La mia esperienza e una presentazione

Jim Cain

Utente di lunga data
Lo sta dicendo lui. La sua eccitazione per una che considera troia spiega cosa lo eccita.
Non sto facendo nessuna interpretazione. Leggo quello che viene scritto.
All'inizio ha anche scritto che si erano davvero innamorati.
Per come la vedo io c'è molto di più che lo lega a lei dell'eccitazione per una che considera troia.
Fosse solo quello sarebbe già bella e che finita.
 

Brunetta

Utente di lunga data
All'inizio ha anche scritto che si erano davvero innamorati.
Per come la vedo io c'è molto di più che lo lega a lei dell'eccitazione per una che considera troia.
Fosse solo quello sarebbe già bella e che finita.
Credo più alla seconda affermazione che non si dice di una di cui di è innamorati.
E poi ha scritto altro.
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
Credo più alla seconda affermazione che non si dice di una di cui di è innamorati.
E poi ha scritto altro.
E' ovvio che di fronte a batoste del genere partano riflessioni a 360 gradi.
Sono sempre meno convinto di essere innamorato e sempre più convinto di essere vittima di un'ossessione che io stesso ho provveduto ad alimentare.
All'inizio è stata solo una simpatica avventura: poi sono arrivati i suoi racconti, la rivelazioni di tutti i lati definiamoli "oscuri" della sua personalità. E' partita in me una forte pulsione di conquista, di appropriazione, di gelosia: e, sia chiaro, IO NON SONO COSI'. Se guardo indietro, vedo me perdere interesse nei periodi tranquilli e ripartire all'assalto quando si affacciava (spesso) un nuovo pretendente.
E' inutile dire che questo "gioco" è sempre stato deleterio per i miei equilibri psicologici ma mi permetteva anche di distrarmi da routine e preoccupazioni.
Adesso è diventato un gioco al massacro. Lei è stata con un altro mentre rifiutava me. Se riesco a riconquistarla (e se voglio ci riesco) devo essere pronto a subire dose maggiori di stress, perché nel frattempo lei si è incattivita per altri motivi.
Non è amore, è una droga.
Devo semplicemente smettere, resistere alle forti crisi di astinenza, alle provocazioni deliberate che lei mi lancia.
Mi sa che mi ci vuole il metadone...
 

Brunetta

Utente di lunga data
E' ovvio che di fronte a batoste del genere partano riflessioni a 360 gradi.
Sono sempre meno convinto di essere innamorato e sempre più convinto di essere vittima di un'ossessione che io stesso ho provveduto ad alimentare.
All'inizio è stata solo una simpatica avventura: poi sono arrivati i suoi racconti, la rivelazioni di tutti i lati definiamoli "oscuri" della sua personalità. E' partita in me una forte pulsione di conquista, di appropriazione, di gelosia: e, sia chiaro, IO NON SONO COSI'. Se guardo indietro, vedo me perdere interesse nei periodi tranquilli e ripartire all'assalto quando si affacciava (spesso) un nuovo pretendente.
E' inutile dire che questo "gioco" è sempre stato deleterio per i miei equilibri psicologici ma mi permetteva anche di distrarmi da routine e preoccupazioni.
Adesso è diventato un gioco al massacro. Lei è stata con un altro mentre rifiutava me. Se riesco a riconquistarla (e se voglio ci riesco) devo essere pronto a subire dose maggiori di stress, perché nel frattempo lei si è incattivita per altri motivi.
Non è amore, è una droga.
Devo semplicemente smettere, resistere alle forti crisi di astinenza, alle provocazioni deliberate che lei mi lancia.
Mi sa che mi ci vuole il metadone...
Ti faccio una rivelazione: tu sei così.
Non lo sapevi, ma sei uno che si eccita al pensiero di conquistare una donna promiscua.
Non è una cosa rara, anche se non la capisco.
Questa diffusione potrebbe esserti di consolazione.
Non credo che tu ti possa liberare dalla ossessione senza accettare questa parte di te.
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
Ti faccio una rivelazione: tu sei così.
Non lo sapevi, ma sei uno che si eccita al pensiero di conquistare una donna promiscua.
Non è una cosa rara, anche se non la capisco.
Questa diffusione potrebbe esserti di consolazione.
Non credo che tu ti possa liberare dalla ossessione senza accettare questa parte di te.
Già, se cadono in mio possesso perdo rapidamente interesse.
Grazie, stavolta mi sei stata di aiuto...
"Donna promiscua", la devo usare di più questa definizione tecnica :D
 

