La scelta

feather

Utente tardo
Finché la scatola è chiusa, il tradimento è un'onda di probabilità, non un fatto
Ma che te ne frega del tradimento in sé? Se la tua compagna scopa in giro perché a casa le manca l'aria, hai un problema. Se sta male nella relazione e non scopa in giro, hai comunque lo stesso problema. Problema che sarebbe bello tu riuscissi a intravedere.
Il tradimento è solo un campanello che dà l'allarme, non il problema
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Tutte e due.
Mi è venuta voglia di andare all'indiano, dopo che me ha parlato la collega.
Correrei il rischio, dimmi come mangi e ti dirò chi sei.
Io non mangio carne, non mi piace e mi infastidisce la consistenza.
Oltre ad infastidirmi il dover strappare con i denti dall'osso.
E poi mi infastidisce l'odore...io sento odore di cadavere.

La sagra della salamina è sempre stata un tortura per me!

Pochissimi formaggi.
Hanno odori troppo forti.

Adoro i primi a base di verdure, legumi.
Verdure in tutti i modi. Legumi in tutti i modi.

E poi c'è una parte bambina e da junker che non muore mai!!
Quindi la pasta con le noci e la panna 😋 per esempio è un must per me!
Le patatine fritte!!!

Ah, non mi piacciono i dolci.
Salvo il tiramisù.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Condivido.

In particolare i grassetti.

Fra l'altro, mi risulta che il tradimento faccia proprio parte di quello schema di coppia socialmente e storicamente proposto.

Mia nonna, se mio nonno l'avesse tradita, avrebbe semplicemente detto che era un uomo e gli uomini fanno così, non c'è che capirli. Oppure ucciderli nel sonno col cuscino o mettendo il veleno nel cibo.

Mio nonno, se mia nonna l'avesse tradita, l'avrebbe potuta picchiare, rinnegare o anche uccidere in virtù del delitto d'onore.
Sì, è la vecchia scuola: ricondurre la devianza dentro un perimetro socialmente tollerato, purché non metta in crisi l’ordine complessivo.

Quando la priorità è il gruppo e non l’individuo, la morale non nasce per rendere felici le persone, ma per rendere stabile la struttura. E in una struttura gerarchica tradizionale la distribuzione dei ruoli non è negoziabile: fedeltà femminile come garanzia di certezza della discendenza, libertà sessuale maschile come estensione del potere. Non perché “giusto”, ma perché funzionale a quel modello.

Per millenni è stato così. In società agricole, tribali, aristocratiche o schiavistiche, la gerarchia era l’asse portante: il maschio adulto proprietario sopra, tutti gli altri sotto. Donne comprese. Non è romanticismo nero, è semplice analisi storica. La morale sessuale non era un valore etico universale, ma un ingranaggio dell’ordine sociale.

Il cosiddetto delitto d’onore non nasce dal nulla: è il riflesso giuridico di una concezione proprietaria della famiglia. La fedeltà femminile garantiva paternità, eredità, trasmissione dei beni. Il tradimento maschile, invece, raramente minacciava la linea ereditaria, quindi veniva assorbito nel sistema come “deviazione fisiologica”.

E quando una donna conquistava spazio di potere in contesti tradizionali, spesso le veniva richiesto di neutralizzare la propria dimensione sessuale: verginità rituale, vedovanza perpetua, castità politica. Non per misoginia folkloristica, ma perché il potere era codificato come maschile. Per accedervi, dovevi diventare “non-donna” secondo i parametri del tempo.

Il punto però è un altro: che qualcosa abbia funzionato a lungo non significa che fosse ottimale, ma solo che era coerente con l’assetto economico e produttivo dell’epoca. Cambi l’economia, cambia la struttura familiare. Cambia la struttura familiare, cambia la morale. È sempre stato così.

L’errore contemporaneo non è criticare il passato. È fingere che il passato fosse un gigantesco malinteso morale anziché un sistema coerente con le sue condizioni materiali. E l’errore opposto è idealizzarlo come se fosse un Eden di ordine e chiarezza.

