La lotta per l'ambiente

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Che vuol dire tutto e non significa niente.
Nulla che non sia già stato sfruttato........a dovere direi. Compreso eolico e fotovoltaico, che demonizzati da te sono l'unica cosa -concreta- ripeto, concreta che sia stata fatta e che a breve termine può essere fatta per rimpiazzare le fonti fossili.
Possono e devono essere inserite con razionalità, certo, e chi lo nega, da anni ormai non si possono mettere più impianti a terra ma solo sui tetti e posso essere pure d'accordo che i ventoloni dovrebbero essere messi con un occhio al paesaggio ma ripeto sono le uniche per ora alternative valide al succo di dinosauro e all' effetto serra.
A conti fatti, con un consumo di 1 kilowattora per 7 km lo sai che con un quadrato di 50km metti in movimento 40 milioni di veicoli? E che ci sono aziende tedesche che stanno affittando fette di deserto in nordafrica per installare centrali per produrre l'energia?
O torniamo al nucleare (energia nel complesso costosissima in termini economici ed ambiantali) sapendo bene cosa ci aspetta visto che il picco di estrazione dell' uranio è già stato raggiunto.
Il problema non è comunque, e lo ripeto, dibattere a livello di applicazione di queste problematiche, punto sul quale continui insistentemente a battere come se fosse la cosa centrale.
La domanda centrale del problema è sempre quella e non hai risposto.
Quale alternativa al petrolio?
Adesso, non quando sarà finito. Io una risposta per quanto parziale la ho data, tu no.
E' il "cosa" e non il "come" perchè sul come potremmo pure stare a discutere per mesi finendo per parlare di cose che sono sì interconnesse col problema ma che lo sviano dalla domanda di fondo.

Un' ultima cosa: Non prendo lezioni da te in fatto di ambiente. Non sei l'unico che organizza e partecipa a conferenze sul tema, non sei l'unico che si impegna in pubblicazioni, non sei l'unico che fa la raccolta differenziata, che si oppone alla caccia, che cerca per quanto possibile di sensibilizzare le persone e di comportarsi in modo sostenibile.
Per queste cose, che faccio da decenni, non da ieri e per le quali mi sono speso abbondantemente non ho preteso nessuna medaglia e non ho millantato nessun credito.

Quanto all'auto elettrica voglio proprio vedere tra dieci o quindici anni se ancora ci saremo cosa useremo tu ed io, perchè il vero punto anche qui, non è che auto abbiamo oggi, ma quella che compreremo.
Mi piace quello che hai scritto nel 3d.
E sono concorde.

In teoria e nella pratica.

Sono stata Singapore qualche anno fa.
La cosa interessante e comodissima è il servizio pubblico che copre agevolmente tutto il territorio cittadino.
Servizi a disposizione praticamente 24/24 e mezzi in cui potevi mangiare appoggiando praticamente il cibo in terra.

La macchina in un posto così è un impedimento oltre che una spese evidentemente inutile.

Ricordo che una notte volevo prendere un taxi per tornare alla casa dove dormivo.
Sono salita sul taxi e ho dato indicazioni riguardo l'indirizzo.
Il taxista mia ha invitata a scendere, attraversare e prendere il taxi sull'altro lato della strada.
Mi ha spiegato che così facendo avrei risparmiato circa un dollaro.

In un altra giornata ho preso l'autobus per uscire dalla città e andare in un parco naturalistico. Dovevo arrivare ad un molo per prendere la barca.
L'autista non parlava inglese, ha chiamato un passeggero chiedendogli di aiutarmi. Si sono attivati in cinque.
Uno che scendeva alla mia stessa fermata è sceso con me e mi ha accompagnata.
Nel frattempo sull'autobus è salita una famiglia turista che chiedeva informazioni e mi hanno chiesto di dare io informazioni. Come una sorta di passaggio di testimone.

E partecipazione. :)

Nell'ultimo periodo di vita non ho potuto guidare, quindi ho dovuto usare i mezzi pubblici.
Rotti, sporchi. Con collegamenti africani.
Per me era faticoso muovermi coi mezzi pubblici non perchè facevo fatica, ma perchè non ero fisicamente abile.
Mi sono risolta a smettere di prenderne nell'orario scolastico perchè i ragazzini che li usano per andare avanti e indietro da scuola sono generalmente degli imbecilli.
Si muovono senza attenzione, urtando e spingendo senza neanche rendersi conto di farlo. Musica che rompe francamente i coglioni per tutto il viaggio (e io magari ero dolorante e stanca). Carte e lattine buttate in terra.

Sorvolo sui tempi di percorrenza, coincidenze mancanti o spostate. Scomode per chiunque, a maggior ragione per chi ha fatica nel muoversi o si stanca facilmente.

Non sono riuscita ad evitare il confronto con quelle metropolitane, bus in cui sali e ti siedi e nessuno ti calpesta i piedi, o ti urta o ti spinge.

Potessi la macchina io non la userei. Ultimamente incontro dei ridotti mentali che sorpassano in doppia corsia e pure sfarettando chi è in senso contrario come a dire "spostati che devo passare".
O che ti arrivano ad un mm dal culo della macchina perchè devono passare.

Ecco.

tutto questo non per fare osanna a Singapore.
Se lo si paragona a livello sanitario, in termini di spese, vengono i brividi.

Ma la sensazione di esser parte che ho respirato là (che è comunque una città di immigrati fondamentalmente) qui non la respiro.

E penso che in tutti i discorsi che si sono fatti, delegando fondamentalmente ai poteri forti le soluzioni, siano retorica.
E per dirla tutta penso siano un modo per rimanere fermi dove si è.
Un po', come dice il tuo amico, esser vecchi prima ancora di esserlo essendolo dentro.
Vecchi e rassegnati.

Ma molto nello stile di quei quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino...a stratracannare a stramaledire le donne il tempo ed il governo:rolleyes::)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non si può neanche pretendere comprensione dei problemi globali da chi discute del matrimonio di Pamela Prati.
L’importante è che le leggi obblighino alla raccolta differenziata e che i politici si prendano le loro responsabilità. Invece di continuare a demonizzare la casta, cerchiamo una casta di persone competenti.

E forse sarebbe il caso di rivedere i criteri per l'accesso al voto se il problema è questo.
Ma io personalmente penso che l'ignoranza in questa epoca sia frutto di mancanza di responsabilità, accidia e ignavia individuale.
Oltre che culo comodo.

Perchè se non sei in grado di ragionare in modo complesso, va benissimo.
Ma in questo mondo se non sei in grado di ragionare in modo complesso su questioni complesse allora è bene che il contributo sia proporzionale a quanto si da.
 

danny

Utente di lunga data
E forse sarebbe il caso di rivedere i criteri per l'accesso al voto se il problema è questo.
Ma io personalmente penso che l'ignoranza in questa epoca sia frutto di mancanza di responsabilità, accidia e ignavia individuale.
Oltre che culo comodo.