danny

Utente di lunga data
E' ovvio che di fronte a batoste del genere partano riflessioni a 360 gradi.
Sono sempre meno convinto di essere innamorato e sempre più convinto di essere vittima di un'ossessione che io stesso ho provveduto ad alimentare.
All'inizio è stata solo una simpatica avventura: poi sono arrivati i suoi racconti, la rivelazioni di tutti i lati definiamoli "oscuri" della sua personalità. E' partita in me una forte pulsione di conquista, di appropriazione, di gelosia: e, sia chiaro, IO NON SONO COSI'. Se guardo indietro, vedo me perdere interesse nei periodi tranquilli e ripartire all'assalto quando si affacciava (spesso) un nuovo pretendente.
E' inutile dire che questo "gioco" è sempre stato deleterio per i miei equilibri psicologici ma mi permetteva anche di distrarmi da routine e preoccupazioni.
Adesso è diventato un gioco al massacro. Lei è stata con un altro mentre rifiutava me. Se riesco a riconquistarla (e se voglio ci riesco) devo essere pronto a subire dose maggiori di stress, perché nel frattempo lei si è incattivita per altri motivi.
Non è amore, è una droga.
Devo semplicemente smettere, resistere alle forti crisi di astinenza, alle provocazioni deliberate che lei mi lancia.
Mi sa che mi ci vuole il metadone...
Non è amore, è ossessione.
 

danny

Utente di lunga data
Già, se cadono in mio possesso perdo rapidamente interesse.
Grazie, stavolta mi sei stata di aiuto...
"Donna promiscua", la devo usare di più questa definizione tecnica :D
Sei eccitato dal gioco e dalla donna che ti consente questo gioco.
Qualsiasi uomo è annoiato dalla facilità con cui può raggiungere un obiettivo.
Il tira e molla non fa impazzire solo i gatti.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
certo, lo dimostra che NON mi fa star bene. Mi eccita in modo insano ma non sto bene.
Solo in questa frase ci sono un carico così alto di giudizi di te, che per forza di cose non stai bene

E più neghi quel che sei, più starai male. Con chiunque tu sia, e in qualunque modo tu ti metta in condizione di essere.

Non si sfugge a se stessi. E girarsi le spalle mette in situazioni in cui non c'è consensualità e neanche consapevolezza.

Descrivi un qualcosa che fatto in coppia (e non parlo necessariamente di una coppia ufficiale, ma che può essere giocato anche in una coppia ufficiale con grande soddisfazione) e in condivisione è appagante. Perchè permette di esprimere pulsioni che esistono.

Ma farlo di nascosto, su diversi piani...che tu lo fai di nascosto a te stesso, di nascosto da tua moglie, di nascosto dal mondo e, dulcis in fundo, pure di nascosto dall'altro attore (attrice) del gioco...è solo l'anticamera di un qualche disastro.

E cade la consensualità e si inizia a camminare sul filo sottile della vessazione e della dipendenza...

Non è quella donna. Sei tu.

Lei scatena perchè gioca...

Ma giocate entrambi senza neppure sapere cosa fate.

E il casino è assicurato. Come i fatti ti stanno dimostrando.

E non è tanto la promiscuità...è il cacciare.

Se sei cacciatore, sei cacciatore...e se trovi la preda..cacci.

Ma queste sono cose che si possono semplicemente condividere e attraversare insieme...

Serve avere il coraggio di guardarsi e smettere di nascondersi.

Da quel che scrivi la tua questione è che ti sei costruito diverse maschere con cui ti proponi non solo al mondo ma anche a te stesso quando sei nel mondo. Pensaci bene a quel che stai facendo.

Giocare con le maschere, e giocare negando quel che c'è sotto la maschera...è un gioco al massacro.

Diventa facile confondere la maschera con chi si è....
 
Ultima modifica:

Orbis Tertius

Utente di lunga data
Solo in questa frase ci sono un carico così alto di giudizi di te, che per forza di cose non stai bene

E più neghi quel che sei, più starai male. Con chiunque tu sia, e in qualunque modo tu ti metta in condizione di essere.

Non si sfugge a se stessi. E girarsi le spalle mette in situazioni in cui non c'è consensualità e neanche consapevolezza.

