La scelta

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Se le persone sono diverse, perché la compagna di una vita dovrebbe agire con le stesse modalità di un bullo?
Il bullismo, come il tradimento conclamato e non ""sanzionato"", si basa sullo sconfinamento: io faccio un passo oltre il tuo limite e guardo cosa succede. Se non succede nulla, o se la reazione è un 'vabbè, sono cose che succedono...', il messaggio che passa al mio cervello non è 'oh, che persona magnanima', ma 'ok, il confine non esiste'.

Inoltre dire che è 'la compagna di una vita' è un'aggravante, non un'attenuante: il bullo è un estraneo: da lui il male te lo aspetti, o comunque non ti deve nulla, la compagna è il tuo porto sicuro, il suo tradimento è un 'fuoco amico'. Se accetti il fuoco amico senza reagire, non stai salvando l'amore, stai dichiarando che la tua integrità ha un prezzo (o non ne ha alcuno). Il punto non è la cattiveria gratuita del bullo, ma il meccanismo di tolleranza all'abuso. Se accetti lo schiaffo (il tradimento) magari per paura di perdere la relazione, stai autorizzando il pugno (la reiterazione). Il rispetto non è un sentimento che sgorga dal cuore perché sei bravo e perdoni; il rispetto è un confine che tieni in piedi tu. Se lo abbassi tu, perché lei dovrebbe rialzarlo dopo che ha appena dimostrato di fottersene?
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ho tradito sia per sesso che per amore.

E ti assicuro che alle tradite gliene fregava meno di niente che fosse per l'uno o per l'altro motivo.

Se, poi, chi tradisce pensa che un motivo sia più nobile dell'altro...beh, il mio mite consiglio è di tenersi per sè certe distinzioni, che magari servono a spiegare un tradimento, certo non a giustificarlo.
Il tradimento non si spiega al tradito.
Qualunque tentativo di “spiegazione” è solo gestione del danno. E spesso è manipolazione.

La distinzione tra “per sesso” e “per amore” serve a chi tradisce, non a chi subisce.
Al tradito interessa una cosa sola: che è successo.

Per questo non farsi scoprire è basilare.
Non solo per pararsi il culo, ma anche per proteggere l’altro da un trauma che magari non è in grado di metabolizzare.

Il traditore sciatto è il vero problema.
Non tanto per la morale, ma per l’incapacità di gestire le conseguenze.

Il tradito, nella mia visione, va trattato come qualcuno a cui tieni ma che non è funzionale al cento per cento alla tua felicità.
Ti organizzi una parte della vita a prescindere, ma contemporaneamente tuteli la sua serenità perché non vuoi distruggerla.

È come quando hai un guaio enorme da gestire: non vai a scaricarlo su tuo figlio di quattro anni. Gli dai i bacetti, lo metti a letto, e poi ti metti al PC a sistemare il casino.

Con tutte le cautele del caso.

Se non sei in grado di fare questo, non è questione di etica alta o bassa.
È questione di incapacità gestionale. Per questo ritengo che @PrimaVoce dovrebbe liberarsi della moglie prima possibile.
 

feather

Utente tardo
Il bullismo, come il tradimento conclamato e non ""sanzionato"", si basa sullo sconfinamento: io faccio un passo oltre il tuo limite e guardo cosa succede. Se non succede nulla, o se la reazione è un 'vabbè, sono cose che succedono...', il messaggio che passa al mio cervello non è 'oh, che persona magnanima', ma 'ok, il confine non esiste
Quindi una compagna va tenuta in riga altrimenti si allarga, se allunga la zampina giù una righellata?
È così che vedi una relazione a due?
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Tua moglie, se non lo hai ancora capito, è stata una grandissima stronza, e non per come ce la immaginiamo noi, per come l'hai descritta tu.
Cercare di giustificarla dopo che ti ha fattole corna, e pazienza, dopo che sei andato a ritirartela fuori dal motel, e pazienza, dopo che ti ha messo le mani addosso, e pazienza, dopo che ha ricontattato l'amante, etc, non la configura come un prototipo di tutte le donne, grazie a Dio.
Per una volta, straquoto.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Quindi una compagna va tenuta in riga altrimenti si allarga, se allunga la zampina giù una righellata?
È così che vedi una relazione a due?
Non si tratta di 'tenere in riga' nessuno, ma di come reagisci tu quando qualcuno decide di passarti sopra. Il tradimento non è 'allungare la zampina', è una scelta deliberata di rompere un patto di fiducia. Se la tua risposta a una umiliazione del genere è il silenzio o l'accettazione passiva, non stai costruendo una 'relazione a due' sana, stai accettando una gerarchia dove l'altro può farti del male e tu resti lì a ringraziare che non sia stato peggio.
Vedere la relazione come un luogo dove il rispetto è opzionale e le conseguenze sono inesistenti non è amore, è dipendenza. Se io ti tradisco e tu resti come se nulla fosse, il messaggio che mi dai non è 'mi ami tantissimo', ma 'puoi farmi quello che vuoi, tanto io non me ne vado'.
È questo il modello di relazione che difendi? Quello in cui la dignità di uno dei due è sacrificabile sull'altare della 'tenuta' della coppia a ogni costo?
 

