La scelta

Gaia

Utente di lunga data
A Ga’, che palle. Ma davvero: uscire da te stessa… a che pro? Ma chi te l’ha chiesto? Il punto è un altro: se tu ti incastri in una scelta e poi la trasformi in dogma, non è lucidità. È solo un modo elegante per non guardare mai oltre il bordo del piatto.

E poi dai, su… se rinneghi pure i quattro spicci che hai in tasca, che ti rimane? Il buco sul fondo? È ovvio che non rinneghi: hai fatto tre scelte in croce, mannaggia la miseria, e ti ci sei costruita sopra una cattedrale. Non è che “non rinneghi” perché sei zen: non rinneghi perché non hai margine. Hai avuto tre storie in croce — compreso l’amante sgangherato — e fine. Se rinneghi pure quelle, che cosa resta? Un bicchiere vuoto. E tu lo sai.

E questa cosa del io non analizzo, guardo i fatti… sì, certo. È comoda, però. È il classico trucco di chi gioca sempre in difesa: non mi interessa capire i meccanismi perché capirli ti costringerebbe ad ammettere che certe scelte non le hai fatte per forza, le hai fatte per sicurezza. Per paura. Per poca fiducia in te stessa. E ci sta, eh: ognuno fa come può. Ma allora non venirmi a vendere la storia dell’illuminazione.

Perché la verità è che tu non hai “scartato un sacco di persone”. Hai scelto la via più strutturata, pronta, precisa, e va benissimo: sei contenta così? Perfetto. Ma che cavolo vuoi, allora? Se ti basta, ti basta. Punto.

E sì: parentesi è un red flag per chiunque non abbia il tuo mindset. Non perché sei sbagliata, ma perché il tuo è un mindset da persona che ha impostato tutta la vita sul controllo e sul rischio minimo. È un modo di stare al mondo. Solo che poi non puoi pretendere di entrare in ogni discussione come se stessi parlando con gente che ha vissuto in modo diverso e deve per forza capirti o validarti. Ovvio che chi è abituato ad andare in Ferrari non si compra una macchina perché consuma poco.

Quindi decidiamoci: o ti basta davvero e resti serena nel tuo recinto — marito, assetto, stabilità, ok — oppure smetti di fare la pasionaria ogni volta che qualcuno parla una lingua che tu non parli. Perché il problema non è che tu stai bene. Il problema è che ti infastidisce vedere che altri hanno scelto un altro campo da gioco.

Senza contare che chi ha fatto una vita piena di opzioni conosce la tua esperienza, tu la nostra non la conosci, al massimo la immagini o la razionalizzi, in questo sei una ottima discepola di Brunetta.
Ma a te che importa di come io vivo la mia vita.
E chi ti dice che devo smettere o non smettere di fare qualcosa.
Il punto è che tu guardi alle scelte e non valuti ciò scarto e pure quella è una scelta. Una scelta è quella cosa che azzera le altre alternative.
Anche una mancata scelta paradossalmente e’ una scelta, seppur inconsapevole.
Il punto è che analizzi le vite altrui secondo la tua lente. Ma se io analizzassi la vostra di vita secondo la mia lente molti credo si taglierebbero le vene.
Ma che senso ha? Nessuno perché non porta alcun beneficio alla mia vita. Per cui evito di farlo. E non sono io che cerco validazione, piuttosto molti qui, incluso te, partono con le loro filippiche pensando di avere il Vangelo in tasca.
e invece la tua chiave di lettura non è buona per tutte le porte. Nemmeno la mia, ma io lo so però e non mi incazzo se non la usi. Del resto ogni chiave e’ originale e apre solo una porta. Con la copia ci apri (bene o male) le relazioni interpersonali.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma io non capisco perché dovrei uscire da me stessa. A che pro?
Sei tu che indichi parentesi come un red flag che se avessi avuto esperienza etc…
E invece io non lo rinnego proprio parentesi. Era una scelta consapevole.
ma non rinnego nessuna delle relazioni precedenti o contemporanee. Ho sempre tutto ciò di cui necessito e questo per me è l’unica cosa che conta.
Io non sto lì ad analizzare situazioni come vedo fare a te. Non mi interessa capire i meccanismi. Io mi interesso dei fatti e di quanto impattano sulla mia vita. Non mi interessa sapere che cosa poteva esserci se… non c’è e se non c’è è perché ho scelto che non ci fosse. A me basta.
Perchè per quanto la tua realtà te la costruisci su misura per te, e come te ognuno, uscire da se stessi è un buon modo per fare autocritica e uscire dal tribunale. E questo non serve per essere migliori, serve per non sentirsi punti o per saper usare, analizzando, l'essersi sentiti punti per sè. :)

Non è obbligatorio farlo. Il pro però è questo.