Descrivi un qualcosa che fatto in coppia (e non parlo necessariamente di una coppia ufficiale, ma che può essere giocato anche in una coppia ufficiale con grande soddisfazione) e in condivisione è appagante. Perchè permette di esprimere pulsioni che esistono.

Ma farlo di nascosto, su diversi piani...che tu lo fai di nascosto a te stesso, di nascosto da tua moglie, di nascosto dal mondo e, dulcis in fundo, pure di nascosto dall'altro attore (attrice) del gioco...è solo l'anticamera di un qualche disastro.

E cade la consensualità e si inizia a camminare sul filo sottile della vessazione e della dipendenza...

Non è quella donna. Sei tu.

Lei scatena perchè gioca...

Ma giocate entrambi senza neppure sapere cosa fate.

E il casino è assicurato. Come i fatti ti stanno dimostrando.

E non è tanto la promiscuità...è il cacciare.

Se sei cacciatore, sei cacciatore...e se trovi la preda..cacci.

Ma queste sono cose che si possono semplicemente condividere e attraversare insieme...

Serve avere il coraggio di guardarsi e smettere di nascondersi.

Da quel che scrivi la tua questione è che ti sei costruito diverse maschere con cui ti proponi non solo al mondo ma anche a te stesso quando sei nel mondo. Pensaci bene a quel che stai facendo.

Giocare con le maschere, e giocare negando quel che c'è sotto la maschera...è un gioco al massacro.

Diventa facile confondere la maschera con chi si è....
Va bene tutto quello che hai detto, che poi è quello che mi dice l'amante da tre anni e mezzo: di buttare giù la maschera.
Ma ho una famiglia e dei figli, non posso farlo. Non posso far pagare a loro i miei errori. Li pagherò io, sono molto sereno in questo.
Solo un appunto: non incolpavo lei, lei è semplicemente se stessa. parlavo della MIA ossessione. Non è lei che non mi fa stare bene, è la mia ossessione che non mi fa stare bene.
Grazie... mi state aiutando molto tutti... non me l'aspettavo...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Va bene tutto quello che hai detto, che poi è quello che mi dice l'amante da tre anni e mezzo: di buttare giù la maschera.
Ma ho una famiglia e dei figli, non posso farlo. Non posso far pagare a loro i miei errori. Li pagherò io, sono molto sereno in questo.
Solo un appunto: non incolpavo lei, lei è semplicemente se stessa. parlavo della MIA ossessione. Non è lei che non mi fa stare bene, è la mia ossessione che non mi fa stare bene.
Grazie... mi state aiutando molto tutti... non me l'aspettavo...
Non è di quella maschera che sto parlando :)

La maschera è con te stesso, nel dirti la verità sui tuoi bisogni e sui tuoi desideri...anche per dare a te la possibilità di divenire proattivo nel migliorare la relazione con tua moglie...credo di aver capito che hai deciso di chiudere con l'amante e rimanere in famiglia.

Quel gioco, che con la tua amante ti è divenuto evidente, è tuo...se pensi di poterne fare a meno...mah...non è mai una buona idea, una volta aperta la porta, provare a richiuderla

bisognava pensarci prima di aprirla, ma non l'hai fatto

adesso è aperta, far finta che sia chiusa è l'ennesima maschera e l'ennesimo imbroglio

In questo modo complichi la vita a tutti, per il semplice motivo che non ti racconti la verità su te stesso

E aggiungo, a nota, che un certo modo di giocare non lo tiri fuori perchè l'altra è troia

Semplicemente il fatto che te la dipingi come troia permette a te, MASCHIO, di esprimere tue pulsioni che con tua moglie (donna degna di rispetto e a cui quindi con grosse difficoltà tu esprimi le pulsioni che escono con la troia, per tuoi tabù) non riesci ad esprimere
ti metti in gabbia da solo

Questa è la tua ossessione...
Con l'amante, la troia, non puoi esprimere l'affettività, per costituzione relazionale
Con la moglie, donna a cui dar rispetto, non puoi esprimere le tue pulsioni più "animali (passami il termine), per costituzione relazionale

E ti incateni, nell'ossessione dei tuoi bisogni mai pienamente soddisfatti

Lei è solo un tramite, a questo livello lei o un'altra è la stessa cosa

E sai perchè?

Perchè non essendo in dominio di te stesso e delle tue pulsioni (le maschere di cui parlavo) finisci per essere in balia del caso e degli attivatori causali che incontri lungo la via.

