La scelta

PrimaVoce

Utente di lunga data
Per quella che è la mia esperienza, di vita più che professionale, non ho mai sentito di una coppia che va in terapia mentre in parallelo corre una separazione giudiziale.
Lungi da me dire che sia un percorso convenzionale 😅.
Pero' il fatto che "non sia mai stato fatto" non significa che non possa esserlo.

Comunque ho chiesto all'IA (lo so che non e' un parere qualificato):
Sì, succede. Non è la norma, ma capita che una coppia porti avanti una separazione giudiziale e allo stesso tempo inizi o continui una terapia di coppia.

Le due cose stanno su piani diversi:
  • la separazione è un percorso giuridico, che tutela diritti, tempi, aspetti economici e genitoriali;
  • la terapia è un percorso relazionale, che serve a capire se c’è margine per ricostruire oppure per separarsi in modo più consapevole e meno distruttivo.
A volte la terapia nasce proprio durante la causa, quando la rottura diventa concreta e costringe entrambi a confrontarsi davvero. In altri casi serve non per “tornare insieme”, ma per chiudere meglio, soprattutto se ci sono figli.

Quindi sì: può sembrare contraddittorio, ma in realtà è una situazione che esiste ed è più comune di quanto si pensi.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Nessuna al momento.
Una lettera nella quale dicono che stanno preparando una proposta di consensuale e nel frattempo si preparano a difendersi nelle sedi opportune.
Resto della mia idea. Stai accorciando i tempi ma col pericolo serio di tirarti la zappa sui piedi su entrambi i fronti con questa sovrapposizione. Oh qui dentro è pieno di avvocati, nessuno che apre becco quando c'è bisogno di un consiglio sensato.... A parte @Jim Cain
 

Barebow

Utente di lunga data
Resto della mia idea. Stai accorciando i tempi ma col pericolo serio di tirarti la zappa sui piedi su entrambi i fronti con questa sovrapposizione. Oh qui dentro è pieno di avvocati, nessuno che apre becco quando c'è bisogno di un consiglio sensato.... A parte @Jim Cain
L’obiettivo della terapia può essere anche quello di trasformare la fine del legame di coppia in una collaborazione genitoriale civile, tutelando prima di tutto il benessere dei figli.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
L’obiettivo della terapia può essere quello di trasformare la fine del legame di coppia in una collaborazione genitoriale civile, tutelando prima di tutto il benessere dei figli.
Non credo siano queste le regole d'ingaggio del terapeuta in questione, ma con questa impostazione non sarebbe un'idea malvagia. Resta che tutto il percorso si svilupperebbe con una pistola legale di lui puntata alla tempia di lei
 

spleen

utente ?
Non credo siano queste le regole d'ingaggio del terapeuta in questione, ma con questa impostazione non sarebbe un'idea malvagia. Resta che tutto il percorso si svilupperebbe con una pistola legale di lui puntata alla tempia di lei
Si ma è paraculo per lei pretendere altrimenti.
Staremo a vedere cosa succede.
 

spleen

utente ?
Nessuna al momento.
Una lettera nella quale dicono che stanno preparando una proposta di consensuale e nel frattempo si preparano a difendersi nelle sedi opportune.
E nonno nanni che fine ha fatto? Ritirato buon ordine una volta sgamato? O ancora insiste nel contattarla?
 

Brunetta

Utente di lunga data
E su questo lei insiste molto: "non posso immaginare e pianificare la mia vita senza di te e nel frattempo lavorare per mantenerla"
Io pero' qui non riesco a decidere al momento: per ora non ho visto nulla che mi porterebbe a rinunciare alla separazione.
Sarebbe solo un atto emotivo, cieco, nella speranza di averci visto giusto prima e questi ultimi mesi siano stati solo una parentesi di follia.
Ma un salto del genere non potrei farlo adesso, quindi se le due cose sono auto-escludenti per lei, dovrei rinunciare alla terapia.

Perche' dite che non si puo' iniziare il percorso di terapia e solo se da risultati almeno incoraggianti fermare la separazione?

Adesso andiamo molto avanti nel tempo, facciamo un gioco mentale e immaginiamo terapia andata a buon fine tra un paio d'anni:

Io comunque non vedrei neanche assurdo finire il matrimonio e continuare la terapia con l'intenzione eventualmente di riconciliare (o addirittura risposarsi dopo il divorzio), visto che i tempi della terapia sono comunque molto più lunghi di quelli legali.

Ma anche non essere piu' sposati, noi ci siamo sposati che la prima figlia aveva quasi due anni, tante coppie hanno figli, vivono insieme e sono coppie ma non sono sposate.
Io non ho mai considerato la possibilità di una giudiziale. Siamo due pezzenti.
 

Gaia

Utente di lunga data
A contattarla farebbe poca fatica, visto che lavora lì con lei.
Ma ragazzi. Io credo che la contatti ancora. Anche solo con la scusa di passarle un fotocopia.
Mi contatta con scuse ancora parentesi sperando ci sia uno spiraglio.
Il punto è valutare se lei ha lasciato aperto uno spiraglio.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ok, anche per me questo non sarebbe accettabile, e infatti l'ho messo in chiaro.
Pero' visto che alcuni nel forum dicevano questo: " non puoi chiedere a una donna di fare un percorso di 'riparazione' profonda mentre le hai notificato un atto giudiziario. La terapia di coppia serve a ricostruire la fiducia; la separazione legale serve a gestire la sfiducia." mi interessava approfondire, magari vedono qualcosa che io non vedo.
Non confondere una posizione psicologica, con una posizione legale.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Lungi da me dire che sia un percorso convenzionale 😅.
Pero' il fatto che "non sia mai stato fatto" non significa che non possa esserlo.

Comunque ho chiesto all'IA (lo so che non e' un parere qualificato):
Oddio la I.A. dice le cose che dico io.
 
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