Dire che alcuni dei comportamenti che hai indicato in parentesi sarebbero stati evidentemente red flag per chi ha tradito più di te non significa dire che lo devi rinnegare e non è infatti quello che ho scritto e nemmeno quello che penso.

Dove avrei mai scritto che un errore sia qualcosa da rinnegare?
Gli errori servono per riorientare la propria direzione.
Gli errori appartengono al campo dei giudizi di valutazione non al campo dei giudizi di valore ed è questa distinzione di campo che implica il rinnegare o meno.

Rinnegare un proprio errore è anche rinnegare quel sè che ha fatto quella scelta che ha portato a quel risultato che si desiderava diverso per sè.

E uscire da se stessi ha anche questa funzione: uscire dal proprio tribunale interno (giudizio di valore su di sè operato da sè) e confrontarsi con la realtà di quello che sta fuori: ossia che quello che per te è un errore per altri è qualcosa che funziona e anche bene. Uscir da sè serve per non assolutizzarsi nei propri dogmi. Creando fra l'altro l'esigenza di andar a prender aria :)

Non si spinge una macchina standoci seduti dentro, in buona sostanza.

Poi, ognuno decide cosa è bastevole per sè. Costi e benefici.

Ma alcune cose restano esterne a sè e il tradimento mette in questa posizione a prescindere.
Dubito che ora come ora, vedendo il suo processo di scelta (ossia scelta+conseguenze) la moglie di prima voce ritenga che nonno nanni sia stato bastevole in sè, per esempio.
Come certa che se parentesi ti fosse stato sgamato da marito non valuteresti la tua esperienza con lui nello stesso modo.
 
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PrimaVoce

Utente di lunga data
Una cosa deve esserti chiara. Che lei debba camminare sulle sue gambe ma anche tu sulle tue e ciò prevede che non esiste al mondo che lei si occupi delle tue figlie per tre settimane consecutive senza stacco.
Sarebbero 16 giorni, ma dici che saro' costretto a cambiare lavoro per darle uno stacco?
O posso farlo attraverso babysitter / genitori?
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ma a te che importa di come io vivo la mia vita.
E chi ti dice che devo smettere o non smettere di fare qualcosa.
Il punto è che tu guardi alle scelte e non valuti ciò scarto e pure quella è una scelta. Una scelta è quella cosa che azzera le altre alternative.
Anche una mancata scelta paradossalmente e’ una scelta, seppur inconsapevole.
Il punto è che analizzi le vite altrui secondo la tua lente. Ma se io analizzassi la vostra di vita secondo la mia lente molti credo si taglierebbero le vene.
Ma che senso ha? Nessuno perché non porta alcun beneficio alla mia vita. Per cui evito di farlo. E non sono io che cerco validazione, piuttosto molti qui, incluso te, partono con le loro filippiche pensando di avere il Vangelo in tasca.
e invece la tua chiave di lettura non è buona per tutte le porte. Nemmeno la mia, ma io lo so però e non mi incazzo se non la usi. Del resto ogni chiave e’ originale e apre solo una porta. Con la copia ci apri (bene o male) le relazioni interpersonali.
Gaia, te lo spiego una volta sola, in modo comprensibile.

A me della tua vita, in sé, non frega niente. Mi interessa quando la porti qui come metro universale e poi fai la predica agli altri perché non ci rientrano. Se scrivi, ti rispondo. È un forum: funziona così.

Il problema — e qui ti assomigli a @Brunetta più di quanto credi — è che siete schiave dell’asimmetria informativa. Lei perché ha fatto la maestra, tu perché fai l’avvocato: siete abituate a parlare con gente che, per età o contesto, ne sa meno. È il rapporto medico-paziente, capito? Tu sei sempre in piedi e l’altro è sempre steso. E allora vi sembra normale spiegare la vita dall’alto del vostro angoletto, come se la parte fisiologica non esistesse.

Solo che la vita fisiologica esiste eccome. E una persona sana, tendenzialmente, attraversa storie, inciampa, riparte, cambia pelle. Una persona che ha pochissime storie non è “più pura” o “più evoluta”: è più povera di esperienza. Meno ricca. Meno allenata a respirare. E non te lo dico per insultarti, te lo dico perché poi qui vieni a fare la paladina del ho scelto così, mi basta, e lo usi come scudo e come medaglia insieme.

Che tu ti racconti la tua storia per autovalidarti, affari tuoi. Ma non venirmi a dire che gli altri “filippicano col Vangelo in tasca” quando sei tu la prima che ripete la stessa tiritera a macchinetta ogni volta che qualcuno apre un discorso diverso. Tu non confronti: ti difendi. Parli come se qualcuno ti stesse minacciando, quando in realtà stiamo solo dicendo cose diverse.

