Ognuno sceglie le priorità per sé e la famiglia. Ma andare a lavorare all estero e stare a casa due settimane su 4, crea uno squilibrio importante nella coppia dove la madre bene o male deve essere il perno centrare su cui si regge la famiglia, mentre il padre è variabile, cioè che contribuisce appena può. Quando fai una scelta del genere, a prescindere dal giudizio, devi mettere in conto che il rapporto nel tempo può essere compromesso. La maternità, come è emerso in terapia, è stato un cambiamento molto importante per questa donna, che non solo ha ridotto il suo orario lavorativo, ma ha creato anche lontananza fisica e magari emotiva dal partner che era interessato alla carriera e al beneficio economico. Secondo me la frase che dice che il tempo è meglio di qualità che di quantità è vero in parte. Probabilmente quando hanno discusso sull accettare il lavoro all estero nessuno si è reso conto degli eventuali rischi nel compromettere l equilibrio familiare, che si è rivelato essere precario (già da prima probabilmente).
Quindi non è questione di giudicare lui come padre ma sicuramente ci sono state delle scelte che non hanno portato quel benessere sperato.
Quindi dire "eh mai lui stava lavorando per un maggior benessere ecconomico" può essere una motivazione non valida. Una parte di colpa va attribuita anche a lui, in quanto ha scelto delle priorità che si sono rivelate sbagliate.