Perchè se non sei in grado di ragionare in modo complesso, va benissimo.
Ma in questo mondo se non sei in grado di ragionare in modo complesso su questioni complesse allora è bene che il contributo sia proporzionale a quanto si da.
Mah.
Stiamo cercando inutilmente responsabilità tra le persone, senza riflettere che le nostre potenzialità da individui sono limitate.
Io prendo i mezzi pubblici, li trovo molto efficienti a Milano, se abiti nelle vicinanze. Ma se appena risiedi nell'hinterland comprendi le difficoltà.
La realtà è fatta di gente che con 1000 euro al mese deve cavarsela in qualche modo, essendo governata da persone che hanno la sensibilità di chi al mese ne percepisce 10 volte tanto e l'ignoranza di chi non ha mai vissuto certe situazioni.
L'ecologia per chi ha redditi bassi, e nel mondo sono la maggioranza delle persone, non è una priorità, ma lo diventa avere una casa, mangiare, curarsi, avere relazioni, lavorare, vestirsi.
Sai cosa gliene può fregare dell'auto elettrica a uno che non paga neppure i soldi dell'assicurazione come il tipo che ha parcheggiato sotto il mio balcone uno scassone di 20 anni fa. Non ha soldi ma deve spostarsi per guadagnare quei pochi che gli girano. È l'ultimo dei suoi problemi.
L'ecologia passa di necessità dal miglioramento delle condizioni economiche delle persone, ma come disse un egiziano 'non si può pensare di migliorare le condizioni delle persone degli abitanti del mio stato quando crescono di due milioni ogni due anni.'
Noi siamo la parte benestante, ma basta farsi un giro tra le baracche di Rogoredo per capire che stiamo facendo discorsi inutili, molto da radical chic, come si dice oggi.
Finché l' ecologia sarà una cosa per ricchi (e Milano è una città ricca) e le auto elettriche avranno costi elevati (anche a carico del pubblico, come i vari incentivi per i pannelli solari etc. ) non ha senso trovare delle colpe negli individui, quanto nella politica, che ha abbassato il reddito medio, innalzato i costi e reso beni di lusso auto elettriche e case in classe A.
Poi ci sarebbe tutto un discorso da fare sull'iperconsumismo, ma mi rendo conto che richiederebbe molte pagine ancora.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
E forse sarebbe il caso di rivedere i criteri per l'accesso al voto se il problema è questo.
Ma io personalmente penso che l'ignoranza in questa epoca sia frutto di mancanza di responsabilità, accidia e ignavia individuale.
Oltre che culo comodo.

Perchè se non sei in grado di ragionare in modo complesso, va benissimo.
Ma in questo mondo se non sei in grado di ragionare in modo complesso su questioni complesse allora è bene che il contributo sia proporzionale a quanto si da.
Trovo orribile questa cosa che sta girando da un po’.
Ed è anche incostituzionale.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.







 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mah.
Stiamo cercando inutilmente responsabilità tra le persone, senza riflettere che le nostre potenzialità da individui sono limitate.
Io prendo i mezzi pubblici, li trovo molto efficienti a Milano, se abiti nelle vicinanze. Ma se appena risiedi nell'hinterland comprendi le difficoltà.
La realtà è fatta di gente che con 1000 euro al mese deve cavarsela in qualche modo, essendo governata da persone che hanno la sensibilità di chi al mese ne percepisce 10 volte tanto e l'ignoranza di chi non ha mai vissuto certe situazioni.
L'ecologia per chi ha redditi bassi, e nel mondo sono la maggioranza delle persone, non è una priorità, ma lo diventa avere una casa, mangiare, curarsi, avere relazioni, lavorare, vestirsi.
Sai cosa gliene può fregare dell'auto elettrica a uno che non paga neppure i soldi dell'assicurazione come il tipo che ha parcheggiato sotto il mio balcone uno scassone di 20 anni fa. È l'ultimo dei suoi problemi.
L'ecologia passa di necessità dal miglioramento delle condizioni economiche delle persone, ma come disse un egiziano 'non si può pensare di migliorare le condizioni delle persone degli abitanti del mio stato quando crescono di due milioni ogni due anni.'
Noi siamo la parte benestante, ma basta farsi un giro tra le baracche di Rogoredo per capire che stiamo facendo discorsi inutili, molto da radical chic, come si dice oggi.
Finché l' ecologia sarà una cosa per ricchi (e Milano è una città ricca) e le auto elettriche avranno costi elevati (anche a carico del pubblico, come i vari incentivi per i pannelli solari etc. ) non ha senso trovare delle colpe negli individui, quanto nella politica, che ha abbassato il reddito medio, innalzato i costi e reso beni di lusso auto elettriche e case in classe A.
Poi ci sarebbe tutto un discorso da fare sull'iperconsumismo, ma mi rendo conto che richiederebbe molte pagine ancora.
Io parlo di responsabilità.

non di colpe.
Non ripeto il discorso sulla differenza fra le due cose perchè mi faccio nausea da sola ormai.

E siccome parlo di responsabilità parlo anche di ripartizione delle responsabilità.

ricordo una casa in affitto in cui sono stata. Da poveri. (e anche insana, con la muffa che mi colava lungo le pareti)
vicino a me una famiglia povera.
Puntualmente ogni 6 mesi ci toccava prendere i ferri del mestiere e andare a sgorgare il tubo che portava alle fognature.
Perchè?

Perchè buttavano pannolini, assorbenti e compagnia cantante nello scarico.
allora.

Qui non è questione di povertà o ricchezza.
Se, neanche a spiegarlo, capisci che le tue azioni hanno ripercussioni il problema non è che sei povere.
Il problema è che te ne fotti.

non è neanche un problema di intelligenza. Mica erano stupidi.
Semplicemente se ne fottevano perchè la via più comoda era buttare gli assorbenti giù per lo scarico.

Per quanto mi riguarda gli avrei fatto spurgare a mani nude il tubo. Che forse a mettere le mani nella merda un filo di interesse gli sarebbe salito.
Mi hanno detto che ero cattiva. :)

Detto questo, se sei ricco, hai responsabilità correlate al tuo stato. Per come la vedo io.
Posso permettermi il fotovoltaico? Lo metto.
Posso usare un'auto elettrica? O a metano? Lo faccio.

Primo perchè ne traggo vantaggio io, secondo perchè dal mio vantaggio ne trae vantaggio anche chi non è abbiente come me. Ma è secondario. sono la prima ad avere vantaggi.

Se non ragiono così, ricco o povero, ragiono come quelli che buttano gli assorbenti giù per lo scaricosolo ed esclusivamente perchè il culo è troppo pesante per muoverlo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Trovo orribile questa cosa che sta girando da un po’.
Ed è anche incostituzionale.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.







Beh...è una provocazione. :)
Almeno un po'.

