La scelta

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Secondo me, per come la conosco e per il fatto che "non abbia mai trasgredito", questa sua prima trasgressione / ribellione l'ha sconvolta.
Non c'e' stata dentro e quindi l'ha fatto nel peggiore dei modi: sia per le modalità', per la spregiudicatezza e anche nella comunicazione post scoperta.
Non tanto per l'esperienza in se' quanto per l'esperienza della trasgressione e del come fa sentire.

Non nel tradimento, ma in altri contesti, a me sono capitate situazione border-line dove io ero "il ladro".
Saper giocare con le "guardie", fargliela sotto il naso ed eventualmente gestire quando ti beccano, non e' cosa facile per tutti.
Anche questo, come tutto, in parte viene dal nostro patrimonio genetico, in parte si impara con l'esperienza.
E lei non lo ha mai imparato, perche' non lo ha mai fatto (tranne adesso)
No. È una deficiente e a te rode il culo di esserti scelto una deficiente.
Facci pace e guarda avanti.
Non è un tuo fallimento.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Caro @PrimaVoce come tutti anche io ti dico la mia ovviamente filtrata dalle esperienze vissute.
A mio avviso il tradimento è perdonabile o meno a seconda delle modalità.
Per me il tradimento nell'intimità famigliare è imperdonabile.
Imperdonabile è che per lei non fosse un'aggravante
La seconda cosa imperdonabile è l'averti detto che avrebbe messo la relazione in pausa.
Io mi interrogherei cercando di capire se è veramente stupoda o molto probabilmente solo dotata di una profondità empatica di una pozzanghera asciutta.

Per quanto riguarda la domanda "Dovrei contattarlo?" io sono (e tutti mi daranno addosso) per contattarlo e farlo cagare sotto.
Un tizio che è entrato in casa mia è si è appropriato, non di mia moglie, che è una persona pensante e che decide per se, ma della mia intimità cioè si è insinuato nella mia casa fra le mie cose, ha dormito e scopato nel mio letto, ha bevuto nei miei bicchieri si è seduto sul mio divano,ecc ecc non va solo contattato, va denunciato pere violazione di domicilio. E la legge lo permette, magari poi sarà un nulla di fatto ma è una lezione che imparerà a vita.

Comunque hai fatto bene a separarti, da quello che hai raccontato e dal comportamento di tua moglie non è che ci vedo così tanti spiragli di riconciliazione.
con la milfona come va?
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Per quanto riguarda la domanda "Dovrei contattarlo?" io sono (e tutti mi daranno addosso) per contattarlo e farlo cagare sotto.
Un tizio che è entrato in casa mia è si è appropriato, non di mia moglie, che è una persona pensante e che decide per se, ma della mia intimità cioè si è insinuato nella mia casa fra le mie cose, ha dormito e scopato nel mio letto, ha bevuto nei miei bicchieri si è seduto sul mio divano,ecc ecc non va solo contattato, va denunciato pere violazione di domicilio. E la legge lo permette, magari poi sarà un nulla di fatto ma è una lezione che imparerà a vita.
Avevi cominciato così bene.
La violazione di domicilio? Con il consenso dell'avente diritto? :LOL: :LOL: :LOL:
 

hammer

Utente di lunga data
Caro @PrimaVoce come tutti anche io ti dico la mia ovviamente filtrata dalle esperienze vissute.
A mio avviso il tradimento è perdonabile o meno a seconda delle modalità.
Per me il tradimento nell'intimità famigliare è imperdonabile.
Imperdonabile è che per lei non fosse un'aggravante
La seconda cosa imperdonabile è l'averti detto che avrebbe messo la relazione in pausa.
Io mi interrogherei cercando di capire se è veramente stupoda o molto probabilmente solo dotata di una profondità empatica di una pozzanghera asciutta.

Per quanto riguarda la domanda "Dovrei contattarlo?" io sono (e tutti mi daranno addosso) per contattarlo e farlo cagare sotto.
Un tizio che è entrato in casa mia è si è appropriato, non di mia moglie, che è una persona pensante e che decide per se, ma della mia intimità cioè si è insinuato nella mia casa fra le mie cose, ha dormito e scopato nel mio letto, ha bevuto nei miei bicchieri si è seduto sul mio divano,ecc ecc non va solo contattato, va denunciato pere violazione di domicilio. E la legge lo permette, magari poi sarà un nulla di fatto ma è una lezione che imparerà a vita.

