No bello mio.
La differenza non sta nel non farne una divinità.
Sta nel fatto che se una persona ti piace da matti ma ha limiti strutturali evidenti, e tu decidi comunque di tenerla dentro la tua vita, quei limiti li devi gestire.
E la gestione dei limiti strutturali non è mai solo interiore.
Non la risolvi dicendo: “la comprendo nella sua umanità”.
La risolvi decidendo fin dove può arrivare. E fin dove no.
Se quei limiti incidono sulla tua felicità, hai due strade:
– o li compensi con una gestione pratica e materiale, mettendo confini chiari e limitando la libertà d’azione su ciò che ti danneggia
– oppure quella persona deve uscire dalla tua vita
Perché se lei vuole essere completamente libera, non può farlo al prezzo della mia felicità.
Altrimenti io non sono un compagno.
Non sono un marito.
Non sono un amante.
Sono un fedele, su questo ha ragione da vendere
@Jim Cain