E le scelte che ti rimangono sono o fingere di non sentire nulla o fingere con il mondo di non sentire e ritagliarti una bolla in cui sentire quel che in ogni caso ti compone...

Questo bilico mette te in condizione di instabilità, insicurezza e per converso, per rimettre equilibrio, ti mette in condizione di proiettare fuori (la troia) le tue insicurezze di maschio con pulsioni da maschio, collocandole in uno spazio di trasgressione e non di quotidianità (negandoti da solo una affettività ed una intimità piena con tua moglie)

Sei tu, che con tua moglie fatichi a tirar fuori chi sei...ma così perdi lei, la relazione con lei e anche te stesso
 
Ultima modifica:

stany

Utente di lunga data
Solo in questa frase ci sono un carico così alto di giudizi di te, che per forza di cose non stai bene

E più neghi quel che sei, più starai male. Con chiunque tu sia, e in qualunque modo tu ti metta in condizione di essere.

Non si sfugge a se stessi. E girarsi le spalle mette in situazioni in cui non c'è consensualità e neanche consapevolezza.

Descrivi un qualcosa che fatto in coppia (e non parlo necessariamente di una coppia ufficiale, ma che può essere giocato anche in una coppia ufficiale con grande soddisfazione) e in condivisione è appagante. Perchè permette di esprimere pulsioni che esistono.

Ma farlo di nascosto, su diversi piani...che tu lo fai di nascosto a te stesso, di nascosto da tua moglie, di nascosto dal mondo e, dulcis in fundo, pure di nascosto dall'altro attore (attrice) del gioco...è solo l'anticamera di un qualche disastro.

E cade la consensualità e si inizia a camminare sul filo sottile della vessazione e della dipendenza...

Non è quella donna. Sei tu.

Lei scatena perchè gioca...

Ma giocate entrambi senza neppure sapere cosa fate.

E il casino è assicurato. Come i fatti ti stanno dimostrando.

E non è tanto la promiscuità...è il cacciare.

Se sei cacciatore, sei cacciatore...e se trovi la preda..cacci.

Ma queste sono cose che si possono semplicemente condividere e attraversare insieme...

Serve avere il coraggio di guardarsi e smettere di nascondersi.

Da quel che scrivi la tua questione è che ti sei costruito diverse maschere con cui ti proponi non solo al mondo ma anche a te stesso quando sei nel mondo. Pensaci bene a quel che stai facendo.

Giocare con le maschere, e giocare negando quel che c'è sotto la maschera...è un gioco al massacro.

Diventa facile confondere la maschera con chi si è....
Bellissima questa delle maschere!
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io invece non riesco...ed è un mio limite ,ma anche il punto di forza.
Il limite è non sapere delle maschere...

Lo sapevano bene i greci, e altrettanto bene lo esprimevano nel loro teatro

Ogni maschera rappresentava un ruolo...e noi di ruoli ne indossiamo moltissimi

Non rendersi conto che il ruolo è una forma della maschera è un grosso, grossissimo limite

A diversi livelli, da quello intimo relazionale a quello sociale e anche lavorativo

Non porsi il problema, significa subire e non essere padroni di se stessi

Tu stesso, con tua moglie, rappresenti una maschera e lei con te...parte dei mattoncini del muro che vi separa riguarda proprio il vostro non riuscire a togliervi maschere, di cui probabilmente non siete nemmeno ben consapevoli:)

Ed è un vero peccato...
 
Ultima modifica:

stany

Utente di lunga data
Il limite è non sapere delle maschere...

Lo sapevano bene i greci, e altrettanto bene lo esprimevano nel loro teatro

Ogni maschera rappresentava un ruolo...e noi di ruoli ne indossiamo moltissimi

Non rendersi conto che il ruolo è una forma della maschera è un grosso, grossissimo limite

A diversi livelli, da quello intimo relazionale a quello sociale e anche lavorativo

Non porsi il problema, significa subire e non essere padroni di se stessi

Tu stesso, con tua moglie, rappresenti una maschera e lei con te...parte dei mattoncini del muro che vi separa riguarda proprio il vostro non riuscire a togliervi maschere, di cui probabilmente non siete nemmeno ben consapevoli:)

Ed è un vero peccato...
Ah...mi fai riflettere...grazie .Un abbraccio.
 
Top