Ma i segnali ci sono sempre, come anche prima dei terremoti. Però mi pare che quando fecero causa ai tempi del berlusca per non aver previsto il terremoto in Abruzzo del 2009 nonostante i segnali, è finita che hanno scritto che non si può condannare la scienza per non aver previsto l'imprevedibile
Ed è in quel fare condannare che non ci troviamo.
È parecchi post che cerco il modo per scriverlo ma l'hai scritto tu, grazie.
Sono pagine e pagine che si gira intorno ad un fatto semplicissimo: chi è il condannato?
Anche quando si edulcora il concetto parlando di responsabilità.
E sì che i segnali ci sono sempre.
Semplicemente non si pensa quasi mai che possano portare al terremoto.
O che il terremoto non potrà mai accadere a me.
I segnali ci sono sempre per il semplice motivo che si sta parlando di processi. Sia parlando di relazioni sia parlando di terremoti.
E si sta dicendo che, nonostante tutto, non esistono garanzie.
MA questa assenza di garanzie non riguarda il bene vs il male, i buoni vs i cattivi, i colpevoli vs gli innocenti soprattutto.
Ma anche i sani vs i malati. Separo apposta questo aspetto. Se chi mi tradisce è malato, beh...io come ne esco?
Perchè ti attacchi a una parola per cambiare discorso e non rispondere nel merito? Se nel 2009 era un processo vero perché si diceva che erano stati colpevolmente ignorarti dei segnali presunti inequivocabili, per forza devo usare il termine "condanna", ma il punto è che semplicemente è stato stabilito e ribadito che la scienza, anche in presenza di segnali, non può predire il futuro, figuriamoci un povero cristo in un matrimonio del quale non sappiamo nulla di come fosse prima dello sgamo. E infatti non hai ancora risposto alla mia domanda: se lui si dovrebbe chiedere cosa gli è sfuggito prima, tutti coloro che non hanno neanche mai sgamato? Tutti rimbambiti?
Io uso le parole perchè siamo su un forum, quindi sono gli unici strumenti che ho a disposizione.
Hai usato un parallelo, il processo riguardo un terremoto per provare ad esplicitare il fatto non si condanna il non cogliere i segnali.
Giusto?
E io ti ho risposto sottolineando che, in diversi post e non soltanto nei tuoi, si respira l'aria della condanna, della colpa, del colpevole riguardo l'interazione traditore/tradito. Di uno scontro ideale fra bene vs il male, i buoni vs i cattivi, i colpevoli vs gli innocenti soprattutto. Ma anche i sani vs i malati.
A me non è mai piaciuta quell'aria.
E non mi piace perchè descrive il potere nelle relazioni ma facendo finta che non esista il potere.
Quando dico che un tradito molto probabilmente non ha colto segnali e dico che in una relazione ci sono responsabilità rispetto alla relazione mica sto dicendo che quella responsabilità scarica il traditore di scelte che lo riguardano e che le carica sul tradito. Non è una ripartizione di colpe il parlare di responsabilità di ognuno rispetto alla relazione.
A te è servito il processo per sostenere il fatto che pure nella legge non si condanna il non cogliere segnali, ti ho seguito usando ciò che tu hai messo in campo.
Se seguirti non è soddisfacente, allora ti posso dire che il tuo parallelo, terremoto e processo, è completamente slegato da un contesto relazionale.
Tipo dirti che la relazione come una piantina da annaffiare è un esempio assolutamente non rappresentativo di una relazione ed è una falsa credenza.
Un terremoto e i segnali precedenti al terremoto non parlano dell'interazione fra scienziati e terremoto.
Gli scienziati non hanno il minimo interscambio con i segnali, se non in termini meramente osservativi.
Non sono convolti affettivamente con i segnali di un terremoto e un terremoto non è minimamente coinvolto affettivamente con le vittime che restano sotto le macerie.
Quindi.
Eliminiamo il tuo parallelo in modo definitivo perchè non descrive nulla che ha a che vedere con una relazione.
Ed eliminiamo anche la parola rimbambiti. (però mi incuriosisce: come mai hai usato proprio la parola rimbambiti?)
I segnali ci sono sempre perchè si sta parlando di qualcosa di processuale, che non nasce in se stesso e non muore in se stesso.
In particolare stiamo parlando in una relazione che è il processo attraverso cui si esplica l'interazione fra individui, entrambi protagonisti di quell'interazione che è fatta di scambi comunicativi.
Poi...si può collegare oppure no quel che si coglie.
Si può non riuscire a vederlo ("non lo farebbe mai!!")
Oppure ancora si può vederlo e, più o meno consciamente, scegliere di ignorarlo.
Quando parlo di segnali non parlo di segnali del tradimento, che è un sintomo o l'esplosione finale.
Parlo di piccole interferenze nella relazione, nella comunicazione e nell'interazione.
Parlo di piccoli allontanamenti, dati magari dall'affidarsi alle routine, alle abitudini. Che è anche fisiologico, per certi versi. Ma che spesso viene invece scambiato per fiducia. E poi spesso diventa un dar per scontato che l'altro sarà sempre lì a prescindere.