La repubblica può rimuovere gli ostacoli (e qui da noi siamo anche messi bene, non scherzo. Penso alle leggi riguardanti la scuola, la scuola pubblica, la sanità, i trasporti etc etc) ma se dal basso questo viene visto come un dovere della repubblica senza che in cambio debba essere restituito nulla, come un diritto che non comporta nessun tipo di dovere e di impegno...beh.

Non vedo giustificazione nell'ignoranza che si mantiene in se stessa.

E francamente pensare che una casta politica che si riflette nelle caste cittadine possa risolvere un problema da cui deriva e di cui si nutre nutrendolo...non la vedo realistica.

E' pensare di risolvere un problema usando le cause del problema come soluzione.

Sto diventando piuttosto insofferente al percepire intorno a me il fatto che si parli un gran tanto di diritti....e un gran poco di impegno individuale.
E sto diventando insofferente al rifarsi costantemente a chi sta sopra come risolutore.

Ognuno, nel suo piccolo, può fare piccole cose.
E penso che il cercare soluzioni in larga scala sia un gran bell'alibi per continuare a delegare.
e sto diventando intollerante anche a questo tipo di atteggiamento.

EDIT: che poi, detta semplice, se io chiamo un muratore e questo mi fa il lavoro col culo perchè si disinteressa di quello che fa lo giustifico dicendo che lui è così e vado a chiamare un muratore migliore?
O mi attivo perchè mi ha fatto i muri storti o facendo la gettata mi ha piegato il tubo dell'acqua?

Che poi il muratore migliore lo chiamo.
Ma a quell'altro mica la lascio passare. Visto che la sua incompetenza ha avuto ripercussioni anche su di me.

Quindi, se uno capisce solo di pamela prati e vota senza essere informato, mica è un poverino. E' un deficiente. (etimologicamente parlando. E lo tratto come il muratore che mi ha fatto i muri storti in casa).
 
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danny

Utente di lunga data
Però il problema è politico.
Il problema sono gli elettori più preoccupati di pagare meno tasse possibile e non di non lasciare ai nipoti un territorio devastato, basta che possano aggiungere un piano alla villetta per tenersi i figli attaccati.
Siamo in crisi dal 2008, io conosco almeno una decina di miei coetanei che sono stati lasciati a casa, molti di più che hanno chiuso attività.
Come ho già detto, le donne non sono invogliate a fare figli e il tasso di natalità ci porta ad avere una popolazione prevalentemente anziana.
La politica fatica a comprendere quanto il mondo sia cambiato. Chi fa politica è cresciuto avendo una visione del mondo anni '80, di quando l' Europa era il centro del mondo culturale, in Cina andavano tutti in bici e vestivano uguale, nell'URSS circolavano pochissime auto, in Africa c'erano i villaggi e da noi c'era la lira svalutabile, il posto fisso e i commercianti col Mercedes che non pagavano le tasse, mentre la foresta amazzonica era il polmone del mondo.
Tutto questo non c'è più, ma se ne sono accorti in pochi, sembra.
In Asia e Africa ci sono megalopoli in crescita continua, grattacieli, autostrade, veicoli, industrie e immensi slum in continua crescita demografica.
Si parla di mettere dei pannelli fotovoltaici in Africa come se fosse territorio nostro e come se l'Italia potesse avere diritto di parola superiore rispetto ad altri stati, quando in realtà non contiamo più un cazzo. Non è questione di essere pessimisti, ma realisti: anche in Egitto riescono a costruire ponti sospesi in 3 anni, noi non abbiamo risorse neppure per arrivare alla progettazione di quello di Messina.
Siamo terreno di conquista, ormai.
Poi ognuno di noi può fare la brava persona e inquinare meno. Non cambierà un cazzo a livello mondiale, ma avrà la coscienza di aver fatto qualcosa.
Io direi che molto si potrebbe fare invece per avere una più equa distribuzione delle ricchezze.
Detto tra noi: ma cosa me ne frega che sia ecologista chi può permettersi la Tesla da 100.000 euro e lo Yacht a (pozzi di) gasolio da 10 milioni se va bene. Visto con i miei occhi.
Io vorrei che potessimo esserlo tutti, non solo chi può permetterselo.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Beh...è una provocazione. :)
Almeno un po'.

La repubblica può rimuovere gli ostacoli (e qui da noi siamo anche messi bene, non scherzo. Penso alle leggi riguardanti la scuola, la scuola pubblica, la sanità, i trasporti etc etc) ma se dal basso questo viene visto come un dovere della repubblica senza che in cambio debba essere restituito nulla, come un diritto che non comporta nessun tipo di dovere e di impegno...beh.

Non vedo giustificazione nell'ignoranza che si mantiene in se stessa.

E francamente pensare che una casta politica che si riflette nelle caste cittadine possa risolvere un problema da cui deriva e di cui si nutre nutrendolo...non la vedo realistica.

E' pensare di risolvere un problema usando le cause del problema come soluzione.

Sto diventando piuttosto insofferente al percepire intorno a me il fatto che si parli un gran tanto di diritti....e un gran poco di impegno individuale.
E sto diventando insofferente al rifarsi costantemente a chi sta sopra come risolutore.

Ognuno, nel suo piccolo, può fare piccole cose.
E penso che il cercare soluzioni in larga scala sia un gran bell'alibi per continuare a delegare.
e sto diventando intollerante anche a questo tipo di atteggiamento.

EDIT: che poi, detta semplice, se io chiamo un muratore e questo mi fa il lavoro col culo perchè si disinteressa di quello che fa lo giustifico dicendo che lui è così e vado a chiamare un muratore migliore?
O mi attivo perchè mi ha fatto i muri storti o facendo la gettata mi ha piegato il tubo dell'acqua?

Che poi il muratore migliore lo chiamo.
Ma a quell'altro mica la lascio passare. Visto che la sua incompetenza ha avuto ripercussioni anche su di me.

Quindi, se uno capisce solo di pamela prati e vota senza essere informato, mica è un poverino. E' un deficiente. (etimologicamente parlando. E lo tratto come il muratore che mi ha fatto i muri storti in casa).
Lo Stato ha il compito di farsi carico degli ignoranti e dei deficienti. Chi rimane incapace di assumersi responsabilità anche nei confronti di se stesso, oltre che della comunità, deve diventare una esigua minoranza.
Non esiste nessuno che possa ergersi a giudice delle capacità di cittadinanza altrui. L’uso perverso di questo giudizio è intuibile.
 

danny

Utente di lunga data
In sintesi:
L'approccio Ecologico attuale è da ricchi (non stati, ma persone) . Pretende di consumare come prima con prodotti costosi a minor impatto ambientale e conta sull'emigrazione per lenire le conseguenze della maggior competitività aggiunta e della crescita della popolazione (fenomeno che non sembra più interessare a nessuno).
Quello che vorrei fosse promosso è un approccio 'da poveri', che riduca i consumi rendendo più durevoli i beni e facilitando l'accesso ai beni essenziali della fascia meno abbiente della popolazione, attraverso una più equa distruzione delle ricchezze.
Ok, so che è anacronistico, ormai.
Mi sposto e faccio spazio alla Tesla e alla Zoe per chi può e alle MTB per gli altri.
 
