Anche io mi sento di averlo fatto, la porta era chiusa pero'.
Non sono pessimista di natura, ma, sulla base dell'esperienza (non solo personale) quando l' infedeltà commessa (1) viene scoperta e non confessata e (2) non è seguita da una sincera disposizione a spiegare le ragioni (escludendo quelle usuali, stereotipate), accompagnata da una cessazione seria della relazione extra (sempre in apparenza, perché non c' è certezza) non solo è finita la precedente coppia (cosa scontata) ma è minima la possibilità di ricostruire un nuovo rapporto di coppia su diverse basi solide.
Ci vuole un lavoro di introspezione ed analisi da parte di entrambi i partners - con o senza aiuto psicologico esterno - e rapporti interpersonali ancora decenti. Quest'ultima condizione dipende anche da come viene impostata la separazione, nel senso che l' accordo sulla consensuale non deve essere sofferto (lungo negoziato) o essere frutto di una procedura di separazione con addebito.
Per fare ciò, e qui invoco l' esperienza di chi fa per attività principale il diritto di famiglia (segui i consigli di Arcistufo e Gaia), se si instaura un negoziato tra i coniugi e risulta travagliato, le posizioni di entrambi i contendenti si irrigidiscono e le possibilità di riconciliazione diventano minime, se non inesistenti.
Mi lascia piuttosto perplesso che, pur essendoti avvalso di un legale e, probabilmente, di investigatore privato, tu non abbia stabilito una strategia precisa basata sui rischi che corri nel caso non riesca a trovare un accordo con tua moglie.
Dovresti avere già chiaro (essere informato su) quali sono i tuoi punti forti e quelli deboli quando inizi un negoziato. In altri termini, devi essere una nave che ha una rotta e non una piattaforma che deve essere rimorchiata per posizionarsi.
Aggiungo un dato di esperienza personale (in famiglia abbiamo avuto ed abbiamo ingegneri) la cultura ingegneristica tende molto a schematizzare ed assumere dati certi e cura meno gli aspetti degli atteggiamenti umani (non sempre prevedibili). Il che non sempre giova in questioni di diritto di famiglia, dove una parola di troppo può avere effetti dirompenti sul piano della relazione personale.
Ovviamente, sono mie opinioni personali da osservatore qualunque.