Ed è l'ultimo punto che ho indicato, saperle tenere.
Il tempo passa e la ragazzina inizia ad avere esigenze ed idee diverse
Su questo non sono d’accordo.
E non sono per lavoro anche se ne ho viste e ne vedo tante, ma per esperienza sporcata sul campo.
Esistono donne — soprattutto per educazione e per il brodo culturale italiano — che arrivano al tavolo con una lista già scritta. Prima ancora che il poveraccio abbia diritto a una personalità, gli hanno assegnato delle funzioni. Portare i soldi. Cambiare le lampadine. Tenere in piedi la baracca emotiva. Fare il padre come dice la madre. Essere forte, ma non troppo. Presente, ma non invadente. Responsabile, ma muto. Un elettrodomestico con l’anima, se va bene. E pure col cazzo a comando
Il problema non è tenerle.
Il problema è che, spesso, non ti vogliono come uomo: ti vogliono come infrastruttura.
Io ho visto amici, alcuni stretti stretti, brillare come fari. Gente che per un periodo ha fatto soldi veri, quelli che ti fanno credere di aver capito tutto. Liquidità, rispetto, donne che ti guardano come se fossi un porto sicuro. Poi il vento gira. Il mercato ti prende a schiaffi. O arriva il fisco, che sembra rincoglionito ma rincoglionito non è affatto. E perdi. Non tutto, eh, ma abbastanza da capire chi sei.
E lì succede una cosa molto semplice e molto lontana dalle seghe mentali e dalla letteratura:
le donne che restano accanto a un uomo in disgrazia si contano sulle dita di una mano.
Monca.
Non perché siano cattive. Perché sono state educate a stare vicino alla funzione, non alla persona. Quando la funzione salta, saltano anche loro. Fine della poesia.
Per questo dico che, se un uomo vuole davvero rimettersi sul mercato senza vendersi l’anima, prima deve arrivare a un punto preciso: non dover chiedere niente a nessuno. Né comprensione, né tempo, né indulgenza. Quella testa, a trent’anni, in Italia, non ce l’hai. A quaranta forse sì, se hai fatto i passi giusti. Ma questo significa una cosa sola: che sei diventato un calcolatore. Uno che misura. Uno che non butta più il cuore oltre l’ostacolo, perché l’ostacolo l’ha già preso in faccia.
E a quel punto è ovvio che, se vuoi mettere su famiglia, cerchi una più giovane — anche solo di poco. Non per furbizia, ma per asimmetria temporale. Perché sai quanto costa sbagliare. E non hai più tempo per fare l’eroe romantico.
Ed è anche per questo che mia figlia la lascio sistemata.
Dietro c’è un pensiero molto semplice e molto poco nobile: voglio che abbia libertà di scelta vera.
E, sì, fondamentalmente c’è pure il desiderio egoista di uno che spera di diventare nonno.