Le regole sessuali non sono tavole scolpite nel marmo: sono strumenti di organizzazione sociale. Ieri servivano a proteggere patrimonio e lignaggio. Oggi, in società individualiste e ad alta mobilità, il baricentro si è spostato sull’autonomia personale.

Il problema nasce quando si pretende di applicare la grammatica di un mondo agricolo-patriarcale a una società post-industriale. Oppure, al contrario, quando si giudica il mondo antico con la morale di Instagram.

La storia non è un tribunale. È un manuale di funzionamento dei sistemi. E i sistemi cambiano quando cambiano gli incentivi. Sempre.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
In quegli anni sarò stato meno presente di quanto avrei dovuto? Forse mi sono seduto più del lecito? Avrò dato un po' troppo per scontata la tenuta del rapporto o non ho saputo leggere la sua insoddisfazione che cresceva, anche se non ha mai posto alcuna lamentela che una e a tutte le mie domande in merito rispondeva che andava tutto bene? Chissà, magari se fossi stato irreprensibile sotto tutti questi aspetti avrei evitato il collasso, chi può dirlo?
Questa è l'analisi che interessa a me, se potevi evitare il collasso e le corna lo sai soltanto tu. Che risposte hai dato alle domande che hai posto? Perché si leggono solo le domande...
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Stai usando paradosso del gatto di Schrödinger in modo un po’ forzato, mi vien da dire.

Dici che prima dello sgamo esiste solo un’onda di probabilità, ma nelle relazioni non funziona così: non siamo in un sistema quantistico, dove lo stato è indeterminato fino all’osservazione. Il tradimento, se c’è, è già un fatto prima di essere scoperto. Lo sgamo non lo crea, lo rivela.

Quindi no, non è “conoscere l’esito prima dell’esperimento”.

I segnali non servono a sapere con certezza, ma a orientare la lettura mentre le cose accadono.
Stai di nuovo confondendo “non certo” con “inesistente”.

In più, critichi il determinismo a posteriori, ma finisci nell’estremo opposto: annulli completamente la possibilità di comprendere qualcosa prima dello sgamo. È lo stesso errore, solo ribaltato.

E sulla domanda implicita: chiedersi cosa non si è colto prima non è fanta-interpretazione, è riflessione sui propri criteri di lettura.

Non per dire “avrei dovuto sapere”, ma per capire meglio come si è stati dentro la relazione.
Hai ragione, il gatto di Schrödinger è in sovrapposizione. Ed è esattamente questo il punto: la relazione, prima dello sgamo, era contemporaneamente integra e tradita. Quelli che non hanno mai sgamato vivono in un sistema dove la sovrapposizione non si è mai risolta, e quindi la loro fedeltà è 'vera' quanto il tradimento nascosto. Chiedere di 'farsi domande sui segnali' significa chiedere di aver guardato dentro la scatola prima di aprirla. Ma se avessi passato il tempo a cercare di indovinare se il gatto fosse vivo o morto invece di godermi la sua compagnia, avrei distrutto la relazione per eccesso di analisi. Il problema è che se uno si deve mettere ad analizzare tutti i segnali prima, si corre il serio rischio di cadere in paranoie, e in processi alle intenzioni, diventando il vero sabotatore della relazione
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Io sono tornato anche alle 4 l'anno scorso.
Io, sinceramente, ho sempre fatto come mi pareva. L’orario non mi ha mai impressionato: puoi rientrare alle quattro, alle due o all’alba, non è quello il punto.

Per me conta un’altra cosa: quando ci sei, ci sei davvero. Non a metà. Non con un piede già fuori dalla porta. Non con la testa altrove.

