Cappella Sistina, la Pietà di Michelangelo, Piazza San Pietro, il Colosseo ecc...ecc..
Io lessi una volta una recensione di un critico su come visitare una mostra e un museo. Lui disse :" evitate audioguide o robe simili. Entrate e godetene. L'arte vi deve per prima cosa piacere. E' solo così che ci si appassiona e poi, a quel punto, lasciatevi cogliere anche dalla curiosità di approfondirla e di studiarla."
Io sono d'accordo con lui. La curiosità di approfondire mi viene se una cosa in primis mi piace. Degli artisti contemporanei (viventi intendo) non conosco bene quasi nessuno perché quasi nessuno è in grado di suscitare in me quel senso di curiosità, quella voglia di approfondire, che deriva innanzitutto dalla capacità di emozionare.

Buscopann
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
faccio finta di non leggere:unhappy:
Se ci pensi sport e arte alla fine non sono pianeti così distanti. Sì lo so..il calcio non è più uno sport. Ho fatto l'esempio sbagliato :D

Buscopann
 

AnnaBlume

capziosina random
Le competenze sono fondamentali per approfondire e per valutare l'opera anche sotto altri aspetti
Ma se un'opera è bella e/o suscita emozioni lo fa in genere immediatamente, senza bisogno di particolari approfondimenti.
E' un po' quello che ho scritto quando ho fatto l'esempio del Duomo di Orvieto. Ma ci potevo mettere il Cristo Velato della Cappella San Severo di Napoli, la Cappella Sistina, la Pietà di Michelangelo, Piazza San Pietro, il Colosseo ecc...ecc..
Io lessi una volta una recensione di un critico su come visitare una mostra e un museo. Lui disse :" evitate audioguide o robe simili. Entrate e godetene. L'arte vi deve per prima cosa piacere. E' solo così che ci si appassiona e poi, a quel punto, lasciatevi cogliere anche dalla curiosità di approfondirla e di studiarla."
Io sono d'accordo con lui. La curiosità di approfondire mi viene se una cosa in primis mi piace. Degli artisti contemporanei (viventi intendo) non conosco bene quasi nessuno perché quasi nessuno è in grado di suscitare in me quel senso di curiosità, quella voglia di approfondire, che deriva innanzitutto dalla capacità di emozionare.

Buscopann
Io non sono d'accordo, ad esempio, nemmeno un po' e come me tantissimi nel campo. Molte cose non le apprezzi perché non le conosci o il lessico è troppo complicato per un'esperienza limitata. Viceversa, conoscendo si forma il gusto e molte cose che piacevano diventano banali, scontate, grossolane. Se ci si dovesse basare sull'impressione ignorante, in ogni campo, non ci sarebbe qualità nelle cose e nei giudizi. Per altro, pur avendolo studiato approfonditamente, io faccio parte di quella moltitudine di persone che non si emoziona nemmeno un po' di fronte al Colosseo, men che meno a Piazza San Pietro e è del tutto fuori dal mio gusto (emotivo, estetico, emozionale) il complesso della Cappella Sansevero (con forse come unica eccezione il Cristo Velato, ma nemmno tanto). Ma mai e poi mai direi "è brutto", "non è arte", "non serve", "ha fallito" etc etc. Attento a elevare il tuo gusto a dato universale.
 

free

Escluso
però c'è da dire che l'arte contemporanea è molto influenzata dalla critica e dall'economia, che decidono di appoggiare un artista piuttosto che un altro, a prescindere da...tutto, mi pare
 

