E su questo lei insiste molto: "non posso immaginare e pianificare la mia vita senza di te e nel frattempo lavorare per mantenerla"
Io pero' qui non riesco a decidere al momento: per ora non ho visto nulla che mi porterebbe a rinunciare alla separazione.
Sarebbe solo un atto emotivo, cieco, nella speranza di averci visto giusto prima e questi ultimi mesi siano stati solo una parentesi di follia.
Ma un salto del genere non potrei farlo adesso, quindi se le due cose sono auto-escludenti per lei, dovrei rinunciare alla terapia.
Perche' dite che non si puo' iniziare il percorso di terapia e solo se da risultati almeno incoraggianti fermare la separazione?
Adesso andiamo molto avanti nel tempo, facciamo un gioco mentale e immaginiamo terapia andata a buon fine tra un paio d'anni:
Io comunque non vedrei neanche assurdo finire il matrimonio e continuare la terapia con l'intenzione eventualmente di riconciliare (o addirittura risposarsi dopo il divorzio), visto che i tempi della terapia sono comunque molto più lunghi di quelli legali.
Ma anche non essere piu' sposati, noi ci siamo sposati che la prima figlia aveva quasi due anni, tante coppie hanno figli, vivono insieme e sono coppie ma non sono sposate.