Nicky

Utente di lunga data
Il tradimento non si spiega al tradito.
Qualunque tentativo di “spiegazione” è solo gestione del danno. E spesso è manipolazione.

La distinzione tra “per sesso” e “per amore” serve a chi tradisce, non a chi subisce.
Al tradito interessa una cosa sola: che è successo.

Per questo non farsi scoprire è basilare.
Non solo per pararsi il culo, ma anche per proteggere l’altro da un trauma che magari non è in grado di metabolizzare.

Il traditore sciatto è il vero problema.
Non tanto per la morale, ma per l’incapacità di gestire le conseguenze.

Il tradito, nella mia visione, va trattato come qualcuno a cui tieni ma che non è funzionale al cento per cento alla tua felicità.
Ti organizzi una parte della vita a prescindere, ma contemporaneamente tuteli la sua serenità perché non vuoi distruggerla.

È come quando hai un guaio enorme da gestire: non vai a scaricarlo su tuo figlio di quattro anni. Gli dai i bacetti, lo metti a letto, e poi ti metti al PC a sistemare il casino.

Con tutte le cautele del caso.

Se non sei in grado di fare questo, non è questione di etica alta o bassa.
È questione di incapacità gestionale. Per questo ritengo che @PrimaVoce dovrebbe liberarsi della moglie prima possibile.
Anche se sono d'accordo, però osservo che il traditore che viene scoperto, viene sempre percepito come sciatto.
Si pensa sempre che, se è stato scoperto, è perché non ha fatto le cose come si deve.
Ma, non so, a me non convince. Non dico per la moglie di @PrimaVoce , ma in generale.
La vita è molto più casuale di quel che si pensa.
 

Gaia

Utente di lunga data
Anche se sono d'accordo, però osservo che il traditore che viene scoperto, viene sempre percepito come sciatto.
Si pensa sempre che, se è stato scoperto, è perché non ha fatto le cose come si deve.
Ma, non so, a me non convince. Non dico per la moglie di @PrimaVoce , ma in generale.
La vita è molto più casuale di quel che si pensa.
Secondo me chi viene scoperto e’ perché inconsapevolmente vuole essere scoperto.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non si tratta di 'tenere in riga' nessuno, ma di come reagisci tu quando qualcuno decide di passarti sopra. Il tradimento non è 'allungare la zampina', è una scelta deliberata di rompere un patto di fiducia. Se la tua risposta a una umiliazione del genere è il silenzio o l'accettazione passiva, non stai costruendo una 'relazione a due' sana, stai accettando una gerarchia dove l'altro può farti del male e tu resti lì a ringraziare che non sia stato peggio.

Vedere la relazione come un luogo dove il rispetto è opzionale e le conseguenze sono inesistenti non è amore, è dipendenza. Se io ti tradisco e tu resti come se nulla fosse, il messaggio che mi dai non è 'mi ami tantissimo', ma 'puoi farmi quello che vuoi, tanto io non me ne vado'.

È questo il modello di relazione che difendi? Quello in cui la dignità di uno dei due è sacrificabile sull'altare della 'tenuta' della coppia a ogni costo?
Vero tutto.

Ma la gerarchia dove uno fa male e l’altro abbozza non nasce col tradimento.
Si costruisce molto prima. E si costruisce ogni giorno, anche dentro coppie fedelissime e monogame.

Non è il tradimento a creare lo squilibrio.
È lo squilibrio che rende il tradimento devastante.

La dignità, poi, è una parola che viene tirata fuori sempre al momento opportuno. A volte è sacrosanta. A volte è una leva.

Da divorzista ti dico: nel momento in cui hai un vantaggio lo devi massimizzare. Se hai una posizione forte, la porti a casa. È strategia pura. E non mi scandalizzo.

Ma ho visto anche l’altra faccia: traditi che hanno usato la “dignità” come scudo morale per sistemarsi i propri conti, per condonare i propri torti, per riscrivere la storia a proprio favore.

