Guarda, la tua logica è ferrea sulla carta, ma in un’aula di tribunale è probabilmente un autogol clamoroso. Legalmente, se dopo le corna accetti la terapia, un giudice può interpretarlo come perdono o tolleranza. L'addebito ti viene rigettato perché dimostri che il tradimento non ha reso la convivenza 'intollerabile' (visto che ci provi ancora). Tu dici che sono piani distinti, ma prova a chiedere a qualunque psicoterapeuta se si può ricostruire la fiducia con uno dei due che ha depositato un atto in cui accusa l'altro di ogni nefandezza per avere l'addebito. La terapia diventerà solo il luogo in cui lei raccoglierà prove per dire che sei tu quello che non vuole davvero la pace. Se il giudice sente odore di terapia, non ti dà la separazione pronta 'nel caso non funzioni'. Ti sospende il giudizio o ti manda a casa a riflettere. E tu resti sposato, con le corna e con le spese legali da pagare. Stai dando alla tua ex l'arma perfetta per neutralizzare la tua azione legale: le basta dire 'Io ci sto provando, è lui che deposita le carte per cattiveria' per far saltare tutto il tuo castello accusatorio.