E soprattutto ho sempre distinto abbastanza bene tra chi aveva davvero piacere di stare con me ma aveva una vita piena — impegni, lavoro, casino vario — e chi invece “aveva da fare” come elegante modo per dire che aveva semplicemente di meglio da fare che stare con me. :LOL:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Hai ragione, il gatto di Schrödinger è in sovrapposizione. Ed è esattamente questo il punto: la relazione, prima dello sgamo, era contemporaneamente integra e tradita. Quelli che non hanno mai sgamato vivono in un sistema dove la sovrapposizione non si è mai risolta, e quindi la loro fedeltà è 'vera' quanto il tradimento nascosto. Chiedere di 'farsi domande sui segnali' significa chiedere di aver guardato dentro la scatola prima di aprirla. Ma se avessi passato il tempo a cercare di indovinare se il gatto fosse vivo o morto invece di godermi la sua compagnia, avrei distrutto la relazione per eccesso di analisi. Il problema è che se uno si deve mettere ad analizzare tutti i segnali prima, si corre il serio rischio di cadere in paranoie, e in processi alle intenzioni, diventando il vero sabotatore della relazione

Continui a usare il paradosso del gatto di Schrödinger come se descrivesse davvero le relazioni, ma è lì che il ragionamento si incrina.

Dire che la relazione è “contemporaneamente integra e tradita” non regge: non è una sovrapposizione reale, è una tua costruzione teorica.
Nella realtà, il tradimento c’è o non c’è indipendentemente da quando lo scopri.

Lo sgamo non risolve uno stato ambiguo, rende visibile qualcosa che era già definito.

In più, stai creando un falso dilemma: o vivi sereno o analizzi tutto in modo paranoico.
I segnali non implicano ossessione o “processi alle intenzioni”, servono a non essere completamente ciechi dentro la relazione.

È una via di mezzo che nel tuo discorso sparisce.

E anche qui torni allo stesso scarto logico: per evitare il determinismo a posteriori, finisci per negare qualsiasi possibilità di comprensione prima dello sgamo. Ma così l’unica alternativa diventa ignorare tutto finché non succede qualcosa di evidente.

Infine, chi non “sgama” non vive in una sovrapposizione: semplicemente non sa. E non sapere non rende il tradimento “vero quanto la fedeltà”, rende solo la percezione incompleta.
 

Barebow

Utente di lunga data
Io non mangio carne, non mi piace e mi infastidisce la consistenza.
Oltre ad infastidirmi il dover strappare con i denti dall'osso.
E poi mi infastidisce l'odore...io sento odore di cadavere.

La sagra della salamina è sempre stata un tortura per me!

Pochissimi formaggi.
Hanno odori troppo forti.

Adoro i primi a base di verdure, legumi.
Verdure in tutti i modi. Legumi in tutti i modi.

E poi c'è una parte bambina e da junker che non muore mai!!
Quindi la pasta con le noci e la panna 😋 per esempio è un must per me!
Le patatine fritte!!!

Ah, non mi piacciono i dolci.
Salvo il tiramisù.
A parte la veganità, credo non ideologica, mi sembra normale.
Tiramisù patrimonio dell'umanità, ha fatto furore alle olimpiadi.
Poi io metterei l'undicesimo comandamento: i gusti non si discutono.
 

danny

Utente di lunga data
Io non mangio carne, non mi piace e mi infastidisce la consistenza.
Oltre ad infastidirmi il dover strappare con i denti dall'osso.
E poi mi infastidisce l'odore...io sento odore di cadavere.

La sagra della salamina è sempre stata un tortura per me!

Pochissimi formaggi.
Hanno odori troppo forti.

Adoro i primi a base di verdure, legumi.
Verdure in tutti i modi. Legumi in tutti i modi.

E poi c'è una parte bambina e da junker che non muore mai!!
Quindi la pasta con le noci e la panna 😋 per esempio è un must per me!
Le patatine fritte!!!
Dovessi giudicarti dal cibo hai qualcosa di te che non è mai cresciuto e qualcosa d'altro che ti trattiene dal lasciarti andare.
Io amo i formaggi puzzoni, anche quello con i vermi sardo, la carne, al sangue ma anche cruda, manzo, cavallo, interiora, non amo la verudra e mi strafocherei di patate. Vino sempre rosso, fermo e almeno 13 gradi.
Caffè senza zucchero.
Mi piace variare uscendo. Ma ho un bel problema di colon irritabile che mi trattiene dalla gola, purtroppo.
Una volta esco con la mia amica, mi viene un attacco di mal di pancia, lei mi dice di andare a casa sua... A cagare?
Sono tormato alle due a casa mia con lei in auto sotto casa e poi siamo andati via insieme.
imbarazzante. Lei mangia carne e beve molto. dà soddisfazione.
La collega cerca la varietà, ama mangiare, ma spesso avanza e passa a me e non ama il gorgonzola.
Mia moglie è discontinua, a casa mangia un cazzo, odia il pesce, si strafoca di gorgonzola, cena a volte solo con una banana o una mela.
Questo per le donne con cui mangio più spesso.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Stai usando paradosso del gatto di Schrödinger in modo un po’ forzato, mi vien da dire.