Non sto difendendo la passività.
Sto dicendo che le dinamiche di potere non iniziano con le corna. Le corna le rendono solo visibili.

Se tu resti dopo un tradimento, può essere dipendenza.
Può essere paura.
Può essere calcolo.
Può essere amore.

Non esiste una sola lettura.

La vera domanda non è “hai difeso la dignità?”.
È: “che posizione avevi prima ancora che succedesse?”.

Perché se eri già in basso, il tradimento non ti ha umiliato.
Ha solo acceso la luce.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Anche se sono d'accordo, però osservo che il traditore che viene scoperto, viene sempre percepito come sciatto.

Si pensa sempre che, se è stato scoperto, è perché non ha fatto le cose come si deve.

Ma, non so, a me non convince. Non dico per la moglie di @PrimaVoce , ma in generale.

La vita è molto più casuale di quel che si pensa.
Sì, la vita è casuale.
Ma non così tanto.

Se stai con qualcuno con un QI da 230 non lo tradisci.
Se stai con qualcuno che ti guarda davvero, non lo tradisci.
Se stai con qualcuno che sa che siamo sempre tutti sul mercato e si comporta di conseguenza, non lo tradisci.

Il tradimento raramente nasce dal nulla.
Nasce dentro sacche di disinteresse.
Dentro routine che diventano anestesia.
Dentro dinamiche di noia reciproca — e sottolineo reciproca.

Non ho mai visto corna nascere in una relazione viva e vigile da entrambe le parti.
Le ho sempre viste crescere in spazi lasciati scoperti.

Poi certo, la casualità esiste. L’imprevisto esiste.
Ma i margini che ti portano a farti scoprire, e che dovresti utilizzare per non farti scoprire, sono gli stessi che ti hanno portato a guardare fuori: maturano quasi sempre dentro una storia che si è già allentata.

Bisogna avere cura del rapporto anche e soprattutto quando ti cerchi una stampella fuori altrimenti è più opportuno lasciare anche a costo di stare separati in casa e dividersi il mutuo a 30 anni
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Vero tutto.

Ma la gerarchia dove uno fa male e l’altro abbozza non nasce col tradimento.
Si costruisce molto prima. E si costruisce ogni giorno, anche dentro coppie fedelissime e monogame.

Non è il tradimento a creare lo squilibrio.
È lo squilibrio che rende il tradimento devastante.

La dignità, poi, è una parola che viene tirata fuori sempre al momento opportuno. A volte è sacrosanta. A volte è una leva.

Da divorzista ti dico: nel momento in cui hai un vantaggio lo devi massimizzare. Se hai una posizione forte, la porti a casa. È strategia pura. E non mi scandalizzo.

Ma ho visto anche l’altra faccia: traditi che hanno usato la “dignità” come scudo morale per sistemarsi i propri conti, per condonare i propri torti, per riscrivere la storia a proprio favore.

Non sto difendendo la passività.
Sto dicendo che le dinamiche di potere non iniziano con le corna. Le corna le rendono solo visibili.

Se tu resti dopo un tradimento, può essere dipendenza.
Può essere paura.
Può essere calcolo.
Può essere amore.

Non esiste una sola lettura.

La vera domanda non è “hai difeso la dignità?”.
È: “che posizione avevi prima ancora che succedesse?”.

Perché se eri già in basso, il tradimento non ti ha umiliato.
Ha solo acceso la luce.
Se anche fosse vero che il rispetto mancava già prima e secondo me lo è eccome, il tradimento è il momento della verità suprema. È il segnale che non puoi più ignorare. Potresti pensare che avresti pertanto dovuto difendere i confini molto prima che accadesse, ma è pur sempre senno di poi. Ma ora che il confine è stato palesemente disintegrato, che fai? Se non chiudi ora, non stai solo confermando lo squilibrio precedente, lo stai istituzionalizzando. Stai firmando un contratto in cui accetti che l'altro abbia il diritto di calpestarti perché, in fondo, 'l'aveva già fatto un po' alla volta'. Per me resta un'equazione binaria: o c'è il rispetto (e quindi la reazione al torto), o c'è la sottomissione (il perdono post-sgamo). Non esiste una via di mezzo strategica che salvi la "dignità"
 

