La scelta

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Grazie, domani ho appuntamento con avvocato per definire i comportamenti favorevoli e sfavorevoli.
Pur avendo già' trattato l'argomento lo chiarirò meglio.
Pero' mi sembra un percorso chiaro laddove venga prima provata la terapia e dopo depositato il ricorso.
Qui prima e' stata depositata la giudiziale e successivamente iniziata una terapia (specificatamente per capire se si puo' superare il tradimento).
Se in udienza si arriva dicendo: mi dispiace ho provato pure la terapia ma non ce l'ho fatta a superare questo tradimento, mi sembra arduo andare ad attaccare il nesso causale tra tradimento e separazione.
Se porti la pratica in tribunale parlando di corna e addebito, e poi dici al giudice che state facendo terapia (o glielo fa presente lei, e puoi scommetterci che il suo avvocato non vede l'ora), quello ti guarda storto. O il matrimonio è finito (e allora separiamoci), o non è finito (e allora la causa per addebito non ha senso). Fare entrambe le cose distrugge la tua credibilità legale e regala alla tua ex un'ottima difesa: potrà dire che sei tu quello instabile che non sa cosa vuole.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Io onestamente non ho mai compreso la terapia.
Come può un estraneo comprendere ciò che accade a livello individuale e di coppia.
Ma io non ho mai compreso anche professioni come lo psicologo. Peraltro per lo stesso motivo. Sono ignorante sul punto e non mi affiderei mai a un altro la gestione dei miei problemi.
Ma Gaia, in terapia tu porti te stesso, lo psicoterapeuta degno di questo nome non ti darà mai un consiglio o un giudizio, ma ti darà uno spazio per parlare, con le domande giuste e sarai tu a gestire te stesso e i tuoi problemi.

Ed è per questo che nei casi in cui uno non ci porta se stesso in terapia, ma delle gran balle, non funziona e in casi come quello che mi sembra capirà sia stato quello di Martina, terribile, capisco abbia ancora i geloni al solo sentire la parola terapia!
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
In coppia poi io credo che o si sta bene oppure non è che si deve tentare a tutti i costi di stare. Semplicemente si prende atto del fatto che non si è compatibili e ci si lascia.
Se hai delle dinamiche interne di un certo tipo, puoi anche cambiare compagno ma ti troverai sempre nelle stesse dinamiche.

La terapia è un percorso di conoscenza di sé stessi, individuale o di coppia che sia, al centro ci sei sempre tu.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quando lei ha rifiutato il weekend insieme e incominciato a dire che sentiva "di perdere identità nella coppia" io ho sentito puzza di bruciato. Capivo che non mi stava raccontando la verità ma non avrei pensato a un tradimento.

Ho così iniziato a controllare "fai-da-te" pensando di trovare una confessione alla sorella, alla madre o a un amico. E invece ho scoperto il tradimento, da lì investigatore e tutto quello che è seguito.
Beh era una affermazione trasparente.
Anche se si capisce dopo.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Se porti la pratica in tribunale parlando di corna e addebito, e poi dici al giudice che state facendo terapia (o glielo fa presente lei, e puoi scommetterci che il suo avvocato non vede l'ora), quello ti guarda storto. O il matrimonio è finito (e allora separiamoci), o non è finito (e allora la causa per addebito non ha senso). Fare entrambe le cose distrugge la tua credibilità legale e regala alla tua ex un'ottima difesa: potrà dire che sei tu quello instabile che non sa cosa vuole.
Capisco l’obiezione, ma i due piani sono distinti. L’azione legale serve a tutelare i diritti e fissare responsabilità; la terapia serve a capire se esistono ancora le condizioni per ricostruire. Non è instabilità, è prudenza.

Un giudice non valuta le intenzioni emotive, ma i fatti e gli atti giuridici. Il tentativo di terapia non cancella né contraddice ciò che è accaduto. Se poi la relazione si ricompone, la causa può essere ritirata; se non funziona, non si è rimasti scoperti.

Tenere aperte entrambe le strade non indebolisce la credibilità, la protegge.
 

Gaia

Utente di lunga data
Se hai delle dinamiche interne di un certo tipo, puoi anche cambiare compagno ma ti troverai sempre nelle stesse dinamiche.

La terapia è un percorso di conoscenza di sé stessi, individuale o di coppia che sia, al centro ci sei sempre tu.
Non lo so. Trovo tu stia dicendo cose sensate.
ma ci vedo un gap forse perché parto dalla mia esperienza personale.
Due persone che stanno insieme devono valutare che è una maratona e non una 100 Mt.
in questa maratona si cade,ci si sbuccia il ginocchio.
non tutti arriveranno al traguardo. Ci sta.
non si deve arrivare al traguardo per forza se ci si rompe un piede.
Nel matrimonio è uguale. Se per uno è inaccettabile il comportamento dell’altro semplicemente lo lascia. Perché, che ti piaccia o meno, chi tradisce non ha commesso nessun errore. Ha solo fatto una scelta che l’altro può legittimamente trovare inaccettabile.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Per carità. Infatti ho detto che io non capisco. Mica che siano inutili.
Solo che ne ne vedo proprio la necessità soprattutto in coppia.
Beh che tu non ne abbia necessità, non ci metterei la mano sul fuoco.
Così come per tanti qui che non dicono che non vivono alcun tipo di timore, né sofferenza.
 

Delfi1999

Utente di lunga data
Quando lei ha rifiutato il weekend insieme e incominciato a dire che sentiva "di perdere identità nella coppia" io ho sentito puzza di bruciato. Capivo che non mi stava raccontando la verità ma non avrei pensato a un tradimento.