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danny

Utente di lunga data
Che vuol dire tutto e non significa niente. Nulla che non sia già stato sfruttato........a dovere direi. Compreso eolico e fotovoltaico, che demonizzati da te sono l'unica cosa -concreta- ripeto, concreta che sia stata fatta e che a breve termine può essere fatta per rimpiazzare le fonti fossili. Possono e devono essere inserite con razionalità, certo, e chi lo nega, da anni ormai non si possono mettere più impianti a terra ma solo sui tetti e posso essere pure d'accordo che i ventoloni dovrebbero essere messi con un occhio al paesaggio ma ripeto sono le uniche per ora alternative valide al succo di dinosauro e all' effetto serra. A conti fatti, con un consumo di 1 kilowattora per 7 km lo sai che con un quadrato di 50km metti in movimento 40 milioni di veicoli? E che ci sono aziende tedesche che stanno affittando fette di deserto in nordafrica per installare centrali per produrre l'energia? O torniamo al nucleare (energia nel complesso costosissima in termini economici ed ambiantali) sapendo bene cosa ci aspetta visto che il picco di estrazione dell' uranio è già stato raggiunto. Il problema non è comunque, e lo ripeto, dibattere a livello di applicazione di queste problematiche, punto sul quale continui insistentemente a battere come se fosse la cosa centrale. La domanda centrale del problema è sempre quella e non hai risposto. Quale alternativa al petrolio? Adesso, non quando sarà finito. Io una risposta per quanto parziale la ho data, tu no. E' il "cosa" e non il "come" la domanda perchè sul "come" potremmo stare a discutere per mesi finendo per parlare di interconnessioni dei problemi senza dare nessuna risposta concreta, rimanendo bei belli immobili ed inefficaci. Un' ultima cosa: Non prendo lezioni da te in fatto di ambiente. Non sei l'unico che organizza e partecipa a conferenze sul tema, non sei l'unico che si impegna in pubblicazioni, non sei l'unico che fa la raccolta differenziata, che si oppone alla caccia, che cerca per quanto possibile di sensibilizzare le persone e di comportarsi in modo sostenibile. Per queste cose, che faccio da decenni, non da ieri e per le quali mi sono speso abbondantemente non ho preteso nessuna medaglia e non ho millantato nessun credito. Quanto all'auto elettrica voglio proprio vedere tra dieci o quindici anni se ancora ci saremo cosa useremo tu ed io, perchè il vero punto anche qui, non è che auto abbiamo oggi, ma quella che compreremo.
Io sto facendo sacrifici per la mia benzadipendente e per 10 anni non vorrei rotture di scatole ancora, visto che le rate non mi permettono manco di pagare un motel caso mai ne avessi bisogno.
E tra scopare e calcolare le cazzoemissioni di un diesel a urea per le paranoie aristocratiche dei genitori antismog che abitano in area C preferisco la prima opzione, sempre casomai.
Che i tedeschi affittino terreni in Africa non mi stupisce. Noi avevamo un rapporto privilegiato con Gheddafi e ci interessava la stessa cosa: energia.
Noi avremo sempre più un rapporto subordinato con la Germania, compreremo tecnologia che non abbiamo, brevetti, tecnici, energia, auto. Ci indebiteremo un po' di più e taglieremo altrove, pensione, sanità, scuola, venderemo qualche edificio storico, qualche società (ci è rimasto qualcosa? ) qualcosa si può ancora fare eh
Ma saremo ecologisti.
Chi in MTB, chi in VW.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Siamo in crisi dal 2008, io conosco almeno una decina di miei coetanei che sono stati lasciati a casa, molti di più che hanno chiuso attività.
Come ho già detto, le donne non sono invogliate a fare figli e il tasso di natalità ci porta ad avere una popolazione prevalentemente anziana.
La politica fatica a comprendere quanto il mondo sia cambiato. Chi fa politica è cresciuto avendo una visione del mondo anni '80, di quando l' Europa era il centro del mondo culturale, in Cina andavano tutti in bici e vestivano uguale, nell'URSS circolavano pochissime auto, in Africa c'erano i villaggi e da noi c'era la lira svalutabile, il posto fisso e i commercianti col Mercedes che non pagavano le tasse, mentre la foresta amazzonica era il polmone del mondo.
Tutto questo non c'è più, ma se ne sono accorti in pochi, sembra.
In Asia e Africa ci sono megalopoli in crescita continua, grattacieli, autostrade, veicoli, industrie e immensi slum in continua crescita demografica.
Si parla di mettere dei pannelli fotovoltaici in Africa come se fosse territorio nostro e come se l'Italia potesse avere diritto di parola superiore rispetto ad altri stati, quando in realtà non contiamo più un cazzo. Non è questione di essere pessimisti, ma realisti: anche in Egitto riescono a costruire ponti sospesi in 3 anni, noi non abbiamo risorse neppure per arrivare alla progettazione di quello di Messina.
Siamo terreno di conquista, ormai.
Poi ognuno di noi può fare la brava persona e inquinare meno. Non cambierà un cazzo a livello mondiale, ma avrà la coscienza di aver fatto qualcosa.
Io direi che molto si potrebbe fare invece per avere una più equa distribuzione delle ricchezze.
Detto tra noi: ma cosa me ne frega che sia ecologista chi può permettersi la Tesla da 100.000 euro e lo Yacht a (pozzi di) gasolio da 10 milioni se va bene. Visto con i miei occhi.
Io vorrei che potessimo esserlo tutti, non solo chi può permetterselo.
I politici non sono tutti così sprovveduti.
Per qualche attimo mi sono domandata come era stato possibile che fossero diventati ministri persone così incapaci, ignoranti e sprovvedute, poi ho capito che un po’ avevano la funzione di rassicurare gli elettori che le cose che pensavano, semplici e immediate, fossero giuste, un po’ per dare l’idea (sulla linea dei reality) che fosse una cosa alla portata di tutti, sempre per dare una idea di falsa vicinanza, ma soprattutto sono stati scelti proprio perché le risposte semplici allontanano da quelle complesse e non fanno pensare alle implicazioni delle scelte perché tutti possano trovare ragionevole fare cose irragionevoli che vanno a vantaggio di pochi.
 