Comunque hai fatto bene a separarti, da quello che hai raccontato e dal comportamento di tua moglie non è che ci vedo così tanti spiragli di riconciliazione.
"L'amante che entra in casa, specialmente nella casa coniugale, può essere denunciato per violazione di domicilio (art. 614 c.p.), poiché la giurisprudenza ritiene che, in un contesto di vita comune, il consenso di un solo coniuge non basta a legittimare l'ingresso dell'amante contro la volontà dell'altro. Il reato scatta quando l'amante si introduce o si trattiene contro la volontà manifestata o tacita del coniuge non traditore, configurando un'intrusione in un luogo privato senza il consenso di tutti i titolari del diritto di escludere terzi." (Citazione da Google AI)
 

cipolino

Utente di lunga data
Avevi cominciato così bene.
La violazione di domicilio? Con il consenso dell'avente diritto? :LOL: :LOL: :LOL:
Se lei gli ha aperto la porta di casa e lo ha fatto accomodare non c'è nessuna violazione di domicilio.
Secondo la giurisprudenza (App. Cagliari, 21 novembre 1990), si può denunciare per violazione di domicilio (art. 610 cod. pen.) l’amante del coniuge che entra in casa senza il proprio permesso.

È infatti pacifico che entrambi i coniugi abbiano il diritto di vietare l’ingresso a chi considerano ospiti sgraditi, indipendentemente da chi sia il proprietario legale dell'abitazione.


Naturalmente un amante è pacifico che sia considerato "ospite sgradito"


https://dmstudiolegale.it/quando-si-puo-denunciare-lamante/#elementor-toc__heading-anchor-5

https://idfox.it/blog/infedelta-con...domicilio-idfox-agenzia-investigazini-milano/
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Senti, capa pesante :LOL:
Qui parlano tutti, ognuno con la sua storia e la sua formazione. Sei te che stai su un forum a caccia di risposte da figurine virtuali invece di pagarti strizzacervelli e avvocati, o amici in vita reale.
Prenderti le risposte che vuoi e non scassare la minchia no?
Io prendo tutto quello che viene, tu pure.
Stai tranquillo che non mi mancano gli strizzacervelli, gli avvocati e gli amici reali.

Se non ti piace quel che leggi dimmelo, come hai fatto, lo accetto. Tu accetta quello che ti ho scritto io.
 

hammer

Utente di lunga data
"L'amante che entra nella casa coniugale può essere denunciato per violazione di domicilio (art. 614 c.p.).
Ecco i punti chiave basati sulla giurisprudenza consolidata e sugli aggiornamenti al 2026:
  • Necessità del consenso unanime: Per entrare in un domicilio coabitato è necessario il consenso di tutti i titolari del diritto di godimento. Il consenso di un solo coniuge non è sufficiente a rendere lecito l'ingresso se l'altro non è d'accordo.
  • Dissenso implicito: Anche se il coniuge tradito non è presente o non ha espresso un divieto esplicito, la legge presume un suo dissenso implicito all'ingresso dell'amante per fini adulterini.
  • Consapevolezza dell'amante: Il reato si configura perché l'amante è consapevole di introdursi in una dimora altrui senza il permesso di uno dei coabitanti, agendo quindi con dolo.
  • Procedibilità: Il reato è punibile a querela di parte. Il coniuge tradito ha 3 mesi di tempo dalla scoperta del fatto per presentare la denuncia.
  • Pene: La violazione di domicilio prevede la reclusione da 1 a 4 anni.
Altre implicazioni legali:
Oltre alla denuncia penale contro l'amante, il coniuge tradito può richiedere l'addebito della separazione a carico del partner infedele e l'eventuale risarcimento dei danni. In casi estremi, se il coniuge traditore costringe il partner a subire la presenza dell'amante in casa, può configurarsi anche il reato di maltrattamenti in famiglia. " (Citazione da Google AI)
 

oriente70

Utente di lunga data
N
Non vi nego che quando l'ho scoperto, ho pensato andasse avanti da mesi.
Magari ha mentito bene, e' stata fortunata a prendere le date giusto e tutto si e' incastrato alla perfezione.
Certamente il corteggiamento andava avanti da tempo. Io parlo di quando la relazione e' iniziata, e penso che inizio Novembre sia realistico.
Ma cerchero' di tendere occhi e orecchie, magari scopro che va avanti da di piu', ma non ha cosi importanza.
Novembre di che anno?
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Secondo la giurisprudenza (App. Cagliari, 21 novembre 1990), si può denunciare per violazione di domicilio (art. 610 cod. pen.) l’amante del coniuge che entra in casa senza il proprio permesso.