Ho così iniziato a controllare "fai-da-te" pensando di trovare una confessione alla sorella, alla madre o a un amico. E invece ho scoperto il tradimento, da lì investigatore e tutto quello che è seguito.
Quindi hai scoperto il tradimento di tua moglie da informazioni avute dalla sorella, dalla madre o da un amico (se ho ben capito) ? Mi sembra strano.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non lo so. Trovo tu stia dicendo cose sensate.
ma ci vedo un gap forse perché parto dalla mia esperienza personale.
Due persone che stanno insieme devono valutare che è una maratona e non una 100 Mt.
in questa maratona si cade,ci si sbuccia il ginocchio.
non tutti arriveranno al traguardo. Ci sta.
non si deve arrivare al traguardo per forza se ci si rompe un piede.
Nel matrimonio è uguale. Se per uno è inaccettabile il comportamento dell’altro semplicemente lo lascia. Perché, che ti piaccia o meno, chi tradisce non ha commesso nessun errore. Ha solo fatto una scelta che l’altro può legittimamente trovare inaccettabile.
Sei consapevole che stai riproducendo la tua narrazione?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Capisco l’obiezione, ma i due piani sono distinti. L’azione legale serve a tutelare i diritti e fissare responsabilità; la terapia serve a capire se esistono ancora le condizioni per ricostruire. Non è instabilità, è prudenza.

Un giudice non valuta le intenzioni emotive, ma i fatti e gli atti giuridici. Il tentativo di terapia non cancella né contraddice ciò che è accaduto. Se poi la relazione si ricompone, la causa può essere ritirata; se non funziona, non si è rimasti scoperti.

Tenere aperte entrambe le strade non indebolisce la credibilità, la protegge.
Guarda, la tua logica è ferrea sulla carta, ma in un’aula di tribunale è probabilmente un autogol clamoroso. Legalmente, se dopo le corna accetti la terapia, un giudice può interpretarlo come perdono o tolleranza. L'addebito ti viene rigettato perché dimostri che il tradimento non ha reso la convivenza 'intollerabile' (visto che ci provi ancora). Tu dici che sono piani distinti, ma prova a chiedere a qualunque psicoterapeuta se si può ricostruire la fiducia con uno dei due che ha depositato un atto in cui accusa l'altro di ogni nefandezza per avere l'addebito. La terapia diventerà solo il luogo in cui lei raccoglierà prove per dire che sei tu quello che non vuole davvero la pace. Se il giudice sente odore di terapia, non ti dà la separazione pronta 'nel caso non funzioni'. Ti sospende il giudizio o ti manda a casa a riflettere. E tu resti sposato, con le corna e con le spese legali da pagare. Stai dando alla tua ex l'arma perfetta per neutralizzare la tua azione legale: le basta dire 'Io ci sto provando, è lui che deposita le carte per cattiveria' per far saltare tutto il tuo castello accusatorio.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quindi hai scoperto il tradimento di tua moglie da informazioni avute dalla sorella, dalla madre o da un amico (se ho ben capito) ? Mi sembra strano.
Il fatto che lasciasse le bambine a dormire altrove spesso, era sospetto.
 

spleen

utente ?
Pure quelle che non ci vanno e costruiscono teorie inscalfibili per dare nobiltà alle proprie scelte

In firma ho delle frasi, ma da smartphone mi hanno detto che non si leggono.
Abbiamo tutti un rumore di fondo, creato dalle esperienze precedenti, che ci fa capire male Secondo me.
Credo che sia umano fare ciò che si crede giusto, solo che è aumentato sempre più il numero delle persone che pretendono che sia giusto quello che fanno.
”Spesso si mette in disordine la propria cameretta per il piacere di riordinare tutto.” Hammer.
Te lo ricordi il discorso sulla "Legge"?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Guarda, la tua logica è ferrea sulla carta, ma in un’aula di tribunale è probabilmente un autogol clamoroso. Legalmente, se dopo le corna accetti la terapia, un giudice può interpretarlo come perdono o tolleranza. L'addebito ti viene rigettato perché dimostri che il tradimento non ha reso la convivenza 'intollerabile' (visto che ci provi ancora). Tu dici che sono piani distinti, ma prova a chiedere a qualunque psicoterapeuta se si può ricostruire la fiducia con uno dei due che ha depositato un atto in cui accusa l'altro di ogni nefandezza per avere l'addebito. La terapia diventerà solo il luogo in cui lei raccoglierà prove per dire che sei tu quello che non vuole davvero la pace. Se il giudice sente odore di terapia, non ti dà la separazione pronta 'nel caso non funzioni'. Ti sospende il giudizio o ti manda a casa a riflettere. E tu resti sposato, con le corna e con le spese legali da pagare. Stai dando alla tua ex l'arma perfetta per neutralizzare la tua azione legale: le basta dire 'Io ci sto provando, è lui che deposita le carte per cattiveria' per far saltare tutto il tuo castello accusatorio.
Interessante.
Io non vedo facilmente l’aspetto strategico.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data

hammer

Utente di lunga data
Il fatto è che quando parlate di quello che dovrebbe fare il traditore, non si capisce nulla.
Proporre la terapia, no, chiedere scusa, no, tirare fuori le cause, no, chiedere di essere accettato per quello che è, no.
La verità è che dovrebbe tornare indietro e cancellare il passato, che è la cosa che non può fare.
Non è più semplice dire che deve sparire dalla vista e basta?
Hai centrato il punto.
 
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