danny

Utente di lunga data
I politici non sono tutti così sprovveduti.
Per qualche attimo mi sono domandata come era stato possibile che fossero diventati ministri persone così incapaci, ignoranti e sprovvedute, poi ho capito che un po’ avevano la funzione di rassicurare gli elettori che le cose che pensavano, semplici e immediate, fossero giuste, un po’ per dare l’idea (sulla linea dei reality) che fosse una cosa alla portata di tutti, sempre per dare una idea di falsa vicinanza, ma soprattutto sono stati scelti proprio perché le risposte semplici allontanano da quelle complesse e non fanno pensare alle implicazioni delle scelte perché tutti possano trovare ragionevole fare cose irragionevoli che vanno a vantaggio di pochi.
Sai bene come funziona il meccanismo.
Non mi aspetto purtroppo più molto, infatti.
Si scelgono dapprima quelli che portano voti.
Uno che porta 400 voti, l'altro 800...
Poi c'è tutto il sistema atto a promuovere, dalle associazioni serbatoi di voto ai media schierati ai sindacati che scelgono tematiche da portare in piazza, poi ti arriva quello che riesce a coordinare il malcontento post crisi contro EU su internet raccogliendo consensi con un famoso comico come testimonial di perfetti sconosciuti che ti crea lo scompiglio efficace per superare i problemi senza cambiare nulla e senza che nascano neppure i gilet gialli, ma c'è poi l'altro partito che si è già spartito da anni i vari luoghi di potere ed è più ambizioso che lo ridimensiona cvd, e si ricomincia il gioco dei finti buoni e dei finti cattivi perché tutto resti uguale, in cui alla fine i nemici si scopriranno alleati.
Il solito copione.
Io dovrei chiedere qualcosa a questi qua?
 
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danny

Utente di lunga data
Io parlo di responsabilità.

non di colpe.
Non ripeto il discorso sulla differenza fra le due cose perchè mi faccio nausea da sola ormai.

E siccome parlo di responsabilità parlo anche di ripartizione delle responsabilità.

ricordo una casa in affitto in cui sono stata. Da poveri. (e anche insana, con la muffa che mi colava lungo le pareti)
vicino a me una famiglia povera.
Puntualmente ogni 6 mesi ci toccava prendere i ferri del mestiere e andare a sgorgare il tubo che portava alle fognature.
Perchè?

Perchè buttavano pannolini, assorbenti e compagnia cantante nello scarico.
allora.

Qui non è questione di povertà o ricchezza.
Se, neanche a spiegarlo, capisci che le tue azioni hanno ripercussioni il problema non è che sei povere.
Il problema è che te ne fotti.

non è neanche un problema di intelligenza. Mica erano stupidi.
Semplicemente se ne fottevano perchè la via più comoda era buttare gli assorbenti giù per lo scarico.

Per quanto mi riguarda gli avrei fatto spurgare a mani nude il tubo. Che forse a mettere le mani nella merda un filo di interesse gli sarebbe salito.
Mi hanno detto che ero cattiva. :)

Detto questo, se sei ricco, hai responsabilità correlate al tuo stato. Per come la vedo io.
Posso permettermi il fotovoltaico? Lo metto.
Posso usare un'auto elettrica? O a metano? Lo faccio.

Primo perchè ne traggo vantaggio io, secondo perchè dal mio vantaggio ne trae vantaggio anche chi non è abbiente come me. Ma è secondario. sono la prima ad avere vantaggi.

Se non ragiono così, ricco o povero, ragiono come quelli che buttano gli assorbenti giù per lo scaricosolo ed esclusivamente perchè il culo è troppo pesante per muoverlo.
Ma certo che se ne fottevano!
Cosa vuoi che gliene freghi a chi è escluso di ciò che è di altri.
Nulla.
Anzi, è un modo per affermarsi lo stesso, usare come gli pare i beni altrui, parassitare. Chi è indigente, povero, disadattato non appartiene alla società a cui tu senti di appartenere: percepisce la comunità come una sorta di vincolo oppressivo a cui deve costantemente sottostare e a cui reagisce col rifiuto, con atteggiamento privi di responsabilità, anche col furto, con la violenza, con la droga, o con la ribellione o il fanatismo, con l'odio.
Il mito dei poveri buoni è falso. Non quando entrano in contatto con i ricchi.
Prova a passare in uno slum, in una favelas non turistica o in certi luoghi di Milano e mi dirai quanto odio percepisci.
La conditio sine qua non è eliminare le condizioni che creano la povertà per poter arrivare a discutere di ambiente seriamente e creare una comunità responsabile. A livello globale invece la vedo molto dura.
http://www.ruralpini.it/Ambientalismo-neoliberale-come-nuovo-colonialismo.html
 
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danny

Utente di lunga data
Comunque stiamo qua a discutere ma intanto la Cina principale estrattore delle terre rare fa la voce grossa dopo l'affare Huaweii...
Se non si risolve vedo più di un problema per le batterie delle auto all'orizzonte...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma certo che se ne fottevano!
Cosa vuoi che gliene freghi a chi è escluso di ciò che è di altri.
Nulla.
Anzi, è un modo per affermarsi lo stesso, usare come gli pare i beni altrui, parassitare. Chi è indigente, povero, disadattato non appartiene alla società a cui tu senti di appartenere: percepisce la comunità come una sorta di vincolo oppressivo a cui deve costantemente sottostare e a cui reagisce col rifiuto, con atteggiamento privi di responsabilità, anche col furto, con la violenza, con la droga, o con la ribellione o il fanatismo, con l'odio.
Il mito dei poveri buoni è falso. Non quando entrano in contatto con i ricchi.
Prova a passare in uno slum, in una favelas non turistica o in certi luoghi di Milano e mi dirai quanto odio percepisci.
La conditio sine qua non è eliminare le condizioni che creano la povertà per poter arrivare a discutere di ambiente seriamente e creare una comunità responsabile. A livello globale invece la vedo molto dura.
http://www.ruralpini.it/Ambientalismo-neoliberale-come-nuovo-colonialismo.html
Hai sottolineato quel che c'era dentro il "se ne fottevano". Era esattamente questo il senso di quel che scrivevo. :)

Quanto al grassetto...mi ricordo che a 20 anni ho fatto tutta una serie di scelte, credendoci molto.
La base era che la società era un sistema fallimentare ed era fallimentare perchè sostenuta da regole che non consideravano le disuguaglianze, e costruite su una uguaglianza di facciata.
E le regole imposte a tutti erano vincoli per la maggioranza a sostegno degli interessi di una minoranza.

La mia idea di fondo riguardava il fatto che equità è un qualcosa di ben diverso da uguaglianza.
E lo perchè parte da un assunto di base che è dato di realtà: siamo diversi. E il valore è esattamente nel riconoscimento della diversità e nella sua collocazione. Nel rispetto che non tende all'uguaglianza, all'allineamento alla conformità a standard predefiniti (da chi? :rolleyes:)

Adesso di anni ne ho qualcuno in più.
Ho vissuto buona parte della mia vita coi "bocciati".
Come li ha chiamati un mio "capo" ad uno dei miei primi colloqui di lavoro.

