Io in realtà non sto affatto giocando con te. E no, non ho bisogno di validazione. Non starò a spiegarti le motivazioni perché sarebbe superfluo lavare la testa all’asino perché si perde tempo, acqua e sapone.
Ma fammi il piacere, ogni riga che scrivi essuda bisogno di validazione, a cominciare dall'amante babbione nonché complessato al quale hai succhiato le palle per essere benedetta dal vecchio saggio
Ho lasciato del sottointeso, convinto che l'avresti interpretato. Riformulo:
In costanza di matrimonio, la differenza tra essere sposati e non esserlo è pressoché nulla.
La differenza la vedi quando finiscono le "cose normali", che non vuol dire solo separarsi: può voler dire ovviamente la morte ma anche una malattia seria. In tal caso, allora, le differenze diventano serie ed importanti. Ho almeno due coppie di amici che, dopo anni di convivenza e anche figli, si sono sposate subito dopo la prima malattia seria di uno dei due. Una terza coppia ci sta pensando.
Per carità, sarà un limite mio ma come sottinteso è un po' troppo ingarbugliato: se stai parlando di questioni successorie reversibilità pensioni e quant'altro, il tuo discorso fa perfettamente senso. Se stai parlando del dolore della perdita o di altre questioni psicologiche essere sposati o non esserlo non cambia assolutamente un cazzo.
Tra l'altro questa è una peculiarità tutta italiana perché all'estero dove ad esempio sono validi gli accordi prematrimoniali, sì è molto più liberi di disporre dei propri diritti economici per cui il matrimonio veramente è un giocattolo in più.
Io con la mia ex moglie, proprio perché non volevo avere di questi problemi, e volevo una rintracciabilità di chi avesse messo cosa, abbiamo fatto una srl e ci abbiamo messo gli immobili dentro.
Onestamente tra l'altro è l'ultima persona che vorrei al mio capezzale se mi prendesse una schicchera fatta bene
Eppure molte ragazze lo vorrebbero
E che je ce posso fa? Colpa della Disney, mica della realtà. La realtà è sempre oggettiva pure quando è stronza.