È infatti pacifico che entrambi i coniugi abbiano il diritto di vietare l’ingresso a chi considerano ospiti sgraditi, indipendentemente da chi sia il proprietario legale dell'abitazione.


Naturalmente un amante è pacifico che sia considerato "ospite sgradito"


https://dmstudiolegale.it/quando-si-puo-denunciare-lamante/#elementor-toc__heading-anchor-5

https://idfox.it/blog/infedelta-con...domicilio-idfox-agenzia-investigazini-milano/
Si, ho letto.
Onestamente pensavo bastasse il consenso di una delle persone titolari del diritto di proprietà, mi pare abbastanza ovvio che il benestare di entrambi (e, quindi, anche del tradito) sia leggermente difficile da ottenere.

E comunque, perché quella violazione produca effetti giuridici in capo al trasgressore (e a vantaggio del tradito) va da sè che debba essere provata.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Secondo la giurisprudenza (App. Cagliari, 21 novembre 1990), si può denunciare per violazione di domicilio (art. 610 cod. pen.) l’amante del coniuge che entra in casa senza il proprio permesso.

È infatti pacifico che entrambi i coniugi abbiano il diritto di vietare l’ingresso a chi considerano ospiti sgraditi, indipendentemente da chi sia il proprietario legale dell'abitazione.


Naturalmente un amante è pacifico che sia considerato "ospite sgradito"


https://dmstudiolegale.it/quando-si-puo-denunciare-lamante/#elementor-toc__heading-anchor-5

https://idfox.it/blog/infedelta-con...domicilio-idfox-agenzia-investigazini-milano/
Si, ho letto.
Onestamente pensavo bastasse il consenso di una delle persone titolari del diritto di proprietà, mi pare abbastanza ovvio che il benestare di entrambi (e, quindi, anche del tradito) sia leggermente difficile da ottenere.

E comunque, perché quella violazione produca effetti giuridici in capo al trasgressore (e a vantaggio del tradito) va da sè che debba essere provata.
Io nel mio caso ho la relazione del professionista, quindi la prova la ho. Detto questo un passaggio con l'avvocato lo farò, grazie del consiglio. Anche se il mio avvocato è un civilista, qui mi sembra siamo nel penale.
 

hammer

Utente di lunga data
Si, ho letto.
Onestamente pensavo bastasse il consenso di una delle persone titolari del diritto di proprietà, mi pare abbastanza ovvio che il benestare di entrambi (e, quindi, anche del tradito) sia leggermente difficile da ottenere.

E comunque, perché quella violazione produca effetti giuridici in capo al trasgressore (e a vantaggio del tradito) va da sè che debba essere provata.
Intanto, all'amico, credo basterebbe la sola minaccia di una querela per farlo diventare immediatamente un grande consumatore di Imodium.

