Nicky
Utente di lunga data
Che tradire, anche perché è mentire, non sia un gesto morale, non credo venga negato da nessuno (l'etica è una cosa un po' diversa e più complessa, che può tenere conto di tri fattori perciò la lascerei fuori), perciò sono d'accordo.Nascondere il tradimento al partner altera la sua percezione della coppia e del reale, in pratica gli si fornisce una versione di comodo funzionale ai nostri bisogni.
Quindi, si, è manipolazione.
Eticamente la menzogna è sbagliata, su questo non ho dubbi. Pone la persona che la subisce in una posizione di inferiorità.
Detto ciò, se si tradisce, evidentemente si è ragionato per poter scegliere un percorso piuttosto che un altro.
Il recupero dopo non può prescindere dal cancellare lo schermo dell'invenzione
Ci si deve trovare di fronte a una situazione finalmente reale.
Il trauma del tradito deriva proprio dalla presa di coscienza di aver vissuto, questo sì, in una specie di Truman Show.
Ciò non sempre accade: chi tradisce non smette di creare una situazione vantaggiosa, raccontando menzogne e minimizzando l'accaduto.
Non credo sia l'opzione migliore, perché prolunga una situazione di manipolazione rendendola parte integrante del rapporto.
Tradire richiede la sospensione dell'etica, necessariamente, che è l'unico baluardo per non tradire.
Questo può avvenire se vi sono delle ragioni, personali e di coppia, che permettono di farlo.
Non è così scontato.
Non penso che il solo baluardo per non tradire sia la morale, che anzi mi sembra un guardiano scadente, penso che lo siano l'amore per gli altri e per sé stessi. È anche l'unico fronte su cui lavorare.
Il punto è che facciamo i conti con l'amore per gli altri e per noi stessi che abbiamo e che è, a volte, più limitato di quel che ci vorrebbe.