Dici che prima dello sgamo esiste solo un’onda di probabilità, ma nelle relazioni non funziona così: non siamo in un sistema quantistico, dove lo stato è indeterminato fino all’osservazione. Il tradimento, se c’è, è già un fatto prima di essere scoperto. Lo sgamo non lo crea, lo rivela.

Quindi no, non è “conoscere l’esito prima dell’esperimento”.

I segnali non servono a sapere con certezza, ma a orientare la lettura mentre le cose accadono.
Stai di nuovo confondendo “non certo” con “inesistente”.

In più, critichi il determinismo a posteriori, ma finisci nell’estremo opposto: annulli completamente la possibilità di comprendere qualcosa prima dello sgamo. È lo stesso errore, solo ribaltato.

E sulla domanda implicita: chiedersi cosa non si è colto prima non è fanta-interpretazione, è riflessione sui propri criteri di lettura.

Non per dire “avrei dovuto sapere”, ma per capire meglio come si è stati dentro la relazione.
Zia passaci Er prompt :LOL:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sì, è la vecchia scuola: ricondurre la devianza dentro un perimetro socialmente tollerato, purché non metta in crisi l’ordine complessivo.

Quando la priorità è il gruppo e non l’individuo, la morale non nasce per rendere felici le persone, ma per rendere stabile la struttura. E in una struttura gerarchica tradizionale la distribuzione dei ruoli non è negoziabile: fedeltà femminile come garanzia di certezza della discendenza, libertà sessuale maschile come estensione del potere. Non perché “giusto”, ma perché funzionale a quel modello.

Per millenni è stato così. In società agricole, tribali, aristocratiche o schiavistiche, la gerarchia era l’asse portante: il maschio adulto proprietario sopra, tutti gli altri sotto. Donne comprese. Non è romanticismo nero, è semplice analisi storica. La morale sessuale non era un valore etico universale, ma un ingranaggio dell’ordine sociale.

Il cosiddetto delitto d’onore non nasce dal nulla: è il riflesso giuridico di una concezione proprietaria della famiglia. La fedeltà femminile garantiva paternità, eredità, trasmissione dei beni. Il tradimento maschile, invece, raramente minacciava la linea ereditaria, quindi veniva assorbito nel sistema come “deviazione fisiologica”.

E quando una donna conquistava spazio di potere in contesti tradizionali, spesso le veniva richiesto di neutralizzare la propria dimensione sessuale: verginità rituale, vedovanza perpetua, castità politica. Non per misoginia folkloristica, ma perché il potere era codificato come maschile. Per accedervi, dovevi diventare “non-donna” secondo i parametri del tempo.

Il punto però è un altro: che qualcosa abbia funzionato a lungo non significa che fosse ottimale, ma solo che era coerente con l’assetto economico e produttivo dell’epoca. Cambi l’economia, cambia la struttura familiare. Cambia la struttura familiare, cambia la morale. È sempre stato così.

L’errore contemporaneo non è criticare il passato. È fingere che il passato fosse un gigantesco malinteso morale anziché un sistema coerente con le sue condizioni materiali. E l’errore opposto è idealizzarlo come se fosse un Eden di ordine e chiarezza.


Le regole sessuali non sono tavole scolpite nel marmo: sono strumenti di organizzazione sociale. Ieri servivano a proteggere patrimonio e lignaggio. Oggi, in società individualiste e ad alta mobilità, il baricentro si è spostato sull’autonomia personale.

