Non ti riconosco più.
Ti ho letto per anni quando dissertavi in modo acuto e brillante sul tradimento, arrivando spesso ad un livello di accettazione che per molti era comprensibilmente inaccettabile.
Oggi ti leggo in un registro completamente diverso, disinvolto, da viveur.
È impossibile restare uguali.
Ho iniziato a scrivere qui 13 anni fa.
Nel frattempo è morta mia cognata, ho perso alcuni amici, ho rischiato di diventare vedovo e mia moglie è senza una tetta, con gli ormoni azzerati e l'osteoporosi, quando prima faceva spaccata frontale e saggitale e girava nuda con un corpo da ballerina.
C'è stato il lockdown, ho avuto una figlia anoressica con disturbi ossessivi che è andata in coma, finita in ospedale per dieci giorni, ha vissuto una relazione tossica disastrosa, abbiamo dovuto lottare per farle passare in vita l'adolescenza...
E ora che sono finalmente tranquillo non posso che guardare con serenità a tutto ciò che ho passato e valutare ciò che ho, contando ormai gli anni che mi restano, non molti, per godermelo.
E do valore ad ogni cosa.
Alla stabilità della mia famiglia, a mia figlia che ha ottimi risultati a scuola ed è molto intelligente e bella, al rapporto che ha con mia madre.
Alla mia collega, di cui mi innamorai non ricambiato 13 anni fa, e che ancora mi fa vibrare qualcosa dentro quando le sono vicino.
Alla mia amica e a questi anni che ho passato con lei, a chi ho conosciuto durante questo percorso, alle mie band, alla musica, anche al mio cazzo di cane.
E a chi non posso citare che resta nel mio spazio segreto
Ho superato di tutto, la mia vista com'era previsto sta calando, ma mi sono alleggerito del peso delle negatività.
È cambiato il mio sguardo perché sono più in pace con me stesso.