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PrimaVoce

Utente di lunga data
Chat gpt però smentisce Google AI

Sì, sono sicuro: secondo il diritto penale italiano, il consenso di uno solo degli aventi diritto basta a escludere la violazione di domicilio, anche se l’altro è contrario. Ti spiego con precisione, perché è un punto delicato.
1. Cosa dice la legge (art. 614 c.p.)
La violazione di domicilio esiste solo se qualcuno:
“si introduce nell’abitazione altrui contro la volontà dell’avente diritto”
👉 La parola chiave è avente diritto (singolare o plurale).
2. Casa cointestata / casa coniugale
Quando l’abitazione è:
cointestata
oppure casa coniugale durante il matrimonio
entrambi i coniugi sono “aventi diritto”.
📌 Regola fondamentale affermata dalla Cassazione:
Il consenso di uno solo degli aventi diritto rende lecita l’introduzione del terzo.
Quindi:
tua moglie poteva autorizzare l’ingresso dell’amante
anche contro la tua volontà
anche se tu non eri presente
anche se eri contrario o all’oscuro
➡ Nessun reato di violazione di domicilio.
3. Giurisprudenza consolidata (Cassazione)
La Corte di Cassazione ha affermato più volte che:
“In presenza di una pluralità di titolari del diritto di godimento dell’abitazione, il consenso anche di uno solo di essi è sufficiente a escludere il reato di violazione di domicilio.”
Questo vale anche nei rapporti coniugali, anche se l’ingresso è finalizzato a una relazione extraconiugale.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Io nel mio caso ho la relazione del professionista, quindi la prova la ho. Detto questo un passaggio con l'avvocato lo farò, grazie del consiglio. Anche se il mio avvocato è un civilista, qui mi sembra siamo nel penale.
Ma ti può essere utile come leva nella trattativa, non per trarre vantaggi che lasciano il tempo che trovano, ma almeno per arrivare ad un equo accordo con poche balle
 

hammer

Utente di lunga data
Questo è quel che ne pensa Gemini:


La questione è molto dibattuta, ma la giurisprudenza italiana (in particolare la Corte di Cassazione) ha delineato dei confini abbastanza netti.

In linea generale, la risposta è: dipende dal consenso.

1. Il principio del "Dissenso"
Il reato di violazione di domicilio (art. 614 c.p.) scatta quando qualcuno si introduce nell'abitazione altrui contro la volontà di chi ha il diritto di escluderlo.

  • Se un coniuge è consenziente: Se uno dei due coniugi invita l'amante in casa mentre l'altro è assente, in genere non si configura il reato. Questo perché entrambi i coniugi hanno pari diritto di disporre della casa e di farvi entrare chi desiderano.
  • Se c'è l'espresso divieto dell'altro coniuge: La Cassazione ha stabilito che il consenso di un coniuge non può prevalere sul dissenso espresso dell'altro. Se il coniuge tradito ha esplicitamente vietato all'amante di entrare, l'ingresso di quest'ultimo può configurare il reato.
2. Il concetto di "Ius Escludendi" (Diritto di Esclusione)
Secondo l'orientamento prevalente, il diritto di escludere terzi dalla propria casa spetta a titolari paritari (marito e moglie).

  • Se l'amante entra sapendo che il coniuge assente non lo vorrebbe o se agisce in modo "clandestino" per evitare il proprietario, il rischio di denuncia esiste.
  • Tuttavia, la giurisprudenza recente tende a dare molta importanza al fatto che l'ingresso avvenga con il consenso di almeno uno dei titolari del domicilio.
3. Le conseguenze civili
Anche se non dovesse scattare la denuncia penale per violazione di domicilio, l'ingresso dell'amante nella casa coniugale ha conseguenze pesanti sul piano civile:

  • Addebito della separazione: Far entrare l'amante in casa è considerato un comportamento gravemente ingiurioso verso l'altro coniuge, rendendo quasi automatico l'addebito della separazione a carico di chi ha tradito.
  • Risarcimento danni: In alcuni casi, se l'atto avviene in modo plateale o tale da ledere la dignità del coniuge tradito, può essere richiesto un risarcimento per danni non patrimoniali.
In sintesi
ScenarioRischio Penale (Art. 614 c.p.)
L'amante entra col consenso di un coniuge (all'insaputa dell'altro)Basso/Escluso (nella maggior parte dei casi)
L'amante entra nonostante il divieto esplicito dell'altro coniugeAlto
L'amante si introduce con l'inganno o clandestinamentePossibile
 

hammer

Utente di lunga data
Per Grok invece è assolutamente perseguibile.


Sì, l'amante che entra nella casa coniugale può essere denunciato per violazione di domicilio ai sensi dell'art. 614 del codice penale italiano.

Motivo principale

L'articolo 614 c.p. punisce con la reclusione da 1 a 4 anni chiunque si introduce nell'abitazione altrui (o in altro luogo di privata dimora) contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero clandestinamente o con inganno.