AnnaBlume

capziosina random
però c'è da dire che l'arte contemporanea è molto influenzata dalla critica e dall'economia, che decidono di appoggiare un artista piuttosto che un altro, a prescindere da...tutto, mi pare
indubbiamente; esistono i critici militanti, anche, che con grande spregiudicatezza spingono un artista o un movimento. Esistono opere indicizzate, cioè vendute spannometricamente (un tot al cm), come per la transavanguardia (Cucchi and co :unhappy:). Però, tali procedure esistevano anche in tempi antichi, con i patrocinatori, i committenti, che spingevano di qua o di là (o verso di loro erano spinti alcuni artisti 'raccomandati' dai loro procuratori); per un'imperfatta promozione di sé lo stesso Borromini ha penato pene dell'inferno contro il 'rivale', pompato fino all'assurdo (quel pallone gonfiato di Bernini). Insomma, l'arte costa, è un bene 'voluttuario' di valore (materiale, culturale, esperessivo, etc) spesso immenso e il grande artista è considerato dio o semidio da molto tempo (pensiamo a Fidia); storture del mercato non devono stupirci. E' anche interessante vedere le fluttuazioni delle opere dei cosiddetti Old Masters (cioè pittori supernoti del Quattrocento, Cinquecento, Seicento) nel mercato privato e nelle aste. Io sto fra le altre cose conducendo uno studio delle fluttuazioni del gusto -e la relativa 'fortuna' ciclica di alcuni artisti ed alcuni temi (soggetti) rispetto ad altri- negli anni della formazione delle grandi collezioni private statunitensi (nuclei poi dei più importanti musei USA come il Met); in questo, i grandi mercanti d'arte newyorkesi hanno dettato legge e influenzato le scelte per più di mezzo secolo. Negli anni '30 un disegno del Cinquecento bolognese costava la metà di uno del Cinquecento romano (con l'eccezione della scuola di Raffaello), vent'anni dopo costava il doppio. La moda delle opere venete che prima nessuno si filava troppo, etc. C'è molto spesso alla base di queste fluttuazioni non uno studio specifico superpartes ma gli interessi economici di vendita. Lo stesso accade nel mondo contemporaneo, nella promozione di un artista sugli altri. Il giro di denaro è immenso. Però esistono studi seri, lavori critici ineccepibili, artisti di grandissima levatura, come sempre è stato.
 
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free

Escluso
indubbiamente; esistono i critici militanti, anche, che con grande spregiudicatezza spingono un artista o un movimento. Esistono opere indicizzate, cioè vendute spannometricamente (un tot al cm), come per la transavanguardia (Cucchi and co :unhappy:). Però, tali procedure esistevano anche in tempi antichi, con i patrocinatori, i committenti, che spingevano di qua o di là (o verso di loro erano spinti alcuni artisti 'raccomandati' dai loro procuratori); per un'imperfatta promozione di sé lo stesso Borromini ha penato pene dell'inferno contro il 'rivale', pompato fino all'assurdo (quel pallone gonfiato di Bernini). Insomma, l'arte costa, è un bene 'voluttuario' di valore (materiale, culturale, esperessivo, etc) spesso immenso e il grande artista è considerato dio o semidio da molto tempo (pensiamo a Fidia); storture del mercato non devono stupirci. E' anche interessante vedere le fluttuazioni delle opere dei cosiddetti Old Masters (cioè pittori supernoti del Quattrocento, Cinquecento, Seicento) nel mercato privato e nelle aste. Io sto fra le altre cose conducendo uno studio delle fluttuazioni del gusto -e la relativa 'fortuna' ciclica di alcuni artisti ed alcuni temi (soggetti) rispetto ad altri- negli anni della formazione delle grandi collezioni private statunitensi (nuclei poi dei più importanti musei USA come il Met); in questo, i grandi mercanti d'arte newyorkesi hanno dettato legge e influenzato le scelte per più di mezzo secolo. Negli anni '30 un disegno del Cinquecento bolognese costava la metà di uno del Cinquecento romano (con l'eccezione della scuola di Raffaello), vent'anni dopo costava il doppio. La moda delle opere venete che prima nessuno si filava troppo, etc. C'è molto spesso alla base di queste fluttuazioni non uno studio specifico superpartes ma gli interessi economici di vendita. Lo stesso accade nel mondo contemporaneo, nella promozione di un artista sugli altri. Il giro di denaro è immenso. Però esistono studi seri, lavori critici ineccepibili, artisti di grandissima levatura, come sempre è stato.

appunto, quindi affermare che un'opera d'arte è tale perchè emoziona e colpisce chiunque, è una sciocchezza
o meglio, è una sciocchezza affermare che il tal artista famoso è sicuramente un artista che produce arte, e che quindi chi invece lo trova una ciofeca non capisce nulla
 

AnnaBlume

capziosina random
appunto, quindi affermare che un'opera d'arte è tale perchè emoziona e colpisce chiunque, è una sciocchezza
o meglio, è una sciocchezza affermare che il tal artista famoso è sicuramente un artista che produce arte, e che quindi chi invece lo trova una ciofeca non capisce nulla
sicuramente son sciocchezze entrambe le espressioni. Ma declassare l'arte contemporanea a mero gioco economico o di moda non è la strada giusta (anche perché io parlavo di storture, forzature, che ci sono peraltro sempre state, non della sua necessaria sostanza). Ed è anche sciocchezza pensare che, non conoscendo niente nel campo, si possa giudicare un'opera basandosi solo sul proprio, necessariamente limitato, gusto estetico. Per quello esistono le catene dei negozi di arredamento.
 
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