Infatti, se ho ben capito, anche lui conterebbe di arrivare ad un accordo consensuale entro 1 mese e 1/2.Sinceramente se mintrovassi in una siruazione così cercherei una separazione tranwuilla, senza addebiti, perchè, constatata l'impossibilita dinuna riconciliazione, vorrei fare la mia vita in fretta e mettere le mie energie su altro.
In realtà non c'è nessuna contraddittorietà. È quello che qualsiasi divorzista avrebbe consigliato a uno nella sua situazione: fai ricorso, tenendo ben presente che, nelle more della giudiziale, c'è sempre modo per mettersi d'accordo. Andasse male, hai i tempi processuali a gestire il calendario. Tu non hai idea che danni fanno quelli che, per paura della reazione dall'altra parte traccheggia la depositare un ricorso per separazione consensuale o giudiziale i mesi che uno passa all'interno della casa senza mettere le cose in chiaro vanno sempre a detrimento poi del lavoro
Poteva depositare un ricorso senza chiedere l'addebito, tanto alla fine è solo una perdita di tempo e se il giudice deve decidere non so quanto vada ad incidere realmente sulle condizioni economicheContinuo a ritenere che cercare contemporaneamente uno scontro giudiziario (perché la giudiziale quello è) e una riconciliazione crea inevitabilmente una situazione ambigua e parecchio contraddittoria.
Immagina la situazione concreta: da una parte va avanti la terapia di coppia, i colloqui, i tentativi di recupero, dall’altra procede la macchina della separazione giudiziale, che a un certo punto impone scelte nette e non più rinviabili.
Perché sai bene che in una giudiziale arriva il momento in cui devi decidere se affondare davvero il colpo oppure no.
Ad esempio se insistere nella richiesta di addebito, se contestare il diritto agli alimenti della moglie adultera, se sostenere fino in fondo che quel tradimento abbia avuto conseguenze giuridicamente rilevanti.
E io ti dico che il paradosso è solo apparente. E su questo parlo da addetto ai lavori. In civile puoi sempre conciliare fino a mezz'ora prima che la sentenza è scritta. Quindi prima si deposita il ricorso e poi si tratta.Continuo a ritenere che cercare contemporaneamente uno scontro giudiziario (perché la giudiziale quello è) e una riconciliazione crea inevitabilmente una situazione ambigua e parecchio contraddittoria.
Immagina la situazione concreta: da una parte va avanti la terapia di coppia, i colloqui, i tentativi di recupero, dall’altra procede la macchina della separazione giudiziale, che a un certo punto impone scelte nette e non più rinviabili.
Perché sai bene che in una giudiziale arriva il momento in cui devi decidere se affondare davvero il colpo oppure no.
Ad esempio se insistere nella richiesta di addebito, se contestare il diritto agli alimenti della moglie adultera, se sostenere fino in fondo che quel tradimento abbia avuto conseguenze giuridicamente rilevanti.
E perché è una perdita di tempo?Poteva depositare un ricorso senza chiedere l'addebito, tanto alla fine è solo una perdita di tempo e se il giudice deve decidere non so quanto vada ad incidere realmente sulle condizioni economiche
Esattamente cosa cambia? Io l'addebito intanto te lo chiedo. Poi a conciliare facciamo sempre il tempo. Questo è l'atteggiamento mentale tipico di chi manda qualcuno a difenderlo con le armi spuntateSinceramente se mintrovassi in una siruazione così cercherei una separazione tranwuilla, senza addebiti, perchè, constatata l'impossibilita dinuna riconciliazione, vorrei fare la mia vita in fretta e mettere le mie energie su altro.
Non dico che non sia un'opzione.Esattamente cosa cambia? Io l'addebito intanto te lo chiedo. Poi a conciliare facciamo sempre il tempo. Questo è l'atteggiamento mentale tipico di chi manda qualcuno a difenderlo con le armi spuntate
Sul fatto che il senso di colpa rompe il cazzo e cerca di portarla a casa sfondi una porta aperta.Non dico che non sia un'opzione.
Dipende dalla situazione. Io ho spesso visto, nelle mie amicizie, che chi si sente in colpa per la responsabilità del tradimento e della rottura del matrimonio, nei primi tempi tende a non avanzare troppe richieste e, quindi, all'inizio chiude a condizioni ragionevoli.
Se passa il periodo iniziale, il senso di colpa sfuma, e diventa più difficile.
Certo occorre mostrarsi risoluti e avere chiaro in mente un orizzonte temporale entro cui chiudere, come in ogni trattativa, non permettere di temporeggiare troppo.
Poi dipende anche dalla situazione concreta, da ciò di cui si discute.
È che non è un bonus infinito, bisogna sfruttarlo nei primi tempiSul fatto che il senso di colpa rompe il cazzo e cerca di portarla a casa sfondi una porta aperta.
Esattamente.È che non è un bonus infinito, bisogna sfruttarlo nei primi tempi![]()
Non lo so, sai.Poteva depositare un ricorso senza chiedere l'addebito, tanto alla fine è solo una perdita di tempo e se il giudice deve decidere non so quanto vada ad incidere realmente sulle condizioni economiche
Non lo so, sai.
Mi pare che lui guadagni molto più di lei, quindi in questo caso la botta economica sarebbe stata notevole.