hammer

Utente di lunga data
Non si tratta di 'tenere in riga' nessuno, ma di come reagisci tu quando qualcuno decide di passarti sopra. Il tradimento non è 'allungare la zampina', è una scelta deliberata di rompere un patto di fiducia. Se la tua risposta a una umiliazione del genere è il silenzio o l'accettazione passiva, non stai costruendo una 'relazione a due' sana, stai accettando una gerarchia dove l'altro può farti del male e tu resti lì a ringraziare che non sia stato peggio.
Vedere la relazione come un luogo dove il rispetto è opzionale e le conseguenze sono inesistenti non è amore, è dipendenza. Se io ti tradisco e tu resti come se nulla fosse, il messaggio che mi dai non è 'mi ami tantissimo', ma 'puoi farmi quello che vuoi, tanto io non me ne vado'.
È questo il modello di relazione che difendi? Quello in cui la dignità di uno dei due è sacrificabile sull'altare della 'tenuta' della coppia a ogni costo?
Nei rapporti sentimentali è importante comunicare, anche senza dirlo apertamente, che ogni azione genererà una reazione e comporterà delle conseguenze.
Non serve esplicitare questo principio: spesso è il nostro modo di agire, la coerenza dei nostri comportamenti e la nostra postura psicologica a renderlo evidente e comprensibile.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Se anche fosse vero che il rispetto mancava già prima e secondo me lo è eccome, il tradimento è il momento della verità suprema. È il segnale che non puoi più ignorare. Potresti pensare che avresti pertanto dovuto difendere i confini molto prima che accadesse, ma è pur sempre senno di poi. Ma ora che il confine è stato palesemente disintegrato, che fai? Se non chiudi ora, non stai solo confermando lo squilibrio precedente, lo stai istituzionalizzando. Stai firmando un contratto in cui accetti che l'altro abbia il diritto di calpestarti perché, in fondo, 'l'aveva già fatto un po' alla volta'. Per me resta un'equazione binaria: o c'è il rispetto (e quindi la reazione al torto), o c'è la sottomissione (il perdono post-sgamo). Non esiste una via di mezzo strategica che salvi la "dignità"
Il tradimento è dove tu hai messo la bandierina.
Io, per dire, l'avrei messa molto prima o molto dopo.
Ripeto: da avvocato ti dico che chiudere in posizione di vantaggio è la migliore scelta razionalmente parlando.
Sui sentimenti, non credo che non dare una seconda possibilità sia sempre la scelta corretta.
L'importante è che se chiudi a livello sentimentale lo sai che non è la scelta dell'eroe. Lo stai facendo perché egoisticamente non vuoi più trovarti in uno scenario di vita futura in cui poi ogni volta che il telefono squilla a vuoto, ogni volta che lei torna a casa con 20 minuti di ritardo per un qualunque cazzo, il tuo cervello va automaticamente a pensare a quello scenario lì.
 

Gaia

Utente di lunga data
Ma no, di gente che sbraga è pieno. E deve morì. Perché sbraga, mica perché tradisce.
Ma se sbraga e’ perché non gliene importa. Io avevo un’amica che aveva una relazione fallimentare sotto tutti i punti di vista. Ma veramente sotto tutti. Il tizio anche come padre era ed è un soggetto assente emotivamente e spesso anche fisicamente.
Bene, si è trovata un amante e per un po’ ah funzionato (tipo due mesi) poi un giorno mentre chiamava lui, ha aggiunto (senza volerlo) la sorella del compagno. Se ne è accorta dopo qualche minuto e subito ha chiuso e mi ha chiamata. Ecco, sinceramente per me voleva che la scoprissero e siccome si sentiva in colpa voleva pure espiare la colpa.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Nei rapporti sentimentali è importante comunicare, anche senza dirlo apertamente, che ogni azione genererà una reazione e comporterà delle conseguenze.
Non serve esplicitare questo principio: spesso è il nostro modo di agire, la coerenza dei nostri comportamenti e la nostra postura psicologica a renderlo evidente e comprensibile.
Ah, l'odore del delitto d'onore alle 7 del mattino :LOL:
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ma se sbraga e’ perché non gliene importa. Io avevo un’amica che aveva una relazione fallimentare sotto tutti i punti di vista. Ma veramente sotto tutti. Il tizio anche come padre era ed è un soggetto assente emotivamente e spesso anche fisicamente.
Bene, si è trovata un amante e per un po’ ah funzionato (tipo due mesi) poi un giorno mentre chiamava lui, ha aggiunto (senza volerlo) la sorella del compagno. Se ne è accorta dopo qualche minuto e subito ha chiuso e mi ha chiamata. Ecco, sinceramente per me voleva che la scoprissero e siccome si sentiva in colpa voleva pure espiare la colpa.
Vabbè ma l'amica tua è scema :LOL: Ne poteva parlare con te prima di fare sta sceneggiata.
 
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