E il punto finale è questo: tu ti metti in cattedra. Solo che sulla cattedra non ci puoi stare, perché i “titoli” qui non sono i vent’anni di relazione, né il mi basta: i titoli sono la capacità di reggere il confronto senza trasformarlo in una recita in cui tu sei l’unica adulta, anche perchè per diventare altro, ammesso che lo volessi, sei fuori tempo massimo, hai perso il treno.

Quindi: se vuoi discutere, discutiamo. Se vuoi solo ribadire che la tua chiave apre tutte le porte, allora no. Perché non è vero. E lo sai anche tu, solo che ti conviene far finta di no.
 

Gaia

Utente di lunga data
Sarebbero 16 giorni, ma dici che saro' costretto a cambiare lavoro per darle uno stacco?
O posso farlo attraverso babysitter / genitori?
Lo puoi fare e quanto impatterà sulle spese straordinarie chiaramente.
ma valuterete man mano solo che tanto più ti sei assente (e lei è sola) tanto più questo impatterà sul patrimonio, a parer mio.
 

Gaia

Utente di lunga data
Gaia, te lo spiego una volta sola, in modo comprensibile.

A me della tua vita, in sé, non frega niente. Mi interessa quando la porti qui come metro universale e poi fai la predica agli altri perché non ci rientrano. Se scrivi, ti rispondo. È un forum: funziona così.

Il problema — e qui ti assomigli a @Brunetta più di quanto credi — è che siete schiave dell’asimmetria informativa. Lei perché ha fatto la maestra, tu perché fai l’avvocato: siete abituate a parlare con gente che, per età o contesto, ne sa meno. È il rapporto medico-paziente, capito? Tu sei sempre in piedi e l’altro è sempre steso. E allora vi sembra normale spiegare la vita dall’alto del vostro angoletto, come se la parte fisiologica non esistesse.

Solo che la vita fisiologica esiste eccome. E una persona sana, tendenzialmente, attraversa storie, inciampa, riparte, cambia pelle. Una persona che ha pochissime storie non è “più pura” o “più evoluta”: è più povera di esperienza. Meno ricca. Meno allenata a respirare. E non te lo dico per insultarti, te lo dico perché poi qui vieni a fare la paladina del ho scelto così, mi basta, e lo usi come scudo e come medaglia insieme.

Che tu ti racconti la tua storia per autovalidarti, affari tuoi. Ma non venirmi a dire che gli altri “filippicano col Vangelo in tasca” quando sei tu la prima che ripete la stessa tiritera a macchinetta ogni volta che qualcuno apre un discorso diverso. Tu non confronti: ti difendi. Parli come se qualcuno ti stesse minacciando, quando in realtà stiamo solo dicendo cose diverse.

E il punto finale è questo: tu ti metti in cattedra. Solo che sulla cattedra non ci puoi stare, perché i “titoli” qui non sono i vent’anni di relazione, né il mi basta: i titoli sono la capacità di reggere il confronto senza trasformarlo in una recita in cui tu sei l’unica adulta, anche perchè per diventare altro, ammesso che lo volessi, sei fuori tempo massimo, hai perso il treno.

Quindi: se vuoi discutere, discutiamo. Se vuoi solo ribadire che la tua chiave apre tutte le porte, allora no. Perché non è vero. E lo sai anche tu, solo che ti conviene far finta di no.
Ma sta cosa della vita come metro di giudizi la fai tu. Non certo io. La mia è la mia e io so che non può essere quella di un altro. Il resto non lo leggo che non mi piacciono i post lunghi e autorenferenziali. Servono solo a dirmi quali sono le tue fragilità e a me onestamente non importano visto che non ti conosco.
e rispetto alla chiave ho detto esattamente il contrario. Baci, io vado a docciarmi e a bere una cosa
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Già, ma mi sono chiesto e ti chiedo: da affabulatrice ancorchè trasparente, che gusto c'è a stare con dei creduloni?
Sindrome dell'impostore :)

E senza nulla togliere a loro comunque. Distribuire le responsabilità non significa sgravarsi delle proprie.
Rifarei ogni singola esperienza. Mi hanno arricchita e ho potuto imparare cose che diversamente non avrei imparato.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Guarda che a questo devi aggiungere come gli dicevo che sarebbe pensabile per lei chiedere un aiuto con le bambine nei gironi i cui toccherebbero a lui (infrasettimanali e weekend).
Secondo me lui dovrà lasciare il lavoro e stare più vicino così da rendersi più presente. Perché qui il punto è questo. Lui non è presente. Lei c’è sempre.
sotto quest’ottica condivido il fatto che dovrà versare di più ma come straordinario.
Vedremo, grazie dello spunto, i miei genitori sarebbero disposti a tenere le bambine a casa loro anche tutte e due le settimane.
Magari passa questa linea, oppure si c'e' da considerare il lavoro, e' tutta una situazione da bilanciare.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
A marito prendo sempre boxer spiritosi. Già rido come si spoglia e a me basta😂😂
@ipazia ti prego prendila per una battuta.
Io prendo tutto come una battuta :D:D

Ma ti ci vedo usare boxer spiritosi per marito!!