Nella casa coniugale, lo ius excludendi (diritto di escludere terzi) appartiene indivisibilmente a entrambi i coniugi, per il principio di parità e tutela della domus come bene comune. Serve quindi il consenso di entrambi per autorizzare l'ingresso di un terzo. Il consenso di uno solo dei coniugi (quello infedele) non è sufficiente, e l'ingresso dell'amante avviene implicitamente contro la volontà dell'altro coniuge (dissenso tacito, presunto in tale contesto).

Giurisprudenza consolidata

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 7864/1987, ha espressamente affermato che «commette il reato di violazione di domicilio colui che si introduce nella casa coniugale altrui, durante l'assenza del marito, al fine di avere rapporti carnali con la moglie, dovendosi ritenere che l'introduzione sia avvenuta contro la volontà del marito stesso».


Questo orientamento è pacifico e ribadito in numerose pronunce successive, nonché in dottrina: in caso di più conviventi (come i coniugi), è necessario il consenso di tutti; il dissenso (anche implicito) di uno solo integra il reato.

Condizioni per la denuncia

Il reato è procedibile a querela della persona offesa (il coniuge tradito), che deve essere presentata entro 3 mesi dalla conoscenza del fatto.


Se l'ingresso avviene con violenza, minaccia o arma, si applicano aggravanti e il reato diventa procedibile d'ufficio.

Nota importante

Questo vale per la casa coniugale durante il matrimonio (o convivenza familiare). In caso di separazione (anche solo di fatto), lo ius excludendi passa spesso al coniuge assegnatario, ma il principio rimane simile per terzi non autorizzati.


In sintesi, sì: l'ingresso dell'amante nella casa coniugale senza il consenso di entrambi i coniugi configura violazione di domicilio, con rischio di condanna penale per l'amante.
 

Warlock

Utente di lunga data
con la milfona come va?
Mi hanno trasferito dove c'è la dirigenza... non la vedo da 6 mesi ma comunque non ci sarebbe mai stato niente... ho poi saputo di un collega che ha avuto una tresca con lei e dopo che sono stati scoperti... un'altra famiglia rovinata...
 

gvl

Utente di lunga data
Io nel mio caso ho la relazione del professionista, quindi la prova la ho. Detto questo un passaggio con l'avvocato lo farò, grazie del consiglio. Anche se il mio avvocato è un civilista, qui mi sembra siamo nel penale.
Vista la situazione è sicuramente penale......
 

cipolino

Utente di lunga data
Si, ho letto.
Onestamente pensavo bastasse il consenso di una delle persone titolari del diritto di proprietà, mi pare abbastanza ovvio che il benestare di entrambi (e, quindi, anche del tradito) sia leggermente difficile da ottenere.

E comunque, perché quella violazione produca effetti giuridici in capo al trasgressore (e a vantaggio del tradito) va da sè che debba essere provata.
Come qualsiasi cosa che viene prodotta in un tribunale...
Chat gpt però smentisce Google AI

Sì, sono sicuro: secondo il diritto penale italiano, il consenso di uno solo degli aventi diritto basta a escludere la violazione di domicilio, anche se l’altro è contrario. Ti spiego con precisione, perché è un punto delicato.
1. Cosa dice la legge (art. 614 c.p.)
La violazione di domicilio esiste solo se qualcuno:
“si introduce nell’abitazione altrui contro la volontà dell’avente diritto”
👉 La parola chiave è avente diritto (singolare o plurale).
2. Casa cointestata / casa coniugale
Quando l’abitazione è:
cointestata
oppure casa coniugale durante il matrimonio
entrambi i coniugi sono “aventi diritto”.
📌 Regola fondamentale affermata dalla Cassazione:
Il consenso di uno solo degli aventi diritto rende lecita l’introduzione del terzo.
Quindi:
tua moglie poteva autorizzare l’ingresso dell’amante
anche contro la tua volontà
anche se tu non eri presente
anche se eri contrario o all’oscuro
➡ Nessun reato di violazione di domicilio.
3. Giurisprudenza consolidata (Cassazione)
La Corte di Cassazione ha affermato più volte che:
“In presenza di una pluralità di titolari del diritto di godimento dell’abitazione, il consenso anche di uno solo di essi è sufficiente a escludere il reato di violazione di domicilio.”
Questo vale anche nei rapporti coniugali, anche se l’ingresso è finalizzato a una relazione extraconiugale.
Le AI non fanno giurisprudenza...
E spesso dicono cazzate!
 
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