Il problema nasce quando si pretende di applicare la grammatica di un mondo agricolo-patriarcale a una società post-industriale. Oppure, al contrario, quando si giudica il mondo antico con la morale di Instagram.

La storia non è un tribunale. È un manuale di funzionamento dei sistemi. E i sistemi cambiano quando cambiano gli incentivi. Sempre.
E di nuovo concordo.

In particolare sul grassetto.

La comprensione del grassetto implica il sapersi dichiarare che il passato è passato.
E questo implica il saper lasciar andare.

E implica anche come si gestiscono i bias di regolazione del tempo passato e del tempo futuro.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
E di nuovo concordo.

In particolare sul grassetto.

La comprensione del grassetto implica il sapersi dichiarare che il passato è passato.
E questo implica il saper lasciar andare.

E implica anche come si gestiscono i bias di regolazione del tempo passato e del tempo futuro.
Più che altro implica il fatto che nell'inconscio culturale di un maschio non ci deve essere il fatto che i rapporti di forza sono automaticamente dalla parte sua. Io ho un rispetto totale solo per quelle donne che non si fanno scudo della femminilità, se non quando giocano.
 

Barebow

Utente di lunga data
Sì, è la vecchia scuola: ricondurre la devianza dentro un perimetro socialmente tollerato, purché non metta in crisi l’ordine complessivo.

Quando la priorità è il gruppo e non l’individuo, la morale non nasce per rendere felici le persone, ma per rendere stabile la struttura. E in una struttura gerarchica tradizionale la distribuzione dei ruoli non è negoziabile: fedeltà femminile come garanzia di certezza della discendenza, libertà sessuale maschile come estensione del potere. Non perché “giusto”, ma perché funzionale a quel modello.

Per millenni è stato così. In società agricole, tribali, aristocratiche o schiavistiche, la gerarchia era l’asse portante: il maschio adulto proprietario sopra, tutti gli altri sotto. Donne comprese. Non è romanticismo nero, è semplice analisi storica. La morale sessuale non era un valore etico universale, ma un ingranaggio dell’ordine sociale.

Il cosiddetto delitto d’onore non nasce dal nulla: è il riflesso giuridico di una concezione proprietaria della famiglia. La fedeltà femminile garantiva paternità, eredità, trasmissione dei beni. Il tradimento maschile, invece, raramente minacciava la linea ereditaria, quindi veniva assorbito nel sistema come “deviazione fisiologica”.

E quando una donna conquistava spazio di potere in contesti tradizionali, spesso le veniva richiesto di neutralizzare la propria dimensione sessuale: verginità rituale, vedovanza perpetua, castità politica. Non per misoginia folkloristica, ma perché il potere era codificato come maschile. Per accedervi, dovevi diventare “non-donna” secondo i parametri del tempo.

Il punto però è un altro: che qualcosa abbia funzionato a lungo non significa che fosse ottimale, ma solo che era coerente con l’assetto economico e produttivo dell’epoca. Cambi l’economia, cambia la struttura familiare. Cambia la struttura familiare, cambia la morale. È sempre stato così.

L’errore contemporaneo non è criticare il passato. È fingere che il passato fosse un gigantesco malinteso morale anziché un sistema coerente con le sue condizioni materiali. E l’errore opposto è idealizzarlo come se fosse un Eden di ordine e chiarezza.

Le regole sessuali non sono tavole scolpite nel marmo: sono strumenti di organizzazione sociale. Ieri servivano a proteggere patrimonio e lignaggio. Oggi, in società individualiste e ad alta mobilità, il baricentro si è spostato sull’autonomia personale.

Il problema nasce quando si pretende di applicare la grammatica di un mondo agricolo-patriarcale a una società post-industriale. Oppure, al contrario, quando si giudica il mondo antico con la morale di Instagram.

La storia non è un tribunale. È un manuale di funzionamento dei sistemi. E i sistemi cambiano quando cambiano gli incentivi. Sempre.
Cazzo, sto migliorando, ho capito. 😂
 
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