Io non ho una gran passione per l'intimo, ho proprio un problema con gli slip su un corpo maschile diverso da quello di un nuotatore.
Questo non toglie che davanti a slip su corpi di nuotatori, per esempio, mi inginocchio, prego e rendo grazia! 😇:love:
 

Nicky

Utente di lunga data
Sarebbero 16 giorni, ma dici che saro' costretto a cambiare lavoro per darle uno stacco?
O posso farlo attraverso babysitter / genitori?
Credo che sia bene che siate entrambi ragionevoli. Tieniti il tuo lavoro ben pagato e non impuntarti troppo sul dare pochi soldi per le bimbe, perché crescono e le spese aumenteranno, non può esserci troppa sproporzione con il tuo reddito.
Se poi la tua ex spenderà qualcosa di quei soldi per il parrucchiere, pazienza, le bimbe avranno almeno una mamma non frustrata, che è meglio per loro.
Certo non dare un mantenimento a lei.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Io prendo tutto come una battuta :D:D



Ma ti ci vedo usare boxer spiritosi per marito!!



Io non ho una gran passione per l'intimo, ho proprio un problema con gli slip su un corpo maschile diverso da quello di un nuotatore.

Questo non toglie che davanti a slip su corpi di nuotatori, per esempio, mi inginocchio, prego e rendo grazia! 😇:love:
E comunque, se l'alternativa è essere scelto o scartato attraverso una valutazione che prevede delle gran chiavate, piuttosto che una valutazione fatta tipo colloquio di lavoro.. sai già a chi va il mio voto.. Senza se e senza ma.
 
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Delfi1999

Utente di lunga data
Non appoggiato sul cazzo.
Il che significa una buon controllo sulla muscolatura del tronco e delle gambe.

Per inciso, uno dei miei parametri fondamentali in un maschio, quindi non ancora considerato uomo per quanto mi riguarda, è che non abbia pancia.
Non mi interessa la tartaruga, anche se non disprezzo affatto, ma la pancia smollata con la postura sbilanciata del bacino proprio no.
Mi parte il rigetto istantaneo.
Non lo considero neanche come candidato per una valutazione successiva.
Perfetto ! Sarei il tuo tipo ! :ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO:
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Sindrome dell'impostore :)

E senza nulla togliere a loro comunque. Distribuire le responsabilità non significa sgravarsi delle proprie.
Rifarei ogni singola esperienza. Mi hanno arricchita e ho potuto imparare cose che diversamente non avrei imparato.
Ma non ci credi nemmeno tu..
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sicuramente non si sente leggera, ma le persone non cercano un amante per alleggerire. Spesso non sanno proprio cosa stanno cercando, è questo il problema.
Idealmente, se una persona ha una vita ben costruita, l'amante ha forse senso solo per alleggerire.
Ma poche persone che hanno l'amante, almeno la prima volta, hanno una vita ben costruita, soprattutto dentro di sé, non credi?
Vero il primo grassetto, anche se non in termini assoluti.

Il secondo riguarda esattamente l'esperienza, che fa identificare anche le red flag e mette in condizione di attuare tutti quei comportamenti che si attuano quando si sa quello che si sta facendo: e questo implica la presenza nel processo di scelta, che non si limita alla scelta di scopare o meno e con chi ma lega in termini processuali il chi al cosa fa e al come lo fa. Le red flag sono esattamente il frutto di questo tipo di analisi dell'esperienza.

Io sono stata beccata due volte a tradire: la prima volta a 15 anni. E il tradimento era un limone, per intenderci :ROFLMAO: Il tipo che mi ero scelta era nel giro delle conoscenze del morosino che avevo. ;)

La seconda volta avevo tipo 24 anni: non avevo fatto coincidere il luogo dell'uscita con il luogo in cui ero davvero.

Poi, io ho avuto il culo che a 20 anni sono stata amante di lungo periodo di un 40enne che mi ha insegnato veramente un sacco su come gestirmi e su come gestire il tradire. Diciamo che ho avuto il culo di avere un buon mentore fin dall'inizio e quindi tanta analisi me la sono risparmiata sfruttando l'analisi di esperienza di chi l'aveva fatta prima di me.
 
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