Fra i "bocciati" e i "promossi", c'è un'ampia fascia intermedia.
Quelli che si comprano l'iphone di ultima generazione o il suv perchè possono appena appena, per intenderci.
quelli che si comprano la vacanza a rate, la tv a rate. Etc etc

E che sostengono tutta una politica di fondo orientata alla minoranza.
Quelli che fondamentalmente si riempiono la bocca di belle parole e di ipotetiche soluzioni.
Ma che altrettanto fondamentalmente vorrebbero fortemente appartenere alla minoranza.
E competono per quella minoranza.
Mantenendo il sistema nell'equilibrio che conosciamo.

Alternando la comprensione di quello che hai scritto con il lamento per quello che hai scritto.
E allora il drogato è un irresponsabile con problemi, un malato. E i violenti dovrebbero essere contenuti. E tutta la sequenza di proposizioni che derivano dall'osservazione di quella fascia "bocciata".
che fondamentalmente dentro di loro si sentono assolutamente superiori, rispetto a quei violenti irresponsabili, ladri e compagnia cantante.

Ed è esattamente in questa oscillazione che la minoranza si gioca l'irresponsabilità di fondo con cui si gode la ricchezza che accumula sulla stupidità ignorante della classe medie e borghese. (odio borghese, e i suoi rimandi....ma non saprei chiamarla più elegantemente).

Ricordo un sociologo che ci faceva supervisione su un progetto che aveva rappresentato in modo semplice e realistico promossi bocciati e quelli in mezzo.


Il centro della caramella è dove si colloca quella fascia che appartiene alla società ma non ha sviluppato un senso di appartenenza autonomo.
E passa la vita rincorrendo i promossi e contemporaneamente sfuggendo i bocciati.

Pensa quante scelte si fanno per la paura di "cadere" nei "bocciati". :)

La povertà è un problema innegabile.
La povertà crea cattiveria e ignoranza.
Indifferenza. visione ristretta e mente chiusa e riversata al mantenimento del proprio. Foss'anche solo un buco con quattro cartoni.

Sfuggire alla paura - l'ombra, una delle ombre sociali - porta chi sfugge all'ombra, senza saper di star sfuggendo, a inseguire (e per inseguire intendo anche la lamentela continua) la minoranza promossa.

Personalmente, se devo decidere chi criticare, non critico i bocciati. Li prenderei volentieri a calci nel culo, proprio perchè li conosco piuttosto bene.
Non critico i promossi. Che prenderei altrettanto volentieri a calci nel culo, e solo per il piacere di gustarmi lo sguardo di stupore al primo calcio.

Se ho da criticare qualcuno critico e anche ferocemente la fascia intermedia, riempita di bigottismo, perbenismo e parole vuote, che continua ad oscillare fra il cantico al povero che deve essere salvato (i soldi non li salvano comunque, se li sputtanano facendo quello che hanno imparato a fare) e il cantico alla minoranza a cui si rivolgono lamentele e speranze di salvazione.


Per quanto riguarda il livello globale.
Sono millenni che l'uomo ragiona e interpreta il mondo - inteso come pianeta - in termini antropocentrici.
Ci vorranno ancora secoli, a mio parere, perchè si renda conto che la visione antropocentrica su cui ha costruito la società così come la conosciamo è deviante rispetto alla realtà.

E fino a che l'uomo mettterà se stesso al centro di tuto, dubito che potrà avere una visione di complessità che considera l'uomo non il custode del giardino, non il padrone del giardino, ma semplicemente una delle parti viventi del giardino.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Lo Stato ha il compito di farsi carico degli ignoranti e dei deficienti. Chi rimane incapace di assumersi responsabilità anche nei confronti di se stesso, oltre che della comunità, deve diventare una esigua minoranza.
Non esiste nessuno che possa ergersi a giudice delle capacità di cittadinanza altrui. L’uso perverso di questo giudizio è intuibile.
Nella nostra società il giudizio, ed in particolare il giudizio di valore, è ben collocato e diffuso.

Ed è uno dei motivi per cui si oscilla fra la perversione a cui fai accenno e l'altra perversione, quella dell'assistenzialismo senza il riconoscimento della diversità (che è la base dell'equità. E non dell'uguaglianza) che porta alla mancanza di senso di corresponsabilità.

Lo stato aiuta. Ma uno stato che aiuta è anche uno stato che fa pesare il valore del suo aiuto. Perchè è in quel peso il valore di quell'aiuto. E quel peso si misura nell'impegno richiesto in cambio dell'aiuto.
Uno stato che non fa pesare il suo aiuto è uno stato assistenzialista che sostiene la cultura dei diritti.
Lasciando a venir poi quella dei doveri.

confine sottile quello fra sostegno e assistenzialismo.

L'assistenzialismo è mille volte più semplice, fa raccogliere maggiori consensi e ha come piccolo effetto collaterale la deresponsabilizzazione degli individui.
Effetto collaterale con il pregio di spingere l'acceleratore sull'individualità becera del "tutto quel che prendo è mio" e chi me lo tocca è nemico o usurpatore, che è un ottimo ingrediente al creare un senso di appartenenza sociale che non si basa sui legami sociali ma sullo stringersi per difendersi da un nemico (un nemico poi vale l'altro, ed è piuttosto facile trovare un nemico attorno a cui costruire coalizioni).
E quella competizione idiota in cui tutto è visto come gara fine a se stessa. Riflessa nel proprio specchio individuale.

(e qui potremmo tornare al 3d in cui si parlava dei figli visti come principi da difendere dagli usurpatori etc etc).
 
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Marjanna

Utente di lunga data
Di ambiente si deve parlare senza creare allarmismi infondati, ma su basi scientifiche, non ideologiche.
Nel momento in cui l'ecologia assume tratti che la avvicinano a una ideologia (Greta che chiede ai potenti di fare qualcosa ha molto di Orwelliano proprio perché non specifica nel concreto cosa) perde il suo obiettivo di partenza e diventa solo uno strumento di controllo.
Scientifico è per esempio lavorare sui protocolli per valutare la qualità delle vernici adatte a trattenere il particolato atmosferico (in collaborazione, mi sembra con Mapei e il Cnr). Ha un impatto importante, concreto, valutabile.
Scientifico è valutare la qualità della PMx, e non solo la loro dimensione. E' dalla qualità che si stabiliscono le misure, ma quali centraline la analizzano? Ma soprattutto, quante centraline? E come vengono elaborati in realtà questi dati'
Scientifico è definire un sistema di raccolta rifiuti efficaci: non basta dividere vetro da carta e da umido. La carte raccolta così è di qualità talmente bassa da non avere un gran valore di mercato. Vanno definiti protocolli, per evitare che tutto finisca nel termovalorizzatore.
Anche la questione mobilità deve essere affrontata scientificamente, con valutazioni corrette e non campaniliste o volte a risanare bilanci comunali...
Insomma, ci sarebbe molta strada da fare, ed era già stata intrapresa, ma temo che qualcuno abbia creato degli ostacoli apposta per portarci su un un'altra. E questo mi fa incazzare, oltre al fatto che persone che non sanno neppure cos'è l'Arpa o una marmitta trivalente o distinguere ra CO2 e PMx si facciano prendere dall'ansia e pretendano misure illogiche e peggiorative allo stato attuale da politici che sono ignoranti per definizione (non hanno le competenze e necessariamente devono raccogliere consensi).