Esattamente cosa cambia? Io l'addebito intanto te lo chiedo. Poi a conciliare facciamo sempre il tempo. Questo è l'atteggiamento mentale tipico di chi manda qualcuno a difenderlo con le armi spuntate
Il punto, secondo me, è che se la differenza reddituale tra i coniugi non è irrilevante, chiedere una separazione con addebito in casi del genere non è soltanto legittimo, ma anche perfettamente razionale. Si parla magari di evitare di dover versare 1.000/1.500 euro al mese ad una persona che ha violato il patto matrimoniale attraverso un comportamento fedifrago.Da quello che ho letto la differenza di reddito pesa meno rispetto a tempi addietro, e per me l'obiettivo in questo caso sarebbe levarmela dai coglioni il più velocemente possibile. Se bisogna mettersi lì davanti a un giudice a discutere se le corna sono l'unico motivo per cui il rapporto è andato a ramengo oppure il rapporto era già andato a ramengo prima, per me è già troppo tempo perso. Tanto il mantenimento ai figli non credo sia influenzato e giustamente va dato comunque, e la casa segue loro a prescindere da nonno nanni che ci è andato a trombare. Poi logicamente io starei al consiglio dell'avvocato. Se ritiene che la carta è da giocare, allora la si gioca.
Le energie non le metti tu, al limite le mette il tuo avvocato.Sinceramente se mintrovassi in una siruazione così cercherei una separazione tranwuilla, senza addebiti, perchè, constatata l'impossibilita dinuna riconciliazione, vorrei fare la mia vita in fretta e mettere le mie energie su altro.
Ma sai, tutto dipende da quanto pesano 1000 euro in più sul mio bilancio.Le energie non le metti tu, al limite le mette il tuo avvocato.
Dopodiché, se ritieni che sia normale girare l'assegno di mantenimento ad una persona che ti ha tradito, per il solo e unico obiettivo di vivere una vita tranquilla, secondo me a condurre una vita tranquilla sarà molto più facilmente il coniuge fedifrago e non tu.
Considerato che in questo caso:
- lascerebbe la casa alla madre delle figlie
- dovrebbe ovviamente girare il mantenimento per le figlie
- dovrebbe ovviamente e di conseguenza trovarsi un'altra sistemazione, con aumento dei costi mensili in capo ovviamente solo a lui.
In definitiva, immaginando una discrepanza reddituale notevole, dovrebbe girare non meno di 1.000/1.500 euro al mese per le due figlie, pagare l'affitto per un altro appartamento (non so dove vivono ma ipotizziamo un minimo di 800 euro al mese) e magari girare alla moglie un mantenimento non inferiore a 1000 euro al mese.
Tutta 'sta tranquillità io non la vedo.
Continuo davvero a non capire.Ma sai, tutto dipende da quanto pesano 1000 euro in più sul mio bilancio.
A me peserebbero, ma in effetti io e mio marito siamo più o meno a pari reddito e patrimonio.
Se io avessi quattro volte il suo reddito, preferirei liquidarlo.
È vero che lavorano gli avvocati, ma se hai figli in comune, l'altro devi vederlo e preferirei avere a che fare con chi è un po' in debito con me, perchè mi darebbe più potere.
Mi colpisce sempre la tua capacità di metterti nei panni degli altri, quando si parla di corna in particolareDa quello che ho letto la differenza di reddito pesa meno rispetto a tempi addietro, e per me l'obiettivo in questo caso sarebbe levarmela dai coglioni il più velocemente possibile. Se bisogna mettersi lì davanti a un giudice a discutere se le corna sono l'unico motivo per cui il rapporto è andato a ramengo oppure il rapporto era già andato a ramengo prima, per me è già troppo tempo perso. Tanto il mantenimento ai figli non credo sia influenzato e giustamente va dato comunque, e la casa segue loro a prescindere da nonno nanni che ci è andato a trombare. Poi logicamente io starei al consiglio dell'avvocato. Se ritiene che la carta è da giocare, allora la si gioca.
Che si è dimostrato per l'appunto una cagata, come ampiamente previsto e prevedibileMi colpisce sempre la tua capacità di metterti nei panni degli altri, quando si parla di corna in particolare
Il suo obiettivo NON e levarsela dai coglioni il prima possibile.
Nè spostare la parte economica troppo fuori dai protocolli del tribunale (che sono sempre quelli).
La differenza sta nell'usare lo strumento della giudiziale contemporaneamente all'offerta di riconciliazione.
Quanto ti viene il pisello duro quando il mondo per una congiunzione astrale si allinea col tuo vissuto.Che si è dimostrato per l'appunto una cagata, come ampiamente previsto e prevedibile
Deve sentirsi in colpa e in debito quel che serve, per permettermi di ottenere ciò che mi va bene.Continuo davvero a non capire.
Proprio perché hai dei figli in comune con quella persona, proprio per quel motivo, non è chiudendo la partita il più velocemente possibile che chiudi ogni rapporto.
E non è assolutamente detto che chiudere quel rapporto nel modo più veloce possibile ti regalerà la tranquillità.
Perché il dolore per la separazione, e per il tradimento, comunque rimane, e non è abbuonando una cifra mensile che scomparirà.
Ah, stai pure certa che, nel momento in cui non chiedi l'addebito, sarà quella persona a detenere un potere nei tuoi confronti, di modi per lavarsi la coscienza ce ne sono mille e quindi non è assolutamente detto che, un domani o per tutta la vita, quella persona si sentirà in qualche modo in debito con te.