PS: A proposito: le scarpe che avete ai vostri piedi sono di cuoio (materiale che ha un minor impatto quando diventa rifiuto e può essere ripristinato e durare anni) o delle sneakers?
Danny, la tua impostazione in questa discussione non la capisco. E' un forum di utenti, non è che qui ci siano rappresentati di enti o associazioni a rispondere a te che parli per il popolo milanese.
Personalmente non mi serviva arrivasse una ragazzina per prendere coscienza di alcune problematiche. E della ragazzina ne ho letto qui, perchè determinate notizie mi arrivano per altre fonti (e alcune cose le vedo direttamente con i miei occhi), e la canzonetta in questione neppure l'avrei mai aperta.
Non ho mai pensato che i problemi che riguardano l'ambiente siano di destra o di sinistra. E se vuoi dire che c'è chi di qualsiasi problema ne fa un uso personale per mangiarci sopra non è certo una novità.

Mi hai fatto venire in mente una scenetta. Oh Signor Taddeo buongiorno ma che bell'albero ha nel suo giardino... Eh sta a guardar l'albero, in autunno cadono le foglie, e chi le raccoglie le foglie? Tocca a me raccogliere le foglie, vieni te a raccoglierle? Dimmi se vuoi venire le prendi su te, che stai tanto a guardar l'albero. Pieno di foglie in autunno! E se cade? Se un ramo si rompe e va di là chi paga? Paghi te? Ah basta, sto albero sporca e fa danni, prossimo anno lo tiro via.

Dimmi che margine di dialogo vedi in una situazione simile.

Concordo con [MENTION=5708]spleen[/MENTION] riguardo i commenti seguenti. E trovo che [MENTION=5159]ipazia[/MENTION] in questo passaggio abbia toccato un punto fondamentale.

Sono millenni che l'uomo ragiona e interpreta il mondo - inteso come pianeta - in termini antropocentrici.
Ci vorranno ancora secoli, a mio parere, perchè si renda conto che la visione antropocentrica su cui ha costruito la società così come la conosciamo è deviante rispetto alla realtà.

E fino a che l'uomo mettterà se stesso al centro di tuto, dubito che potrà avere una visione di complessità che considera l'uomo non il custode del giardino, non il padrone del giardino, ma semplicemente una delle parti viventi del giardino.
Il modo "ecologista" che tu critichi qui, per alcuni è la lettura del rapporto con l'uomo con la natura, l'ennesimo tentativo in cui si sentiranno raggirati, presi in giro, sfiduciati, in nome di uno spauracchio che tanti non vedono, di cui non hanno la minima percezione. E se non cambiano le teste, se si va avanti con visione antropocentrista a cui fa riferimento [MENTION=5159]ipazia[/MENTION], qualsiasi progetto decade, è senza senso.

Quello che è successo lo scorso fine ottobre, mi riferisco alla strage di alberi, tanto per dirne una, non è allarmismo infondato. Le api che stanno morendo a milioni non sono allarmismo infondato, e sono poche voci, solo quelle di chi trae profitto economico e quindi ne ha un danno diretto. La gente che muore perchè vive vicino a campi che vengono irrorati per il buon vino (ti senti una roba che ti stringe alla gola, ma non credo tu abbia voglia di metterci il naso in mezzo, sarebbe stupido no?) e che viene tacciata per pazza mentre crepa esiste. Se poi vogliamo far finta di niente e pensare che l'unico problema sia il traffico...
 

danny

Utente di lunga data
Danny, la tua impostazione in questa discussione non la capisco.
Non ho mai pensato che i problemi che riguardano l'ambiente siano di destra o di sinistra. E se vuoi dire che c'è chi di qualsiasi problema ne fa un uso personale per mangiarci sopra non è certo una novità.



Il modo "ecologista" che tu critichi qui, per alcuni è la lettura del rapporto con l'uomo con la natura, l'ennesimo tentativo in cui si sentiranno raggirati, presi in giro, sfiduciati, in nome di uno spauracchio che tanti non vedono, di cui non hanno la minima percezione. E se non cambiano le teste, se si va avanti con visione antropocentrista a cui fa riferimento @ipazia, qualsiasi progetto decade, è senza senso.
Sono ambientalista da una vita: il mio approccio da sempre è a-consumistico, ovvero rivolto alla riduzione dei consumi, a un ambientalismo che coinvolga tutti i ceti sociali e gli Stati indistintamente e non abbia "gap" in termini di risorse economiche.
Sono contrario alla politica dei crediti, http://www.newsmercati.com/Article/Archive/index_html?idn=77&ida=3860&idi=-1&idu=-1infatti, per cui un mondo occidentale più ricco può essere più forte nel gestire le risorse dei paesi più poveri. Le foto che ho condiviso in apertura mostrano le diverse condizioni a cui il nostro pianeta è sottoposto: una parte ricca che può permettersi di "fare ambientalismo" indifferente alle ripercussioni che ha sulla parte povera. La mia ostilità nei confronti delle auto elettriche è dovuta al fatto che esse costituiscono la soluzione che ancor di più accentua il divario tra una parte ricca del pianeta, che può permettersi di avere costosi (anche per le infrastrutture richieste) mezzi che in loco inquinano poco, e il resto del mondo, dove saranno sfruttate miniera di litio, per esempio, o saranno smaltiti tutti i rifiuti o dove andranno tutte le vetture bandite da noi o dove gli stati più ricchi acquistano terreni per coltivare o mettere pannelli solari, limitando le risorse locali. E ho fortissimi dubbi che il resto del mondo possa crescere e arrivare ai nostri livelli sfruttandolo in questa maniera (l'affitto dei terreni per i pannelli solari o le colture non rende come il petrolio...): le risorse sono limitate e sono accaparrate da chi è più ricco.
L'ambientalismo oggi mira a conservare lo stesso se non superiore tenore e sistema di vita delle classi benestanti, andando a ridurre quello di chi ha minori risorse limitandone la crescita.
L'ambientalismo da noi, oggi, ha un forte intreccio con la politica https://www.ilfattoquotidiano.it/20...icipate-vittoria-a-valanga-per-orban/5208813/, che usa l'arma del terrorismo mediatico per definire politiche "cieche" alle questioni sociali, perché sta prevalendo l'ambientalismo conservatore che si innesca profondamente nel consumismo, quello che ti fa cambiare l'auto quando è ancora perfettamente efficiente, che ti fa produrre di più indifferente alla quantità di materie prime sfruttate e al necessario smaltimento dei rifiuti: è l'ambientalismo dei "ricchi", quello già stigmatizzato anni fa da alcune posizioni ambientaliste pure, prima che venissero mediaticamente soffocate , che è indifferente al fatto che qualcuno non riesca a pagare il conto che gli viene presentato.
Si parla di una quantità abnorme di morti per inquinamento (le nostre città sono sempre meno inquinate, basta vedere le tabelle di rilevamento e gli studi in proposito, sono tutti dati ufficiali e pubblicati), quando essi in realtà appartengono di più alla fascia povera della popolazione mondiale, che è assai più diffusa in Africa, Asia, Sudamerica, e non certo nel centro di Milano o di Amsterdam. I dati mostrano che l'eccesso di agenti inquinanti a cui essi sono sottoposti è spesso in ambienti chiusi: la povertà di alcuni impianti di riscaldamento produce diversi inquinanti a cui il corpo viene sottoposto in misura assai più pericolosa rispetto a quelli esterni.
Amsterdam è il perfetto esempio di queste politiche: il centro è già gentrificato, la popolazione con minori risorse si trasferisce nelle città esterne, meno collegate ma anche meno costose. Il centro è per i turisti, i ricchi, i giovani benestanti (le lunghe percorrenze in bici sotto la pioggia sono un ostacolo per molti anziani), ed è un centro che cresce sempre di più, espellendo all'esterno la popolazione residente. Le politiche ambientali che verranno adottate da qui al 2030 non faranno altro che accentuare questo fenomeno.
Il discorso, che voglio portare avanti, è questo: può contribuire a salvare il pianeta una politica ambientalista che si rivolge solo a una fascia ristretta della popolazione, restando non solo indifferente ma crescendo nello sfruttamento di di tutto il resto del mondo (periferie urbane comprese)?
La mia risposta è no.
La canzone di cui ho parlato nel primo post è per fare comprendere come oggi l'ambientalismo venga sfruttato a livello politico in maniera sempre più cinica. Un cinismo borghese che è indifferente anche a chi non può permettersi un'auto nuova ma ne ha comunque bisogno. Un ambientalismo che parla solo a chi ha le risorse economiche adeguate e che presto troverà detrattori proprio nel resto del mondo che, lasciato ai margini, non svilupperà la sensibilità adeguata e necessaria.
 
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Marjanna

Utente di lunga data
Sono ambientalista da una vita: il mio approccio da sempre è a-consumistico, ovvero rivolto alla riduzione dei consumi, a un ambientalismo che coinvolga tutti i ceti sociali e gli Stati indistintamente e non abbia "gap" in termini di risorse economiche.
Sono contrario alla politica dei crediti, http://www.newsmercati.com/Article/Archive/index_html?idn=77&ida=3860&idi=-1&idu=-1infatti, per cui un mondo occidentale più ricco può essere più forte nel gestire le risorse dei paesi più poveri. Le foto che ho condiviso in apertura mostrano le diverse condizioni a cui il nostro pianeta è sottoposto: una parte ricca che può permettersi di "fare ambientalismo" indifferente alle ripercussioni che ha sulla parte povera. La mia ostilità nei confronti delle auto elettriche è dovuta al fatto che esse costituiscono la soluzione che ancor di più accentua il divario tra una parte ricca del pianeta, che può permettersi di avere costosi (anche per le infrastrutture richieste) mezzi che in loco inquinano poco, e il resto del mondo, dove saranno sfruttate miniera di litio, per esempio, o saranno smaltiti tutti i rifiuti o dove andranno tutte le vetture bandite da noi o dove gli stati più ricchi acquistano terreni per coltivare o mettere pannelli solari, limitando le risorse locali. E ho fortissimi dubbi che il resto del mondo possa crescere e arrivare ai nostri livelli sfruttandolo in questa maniera (l'affitto dei terreni per i pannelli solari o le colture non rende come il petrolio...): le risorse sono limitate e sono accaparrate da chi è più ricco.
L'ambientalismo oggi mira a conservare lo stesso se non superiore tenore e sistema di vita delle classi benestanti, andando a ridurre quello di chi ha minori risorse limitandone la crescita.
L'ambientalismo da noi, oggi, ha un forte intreccio con la politica https://www.ilfattoquotidiano.it/20...icipate-vittoria-a-valanga-per-orban/5208813/, che usa l'arma del terrorismo mediatico per definire politiche "cieche" alle questioni sociali, perché sta prevalendo l'ambientalismo conservatore che si innesca profondamente nel consumismo, quello che ti fa cambiare l'auto quando è ancora perfettamente efficiente, che ti fa produrre di più indifferente alla quantità di materie prime sfruttate e al necessario smaltimento dei rifiuti: è l'ambientalismo dei "ricchi", quello già stigmatizzato anni fa da alcune posizioni ambientaliste pure, prima che venissero mediaticamente soffocate , che è indifferente al fatto che qualcuno non riesca a pagare il conto che gli viene presentato.
Si parla di una quantità abnorme di morti per inquinamento (le nostre città sono sempre meno inquinate, basta vedere le tabelle di rilevamento e gli studi in proposito, sono tutti dati ufficiali e pubblicati), quando essi in realtà appartengono di più alla fascia povera della popolazione mondiale, che è assai più diffusa in Africa, Asia, Sudamerica, e non certo nel centro di Milano o di Amsterdam. I dati mostrano che l'eccesso di agenti inquinanti a cui essi sono sottoposti è spesso in ambienti chiusi: la povertà di alcuni impianti di riscaldamento produce diversi inquinanti a cui il corpo viene sottoposto in misura assai più pericolosa rispetto a quelli esterni.
Amsterdam è il perfetto esempio di queste politiche: il centro è già gentrificato, la popolazione con minori risorse si trasferisce nelle città esterne, meno collegate ma anche meno costose. Il centro è per i turisti, i ricchi, i giovani benestanti (le lunghe percorrenze in bici sotto la pioggia sono un ostacolo per molti anziani), ed è un centro che cresce sempre di più, espellendo all'esterno la popolazione residente. Le politiche ambientali che verranno adottate da qui al 2030 non faranno altro che accentuare questo fenomeno.
Il discorso, che voglio portare avanti, è questo: può contribuire a salvare il pianeta una politica ambientalista che si rivolge solo a una fascia ristretta della popolazione, restando non solo indifferente ma crescendo nello sfruttamento di di tutto il resto del mondo (periferie urbane comprese)?
La mia risposta è no.
La canzone di cui ho parlato nel primo post è per fare comprendere come oggi l'ambientalismo venga sfruttato a livello politico in maniera sempre più cinica. Un cinismo borghese che è indifferente anche a chi non può permettersi un'auto nuova ma ne ha comunque bisogno. Un ambientalismo che parla solo a chi ha le risorse economiche adeguate e che presto troverà detrattori proprio nel resto del mondo che, lasciato ai margini, non svilupperà la sensibilità adeguata e necessaria.
Grazie, ora ti sei spiegato.
 
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